Quando metti la museruola a Shin Megami Tensei

Majkol

Tokyo Mirage Sessions #FE

Sviluppatore: Atlus
Publisher: Nintendo
Genere: J-RPG
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Quando Atlus e Nintendo annunciarono di essere al lavoro su un titolo in grado di unire, in un forzato sposalizio, la serie strategica Fire Emblem e quella J-RPG Shin Megami Tensei, molti appassionati del genere – me compreso – sintonizzarono immediatamente le antennine nella vana speranza che emergessero dettagli relativi allo sviluppo. Sarà uno strategico? Ci si muoverà su caselle? E come concilieranno le tematiche esoteriche e le atmosfere post-apocalittiche del franchise Atlus con l’epica manga style del più conservatore cappa e spada Nintendo? Tutti dubbi legittimi che oggi trovano finalmente una risposta in Tokyo Mirage Sessions #FE, nuovo titolo esclusivo per lo sfortunato Wii U, ormai arrivato al capolinea della sua breve e sofferta esistenza a base di eccellenti platform 3D ed esclusive di gran valore passate colpevolmente in sordina.

La soluzione che il binomio Nintendo×Atlus ha voluto riservarci non è tuttavia ciò che ci saremmo aspettati: il titolo proposto dietro lustrini J-POP e un’estetica zuccherosa di chiara matrice manga è infatti poco più che un semplice spin-off di Shin Megami Tensei che attinge dal pentolone di eroi ed eroine della serie Fire Emblem solo per giustificare un intreccio narrativo a meta fra la serie giapponese super sentai e un qualsiasi anime shonen degli ultimi 20 anni, presentando situazioni trite e ritrite e protagonisti che non riescono a ritagliarsi una propria identità malgrado l’unicità del tema scelto dagli sviluppatori per caratterizzarli. Tokyo Mirage Sessions #FE vede al centro della strampalata narrazione un gruppo di giovani dagli sguardi protesi verso la notorietà, chi come cantante, chi come attore e via dicendo. L’agenzia di talenti Fortuna cela dietro l’apparenza un gruppo di super eroi capaci di domare, proprio grazie alle proprie capacità artistiche, degli esseri sovrannaturali chiamati Mirage, vere e proprie emanazioni soprannaturali antropomorfe e dall’aspetto ispirato agli eroi della serie Fire Emblem. Alcuni di questi, tuttavia, sembrano essere ben intenzionati a conquistare il mondo umano sfruttando il talento degli artisti più influenti dello showbiz; tocca quindi proprio ai giovanissimi esordienti il duro compito di indagare sui fenomeni soprannaturali che stanno piegando i palcoscenici e i serial tv “dorama” di una Tokyo ormai allo sbando.
L’influenza di Atlus in fase di scrittura del soggetto sono evidenti, tanto che non fosse per alcuni elementi esclusivi, questo TMS#FE si porrebbe tranquillamente scambiare per uno dei tanti spin-off in cui la serie Shin Megami Tensei ha imparato a declinarsi negli anni.

COME KILARI E CREAMY!

Se le premesse dovessero quindi risultare invitanti agli occhi degli appassionati e di chi mastica animazione giapponese a colazione – me compreso – , è anche vero che basta dare un’occhiata alle prime ore di gioco per accorgersi immediatamente dello scarso valore della sceneggiatura, un vero e proprio tripudio di cliché e stereotipi talmente stantii da permettere a chiunque di riuscire ad anticipare, parola per parola, i dialoghi dei protagonisti e dei loro mostruosi avversari. Tokyo Mirage Sessions #FE non prometteva sicuramente di rivoluzionare i canoni della narrazione del genere J-RPG, ma partendo da un tema così originale come quello del mondo dello spettacolo si poteva sicuramente sviluppare un intreccio maggiormente originale; anche i protagonisti soffrono del complesso della macchietta bidimensionale senza alcuna personalità, praticamente intrappolati all’interno di stereotipi definiti talmente nettamente da non lasciare minimo spazio a uno sviluppo che possa chiamarsi tale. E poi ci sono i Mirage, chiamati con nomi come Chrom, Caeda, Tiki, roba che dovrebbe ingolosire gli appassionati della serie strategica Nintendo, ma che in Tokyo Mirage Sessions#FE potevano anche chiamarsi Pinco, Pallo e Pillo e non avrebbe fatto la minima differenza. Sappiamo che lo sviluppo del titolo è stato travagliato, reso difficile dallo scarso interesse manifestato da entrambi gli sviluppatori nel dover incrociare i due franchise (e allora perché proporlo?), tanto che alla fine Nintendo ha chiaramente lasciato carta bianca ai papà della serie Persona all’unica condizione di inserire, almeno marginalmente, qualcosa che riportasse alla serie Fire Emblem. Beh, detto fatto.

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Tokyo Mirage Sessions#FE è in tutto e per tutto un titolo Atlus, sia considerando il motore ludico fondato sul dungeon crawling, ovvero l’esplorazione di labirinti disseminati di enigmi ambientali e dal buon sistema di combattimento, sia volgendo l’attenzione alla narrazione, fondata sul gimmick di Persona, ma senza scomodare il pantheon di creature del mai troppo lodato Kazuma Kaneko. Quindi sì, anche il titolo in questione propone le solidissime meccaniche di combattimento dei titoli della compagnia giapponese, basate sulla ricerca delle debolezze elementali dei nemici e sul conseguente sfoggio di incantesimi iconici come Bufu, Agi o Dia.

