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World of Final Fantasy

Sviluppatore: Square Enix/TOSE
Publisher: Square Enix
Genere: JRPG a turni
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 12+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PS4
Copia regolarmente acquistata dalla redazione.

Tra i tanti problemi riconosciuti dalla critica alla saga di Final Fantasy, uno di quelli più rilevanti e con maggior basi oggettive è quello di “prendersi troppo sul serio”:  i protagonisti taciturni e dal passato misterioso e travagliato sono senza dubbio uno dei tropi più ricorrenti della serie, e i temi drammatici sono tanto ricorrenti quanto ormai stantii. Eclatante l’esempio di Final Fantasy Dissidia, dove anche ad un cross-over sconclusionato e senza reali pretesa era affiancata una trama che non riusciva in nessun modo a far brillare i personaggi e le loro caratterizzazioni, finendo per essere una mera passerella di bei ricordi baciati da un profilo poligonale allora di grande impatto.

Il registro della commedia, però, non è mai stato completamente assente nei titoli numerati, venendo spesso espresso tramite le buffe mascotte che sono diventate parte integrante del mythos della serie Square Enix; il tutto, ovviamente, è sempre stato relegato a brevi scenette sconnesse dalla trama principale. Per questo World of Final Fantasy rappresenta una scommessa. Nel nuovo titolo Square Enix e TOSE la commedia prende con forza il ruolo di protagonista, riempiendo il palcoscenico di adorabili creaturine e protagonisti super deformed nella speranza di allietare l’esperienza degli appassionati di sempre e di creare un nuovo pubblico tra le nuove generazioni.

Nonostante il chiaro tentativo di innovazione, la trama di World of Final Fantasy si apre con uno degli espedienti più comuni della narrativa fantastica: la perdita di memoria. In questo caso, però, le vittime di un’amnesia tanto selettiva quanto sospetta sono la coppia di gemelli Reyn e Lann, due ragazzi apparentemente normalissimi che scopriremo presto essere bloccati in una “spaccatura temporale”, un angolo al di fuori dello spaziotempo che ospita solo loro due e dove le lancette dell’orologio hanno smesso di muoversi. A interrompere l’eterna monotonia del loro mondo immobile è l’intervento del Deus Ex Machina in gonnella Enna Kros, un’entità divina dal passato misterioso che mostra ai due giovani una porta d’accesso per un universo parallelo chiamato Grymoire, ma non prima di averli informati della loro natura di “Custodi di Miraggi”. Così tante cose da fare, così poco tempo!

CATTURALI TUTTI

Nel giro di pochi minuti dall’inizio del gioco veniamo a sapere che i protagonisti sono in grado di sottomettere e addomesticare i pericolosi ma adorabili mostriciattoli che infestano gli altri mondi, i miraggi, ottenendo così la possibilità di guidarli in battaglia. Ad accompagnare i due nella loro avventura alla scoperta del proprio passato è Tama, una collaboratrice di Enna Kros dall’aspetto di una volpina svolazzante che non può non ricordare da vicino le adorabili mascotte delle serie animate del genere “mahou shojo”, le maghette rese famose in Italia da Creamy Mami e Doremi. Scopriremo presto che i regni di Grymoire, abitati da umani dalle buffe proporzioni super deformed chiamati Lillichini, sono minacciati da una potente forza esterna chiamata “Esercito Bahamut” e guidata da alcuni Jiganti (il nome dato dai Lillichini alle persone di dimensioni normali) dotati della capacità di ammansire e utilizzare i miraggi per il proprio tornaconto.

Se è vero che all’apparenza la trama potrebbe sembrare sin troppo semplice e spensierata, sin dall’inizio i giocatori più attenti noteranno un sottotono più cupo, un filo conduttore subdolo e ben nascosto nell’intreccio colorato e adorabile del gioco. E sempre senza mai irrompere con violenza nel flusso narrativo, la storia di Reyn e Lann si incrocerà con quella di numerosi altri personaggi ben noti ai fan storici della saga di Final Fantasy, dall’ormai famosissimo Cloud Strife alla semi sconosciuta Sherlotta di Crystal Chronicles Echoes of Time, senza mai farli apparire come semplici “guest star” ma integrandoli abilmente nella struttura di gioco in modo che anche chi non fosse familiare con la storia passata di Final Fantasy possa farne la conoscenza in modo organico.

