… e alla fine, non ne rimase nessuno.

Edoardo Carusillo

Umineko When They Cry (Question Arc)

Sviluppatore: 07th Expansion
Publisher: MangaGamer
Genere: Visual Novel
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Nei primi anni del 2000, il mercato videoludico giapponese assistette a una vera e propria esplosione delle “visual novel”, medium il cui gameplay, come suggerisce il nome, si fonda sulla lettura delle vicende narrate.
Tra le software house più importanti, come la Nitroplus, lo studio Key e la 07th Expansion, quest’ultima si guadagnò la fama grazie al suo titolo di debutto, Higurashi no Naku Koro ni (altresì conosciuto come When They Cry), pubblicato a cadenza periodica dal 2002 fino al 2006: tale opera si distinse grazie alla sua miscela di elementi kawaii, violenza e mistero, uniti dalla geniale maestria del prolifico sceneggiatore Ryukishi07.
In seguito al successo di questo franchise, nel 2007 07th Expansion ne pubblicò un seguito, Umineko no Naku Koro ni, serie episodica la cui complessa trama fece animatamente discutere i forum per  anni a venire. La popolarità di quest’opera fu tale da farle ricevere diversi adattamenti, tra cui una serie animata, una a fumetti, un videogioco picchiaduro e perfino un pachinko game.
Inizialmente, la sound novel fu resa accessibile al pubblico internazionale tramite il progetto di traduzione amatoriale dei Witch Hunt, e in seguito a quello italiano grazie al gruppo Ars Magica, entrambi col permesso di Ryukishi07. Solo di recente, Umineko è stato ufficialmente localizzato in lingua inglese tramite il publisher Mangagamer, vedendo i suoi primi quattro episodi pubblicati su Steam. Lasciatevi dunque stregare da una delle visual novel più raffinate di tutti i tempi!

L'adattamento animato a cura di Studio Deen non rende assolutamente giustizia alla grandezza dell'opera.

L’adattamento animato a cura di Studio Deen non rende assolutamente giustizia alla grandezza dell’opera.

Ispirata volutamente al setting del romanzo giallo 10 Piccoli Indiani di Agatha Christie, la storia è ambientata a Rokkenjima, un’isola fittizia di proprietà della facoltosa famiglia Ushiromiya. Il capofamiglia, Kinzo, è prossimo alla morte e pertanto i suoi parenti si riuniscono ogni anno sull’isola per stabilire la spartizione dell’eredità. Tuttavia, la notte del 4 ottobre 1986, un tifone si abbatte su Rokkenjima, intrappolando l’intera famiglia sull’isola e lasciandola alla mercé di un misterioso assassino che, seguendo i passi di un’enigmatica epigrafe, ne uccide i membri uno dopo l’altro: se non riusciranno a risolvere tale epigrafe, tutti verranno man mano uccisi e Beatrice, la fantomatica Strega Dorata e consulente della famiglia Ushiromiya, resusciterà.
Il killer sembra agire tramite forze sovrannaturali, ma Battler, il protagonista, si rifiuta di crederci, determinato a spiegare ogni omicidio con la logica. Alla fine però, ingaggerà una sfida con la Strega Dorata in persona, per dimostrare l’inesistenza della magia e svelare l’identità del colpevole.

LA MAGIA NON ESISTE!

Come tradizione del franchise When They Cry, Umineko si discosta molto dall’impostazione tipica delle visual novel, sia nel gameplay che nel layout. Essendo totalmente privo di bivi nella narrazione, si potrebbe classificare come “kinetic novel”, tuttavia, a causa della minuziosa cura della colonna sonora, dell’atmosfera e della storia stessa, cade invece nella definizione di “sound novel”.  Non lasciatevi però frenare al pensiero di non poter interagire con la storia: Umineko fonda infatti il suo gameplay nell’immersione completa del lettore all’interno delle vicende, come se fosse partecipe agli avvenimenti stessi.

