Trulon: The Shadow Engine

Trulon: The Shadow Engine

Sviluppatore: Kyy Games
Publisher: Headup Games
Genere: GDR
Disponibile: Digital
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Una volta terminata la mia partitella di 6 ore scarse a Trulon: The Shadow Engine, gioco di ruolo uscito da poco su Steam, molte domande senza risposta sono emerse spontanee nella mia mente… purtroppo, non ero per niente interessato alla risposta. Ero rimasto vittima dell’apatia generata da un titolo caratterizzato da una trama ridicola e sbrigativa, e salvato in extremis dal baratro della mediocrità da una direzione artistica comunque rispettabile, da musiche orecchiabili e da un gameplay quantomeno interessante, che mescola intelligentemente innovazione e old-school. Non abbastanza, però, per convincermi a giocare di nuovo.

Il che è un peccato, perchè le possibilità per trasformare Trulon in qualcosa di meno insipido c’erano tutte; l’impegno profuso dagli sviluppatori nella sua creazione era ben palpabile, e il materiale messo in campo per renderlo appetibile era abbondante e variato. Purtroppo i punti deboli di Trulon sono davvero molto deboli; e se tali problemi rischiano di minare l’intera esperienza di gioco – com’è stato nel mio caso – c’è davvero ben poco da giustificare.

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GIÀ VISTO, GIÀ FATTO, GIÀ FINITO…

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Questo figuro apparirà quasi all’inizio del gioco per assegnarvi delle missioni, ma indovinate un pò che ruolo ricopre veramente nella storia? Non è uno spoiler quando è DANNATAMENTE OVVIO

Trulon: The Shadow Engine è il port di un titolo uscito su dispositivi mobile l’anno scorso, e questa informazione da sola consente già di immaginarne le caratteristiche principali, così come i “difetti” – che esamineremo a tempo debito. Il gioco ci invita a vestire i panni di Gladia, una cacciatrice di mostri, in viaggio per cercare il rimedio per una terribile malattia che sta lentamente decimando il suo villaggio e le terre vicine. L’impresa la conduce fuori dalla verde e lussureggiante regione di Tripudia (costellata di villaggi e castelli provenienti dai più banali setting fantasy medievali) verso la landa di Maelon, che, al contrario, appare quasi interamente automatizzata, come fosse un’ambientazione steampunk. Non sorprende venire a conoscenza di una storica rivalità tra questi due territori, al momento momentaneamente sedata con una pace non propriamente stabilissima.

La trama è, senza giri di parole, la componente peggiore di Trulon. La longevità risicata, di sole 6 ore, indubbiamente sta stretta a un titolo che vorrebbe essere un RPG. Ma anche volendo passare sopra questo aspetto, non si può fare a meno di notare come la vicenda si sviluppi in modo decisamente affrettato, e risulti povera di approfondimenti su molti punti importanti, la cui spiegazione è affidata a dialoghi fin troppo essenziali. Il character development dei personaggi è prossimo allo zero, anche perché viene concesso loro pochissimo spazio per raccontare le proprie motivazioni o i propri sentimenti. Ciò vale sia per i protagonisti giocabili (quattro in totale), sia per le figure secondarie, alcune delle quali, inspiegabilmente, finiscono per sparire di punto in bianco una volta passata la prima metà di gioco, nonostante la loro (apparente) importanza ai fini della trama. La frettolosità si mantiene intatta sino al finale, anch’esso molto sbrigativo, con giusto qualche input sparso per pavimentare la strada ad un eventuale seguito, oppure – più probabile – per invitare il pubblico alla lettura del romanzo a quale questo gioco è ispirato. Sì, ho dimenticato di dire che Trulon: The Shadow Engine è considerato uno spin-off di un libro che narra alcune vicende ambientate nello stesso universo. Ma ho preferito non soffermarmi su questo dettaglio semplicemente perchè il libro in questione ancora non è stato pubblicato, e perché a conti fatti il gioco dovrebbe essere pienamente godibile senza avere precedenti conoscenze del mondo in cui è ambientato; purtroppo, ciò non si verifica. In mezzo al piattume generale, anche i colpi di scena – o presunti tali – risulteranno estremamente banali e telegrafati: si capisce subito chi è il villain, che cosa succederà, persino quando il gioco sta per finire…

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Questo è Ferra, il secondo personaggio del party. Fa magie. Tutto qui.

In sintesi, se siete tra quelle persone che considerano la trama come elemento imprescindibile per giudicare la qualità di un GDR, potete fermarvi qui e non proseguire: Trulon: The Shadow Engine non è per voi. Se invece siete disposti a chiudere un occhio su quel fronte, e vi interessa maggiormente il lato artistico e del gameplay, possiamo andare avanti. Trulon, infatti, riserva per lo meno alcuni aspetti positivi che contribuiscono ad alzare la qualità dell’opera, in primo luogo dal punto di vista estetico: il titolo presenta infatti una buona direzione artistica, contraddistinta da una grafica molto colorata, seppur semplice e spartana, la quale associa scenari poligonali a sprite disegnati a mano e discretamente ben animati. Tutto ciò ricorda alcune vecchie glorie RPG su PSX, come Breath of Fire e Grandia; e se vogliamo guardare il pelo nell’uovo, si può notare come il chara del personaggio nella mappa di gioco, sia stilisticamente molto simile a quelli di Final Fantasy VI. Promosse anche le musiche, di ottima fattura e realizzate con una cura che onestamente non mi aspettavo. Kudos.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Steam

TRULON: CHAIN OF MEMORIES

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Vi piaciono queste piccole animazioni durante gli attacchi? Bene, preparatevi per vederle Ogni. Singola. Volta.

