Tokyo Twilight Ghost Hunters SUPER Alpha ULTRA EX

Tokyo Twilight Ghost Hunters: Daybreak Special Gigs

Sviluppatore: Toybox inc.
Publisher: NIS America
Genere: Visual Novel
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PS4
Copia regolarmente acquistata dalla redazione di GeekGamer.it

“Dove andiamo dopo la morte? Inferno, paradiso, o continuiamo a vagare per sempre come fantasmi?”, è la domanda che apre Tokyo Twilight Ghost Hunters: Daybreak Special Gigs. Nel caso di buona parte della produzione videoludica giapponese, la risposta è semplice: dopo la morte si ritorna in vita con qualche aggiunta secondaria, un titolo sensibilmente più lungo e cartellino del prezzo rinnovato; l’abbiamo visto succedere a Persona (FES, Portable e Golden) o alle infinite iterazioni di Blazblue e Guilty Gear, insomma, era solo questione di tempo prima che anche altri sviluppatori si unissero al trend delle “versioni estese”.

Se però nel caso dei titoli Atlus i cosiddetti “enhanced ports” erano stati richiesti a gran voce da una userbase fedelissima, desiderosa di poter portare in tasca il proprio jrpg preferito, nel caso di Tokyo Ghost Hunter Team la scelta di pubblicare un capitolo espanso sembra frutto più di una cattiva lettura dei desideri del mercato piuttosto che da un effettivo desiderio per il titolo, la cui prima incarnazione – risalente a poco meno di un anno fa – è passata decisamente in sordina. Trovare le cause della poca incisività commerciale della versione “liscia” di Tokyo Twilight Ghost Hunters non è difficile: si tratta di un gioco di nicchia in un genere di nicchia, ha visto la sua release originale su una piattaforma, PlayStation 3, ormai più che anzianotta, nonché sulla sfortunata PS Vita. Piattaforma, peraltro, dove era affiancato a giochi simili dall’appeal decisamente maggiore. La sua colpa maggiore tuttavia rimane quella di non essere riuscito a generare nei giocatori un attaccamento tale da scatenare quell’hype virale che porta le produzioni low budget come Earth Defense Force a invadere le imageboard di settore generando vendite e seguito.

PUNTO E A CAPO?

Le premesse narrative di Daybreak Special Gigs sono esattamente le stesse del suo predecessore e vedono il giocatore vestire i panni di uno studente appena trasferitosi nell’istituto superiore Kurenai dopo una serie di abusatissimi cliché da commedia scolastica. Cose come “l’incontro scontro con la studentessa timida e impacciata” o “il tour della scuola con la bella ma glaciale capoclasse”, seguita immediatamente da una schermata di creazione del personaggio tanto dettagliata da poter essere usata contro di voi in tribunale (vi troverete a specificare i gradi di visus di ogni occhio). Le stranezze non finiscono: subito si è immischiati nella compagnia dei Gate Keepers, una bizzarra accozzaglia di sensitivi, donne in carriera con scollature fin troppo generose e giornalisti dell’occulto che farebbero invidia alla redazione di Mistero. Se la descrizione del gioco si fermasse qui, e il gameplay si limitasse a quello di una classica visual novel che racconta la storia di un povero giovanotto circondato da invasati, saremmo probabilmente di fronte a uno dei titoli migliori degli ultimi dieci anni; purtroppo, come succede spesso, la semplicità viene sottovalutata.

In Tokyo Twilight Ghost Hunters: Daybreak Special Gigs le sezioni Visual Novel ci sono eccome e sono splendidamente animate, disegnate in modo spettacolare e spesso capaci di risultare divertenti e avvincenti grazie a personaggi secondari ben caratterizzati che, pur ricalcando fedelmente i tropi su cui sono fondati, riescono a tenere viva l’attenzione del giocatore. A fare da contrappeso alla leggerezza dei dialoghi e alla bellezza delle schermate è un sistema di interazione “circolare” con gli altri personaggi: se state pensando alla “ruota morale” dei giochi Bioware, però, avete sbagliato tutto, perché la “ruota” di Tokyo Twilight ha molto più in comune con lo strumento di tortura preferito dall’inquisizione spagnola che con i menu a scelta multipla di Mass Effect. La prima selezione è chiamata Emotional Input e permette al giocatore di selezionare un’emozione, mentre la seconda ruota, chiamata Sensorial Input spinge a decidere un organo attraverso il quale sfogare o richiamare l’emozione precedentemente scelta. Trovando una misteriosa polvere bianca per terra è facile selezionare “curiosità” e “lingua” per assaggiarla e scoprire che si tratta di comune sale da cucina, mentre molte altre interazioni sono quantomeno criptiche e ritrovarsi a leccare la faccia del proprio compagno di redazione è un avvenimento fin troppo comune.

