Cartoni di ruolo

Lo confesso, non ho avuto modo di giocare a The Banner Saga su PC e aspettavo che Stoic finalmente si decidesse a pubblicarlo per console per poterlo finamente sperimentare. Dopo due anni, forte di un successo riconosciuto a livello mondiale e ormai giunto quasi a ridosso dell’uscita del secondo capitolo, posso finalmente mettermi comodo e giocare perlomeno al primo.

the banner saga artDegli uomini e il loro stendardo

Nonostante la transizione da PC a console, il gioco rispecchia fedelmente la versione originale: se da un lato si tratta di un aspetto positivo, dall’altro è evidente come il titolo risulti un po’ penalizzato dal controllo con il pad. Trattandosi di un port nudo e crudo, i controlli del gioco sono stati semplicemente adattati da mouse e tastiera al joypad, e in alcuni momenti questo adattamento presenta svariati limiti. Dopo qualche ora di gioco si prende comunque la mano, anche se i combattimenti risultano sempre un po’ macchinosi a causa dei controlli con tasti e levette.

In The Banner Saga si narrano le vicende in salsa norrena di un manipolo di creature, uomini e giganti, che, in un regno completamente dominato dai ghiacci, cercano di ristabilire l’ordine e cancellare la serpeggiante anarchia che sta sconvolgendo le popolazioni inermi. I giganti, chiamati Varl, sono depositari di un’antica sapienza in via di estinzione, mentre gli umani mirano a espandersi e a costruire nuovi insediamenti. La fragile alleanza tra le due popolazioni si sta incrinando a causa della smania di potere di alcuni umani; come se non bastasse, sono apparsi i Dredge (o Distruttori, nella versione italiana), creature mostruose che stanno proliferando in maniera abnorme. Il loro scopo è semplice: distruggere ed uccidere tutto ciò che trovano sul loro cammino. Il fatto che il loro numero stia aumentando vertiginosamente fa venire ben più di un sospetto ai Varl e agli umani: qualcosa di grosso si stia profilando all’orizzonte.

La nostra missione principale è quella di condurre la nostra carovana, composta sia da eroi leggendari che da semplici cittadini, attraverso le lande gelate per evitare che il mondo cada in un irreparabile caos. Il gioco è un mix di narrazione e combattimento. La parte narrativa è affidata a lunghi dialoghi tra i vari personaggi che troveremo sul nostro cammino, sia come Varl che come umani. Bellissimele animazioni, capaci di evocare un’atmosfera mistica e affascinante, che ricorda un po’la trasposizione animata del Signore degli Anelli. I dialoghi sono ben curati (anche se in alcuni casi le traduzioni risultano essere un po’ zoppicanti) e ci permettono di interagire con la storia, facendo sì che le nostre scelte possano influire sul suo dipanarsi. Potremo rompere delle alleanze storiche o addirittura causare la morte di un nostro alleato. Un valore aggiunto del gioco di Stoic è la mancanza di una netta distinzione tra il “bene” e il “male”. Questo rende The Banner Saga un gioco adatto ad un pubblico maturo al quale piace ponderare le decisioni non in funzione di una morale, ma delle ripercussioni che esse potranno avere sullo sviluppo della trama. Purtroppo la storia non sempre tiene il passo con la qualità dei dialoghi, e a volte mi sono sentito più trascinato da essa che non spronato nell’avanzare.

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Stoicamente indipendente

La caratterizzazione dei personaggi è molto riuscita, si passa dal saggio capo Varl al subdolo consigliere pronto a piantarvi un pugnale nelle spalle per mero interesse. I dissidi tra giganti ed umani emergono da molte sfumature dei discorsi, e riportano alla mente le trame serpeggianti dei romanzi di Games of Thrones. Durante il nostro vagabondare tra le gelide terre del Nord dovremo affrontare numerose insidie e pericoli, che si risolvono spesso nello scontro fisico. Il combattimento è basato su un motore creato ad hoc per The Banner Saga, che riprende lo stile di classici come Fire Emblem o XCom, ma viene riletto in chiave moderna e dinamica.

