Super Skyrim Alpha

The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition

Sviluppatore: Bethesda
Publisher: Bethesda
Genere: RPG
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Quando si ritrova qualcosa cinque anni dopo è difficile mantenere un punto di vista distaccato: che sia un’appuntamento con una vecchia fiamma, il ritorno in una località di cui conserviamo ricordi felici o persino la decisione di rivedere un vecchio film, la collisione diretta tra ciò che abbiamo conservato nei ricordi e la realtà oggettiva non può non generare una sorta di conflitto. Per questa ragione, quando mi sono ritrovato tra le mani un biglietto di sola andata per i picchi nevosi di Skyrim sotto forma di codice review di questa Special Edition, la prima sensazione è stata quella di avere l’occasione di fare una nuova scampagnata in una località familiare.

Fly me to the moon Let me play among the stars Let me see what spring is like…

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A leggere il depliant di viaggio, Bethesda sembra decisa a offrire l’esperienza definitiva a tutti i nostalgici, in parte grazie a una passata di vernice next gen (effetti luminosi volumetrici, nuovi shader) sulla facciata un po’ fatiscente del motore grafico originale, e in parte grazie all’inclusione dei tre DLC originali e alla possibilità di attivare alcune mod personalizzate anche su console, ovvero contenuti aggiuntivi realizzati dagli stessi appassionati. Una volta avviato il gioco, dopo essere stati proiettati sull’ormai familiare carrozza dei condannati a morte che funge da prologo per l’avventura, il primo colpo d’occhio non può non far alzare un sopracciglio polemico ai giocatori più smaliziati.

Oggi, come cinque anni fa, la sequenza di apertura di Skyrim rimane uno degli incipit più anticlimatici e mal gestiti in un gioco di tale portata: la decisione di introdurre il giocatore al mondo tramite una sequenza scriptata, durante una anonima giornata soleggiata, posizionandolo su un brutto carretto animato in modo grezzo era una scelta discutibile, col senno di poi è diventata una scelta disastrosa, dal momento che nessun elemento presente nella prima mezz’ora di gioco è in grado di dimostrare a colpo d’occhio le migliorie che sono state apportate al motore grafico.

IL SUCCESSO DI UN RPG SUI DRAGHI

Superato il prologo, e ottenuta finalmente la tanto agognata libertà di esplorare a proprio piacimento vallate e picchi di cui è costellata la mappa, l’intervento restauratore di Bethesda si dimostra in tutto il suo splendore e, purtroppo, tutti i suoi limiti. Se una vegetazione più realistica, una maggiore draw distance dell’orizzonte ed effetti ambientali rendono l’esplorazione all’aria aperta una delle parti più coinvolgenti del gioco, la quasi totale assenza di aggiustamenti ai modelli poligonali dei personaggi e alle loro animazioni rovinano l’immersione in modo impietoso. A peggiorare le cose, poi, ci si mettono i numerosi bug che, conservati come ibernati nei ghiacciai perenni di Skyrim, continuano a piagare il codice di gioco a distanza di cinque anni: NPC che attraversano muri e tavoli, che vengono proiettati nella stratosfera da un semplice impatto mal registrato con la vostra arma e persino la ormai nota quest impossibile della gilda dei ladri (risolta su PC solo grazie a una mod non ufficiale) non aspettano altro che ricordare ai giocatori la vera età del motore di gioco. Forse proprio nella speranza di migliorare e integrare un’esperienza di gioco che ormai dimostra qualche anno di troppo, Bethesda ha pensato bene di dare anche ai giocatori console la possibilità di utilizzare le celebri “mod”, ormai indispensabili su PC, in grado di aggiungere nuovi oggetti, personaggi o elementi utili a rendere più facile o impegnativa la sfida proposta. Insieme al supporto per le mod, però, è inevitabile non notare come questa special edition abbia dovuto implementare un sistema a tripla velocità: su PC il supporto per gli elementi creati dagli utenti è completo e la mole di modifiche possibili è tale da trasformare il gioco in maniera radicale (persino lo Skyrim originale, su piattaforma PC, era in grado di raggiungere livelli di fedeltà grafica incredibili); su Xbox One e PS4 invece la situazione è molto differente e legata alle politiche interne dei due colossi dell’intrattenimento.

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Da una parte, la console Microsoft permette ai giocatori di scaricare ed eseguire senza limitazioni quasi tutte le mod scaricabili tramite il comodo browser integrato; espansioni che includono nuove armi, armature e persino intere quest come The Forgotten City, mod vincitrice di un Wrtier’s Guild Award. PS4, a causa delle importanti limitazioni imposte da Sony, non può ospitare modifiche che contengano elementi esterni a quelli già presenti nel codice di gioco; in parole povere coloro che giocano su Playstation non avranno la possibilità di ottenere armi o corazze con nuove texture e, dettaglio importantissimo, non avranno modo di giocare quest estese come la succitata Forgotten City, venendo così effettivamente tagliati fuori da una fetta enorme di contenuto. A fare da contrappasso per la scarsità di nuovi contenuti nella versione PS4 è il comparto audio, essendo l’unica piattaforma sulla quale sono stati riutilizzati gli asset non compressi, in grado di dare una resa atmosferica avvolgente e limpida; di contro le versioni PC e Xbox One utilizzano file compressi sensibilmente inferiori persino alla versione originale del gioco. Quella di cinque anni fa.

La sensazione generale è che Bethesda, forte del successo del gioco originale, non abbia voluto dare il massimo nella realizzazione di quella che sarebbe dovuta essere la versione definitiva di Skyrim e si sia invece limitata a dare una spessa mano di vernice fresca su una facciata che mostrai ormai troppe crepe, piuttosto che impiegare le proprie energie in una vera e propria opera di restaurazione; sarebbe bastata qualche attenzione in più per i modelli dei personaggi e una fase più intensiva di beta testing per migliorare notevolmente il “feeling” complessivo di questa riedizione. È importante specificare, però, che Skyrim Special Edition è molto più della somma dei suoi difetti, e che coloro che aspettavano con impazienza di poter dare nuovamente la caccia ai draghi e vestire i panni del Dovahkiin troveranno esattamente quello che si aspettavano: lo stesso prodotto di cinque anni fa con un piccolo lifting e poco più.

 

 

 

 

Contenuti

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XBOX MARKETPLACE

Skyrim Special Edition meriterebbe tre valutazioni differenti, una per PC, dove non apporta radicali differenze rispetto alla versione base con aggiunta di mod non ufficiali; una per Xbox One, dove offre un’esperienza mai vista prima su console grazie alle numerose quest offerte tramite il workshop, e una valutazione più bassa per la versione PS4, castrata dalle discutibili politiche di Sony riguardo gli asset esterni.

giallo

Good

  • Ottimi effetti ambientali...
  • Milioni di cose da fare.
  • È pur sempre Skyrim!

Bad

  • È comunque il solito Skyrim.
  • Troppi bug.
  • Eccessiva disparità tra piattaforme di gioco.
7.5

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.