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Majkol

Ultra Street Fighter II The Final Challengers

Sviluppatore: Capcom
Publisher: Capcom
Genere: Picchiaduro 2D
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 12+
Lingua: Italiano

Copia regolarmente acquistata dalla redazione di GeekGamer.it

Ultra Street Fighter II: The Final Challengers è finalmente arrivato sul mercato, dopo aver tormentato i sogni degli appassionati per mesi e mesi dal suo annuncio. Si tratta in effetti di uno di quei titoli che, ciclicamente, vengono riproposti da Capcom nella veste di classico intramontabile e che in questa veste si fa forte di un comparto bidimensionale in alta risoluzione mutuato da una precedente ripubblicazione datata 2008 col nome di Super Street Fighter II Turbo HD Remix per PlayStation 3 e Xbox 360.

Questo ennesimo “remaster” pubblicato dalla casa di Mega Man e Resident Evil dovrebbe offrire, secondo i comunicati stampa ufficiali, la versione definitiva di Street Fighter II. Se sulla carta gli intenti sono più che nobili, basta veramente poco per accorgersi che il prodotto al quale ci troviamo d’innanzi si tratta dell’ormai solita operazione commerciale atta a monetizzare la nostalgia di chi, i videogiochi, li ha sempre amati.

Vista l’incredibile popolarità del titolo in questione mi sembra inutile mettermi a spiegare come funziona un episodio di Street Fighter, per di più quello che più di tutti è conosciuto come vero e proprio sinonimo di “picchiaduro bidimensionale”, e vedrò invece di dedicarmi a quelle che sono le caratteristiche effettivamente nuove di questa riedizione proposta al poco invitante prezzo di 40€.

(POCO) RISPETTO PER LA MEMORIA

Ultra Street Fighter II: The Final Challengers è avvantaggiato rispetto al precedente remaster su cui è basato per una semplice differenza: la scatola di plastica in cui è venduto. Si tratta, prima di un videogioco, di un mero oggetto di culto, un feticcio offerto anche nella forma digitale che non potrà che fare la felicità degli irriducibili e di quelli che comprerebbero qualsiasi cosa col nome “Street Fighter” stampato sulla copertina, vuoi per la possibilità di scontrarsi utilizzando gli sprite dell’edizione anni ’90 (senza le brutture dei sempre più odiati filtri bilineari), vuoi per un comparto musicale e sonoro che può essere goduto sia in formato remaster – con riarrangiamenti nuovi di zecca e campionature vocali tratte dagli ultimi capitoli tridimensionali – che nella sua forma originale.

Dettaglio di uno sfondo.

Uno degli aspetti migliori dei nuovi sprite 2D dei personaggi è che pur sfoggiando una veste in alta risoluzione – purtroppo con risultati cosmetici piuttosto altalenanti – Capcom ha fatto sì che si mantenessero sia le hitbox che i (pochi) frame di animazione originali. Una scelta dettata dalla necessità di non snaturare in alcun modo gli equilibri degli scontri e di offrire una veste grafica che fosse comunque rispettosa del feeling originale. Super Street Fighter II Turbo HD Remix permetteva di giocare con gli sprite classici dei personaggi, ma solo su sfondi moderni, sommando un’incredibile pasticcio di filtri, stretching e brutture varie antiestetiche. Questa riedizione per Nintendo Switch preferisce – molto più intelligentemente – proporre la possibilità di selezionare dalle opzioni quale delle due vesti si preferisce, portando a 1080p (nella modalità docked) o a 720p (in quella portatile) le battaglie, sia in formato “remaster” che in quello “originale”. In entrambi casi, tuttavia, ci si deve abituare a due inspiegabili fasce nere ai lati verticali dello schermo. Le illustrazioni dei finali e i ritratti dei personaggi rimangono tuttavia disponibili nella sola versione ridisegnata da Udon Entertainment. Nel tentativo di non ripetere l’errore madornale compiuto in passato, dove vecchi e nuovi sprite si mescolavano con risultati a dir poco posticci e quasi dilettantistici, Capcom ha trovato ha optato per una scelta vincente, sebbene l’estetica generale degli sprite moderni non impressioni mai per qualità espressiva degli stessi o eleganza generale. Soprattutto con quei due frame d’animazione che accompagno i movimenti di guerrieri e degli sfondi.

Parlando di gameplay non si può non notare come lo sviluppatore abbia tentato di rimescolare le carte in tavola aggiungendo due “nuovi” personaggi: Violent Ken e Evil Ryu, le versioni “oscure” dei celeberrimi protagonisti della serie già apparsi in altri picchiaduro, ma del tutto inediti in questo secondo capitolo. I due si presentano grossomodo come le controparti più famose, mutuando alcuni aspetti dal temibile Akuma ma distinguendosi per caratteristiche e animazioni uniche. Pur proponendosi come avversari temibili, anche in questo caso non si può fare a meno di riconoscerne una natura incredibilmente sbilanciata. La curiosità scaturita dall’aggiunta di due nuovi volti aleggiava sulla comunità di appassionati da diverso tempo, ma esattamente come le modalità di gioco extra inserite in questa riedizione esclusiva per Nintendo Switch, difficilmente questi due personaggi rimarranno nella memoria dei fan, e a buon ragione. Sono stati inoltre modificati alcuni degli equilibri che definivano gli scontri negli anni ’90, ma parte alcune aggiunte estetiche triviali (come la possibilità di poter finalmente scalare la rete di Vega/Balrog nello stage dedicato), le novità sono tutte sotto il cofano e impensieriranno soprattutto gli appassionati più accaniti e la scena competitiva. D’altronde questo titolo è stato sviluppato proprio con un occhio di riguardo per il multiplayer e non stupisce che manchino sbloccabili di qualsivoglia tipo di natura, compreso l’agguerrito Akuma, selezionabile fin da subito.

Qualche parola si può infine spendere sulle nuove modalità di gioco, fiore all’occhiello di quella che per mesi è stata spacciata come un’esperienza ludica estremamente diversificata. La modalità Co-op altro non è che una strampalata versione cooperativa in stile picchiaduro a scorrimento della modalità arcade in cui due giocatori – o un singolo supportato dalla CPU – possono cimentarsi nella lotta contro alcuni dei più forti avversari del gioco. Barra dell’energia condivisa per i giocatori e raddoppiata per l’avversario, anche in questo caso basta poco per notare come l’idea mal si sposi con la natura spiccatamente arcade 1 vs 1 del titolo, con tanto di colpi che se lanciati da ambo i giocatori possono venire ignorati e hitbox poco reattive; l’altro extra in esclusiva per Nintendo Switch, la modalità di gioco chiamata “La via dell’hado”, non è altro che un mini-game a difficoltà crescente dedicato all’immancabile fame di motion control di casa Nintendo e permette di vestire in prima persona i panni di Ryu: il guerriero è chiamato a scontrarsi contro gli sgherri della Shadaloo e sta al giocatore e alla sua abilità joycon alla mano farlo arrivare fino in fondo. Delude ammettere che anche in questo caso il titolo non brilli per freschezza o varietà e che i movimenti atti a innescare le mosse a disposizione vengono riconosciuti poco più della metà delle volte. Se non altro è interessante vedere come il motore grafico tridimensionale di Street Fighter IV accompagni il tutto su console Nintendo, con tanto di asset riciclati impunemente. Per quanto riguarda il comparto online, Ultra Street Fighter II: The Final Challengers propone una modalità di gioco suddivisa in scontri privati e classificati, con possibilità di personalizzare una propria scheda personale in modo del tutto simile a quanto succede nel quarto e nel quinto episodio. Certo, il tutto appare molto semplificato, ma il netcode sembra reggere benissimo e durante le prove da me effettuate non ho mai riscontrato problemi come lag o fenomeni similari.

Le ultime due novità di questa riedizione sono prettamente estetiche, ma paradossalmente più interessanti delle due modalità appena descritte; la modalità “editor colori” permette di personalizzare l’aspetto dei propri guerrieri agendo sue tre strati (generalmente colore della pelle, dei vestiti e degli accessori) per poi poterli sfoggiare nella loro veste originale in scontri online, versus e arcade. L’ultima, ma non meno interessante offerta inserita in Ultra Street Fighter II: The Final Challengers è una modalità galleria che malgrado non offra nulla che non sia già stato mostrato o raccolto in artbook in commercio da anni rappresenta una vera e propria miniera d’oro per qualunque appassionato della serie, con oltre 270 illustrazioni che coprono dal primo fino all’ultimo capitolo in commercio, consultabili godendo della soundtrack originale o di quella rimasterizzata.

Contenuti

Dove posso acquistarlo?


Ultra Street Fighter II: The Final Challengers - Nintendo Switch (Videogioco)


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La seconda opinione

Ultra Street Fighter II: The Ultimate Challengers riuscirebbe agevolmente a conquistare il cuore di qualunque giocatore se si dovesse tener in considerazione solo il puro gameplay. Il gioco originale è sempre meraviglioso ed invecchiato benissimo, come dimostra la “old version” selezionabile nelle opzioni grafiche, ma il resto è tutto sottotono. Sembra che Capcom abbia impegnato davvero poche energie per tentare di consegnare un titolo di reale impatto, limitandosi a portare (con un comparto tecnico discutibile e modalità aggiuntive dimenticabili) su Nintendo Switch un classico senza tempo “ripulito”. Un gioco come questo vale il prezzo di vendita? Si, ma solamente grazie al fascino ed all’inossidabile gameplay del titolo originale sommati alla natura unica di Switch che permette di portarsi appresso un pezzo di storia videoludica. Per il resto, non c’è molta carne al fuoco purtroppo.

Voto: 7.0 – Simone Granata

Mettiamola in questi termini: Street Fighter II ha fatto la storia e le sue innumerevoli riedizioni sono sempre state interessanti, per un motivo o per l’altro. Ultra Street Fighter II: The Final Challengers propone modalità di gioco e novità che vanno dal dimenticabile allo sgradevole, un comparto tecnico completamente ripreso da una precedente riedizione e un prezzo di lancio fissato a 40€, quando su Nintendo eShop è possibile acquistare classici SNK emulati e con supporto al gioco online spendendo una cifra che va dai 6 agli 8 euro. Se questo non è un semplice feticcio per nostalgici dal portafoglio cicciotto non so cos’altro possa essere.

rosso

Good

  • Modalità galleria interessante.
  • La natura portatile gli dà quella marcia in più.
  • Net code stabile.

Bad

  • Tutto ciò che di extra è incluso.
  • I nuovi personaggi sono troppo forti.
  • Prezzo poco rispettoso dell'amore degli appassionati.
  • La grafica "rimasterizzata" convince poco.
  • Senza un classic controller scordatevi input direzionali precisi e affidabili.
5.8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.