Non mancano chiaramente varianti capaci di donare una propria identità anche al colorato esperimento in esclusiva per Wii U: oltre alle tecniche e alle abilità passive ottenibili semplicemente facendo esperienza con determinate armi, è possibile affidarsi a tecniche avanzate dagli effetti pirotecnici previo lo riempimento di una barra speciale posta nell’angolo in alto a destra dello schermo, come se si trattasse di un picchiaduro. Se questo non bastasse, insistendo sui punti deboli degli avversari è possibile coinvolgere i membri della squadra in concatenazioni di colpi dagli effetti letali e capaci di ricompensare i giocatori più virtuosi con preziosi oggetti speciali necessari a craftare armi e abilità per i Mirage dei protagonisti. Infine, il tocco di follia con cui Atlus ha voluto caratterizzare questa sua ultima opera: le tecniche “ad-lib”, colpi devastanti e casuali (!) che i protagonisti potrebbero sfoderare nei momenti più critici, sovvertendo le sorti delle battaglie più sofferte e riscrivendo in un colpo solo il fato dei giovani idol giapponesi. Se poi si può riconoscere al titolo il merito di un’accessibilità decisamente più marcata rispetto agli altri spin-off della serie Shin Megami Tensei, è anche vero che le forzature previste dal sistema di crescita (influenzato fortemente dal progredire della trama e quindi, di fatto, posti su binari imprescindibili) potrebbero far storcere il naso all’utenza core del genere J-RPG, che è poi quella della rispettive saghe che danno il nome a questo Tokyo Mirage Sessions #FE.

 

 

 

 

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La seconda opinione

Tokyo Mirage Sessions ♯FE rappresenta in parte un’occasione mancata, almeno per quanto riguarda la componente più importante che dovrebbe caratterizzare un JRPG: la trama risulta purtroppo decisamente debole, ricca di stereotipi visti e stravisti. Va però fatto notare un combat system si difende bene, modelli dei personaggi con relative animazioni realizzati egregiamente in particolar modo durante i numerosi dialoghi ed in generale un’esperienza JRPG apprezzabile.

7.0/10 Simone “Belmont” Granata

tokyo mirage sessions artSARANNO FAMOSI, THE ANIME SERIES

Un equilibrio instabile e una natura schizofrenica a metà fra la celebrazione di due serie storiche complesse e sfaccettate e quello che invece sarebbe perfetto se fosse semplicemente intitolato “il mio primo J-RPG”, questo è Tokyo Mirage Sessions #FE, un titolo che soffrirà sicuramente le critiche per ciò che non è, e che difficilmente verrà ricordato per gli innegabili meriti (ludici, ben inteso) che può sfoggiare. Per concludere, un rapido commento al comparto tecnico della produzione, tanto arretrata se si guarda al polycount e ai numeri sfoggiati da illustri colleghi in esclusiva per Wii U, ma altrettanto convincente nel momento in cui l’azione prende il via e gli eroi si mostrano espressivi e convincenti sia durante le drammatiche sequenze animate dei combattimenti, sia a corredo del testo in lingua inglese che traduce il loro conversare in lingua giapponese. Pollice alto anche per le sequenze animate in cgi, visivamente ispirate a quelle viste nei recenti episodi portatili della serie Fire Emblem e accompagnate, il più delle volte, da orecchiabili brani J-POP. Paradossalmente la colonna sonora strumentale non mi ha colpito particolarmente, ma d’altronde sappiamo bene che i compositori AAA come Shoji Meguro hanno ben altro a cui pensare in questo momento. Un indizio: inizia per P e finisce per Ersona 5, e l’appuntamento con la rivoluzione del J-RPG firmata da Atlus è fissato solamente per il prossimo 14 febbraio. Tocca aspettare.

Tokyo Mirage Sessions #FE è un solido J-RPG che al netto di un comparto narrativo estremamente derivativo e di un cast di personaggi un po’ anonimo può contare sui rodatissimi meccanismi dei J-RPG con battaglie a turni che solamente Atlus può rendere appetibili in pieno 2016, in un’epoca in cui anche mostri sacri come Final Fantasy si sono piegati alla rivoluzione action. Un titolo leggero e tutto sommato divertente, indicato ai neofiti e ai più giovani, ma che difficilmente riuscirà a risultare appetibile sulla lunga distanza a giocatori rodati come quelli che Shin Megami Tensei e Fire Emblem li giocano per davvero.

verde

Good

  • Gameplay solido e buon sistema di combattimento.
  • Visivamente delizioso, in ogni suo frangente.
  • Un'alternativa leggera alle storie mortifere di Atlus.

Bad

  • Personaggi anonimi e sceneggiatura derivativa.
  • Il sistema di crescita non permette l'iniziativa personale.
  • Fire Emblem è totalmente assente, salvo camei triviali.
7

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.