Non si sfugge ai propri demoni

Simone

The Evil Within 2

Sviluppatore: Tango Gameworks
Publisher: Bethesda
Genere: Avventura azione 3D
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Nessuno più del sottoscritto è stato felice, alcuni anni fa, di scoprire il ritorno in scena di Shinji Mikami nel produrre un titolo del genere a lui più congeniale: il survival horror classico. Dopo un periodo di militanza in Grasshopper Manufacture con il sottovalutato Shadow of the Damned e la presenza costante nella splendida saga Ace Attorney/Gyakuten Saiban su console Nintendo, il buon Mikami nel 2014 torna a far tremare i giocatori con The Evil Within. Il titolo, all’epoca accolto in modo piuttosto blando inizialmente, dimostrò di possedere molte carte da giocare in un periodo storico del videoludo costellato di survival horror sempre più “shooter” e sempre meno “survival”. Una gradita sorpresa quindi veder tornare in azione, a distanza relativamente breve, il povero Sebastian Castellanos in The Evil Within 2.

Se il primo episodio della serie si svolgeva all’interno del terrificante manicomio Beacon Mental Hospital ed in parte anche “nella mente” del malvagio serial killer Ruvik, qui si va oltre entrando in un contesto decisamente più alla Matrix. Sebastian, ex detective ormai allo sbando tra una bottiglia di superalcolici e l’altra, tenta di scacciare dalla sua mente gli orrori ai quali ha assistito durante la sua visita al Beacon. La sua vita sta andando a rotoli ancor di più dopo aver perso in un incendio sua figlia Lily, mentre sua moglie Myra è scomparsa: Sebastian viene reclutato dalla ex-collega Juli Kidman, non senza qualche resistenza, ad unirsi alla potente organizzazione Mobius (non dico altro su questo, il primo capitolo è pronto per essere giocato) per tentare di recuperare nientepopodimeno che la figlia scomparsa: a quanto pare la bambina non è realmente morta, ma è stata utilizzata dall’organizzazione per permettere il corretto funzionamento di una nuova macchina STEM, perfezionata rispetto alla precedente ma comunque non esente da difetti. Sebastian, introdotto nel sistema volontariamente, si mette quindi sulle tracce della figlia scomparsa prima che sia troppo tardi.

L’IMPERO DELLA MENTE

La trama di The Evil Within 2, per quanto ben “raccontata”, si infrange quasi immediatamente contro uno scoglio difficile da superare: la poca credibilità. Perché una persona come Sebastian, che ha assistito a terrificanti visioni delle quali non conosceva la natura, dovrebbe ora sentirsi in qualche modo spaurito di fronte ad un mondo simulato al computer della cui natura è perfettamente consapevole? Difficile spaventare chi ha visto veri orrori, ma soprattutto difficile attirare l’interesse del giocatore con un setting che ricorda un mix di Silent Hill e Matrix, concept già abbondantemente visti e sviscerati. Qui si trova l’unica vera macchia sulla tela quasi perfettamente dipinta di The Evil Within 2, titolo di grandissimo spessore videoludico sul lato del gameplay. Se da una parte si trova una narrazione poco coinvolgente, dall’altra si possono apprezzare le numerose meccaniche messe in campo dal buon Mikami.

Se da una parte si possono riconoscere le tipiche caratteristiche di gameplay già appartenute al primo capitolo, dall’altra si nota un grande sforzo nel creare un’esperienza nuova e soddisfacente. Armi da fuoco, la mitica balestra già vista in The Evil Within, stealth e letali attacchi alle spalle ma anche esplorazione lontana dai “binari” del primo episodio: il mondo di Union è vasto ma non così vasto da rappresentare un vero “open world”. C’è molto backtracking buono, zone prima chiuse da esplorare successivamente e piacevoli sorprese da brivido in zone che si ritenevano ormai sicure e liberamente percorribili. Il sistema di combattimento funziona bene, dando costantemente la sensazione di essere deboli ed a rischio di morte anche dall’assalto più basilare se colti impreparati. Come in The Evil Within, sarà possibile incrementare le potenzialità di Sebastian tramite l’utilizzo del gel verde: lo skill tree include combattimento, stealth, rigenerazione degli HP, robustezza fisica ed atletica. Il gameplay generale funziona alla grande, con un’unica piccola eccezione che potrebbe dar problemi a chi (come il sottoscritto) desiderasse mettersi alla prova da subito con il temibile livello di difficoltà Incubo. Alcune skill, in particolar modo quelle legate allo stealth, sono poco bilanciate e risultano meno utili di quanto dovrebbero essere: viene quindi premiato l’approccio più diretto e violento, con buona pace di chi vorrebbe invece utilizzare uno stile di gioco basato su imboscate e movimenti ragionati. Sono presenti le “stanze sicure” con tanto di banco da lavoro per il crafting (per molti versi somiglia a quello visto in Resident Evil VII) e la macchina da caffè, utilissimo strumento che si ricarica dopo un po’ di tempo e permette di recuperare completamente gli HP.

