UN EROE SCONOSCIUTO

Simone

This War of Mine: Stories – Father’s Promise

Sviluppatore: 11 bit Studios
Publisher: 11 bit Studios
Genere: Gestionale/Survival
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Il mercato indie spesso dimostra il suo enorme potenziale grazie a studi di sviluppo che mettono le mani su generi noti, modificandone alcune caratteristiche e mescolandole con altri generi. E’ il caso dell’ottimo This War of Mine realizzato circa tre anni fa dai ragazzi del team 11 Bit Studios: un titolo che punta a mostrare gli orrori della guerra dal punto di vista di persone comuni che si ritrovano, loro malgrado, coinvolte “ai margini” del conflitto. Niente eroici soldati quindi, ma eroici cittadini qualunque che tentano di sopravvivere alle privazioni imposte da una guerra della quale non sanno né le motivazioni né tantomeno le regole. Com’è già accaduto per altri titoli di stampo survival realizzati da studi indipendenti, come il bellissimo The Long Dark, il gioco di 11 Bit Studios ha mosso i primi passi in versione “sandbox” per testare ed affinare il gameplay. Terminato il periodo di “rodaggio”, gli sviluppatori sono pronti a mostrare il loro gioco con l’aggiunta di una componente narrativa preponderante. Così nasce This War of Mine: Stories – Father’s Promise.

La storia prende forma nella città immaginaria di Pogoren, già nota ai giocatori per le vicende che si sono svolte nel titolo base. Questa volta gli eventi non sono più liberamente plasmabili dalle azioni dell’utente, ma si ispirano ai racconti dello scrittore polacco Łukasz Orbitowski: una storia tragica e terribilmente realistica che parla di un padre impegnato a proteggere la figlia dagli orrori della guerra, un conflitto che sta devastando la città e trasformando gli abitanti in egoisti profittatori. E’ il caso del fratello del protagonista, personaggio poco piacevole che vorrebbe sfruttare la povera bambina malata come “corsia preferenziale” per il corridoio umanitario di prossima apertura.

PADRE MODELLO

L’occasione è ghiotta: permetterebbe ai due fratelli di uscire dalla zona di guerra ma metterebbe a rischio la vita della piccola, già gravemente malata a causa delle privazioni. Nei panni di Adam il giocatore dovrà affrontare un gran numero di situazioni disperate e portare in salvo la coppia.

Questo primo DLC per  This War of Mine segue il filone produttivo di altri titoli indie abbastanza celebri come il già citato The Long Dark ed il meno noto Project Zomboid: una lunga gestazione fatta di updates e confronto con la community, il rilascio di una versione sandbox raffinata e finalmente l’inizio di storie vere e proprie. Come spesso accade in questi casi, si comprende quasi immediatamente quanto una narrazione sapiente possa far la differenza e rendere intrigante un “banale” sandbox/survival. Nel caso di This War of Mine è più opportuno parlare di ibrido strategico/survival in realtà: come nella versione originale, il giocatore dovrà tenere in vita Adam procurando cibo ed altri beni utili al fine di creare strumenti ed attrezzi per la sopravvivenza. A questo gameplay si aggiunge la componente narrativa ed alcune missioni particolari da seguire, particolarmente interessanti per variare l’esperienza di gioco offerta.

Sono presenti numerosi dialoghi testuali in This War of Mine: Stories – Father’s Promise, molti dei quali utili a comprendere lo stato di disperazione di Adam ma anche interessanti nel comprendere il mondo che circonda le vicende narrate. La storia è interessante ma il gameplay soffre di una certa tendenza all’autocompletamento: si ha a volte la sensazione di proseguire con il pilota automatico. E’ ovviamente possibile morire e fallire, ma il percorso da seguire è sempre ben chiaro e definito eccezion fatta per alcuni piccoli bivi che vengono proposti senza mai esagerare. Di fatto si passa da un gameplay libero e sempre variegato per approdare ad un’esperienza narrativa molto lineare: se da una parte potrebbe essere un problema, dall’altra ci si accorge del semplice fatto che una storia appassionante necessita di poca libertà di movimento per essere raccontata adeguatamente. Questa caratteristica del DLC si rivela molto utile sia per giocatori esperti che per neofiti: i primi troveranno interessante la variazione di gameplay, i secondi potranno apprendere più facilmente le varie features del gioco senza rischiare il tracollo completo, considerato che si manovra un singolo personaggio durante tutta la storia.

L’unico vero neo della produzione si trova nello scarso apporto di novità rispetto al gioco originale: eccezion fatta per la spinta narrativa molto più accentuata, il gioco è praticamente lo stesso. Sarebbe stato interessante vedere qualche sostanziosa variazione dal punto di vista delle meccaniche o magari una storia con più scelte e diversi finali. Nonostante questa problematica, questo DLC è disponibile ad un prezzo davvero irrisorio ed offre un contenuto sostanzioso e divertente da giocare: una storia drammatica che fa riflettere, ma anche funzionale in termini di puro divertimento videoludico.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

This War of Mine: Stories – Father’s Promise aggiunge una dimensione narrativa all’ottimo titolo targato 11 Bit Studios, una caratteristica purtroppo mancante al titolo originale. Nonostante si tratti “soltanto” di un DLC di breve durata complessiva, l’esperienza narrativa è intensa ed emozionante posto che il giocatore sia sufficientemente sensibile da entrare nel contesto. Per il resto si tratta di This War of Mine con tutto il suo bagaglio ludico intrigante, senza particolari aggiunte degne di nota ma con una narrazione piacevole ad un prezzo irrisorio.

semafori indie-03

Good

  • Ottima trama con colpo di scena finale.
  • Funziona molto bene come “tutorial” narrativo per i meno esperti.
  • Prezzo vantaggioso per i contenuti offerti.

Bad

  • Nessuna aggiunta particolare in termini di gameplay.
  • Esperienza praticamente “guidata”.
  • Abbastanza breve.
8

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta