L’infanzia difficile del “Sig. Nintendo West”

L’infanzia difficile del “Sig. Nintendo West”
Confronto fra la medesima outfit indossata dalla tredicenne Lyn nelle versioni JAP ed EUR di Xenoblade Chronicles X

Confronto fra la medesima outfit indossata dalla tredicenne Lyn nelle versioni JAP ed EUR di Xenoblade Chronicles X

A distanza di poche settimane dal lancio di Xenoblade Chronicles X, attesissima esclusiva per Nintendo Wii U sviluppata da Monolith Soft e curata da Tetsuya Takahashi, un fulmine a ciel sereno sconvolge l’attesa di chi, come il sottoscritto, si è già lanciato nel preorder selvaggio dell’immancabile collector’s edition. I ragazzi di GameXplain hanno infatti fatto notare che nell’edizione occidentale del J-RPG sono state apportate alcune modifiche. La prima, e forse la più comprensibile dal punto di vista culturale, è il ritocco dell’età di una delle protagoniste principali, che da 13enne è passata a essere una 16enne con la passione per le outfit castigate. (pare che il ritocco all’età sia ancora da verificare, ma la modifica ai vestiti è comunque ufficiale NdR) Poco male, d’altronde noi gaijin abbiamo avuto a che fare con operazioni di questo tipo praticamente da sempre, vedi l’età di alcune protagoniste di Dead or Alive che in Giappone sono semplicemente minorenni, ma che in Europa sono presentate come maggiorenni o dall’età non dichiarata.

La seconda è la conferma del doppiaggio nella sola lingua inglese; un boccone piuttosto amaro considerando il cast stellare assoldato in quel del Sol Levante per caratterizzare i personaggi, ma in fin dei conti tollerabile, considerando come a differenza del prequel, Xenoblade Chronicles, la localizzazione del sequel sia stata curata in America. Addio accento british insostenibile.

La prossima volta che guardate un micino miagolare su youtube ricordatevi che è nudo, pedo-zoofili che non siete altro!

La prossima volta che guardate un micino miagolare su youtube ricordatevi che è nudo, pedo-zoofili che non siete altro!

La terza, ed è quella più incomprensibile, nonché vagamente sessista è la rimozione di un’opzione che nell’editor personaggio permetteva di modificare l’imponenza del senato degli avatar femminili, potendo far decidere al giocatore se fosse interessato a vestire i ruoli di una piatta ragazzaccia pronta a menare le mani o di una burrosa venere con la passione per armi a lunga gittata. Di default tutte le donne del gioco vanteranno una sola misura di seni. Questo dopo che Nintendo aveva confermato che il gioco non avrebbe sofferto di alcun taglio/cambiamento nella difficile operazione di localizzazione.

Senza prendere spunto dalla policy pro-famiglie Made in Nintendo promossa durante la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, si sta comunque parlando dell’ennesimo episodio di bieca censura a cui i videogiochi pubblicati su piattaforme Nintendo vanno incontro, basti pensare che anche la nuova co-produzione fra Atlus e il colosso di Kyoto, Genei Ibunroku#FE, ha già subito modifiche del materiale promozionale pubblicato in Europa e in America. Questo a distanza di poche settimane dalla pubblicazione di Project Zero: Maiden of Black Water (non perdetevi la nostra recensione!), dove per la seconda volta nella storia della serie sotto il marchio Nintendo sono stati rimossi alcuni contenuti considerati “troppo piccanti” per il suo pubblico. In un gioco PEGI 18 dove si fa chiaro riferimento all’incesto. In un prodotto con stesso rating di Grand Theft Auto V. Insomma, coprite gli occhi dei vostri pargoli mentre si divertono liberamente a scorticare vive persone in Devil’s Third e in Mad World.

E ricordiamoci che il 90% delle persone che giocano ad Awakening lo fanno per far inciuciare i generali.

E ricordiamoci che il 90% delle persone che giocano ad Awakening lo fanno per far inciuciare i generali.

E non serve nemmeno tornare con la memoria alla patetica dimostrazione di follia perbenista attuata nei confronti di Bravely Default, il J-RPG gioiello di Square Enix per Nintendo 3DS, dove i modelli super deformed delle protagoniste sono stati modificati per eliminare qualsiasi accenno di sensualità. Come se ci fosse qualcosa di sgradevolmente perverso in una semplice caricatura che ha solo il compito di riportare in modo simpatico sullo schermo le sembianze di un personaggio dotato di una fisicità ben differente. O ancora, la famosa scena della versione US di Fire Emblem Awakening in cui l’intimo di una ragazza veniva oscurato dall’apparizione del viril-mantello di un protagonista dai ferrei principi cristiani. Niente sesso prima del matrimonio. Meglio annullare l’illusione che al mondo esistano culi e tette. Metti che poi scoprano come funzionano le cose e si rivolgano alla concorrenza, anni luce lontana dal clima che si respira in Nintendo America e Nintendo Europe. Chissà cosa è successo al Sig. Nintendo West, l’omino che amo immaginarmi all’interno di un ufficio mentre disegna grandi croci rosse su tutto ciò che lo infastidisce dei giochi giapponesi. Voi avresto accettato la cancellazione dell’esilarante sotto trama ambientata nel bordello di Don Corneo in Final Fantasy VII? 

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.