Dal punto di vista prettamente tecnico, The Evil Within 2 si difende molto bene mescolando uno stile grafico ben realizzato con una direzione artistica di altissimo pregio. Se la grafica pura, in termini di dettaglio, potrebbe non soddisfare i malati di 1080p/60fps sicuramente piacerà a chi preferisce concentrarsi sul quadro d’insieme: un art design sapiente aggira le minime pecche tecniche offrendo un mondo di gioco molto ben concepito da esplorare e da vedere. Dal punto di vista sonoro il livello è egualmente alto, con temi musicali apprezzabilissimi e l’uso, sempre piacevole, di pezzi di musica classica come lo splendido “Aria sulla IV corda” di Johann Sebastian Bach già utilizzato nel primo capitolo. Dulcis in fundo, il gioco è disponibile con doppiaggio in inglese, italiano e giapponese. The Evil Within 2 rappresenta un’ottima evoluzione rispetto al primo capitolo, già molto ben realizzato: il degno proseguo delle (dis)avventure dell’ei fu detective Sebastian Castellanos ma, soprattutto, un VERO survival horror.

 

 

 

 

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The Evil Within 2 rappresenta forse il “secondo passo” ideale per questa serie, almeno in termini di gameplay. Si ha infatti l’impressione di avere tra le mani un titolo dalle meccaniche ibride tra i grandi classici del genere nati negli anni ’90 e quelle dei titoli simili attuali. L’unica grave pecca sta nella trama, decisamente poco interessante e poco coinvolgente. Ma restando saldamente ancorati al concetto di videoGIOCO, The Evil Within 2 da il meglio di sé offrendo un’esperienza tattica, combattiva ed esplorativa esaltante sotto tutti i punti di vista. Chapeau, Mikami-san

verde

Good

  • Gameplay ben concepito, ad alto tasso di divertimento.
  • Direzione artistica al top.
  • Un survival horror di grande spessore, che riporta al passato del genere.

Bad

  • Skills non perfettamente bilanciate.
  • Trama poco interessante, con idee generali piuttosto banali.
8.5

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta
  • il gioco di per se’ fatto bene mostri che affronti le varie armi i luoghi lunica pecca e’ il personaggio che ha movimenti lenti se deve uccidere qualcuno alle spalle e’ troppo lento

    • Come ho scritto nella recensione, alcune skill del personaggio Sono leggermente sbilanciate almeno nelle fasi iniziali . per quanto riguarda il movimento in stealth, ad esempio, se ci metti appositi Talenti accelera considerevolmente

    • ti assicuro che su pc in versione stealt i movimenti rimangono sempre quelli non sono veloci

    • È strano, io ho recensito proprio la versione PC . Hai preso anche i talenti agguato e predatore? Cambiano molto in positivo l’approccio cauto ai nemici

    • se aumenti le abilita’ fai lo scattino che ti avanza piu’ in fretta ma all inizio fa cagare come si muove i movimenti potevano farli un po meglio

    • A che livello di difficoltà stai giocando, se posso chiedere?

    • lo gia finito a survivor lo finito

    • Hai provato un po’ di talenti diversi? Con quale ti sei trovato meglio?

    • quando ti potenzi dici sulla sedia a rotelle prendendo il liquido verde intendi ?