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Sia ben chiaro, il menu a ruota è a tutti gli effetti una trovata originale ed efficace che sostituisce in modo gradevole le risposte “preconfezionate” che troppe visual novel utilizzano come espediente narrativo, ma il vero punto debole di questo sistema è che non viene anticipato al giocatore il risultato della combinazione scelta prima di poterla eseguire, oltre a una notevole mancanza di tutorial per prendere familiarità con la meccanica.

Una volta nominata la mancanza di tutorial è impossibile non ritrovarsi a parlare del sistema di combattimento, vero e proprio nocciolo radioattivo di tutto il gioco. Esattamente come nell’originale Tokyo Twilight Ghost Hunters, gli scontri con i fantasmi sono rappresentati attraverso una “griglia” vista dall’alto, dove i giocatori e le entità da cacciare sono rappresentati da semplici pedine colorate; la visuale si trasforma per pochi istanti in un’ambiente tridimensionale solo per il tempo necessario a mostrare i colpi andati a segno, in caso di attacco riuscito, un’evenienza poco comune dal momento che l’intero sistema di gioco si basa sulla predizione: è necessario utilizzare l’attacco nell’aria dove il fantasma si troverà a fine turno, non nella casella in cui si trova nel momento in cui potremo selezionare le nostre mosse.

Si trattava di un sistema macchinoso, frustrante e insoddisfacente un anno fa e nonostante il cambio di console e l’aggiunta di tre parole al titolo, resta praticamente identico; le modifiche al sistema di combattimento sono minime e insufficienti per rendere meno antipatica la procedura di ghost hunting.

Nonostante l’unica parte dell’ossatura ludica che necessitasse di un overhaul completo sia stata lasciata virtualmente intoccata, sarebbe ingiusto sostenere che Daybreak Special Gigs non aggiunga niente al suo predecessore: gli elementi extra sono presenti, non solo nelle missioni aggiuntive dette appunto “daybreak gigs”, ma anche nell’espansione “organica” degli elementi visual novel, con dialoghi quasi secondari che vengono arricchiti di nuove scene ben intessute nell’intreccio globale e che vanno ad arricchire una sceneggiatura già più che buona.

La struttura a capitoli, i rimandi alla cultura pop, la possibilità di ottenere un finale romantico con la compagna preferita sono presenti e potenziati in Daybreak Special Gigs, e rivivere le vecchie e nuove avventure dei Gate Keepers, oltre a leccarne la faccia, è stato piacevole e divertente. Se solitamente nei giochi ibridi ci si lamenta delle sezioni testuali a volte eccessivamente prolisse, in Tokyo Twilight è vero l’opposto: nonostante l’introduzione di accorgimenti “facilitatori”, il gameplay continua a ricordare più da vicino una folle partita di battaglia navale piuttosto che un’emozionante caccia all’ectoplasma.

 

 

 

 

Contenuti

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PS Store

La scelta di ripubblicare Tokyo Twilight Ghost Hunters in questa nuove edizione estesa non può non generare un parallelo con i protagonisti del gioco. Come i novelli acchiappafantasmi, anche Toybox sembra “colpire alla cieca” con una re-release troppo simile all’originale che difficilmente le garantirà un secondo acquisto a prezzo pieno.

giallo

Good

  • Art style esplosivo.
  • Musiche sopra la media.
  • Assaggiare le maniglie a volte è divertente.

Bad

  • Battle System riservato agli indovini.
  • Picchi di difficoltà eccessivi.
7

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.