Il miracolo tra Verità e Fantasia

Edoardo Carusillo

Umineko When They Cry (Answer Arcs)

Sviluppatore: 07th Expansion
Publisher: MangaGamer
Genere: Visual Novel
Disponibile: Digital
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Questa recensione la dedico alla mia amata Strega Dorata.

E’ passato più di un anno da quando recensii Umineko When They Cry (Question Arcs), prima parte di una saga cervellotica che ha accompagnato per quattro anni un numeroso seguito di appassionati. Mi ricordo quando nel 2009, complice la fama del predecessore, Higurashi, iniziai a vedere l’anime di Umineko adattato da Studio Deen (che ricordiamo, NON esiste), il quale, bene o male, mi fece avvicinare al prodotto originale.
In quel periodo, Ryukishi07 stava ultimando End of the Golden Witch, quinto episodio della storia, nonché primo capitolo del sequel Umineko no Naku Koro ni Chiru, gli Archi di Risposta dove tutti  i misteri avrebbero trovato soluzione. Fortunatamente, a causa del flop di vendite della serie anime, questa seconda parte è stata risparmiata dalle manacce della regista Chiaki Kon, scongiurando un disastro decisamente peggiore.
In compenso, Umineko Chiru godette di altre trasposizioni, di cui un manga, un gioco picchiaduro  e una pachislot machine. Finalmente, grazie agli sforzi di Mangagamer, questa avventura può dirsi davvero conclusa anche livello internazionale, poiché adesso possiamo fruire degli episodi finali di Umineko su Steam. Sono trascorsi sei anni da quando dissi addio a Rokkenjima in Twilight of the Golden Witch… sento la nostalgia, il rumore delle onde e i versi dei gabbiani pervadermi lo spirito. Tecnicamente, dovrei astenermi da simili sentimentalismi, ma per stavolta, vorrei fare uno strappo alla regola: è tempo di reimmergersi in fondo al mare per aprire di nuovo la Scatola del Gatto.

Ogni anno, i parenti del facoltoso Kinzo Ushiromiya si riuniscono nell’isola privata di Rokkenjima per discutere sulla spartizione dell’eredità del capofamiglia. La notte del 4 ottobre 1986, però, una tempesta si abbatte sull’isola, interrompendo qualsiasi comunicazione con il mondo esterno. Tra di loro, vi è un misterioso assassino che, di volta in volta, giunge a sterminare i membri della famiglia. Il modus operandi del colpevole fa credere che questi agisca con la magia, tanto che la sua identità viene quasi subito attribuita a Beatrice, la Strega Dorata protagonista del “folclore” di Rokkenjima. Soltanto Battler Ushiromiya non riesce a credere a questa versione, deciso a spiegare i vari omicidi razionalmente, e alla fine del secondo giorno, dopo la morte di tutti i suoi parenti, arriva a battersi con la strega stessa. Il ragazzo viene dunque trasportato in un piano metafisico per continuare così  il gioco di Beatrice.
Dopo tre sessioni di battaglie estenuanti, Beatrice è stata finalmente neutralizzata, ma non ancora sconfitta, ridotta ormai in uno stato di incoscienza. Battler decide quindi di non infierire sul corpo impotente della strega, abbandona temporaneamente la sfida e lascia il gioco in mano alle streghe Bernkastel e Lambdadelta. Al suo ritorno scopre che la storia è già arrivata alla conclusione, e una nuova abitante dell’isola, Erika Furudo, rivela apertamente l’identità del colpevole: il suo nome è…