La prima serie si suddivide in quattro episodi, noti come “archi di domanda”, in ognuno dei quali gli eventi si ripetono ciclicamente. La famiglia Ushiromiya sbarca su Rokkenjima, si svolge la riunione dei membri più adulti, arriva un tifone sull’isola e, dopo la prima notte, avvengono i primi omicidi finché, alla mezzanotte del secondo giorno, tutti muoiono inevitabilmente.

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Il primo episodio, Legend of the Golden Witch, è puramente introduttivo, atto a presentare l’ambientazione, i personaggi e a raschiare la patina dei misteri che avvolgono l’isola.
Non a caso, la sfida vera e propria tra Battler e Beatrice, la Strega Dorata, inizia a partire dal secondo episodio, Turn of the Golden Witch, dove il giocatore viene trasportato nel Purgatorio, piano metafisico della realtà, in cui deve assistere agli eventi di Rokkenjima come spettatore.
Benché ogni episodio termini con lo sterminio di tutti i diciotto personaggi dell’isola, più avanti si scopre che gli “archi” rappresentano delle versioni diverse dello stesso fatto, in cui il colpevole è sempre lo stesso, ma il modus operandi diventa sempre più contorto e complesso.
Proseguendo con la storia, infatti, l’universo magico di Beatrice diventerà sempre più presente, quasi fino a fondersi con quello razionale degli umani, mentre i suoi servi, come le provocanti Sorelle del Purgatorio, l’assisteranno per rendere la sua trama ancora più intricata.
Fortunatamente, anche al giocatore verranno concesse degli aiuti per la risoluzione degli enigmi. La Verità Rossa, per esempio, è un elemento cruciale del gioco nonché una delle principali fonti di indizi: pronunciabile solo dalle streghe, essa si manifesta per dichiarare fatti indiscutibilmente veri, e se da un lato è utilizzata soprattutto per mettere in scacco il giocatore, dall’altro rappresenta una lama a doppio taglio capace di ritorcersi contro le streghe stesse. Prestate estrema attenzione anche alla costruzione delle frasi in rosso, perché molto spesso tendono a fuorviare dalla verità stessa.
Nel terzo episodio, inoltre, Virgilia, la maestra di magia di Beatrice, insegnerà a Battler degli argomenti logici come il paradosso del gatto di Schroedinger e lo aiuterà a formulare delle teorie per contrastare la magia della Strega Dorata. Infine, durante il corso degli eventi, verranno resi disponibili nel menù interno del gioco dei suggerimenti, cioè delle informazioni sui personaggi e sulla storia, alcune delle quali utili per l’investigazione dei casi.
Tuttavia, se pensate che la soluzione vi verrà imboccata come in un gioco di Ace Attorney, vi sbagliate di grosso: la peculiarità che rende la lettura di Umineko un “gioco” anche senza un gameplay sta nel fatto che spetta al lettore stesso determinare la Verità e svelare il colpevole. Battler è sì il detective, ma rimane un personaggio a sé stante, non un Phoenix Wright in cui immedesimarsi. Pensate, teorizzate e svelate il mistero con le vostre forze e il vostro ingegno!

 

 

 

 

Contenuti

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ROSSO VERITA’

