Storie di samurai

Ilya Muromets

Per tentare di valutare in modo oggettivo la serie Way of the Samurai, e più nello specifico questo terzo capitolo della serie – pubblicato per PS3 nel 2008 e da poche settimane apparso su Steam dopo il successo raccolto dal porting del quarto capitolo – si è costretti a compiere uno sforzo di decantazione non lieve. Il titolo, come del resto tutti gli altri della saga di cui fa parte, si rivela come un prodotto ispido, acuminato e difficile, disposto a rivelare il proprio controverso valore solo a chi sia disposto a ‘sfogliarne’ i diversi strati inspessiti prima di raggiungere il cuore.

Way of the Samurai 3 art000Un samurai dai mille volti

L’esperimento, a livello teorico, appare più che interessante, soprattutto considerando che il pubblico d’elezione a cui il prodotto si rivolgeva in origine era esclusivamente quello giapponese. Come i suoi predecessori e successori, Way of the Samurai 3 intende offrire al giocatore una curiosa esperienza di ruolo nel contesto di un’ambientazione storica (il Giappone feudale dell’era Sengoku) caratterizzata da un circuito ‘stagno’ di scenari percorribili, dall’estensione spaziale relativamente limitata. All’interno di tali scenari ci si imbatte in svariate attività da compiere, spesso associate a scenette narrative tra loro strettamente correlate: cosicché ciascuna azione compiuta dal giocatore per portare a termine le quest – e anzi lo stesso ordine sequenziale con cui egli decide di affrontarle – finisce per influenzare in modo più o meno diretto gli eventi successivi, attraverso una reazione a catena sempre più vertiginosa che porta man mano alla soluzione finale. O meglio, alle soluzioni, visto che Way of the Samurai 3 prevede la presenza di ben ventidue possibili conclusioni, quasi tutte raggiungibili dopo poche ore di gioco. Insomma, si tratta di una sorta di bizzarro ibrido tra un sandbox e un action-RPG narrativo, due generi agli antipodi che in questo caso vengono fatti miracolosamente convivere in modo nemmeno troppo forzato. Invece che offrire un’abbondanza di contenuti che possa prolungare il minutaggio del titolo, l’utente viene invitato a ricominciare più volte il gioco, ripercorrendo gli spazi secondo pattern di movimento e/o comportamento sempre diversi, allo scopo di valutare direttamente in che modo la propria azione riesce a influenzare la conclusione dell’avventura.

Il problema, purtroppo, sta quasi tutto nella forma: Way of the Samurai 3 è infatti un prodotto estremamente sgradevole. Sgradevole nell’esecuzione tecnica e artistica, innanzitutto, a causa di una rozzezza che non appare giustificata nemmeno dagli anni trascorsi dalla prima pubblicazione. Il gioco risulta semplicemente orrendo da vedere, mortificato com’è da una direzione artistica effimera (per non dire inesistente) e da una sciatteria generale che ha evidentemente impedito ogni possibile ricerca di finezza o cura nel dettaglio. Per di più, Way of the Samurai 3 risulta veramente ostico da affrontare, non solo a causa dei ripetuti bug e glitch grafici, ma anche e soprattutto per le conseguenze nefaste di alcune scelte di design ai limiti dell’assurdo. Tra i molti esempi possibili, ricordiamo solo l’impossibilità di accedere direttamente alla mappa di gioco, disponibile soltanto al termine di una lenta e faticosa navigazione del menu: soluzione letteralmente insensata per un titolo come questo, che non vuole incoraggiare alcuna forma di libera esplorazione, ma che invece richiede una costante verifica dei ‘punti sensibili’ da visitare all’interno delle ambientazioni.

Way of the Samurai 3 img000Come un “dorama” storico a basso budget

Vi è poi una questione ulteriore, derivante dalla considerevole distanza culturale che separa il prodotto originale dal pubblico a cui questa versione Steam si rivolge. Intendiamoci, il problema non sta tanto nello specifico setting scelto per la narrazione – di titoli ambientati nel Giappone feudale e baciati dal successo in Occidente è ormai pieno il mondo – quanto nello stile adottato dalla narrazione stessa, che rischia non di rado di provocare effetti di profondo straniamento nei giocatori gaijin. Way of the Samurai 3 è infatti un prodotto integralmente nipponico, e adotta dunque un linguaggio concepito per un pubblico abituato a una forma di diegesi piuttosto lontana da quella più tradizionalmente riconosciuta come ‘consona’ al di fuori del Sol Levante. Al di là dagli stereotipi caratteriali dei personaggi – rispondenti a tipologie fisse che abbiamo ormai imparato a riconoscere da almeno tre decenni – è l’incoerenza generale del registro a correre il rischio di allontanare persino i giocatori più aperti e disponibili.

Nel rispetto di una tradizione ormai secolare in Giappone, che affonda le sue radici nel teatro popolare e che si è reincarnata di volta in volta nella produzione letteraria, cinematografica e televisiva, in Way of the Samurai 3 non si trova mai una reale soluzione di continuità tra i temi comici e quelli drammatici, che finiscono quasi sempre per coesistere in un marasma eclettico e talora disorientante. Non è raro imbattersi in episodi in cui si è costretti ad affrontare in un feroce combattimento un gruppo di samurai nemici o di pericolosi briganti, sui cui cadaveri ancora sanguinanti giunge subito dopo una saltellante ragazzina kawaii che intraprende con il nostro protagonista un piccante dialogo a colpi di nonsense. L’affastellarsi di scenette di tal schiatta, in cui la tragedia e la buffonata convivono senza apparente problema, può risultare senza dubbio ostica per uno spettatore occidentale, avvezzo a un’industria culturale sempre attenta a definire con molta cura i generi di appartenenza dei propri prodotti. E se si considera quanto in generale l’esperienza di gioco risulti di per sé farraginosa a causa di un profilo tecnico ed estetico davvero grossolano, si capisce come Way of the Samurai 3 non faciliti assolutamente il compito di chi, incuriosito, volesse decidere di concedergli una possibilità.

Way of the Samurai 3

Sviluppatore: Spike Chunsoft/Acquire
Publisher: Ghostlight
Genere: RPG/Sandbox
Disponibile: Digital
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Dove posso acquistarlo?

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Galleria

Anche nella sua edizione per PC, Way of the Samurai 3 resta un gioco grezzo, funestato da problemi congeniti alla politica low-budget adottata dagli sviluppatori e a un gap culturale che lo rende ancora più difficile da digerire per un pubblico non giapponese.
Nonostante ciò, per l’intrinseca originalità della sua concezione, e forse anche per la sua facies simpaticamente pacchiana, resta comunque un titolo che piacerà ai giocatori più curiosi e trasversali. Non merita la sufficienza piena, ma suggeriamo comunque di provarlo.

giallo

Good

  • Formula di gioco con molto potenziale.
  • Colonna sonora di buon livello.

Bad

  • Tecnicamente e graficamente inqualificabile.
  • La narrazione è molto ‘nipponica’: prendere o lasciare.
5.8

Ilya Muromets
Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.