IL MIO MISTERO È CHIUSO IN TE

Analogamente alla saga di Higurashi When They Cry, gli Archi di Risposta si posizionano in modo simmetrico rispetto a quelli di Domanda: ad esempio, in EP5 viene approfondito quel rapporto tra Natsuhi e Kinzo che in EP1 era solo accennato, in EP6 le relazioni tra Kanon e Jessica, e Shannon  e George ritornano ad essere il fulcro dell’episodio, mentre in EP7 viene rivelato il vero passato di  “Beatrice” insieme alla soluzione dell’epigrafe.
Per i primi tre episodi, Umineko Chiru mantiene il gameplay tipico della serie di When They Cry, privo di scelte e pertanto, completamente lineare; l’ultimo capitolo, tuttavia, prende una direzione radicalmente diversa, tanto che i fan si sono scherzosamente riferiti ad esso come una “parodia” di  Professor Layton (franchise videoludico di Level-5): in EP8, bisogna infatti risolvere dei giochi di intelligenza, la cui risoluzione permette di scoprire gli ultimi retroscena della famiglia Ushiromiya  e di ottenere un gettone da ciascun personaggio. Alla fine del gioco, si otterrà un premio simbolico in base al numero di gettoni accumulati.
Inoltre, verso metà dell’episodio, si verrà chiamati a partecipare all’ultimo enigma di Bernkastel, un gioco dove gli omicidi di Rokkenjima avvengono regolarmente e in cui bisogna dedurre l’identità del colpevole; in questa parte, la magia è del tutto assente e gli unici aiuti disponibili sono le varie Dichiarazioni Viola, frasi veritiere se dette dagli innocenti ma false nella bocca dei colpevoli, e la sezione Indizi, dove Battler e Beatrice presentano i loro ragionamenti. Il giocatore deve quindi fare tesoro di tutta l’esperienza acquisita nel mondo di Umineko, e prendere parte in prima persona alla soluzione dell’enigma. Infine, alla fine del gioco, si dovrà scegliere se interpretare gli eventi della storia come un “trucco” o una vera “magia”. Questa scelta sarà determinante per l’esito del finale.

Rispetto alla prima serie, la sceneggiatura raggiunge un livello squisitamente sublime, portando la narrazione su un piano più alto, sempre più in alto fino a rompere clamorosamente la quarta parete.
La battaglia contro la magia non viene più intesa secondo un pensiero “anti-fantasy”, bensì tramite una posizione “mystery vs fantasy”, con tutte le regole a cui si attiene tipicamente il genere giallo.

Analizziamo tale rottura a partire dai suoi personaggi, in particolare, dai nuovi detective introdotti:
Erika Furudo, la grande investigatrice e Strega della Verità. Compare in End of the Golden Witch come avatar di Bernkastel per sostituire Battler nel ruolo di protagonista. Fin dall’inizio del gioco, Erika viene insignita dell’Autorità del Detective, un potere speciale che consente di elevare la sua percezione sensoriale e abilità analitica a Verità indiscutibile, e di ottenere il supporto delle Eiserne Jungfrau, le esecutrici delle Dieci Regole di Knox (per scrivere un giallo intellettualmente corretto). Inizialmente la ragazza sembra aiutare Battler, finché a un certo punto non rivela la sua vera natura e comincia ad abusare dei suoi poteri per umiliare il prossimo e creare un falso colpevole, tutto per dimostrare la sua superiorità intellettuale.
In tutto questo, perché un personaggio così negativo è riuscito classificarsi così in alto nei sondaggi di popolarità del fandom? Semplicemente, perché Erika Furudo è parte del fandom stesso: lei è un troll, un’intellettuale carismatica, lei vuole avere ragione, anche al costo di prevalere su tutto e tutti. Lei non è soltanto la “Mary Sue” di Bernkastel, ma rappresenta quel desiderio recondito dei lettori  e degli utenti di sentirsi appagati del proprio acume, e di soddisfare la propria curiosità personale.