Umineko When They Cry img008Per quanto riguarda lo stile di scrittura, Ryukishi07 si distingue eccezionalmente tra molti sceneggiatori giapponesi. Umineko no Naku Koro ni è un racconto che analizza e decostruisce sapientemente il genere “giallo”, e allo stesso tempo riesce a sorprendere come genere “fantasy”.
Sebbene Legend of the Golden Witch si apra molto lentamente e presenti i vari cliché del genere giallo, alla fine dell’episodio si trasforma in qualcosa di mai visto prima, dimostrando la bontà e l’originalità della trama. Tuttavia, è impossibile ignorare alcuni difetti della storyline relativi alle tempistiche degli eventi: per esempio, ci sono dei brevi tratti aggravati da un ritmo decisamente pedante, specialmente nella parte iniziale dove viene dedicato troppo tempo all’introduzione, o in altre ancora dove si indugia insistentemente nel prolungare la suspense.
Ad ogni modo, tali difetti non penalizzano Umineko dall’essere capolavoro di sceneggiatura, e spesso la pazienza il lettore verrà ricompensata grazie a dei plot twist geniali e ben posizionati. Molto apprezzabile è stata anche la scelta di ridurre il fanservice ecchi al minimo, rilegandolo nei siparietti comici dei primi capitoli di ogni arco.
Inoltre, lì dove la trama sembra vacillare, ci pensano i personaggi a risollevare la scena. Ryukishi07 riesce infatti a dirigere magistralmente un cast molto nutrito (più di 30 personaggi), che vanta una caratterizzazione superba e memorabile, dove ogni personalità è complessa, sfaccettata e mossa da motivazioni coerenti e plausibili. Nonostante ogni episodio concentri i riflettori su pochi personaggi per evidenziare il loro sviluppo caratteriale, anche al resto del cast viene dedicato uno screentime adeguato. In poche parole, Umineko risulta un vero gioiello della narrativa.

In merito alla grafica… ammetto di nutrire una certa parzialità.
Chi ha scoperto Umineko anni fa ha avuto modo di affezionarsi al character design semplice e vagamente grottesco di Ryukishi07 (menzione speciale alle mani grosse e tozze dei personaggi), tuttavia, riconosco anche che per chi si avvicina per la prima volta alla saga di When They Cry potrebbe risultare un’esperienza visivamente poco appagante. In tal senso, potrei consigliare di andare sulle opzioni e selezionare gli sprite originali con quelli riciclati dal pachinko game… che sinceramente, trovo ancora più sgradevoli. È proprio così: paradossalmente, il nuovo design riesce ad essere molto più brutto e meno espressivo di quello originale, per non parlare del fatto che cozza tantissimo con lo sfondo rimasto inalterato.
Onestamente, avrei preferito che avessero riutilizzato la grafica del port per PS3, ma immagino che dopo il fallimento della Alchemist, la software house produttrice, non sia stato possibile…

Infine, sarebbe sacrilego non spendere qualche parola sull’ultimo elemento di spicco del gioco, ovvero la musica! Umineko detiene infatti una lista di tracce dalla bellezza indimenticabile, la cui varietà e qualità sbalorditiva gli permette di annoverarsi tra i videogiochi con la miglior colonna sonora di tutti i tempi. Un elogio particolare va alle cosiddette “godsong”, delle OST bellissime suonate una sola volta, e sempre nel climax di ogni episodio. Una volta conclusi tutti e quattro gli episodi, sarà disponibile il Carillon, una sezione speciale nel menù principale in cui il giocatore potrà riascoltare l’intera soundtrack del gioco.

È difficile parlare esaustivamente di Umineko, perché Umineko stesso è un’opera di difficile comprensione, dallo stile eclettico e pieno di citazionismi alla cultura letteraria europea.
Umineko è un libro, un gioco, coinvolgente, sconvolgente e capace di rivoluzionare il modo di pensare, e addirittura di vivere del lettore.
Umineko è, citando l’autore stesso, “una visione del mondo in cui realtà e illusioni diventano un’unica cosa, dove le prospettive orientali e occidentali si mescolano insieme”.
Benché Umineko sia il terzo capitolo del franchise When They Cry e condivida alcuni dei personaggi di Higurashi no Naku Koro ni, è possibile godersi l’opera anche senza aver avuto esperienza del titolo precedente. L’acquisto è pertanto consigliato su Steam al prezzo di 22,99€.
E ricordate: “Senza l’amore, non si vede niente. Perché senza l’amore, la verità non si vede.”

 

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Good

  • Sceneggiatura eccellente.
  • Cast carismatico e credibile.
  • Colonna sonora superlativa.

Bad

  • A volte fin troppo verboso.
  • Character design scadente.
9.2

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!