Genesi di un funerale stile Roaring Twenties

The Ship Remasted

Sviluppatore: Blazin Griffin
Publisher: Blazin Griffin
Genere: FPS Arena
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese

Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

In un primo momento di incontenibile gioia, all’avvio di The Ship Remasted, sono stato sommerso dai vecchi ricordi del titolo originale. Un videogioco che, nella sua pur incontestabile superficialità, era riuscito a regalarmi delle esperienze interessanti.

Vale la pena ricordare, pur se velocemente, alcuni di questi ricordi, attraverso un excursus che ritengo utile per poter giudicare in maniera sensata questa Remasted. Tutto nasce da un’idea di Outerlight, piccola software house indipendente di Edimburgo, che sviluppa The Ship con il motore grafico proprietario di Valve (il primo prototipo del gioco era un’immancabile mod di Half-Life 2). Il prodotto, nella sua forma completa, approda su Steam nel 2006, ottenendo una buona risposta da parte della critica e del pubblico, ma non riuscendo a tenere botta nel lungo periodo. Outerlight sarà infatti costretta a chiudere pochi anni dopo, addirittura prima della pubblicazione del loro secondo e ultimo titolo: Bloody Good Time (conosciuto anche come The Ship 2, il che fa capire di che tipo di gioco si tratti).

IL NUOVO (?) THE SHIP

Tornando ai giorni nostri, The Ship Remasted è il tentativo (lo dico subito, fallito) di riportare il videogioco ai suoi iniziali splendori, sempreché di vero splendore si possa parlare. Anche per quanto concerne questa sottospecie di seguito si deve affrontare un resoconto piuttosto dettagliato. Nel 2011 la software house Blazing Griffin, dopo aver comprato la proprietà intellettuale dall’ormai smantellata Outerlight, decise di aprire un Kickstarter per la produzione di The Ship: Full Steam Ahead, con risultati piuttosto scoraggianti (poco meno di 30’000 dollari, a fronte dei 208’000 richiesti). Nonostante questo però il videogioco entrò su Greenlight, per poi essere definitivamente stralciato a favore di una versione più leggera, cioè l’attuale Remasted, disponibile in early access dal 2016 e divenuta definitiva a fine ottobre dello stesso anno. I motivi di questo dietrofront sono principalmente due: la mancanza di fondi e l’impossibilità di poter apportare modifiche tecniche al codice madre del gioco (se siete interessati a queste beghe potete leggere i resoconti rilasciati sulla pagina Steam del prodotto). The Ship Remasted praticamente è una neanche tanto bella copia del suo predecessore, tanto da non apportare assolutamente nulla al gameplay o alle modalità di gioco. Le uniche modifiche sensibili attengono più in generale alla fluidità della giocata e al comparto grafico. Sotto il primo profilo il team di sviluppo sta cercando di tenere botta, grazie a interventi mirati che hanno migliorato nel giro di pochi mesi l’interazione con gli oggetti e la loro usabilità, nonché eliminando i numerosi bug presenti nel software originale. Dal punto di vista grafico invece, nonostante alcuni effetti di luce piuttosto piacevoli il restyle risulta blando. Se consideriamo infatti che il predecessore ha già compiuto più di 10 anni di età, la presenza di textures ancora grossolane e semplicistiche, nonché di una generale scarsa cura del dettaglio, il risultato non può certo dirsi soddisfacente.

Ma il problema principale di questa nuova versione, al netto del fatto che le operazioni nostalgia sono quasi sempre più degli specchi per allodole che altro, risiede nella totale ingiocabilità dei server. La situazione purtroppo è tragica: chiunque provi a connettersi, a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno troverà sempre lo stesso desolante deserto: decine di server vuoti e inutilizzati. Considerando che giocare con i bot rasenta il ridicolo, il prodotto allo stato attuale potrebbe interessare solo gruppi di giocatori precostruiti, che quindi organizzino i propri match in maniera autonoma e decisa a tavolino. D’altro canto i numeri parlano chiaro: nel momento in cui scrivo quest’articolo sono connesse 6 persone, mentre il picco della giornata ha toccato le 14. Una situazione che non è mai migliorata durante le settimane precedenti alla pubblicazione del testo che state leggendo. In definitiva quindi The Ship Remasted non solo non apporta modifiche significative a un gioco che per decollare avrebbe avuto bisogno di notevoli migliorie, ma risulta all’atto pratico un gioco nato morto.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Come i lettori potranno notare il voto è severo. Il perché di questa scelta è abbastanza semplice: The Ship Remasted non è un prodotto giocabile. Nonostante l’impegno degli sviluppatori, soprattutto sotto il profilo della risoluzione dei bug, il titolo risulta essere costantemente e inesorabilmente vuoto, il che rappresenta una dichiarazione di morte per un videogioco che si sviluppa esclusivamente sul lato multiplayer. Non è questa la sede per discutere del perché una bella idea non riesca a trovare la sua giusta dimensione, ma rimane il fatto che comprare The Ship Remasted vuol dire non giocare (a meno che non abbiate un gruppo fisso e numeroso di ardimentosi volontari).

semafori indie-01

Good

  • The Ship di sempre, con un nuovo vestito.
  • Risolti numerosi bug di gioco.

Bad

  • Server costantemente vuoti.
  • Nessun miglioramento dal lato gameplay.
  • Online morto.
3

Originariamente un ragazzo normale, gli anni passati in cerca di un connubio tra gli studi giuridici e i videogiochi hanno generato un ibrido terrificante. Ora viene chiamato il "Jason Statham dello Steam controller".