Come ogni gioco di ruolo che si rispetti, anche in Trulon prenderemo parte a numerose battaglie, caratterizzate da un particolare sistema basato sulle carte. Ogni personaggio ha la possibilità di costruirisi un proprio “deck” a partire da un cospicuo numero di carte, le quali rappresentano tecniche speciali e magie; durante i combattimenti, rigorosamente a turni, si potrà selezionare una tra alcune di queste speciali carte per attaccare i nemici, infliggere malus o ottenere qualche beneficio. A ogni nuovo turno verrà pescata un’altra carta a caso, cosicché il gioco, pur molto incentrato sulla fortuna, richiede tuttavia un certo approccio strategico; potendo scegliere quali tecniche inserire nel proprio repertorio, è preferibile concentrarsi sull’attacco, sulla difesa o sulla creazione di qualche combo particolare, concatenando gli effetti con le carte degli altri personaggi giocabili? Oltre a quelle del proprio “deck”, è presente nella nostra mano anche una Wildcard, ossia una carta totalmente random scelta fra tutte quelle possedute, che può essere utilizzata anche da coloro che non la contemplano nel proprio inventario. Questo livello di personalizzazione trasforma Trulon in un gioco più profondo di quanto sembri in apparenza.

Purtroppo questa profondità risulta appannata a causa della presenza di piccole sequenze animate che si attivano ogni volta che i personaggi o i nemici effettuano una qualsiasi azione: pur graziose all’inizio, diventano a lungo andare insopportabili, specie quando la battaglia si protrae per molti minuti. Alcune tecniche, inoltre, consumano dei punti magia, i quali, a differenza dei punti vita, non si ripristinano alla fine di ogni incontro; per reintegrare l’energia magica è necessario collezionare alcune sfere lucenti di due colori diversi, poichè i personaggi attingono a due diverse forze a seconda della propria terra di origine. Si tratta di una piccola integrazione che risulta alla fine irritante, specie quando ci si deve mettere alla ricerca di una sfera di un determinato colore per ricaricare la magia di un solo personaggio. Questi globi non sono nemmeno abbondanti, in quanto oltre agli MP, forniscono – inspiegabilmente – anche una discreta quantità di punti esperienza.

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A volte gli NPC che vi offriranno delle sidequest si faranno sentire, altre volte dovrete cercarli voi stessi. Auguri a trovarli.

I nemici nei dungeon saranno ben visibili, mentre nella mappa di gioco sono presenti solo incontri casuali. La maggior parte delle battaglie risulta tranquillamente evitabile, ma è sconsigliabile farlo, in quanto la difficoltà generale, almeno agli inizi, è discretamente elevata, complice anche l’assenza di qualsiasi elemento utile per determinare la forza dei nostri avversari: lo si deve constatare di persona al primo attacco. Fortunatamente, in caso di sconfitta, si ricomincia a giocare a pochi passi dall’inizio della battaglia.

Non mancano, ovviamente, side-quests e tesori nascosti da scoprire, ma anche questi aspetti non fanno gridare al miracolo. Le missioni secondarie si limitano prevalentemente a fetch-quest di bassa difficoltà; i tesori si possono trovare risolvendo enigmi, alcuni dei quali – col senno di poi – non hanno nemmeno molto senso e non conferiscono gran premi. Nulla comunque vi incoraggia all’esplorazione: la mappa del mondo, nonostante la sua apparente grandezza, conta poco più di una decina di luoghi visitabili in tutto il gioco. L’open-world, insomma, è solo apparente, dato che non potrete andare da nessuna parte se non quando la trama vi costringerà a farlo.

Nota finale dedicata ai controlli: ho accennato che questo titolo è un porting della versione mobile? Bene, sappiate che la versione PC non supporta alcun tipo di joypad; i comandi vanno tutti imposti solo ed esclusivamente con il mouse, ivi compreso il movimento dei personaggi, il quale può risultare estremamente impreciso e macchinoso agli inizi, ma niente che devasti l’esperienza di gioco sul lungo periodo. Qualche sforzo in più si poteva fare, però…

Trulon: The Shadow Engine può oggettivamente essere considerato un gioco interessante, ma la banalità mostruosa della trama e la frettolosità della sua esecuzione è in grado di offuscare anche i suoi dignitosissimi pregi: un buon gameplay, un sistema di combattimento ben studiato e un’ottima direzione artistica. Teniamo inoltre conto che quello appena recensito è il port di un gioco per mobile, venduto per PC al discutibile prezzo di 19.90€, contro 4.99€ per l’originale edizione portatile.
Il titolo potrebbe meritare comunque attenzione solo dopo un cospicuo abbassamento del prezzo.

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Good

  • Buona la grafica e il comparto audio.
  • Battle system strategico, con un alto livello di personalizzazione dei personaggi.

Bad

  • Trama banale e sbrigativa.
  • Longevità ristretta.
  • Un port quasi pari all'originale mobile, ma al quadruplo del prezzo.
6

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"