Un altro personaggio abbastanza auto-inserito ma moralmente opposto a Erika è Willard H Wright, il Capo Inquisitore della gran corte celeste. Willard è il detective del settimo gioco, Requiem of the Golden Witch, un mondo in cui Battler non partecipa alla riunione di famiglia del 1986. Qui, viene costretto da Bernkastel a indagare sulla morte di Beatrice, e stringe amicizia con Lion Ushiromiya. Oltre all’Autorità del Detective, Willard detiene anche l’Autorità dello Spettatore, che gli permette  di interrogare i suoi interlocutori su un piano metafisico semplicemente toccandoli.
La differenza sostanziale tra Erika e Will è che se la prima presenta un carattere Legale Malvagio, l’altro possiede un temperamento Neutrale Buono; questo si manifesta nel loro metodo risolutivo. Nonostante Willard sia molto più potente delle Eiserne Jungfrau, forte delle sue Venti Regole, lui sceglie di usarne soltanto quattro. Non a caso, egli nutre un grande rispetto per tutti i coinvolti nei misteri, perfino per i colpevoli, poiché secondo lui è importante non tralasciar le loro motivazioni.
Willard rappresenta quell’utente particolarmente distinto dei forum, intelligente, apparentemente schivo, ma in realtà gentile e accogliente, che emerge dal clima tossico della community virtuale.

Per ultimi, ma non per importanza, vorrei menzionare anche i demoni caproni, servi delle streghe, che nell’ultimo episodio si rivelano per ciò che rappresentano nel mondo reale. Non posso svelare altri spoiler, ma dico solo che chi non ha vissuto la frenesia collettiva nel fandom di Umineko non troverà molta familiarità con loro.

Oltre a intrattenere i giocatori con i suoi giochi di logica, le elucubrazioni mentali e gli espedienti meta-narrativi, Umineko riesce a deliziare con la sua eccellente analisi introspettiva dei personaggi. Il realismo caratteriale e delle dinamiche sociali viene trasmesso attraverso le interazioni di un cast sempre più vasto, specialmente nel settimo episodio dove, al posto del classico gioco affrontato nei capitoli precedenti, vi è un vero e proprio excursus eziologico atto a scandagliare la psiche umana. La storia di Beatrice diventa così un’elegia dei sentimenti più puri, corrotti dal disturbo mentale, la distorsione della realtà e la dipendenza affettiva. Il tema del vero amore infatti, qui diventa il perno centrale dell’intera serie, l’elemento che “move il sole e l’altre stelle”, nonché il mezzo per arrivare alla soluzione del mistero. Inoltre, Ryukishi07 ha dimostrato una profonda sensibilità nel parlare di argomenti scottanti molto attuali, come il sessismo, l’identità di genere e l’alienazione sociale.

Infine, la musica raggiunge un apice celestiale: la colonna sonora vanta un’incredibile varietà di OST che si adattano perfettamente in ogni situazione, alcune talmente splendide da averle inserite nella playlist del cellulare. Senza dubbio il punto più forte del gioco, subito dopo la sceneggiatura. Per di più,  la soundtrack contiene anche pezzi cantati molto orecchiabili, come le sigla d’apertura “Occultis no Majo” e “Kiri no Pithos”, e l’indimenticabile sigla finale “Ricordando il passato” di Akiko Shikata, punta di diamante della scena new age giapponese.

E’ finita. Questo giudizio finale segna il mio estremo saluto all’isola e a tutti i suoi abitanti.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Sento di aver imparato molte cose da questo viaggio, forse non sono più la stessa persona di prima.
A volte la Verità è dolorosa, come assaggiare il frutto della Conoscenza: non si può più dimenticare.
Dubito che esisterà mai una visual novel bella come questa, ma, può darsi che ci rivedremo quando qualche altro animale piangerà.
Umineko When They Cry (Answer Arc) è disponibile su Steam al costo di 27,99€.
È possibile impostare il gioco in lingua italiana grazie alla patch degli Ars Magica.
Sono certo che apprezzerete i palesi riferimenti a Higurashi no Naku Koro ni Kai.
Riposa, riposa in pace, mia amata Strega Dorata.

 

verde

Good

  • Sceneggiatura eccellente.
  • Cast carismatico e credibile.
  • Colonna sonora superlativa.

Bad

  • A volte fin troppo verboso.
9.9

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!