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È proprio questa capacità di funzionare impeccabilmente su due livelli paralleli a diventare il vero e proprio cavallo di battaglia di World of Final Fantasy: una trama abbastanza semplice per affascinare i più giovani, ma con suggestioni più tetre che non mancheranno di intrigare i più smaliziati. Che dire poi dei numerosi cameo che non sono mirati unicamente ai fan di vecchia data, ma che li renderanno senza dubbio contenti, e infine del design variegato che spazia dalle adorabili forme chibi dei lillichini, a opera del designer Izumisawa, e quelle più “teenage friendly” dei Jiganti, curate dal celebre Tetsuya Nomura responsabile anche di Kingdom Hearts? Uno spettro commerciale per un titolo che mira a mettere tutti (ma proprio tutti) d’accordo!

Anche le meccaniche di gioco, che sarebbe sin troppo facile riassumere ingiustamente come “pokemon-clone”, nascondono in realtà livelli di complessità variegati. La cattura dei miraggi non avviene semplicemente tramite il lancio sistematico di centinaia di “pokeball”, ma richiede la soddisfazione di determinate condizioni per rendere il mostro catturabile, dalla riduzione dei suoi punti vita alla richiesta di donare un oggetto specifico o utilizzare una determinata abilità. Una volta catturata la bestiola, poi, la sua crescita ed evoluzione non dipendono semplicemente da un lineare accumulo di punti esperienza come nella serie Nintendo, ma vengono affidati al giocatore tramite un sistema che ricorda molto da vicino la sferografia già vista in Final Fantasy X.

 

 

 

 

Contenuti

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INNOCENTI AL QUADRATO

Anche il sistema di combattimento, basato sulla possibilità di impilare letteralmente i miraggi più piccoli sopra quelli più grandi, mostra buoni livelli di complessità grazie a effetti sinergici che si ottengono solo impilando la combinazione di miraggi giusti e lasciando al giocatore la libertà di scelta tra battaglie più “action”, grazie al celebre ATB, e al menu di accesso rapido ai comandi o scontri dal feeling più classico, con turni vecchio stile e un menu a tendina old school. A rinforzare il feeling un po’ agee è anche l’esplorazione dei dungeon, a partire dal design degli stessi, mai eccessivamente dispersivi e ricchi di zone segrete accessibili solo una volta ottenute abilità avanzate (e relativo backtracking), per finire con la reintroduzione dei tanto detestati “incontri casuali”, grandi assenti nella serie di Final Fantasy dai tempi del decimo capitolo.

A non avere una doppia “chiave di lettura”, purtroppo, è forse l’eccessiva facilità del gioco, raramente in grado di offrire una vera sfida ai giocatori più abili o a chi – magari per catturare un miraggio raro – si è intrattenuto un po’ troppo nei dungeon “grindando” inconsapevolmente. A corredo dell’avventura dei tuoi fratelli protagonisti vi è un comparto tecnico che pone grande attenzione ai modelli dei personaggi e alla loro espressività, con delle animazioni nelle scene cinematiche che nulla hanno da invidiare ai film d’animazione in cgi. Certo, la natura a cavallo fra PS Vita e PS4 si nota eccome, specie guardando alla relativa semplicità degli ambienti, ma World of Final Fantasy rimane una gioia per gli occhi e soprattutto per le orecchie, grazie ad una colonna sonora curata, ancora una volta, da Masashi Hamauzu, di ritorno negli uffici di Square Enix dopo aver composto la colonna sonora di Final Fantasy XIII; questa volta il compositore si trova alle prese con riarrangiamenti di brani apparsi nelle varie iterazioni del franchise, ma assicuriamo che la qualità è davvero stellare. In definitiva, World of Final Fantasy è la lettera d’amore definitiva da parte di Square Enix agli amanti della sua storica saga, un prodotto in grado di far leva sulla nostalgia senza però farne l’unico punto focale. Che siate ultratrentenni cresciuti a pane e Armature Magitek o genitori in cerca del regalo ideale per un ragazzino che ama perdersi in mondi di fantasia, questo gioco ha la risposta per voi.

World of Final Fantasy aderisce a una nuova “scuola narrativa” che sembra star prendendo piede in Giappone: come dimostrato nel contesto animato da Gundam Build Fighters, la creazione di un prodotto intergenerazionale fruibile tanto dai nostalgici quanto dal nuovo pubblico passa attraverso il sapiente utilizzo di personaggi e luoghi iconici in nuove vesti e incarnazioni. Il risultato è un prodotto che ha davvero qualcosa da offrire a ogni tipo di giocatore, a parte – forse – chi odia i JRPG. O lo stile troppo zuccheroso che permea la cosmesi dell’intera produzione: per loro, in fondo, c’è Final Fantasy XV.

verde

Good

  • Equilibrio tra nostalgia e innovazione.
  • Personaggi e sceneggiatura gradevoli.
  • La possibilità di velocizzare il gameplay con un tasto!

Bad

  • Livello di sfida poco impegnativo.
  • Audio originale giapponese disponibile solo tramite pre-order.
8.5

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l’anno.
La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis.
Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.