Si tratta di un combattimento a turni: il campo di battaglia è suddiviso in quadrati, all’interno dei quali potremo far muovere i nostri eroi, cercando di sfruttare al meglio le loro caratteristiche per prevalere sul nemico. Il successo che questo motore ha riscosso con l’uscita del gioco è stato enorme, tanto da essere utilizzato anche per altri giochi, come ad esempio lo steampunk Skyshine’s Bedlam. Stoic infatti ha cercato di distinguersi dal resto del mondo indie che propone sistemi similari, introducendo nel sistema di combattimento molti dettagli che a prima vista lo possono far sembrare intricato, ma che in realtà lo rendono appagante e completo. Si possono sviluppare molte tattiche di battaglia durante i turni, sfruttando le caratteristiche di ogni personaggio. Ci sono inoltre indicatori che rappresentano la forza, i punti ferita, l’armatura, e numerose di opzioni d’attacco e di difesa. Il tutorial inziale ci introduce nel sistema, ma poi dovremo essere capaci di comprendere autonomamente come organizzare movimenti, attacchi e difese. In questo frangente ho trovato il maggiore limite dell’approccio con il pad, poiché la scelta delle varie opzioni richiede molto tempo per essere destreggiata a dovere. Naturalmente, trattandosi di un combattimento a turni, ho avuto tutto il tempo per studiare i vari sub-menù che ogni personaggio ha a disposizione. Il risultato però non è mai stato soddisfacente, perché i comandi sono molteplici e non immediatamente fruibili attraverso il joypad.

Ogni combattimento metterà alla prova il nostro acume tattico. Nelle fasi inziali la varietà dei nemici è molto limitata, ma se sarete pazienti troverete pane per i vostri denti. Alla fine di ogni battaglia si potrà guadagnare Fama, ben diversa dai consueti punti esperienza dei GdR classici. Infatti, i punti Fama, oltre ad essere utilizzati per migliorare i combattenti, serviranno ad acquistare le forniture per la nostra carovana. Ancora una volta, questo è un altro esempio di come The Banner Saga imponga scelte difficili al giocatore. Pensavo che fosse fondamentale rendere potenti i miei personaggi, ma quando ho visto morire di fame i vari membri della carovana, mi son dovuto ricredere e correre velocemente ai ripari. Tutto nel gioco deve essere ponderato, valutato e affrontato con raziocinio, sia si tratti di una scelta narrativa che di una azione di combattimento.

banner-saga coverThe Banner Saga

Sviluppatore: Stoic
Publisher: Versus Evil
Genere: RPG Strategico
Disponibile: Digital
PEGI: 16+
Lingua: Italiano
Versione Testata: Xbox One

Dove trovo posso trovarlo?

PS Store

Xbox Marketplace

Steam

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Somiglia a

La seconda opinione

The Banner Saga è il primo capitolo di una trilogia che presto si arricchirà di un sequel, previsto nei primi mesi del 2016. Com’è logico aspettarsi, gran parte del gioco è chiaramente votato ad introdurre il giocatore all’universo narrativo e allo spiegamento di caratteristiche che, forse sì o forse no, troveremo evolute nell’imminente capitolo successivo. Godibile ed estremamente ben confezionato, il titolo Stoic rimane tuttavia consigliabile a un certo tipo di utenza che saprà perdonare i palesi deficit ludici e narrativi per potersi beare delle illustrazioni sognanti e di un universo fantasy forse un po’ troppo generico per poter risultare davvero memorabile.

Majkol “Zaru” Robuschi

The Banner Saga non è un gioco perfetto, ha alcuni limiti, anche se non gravissimi. Si tratta di un gran gioco, pieno di mistica attrattiva, e dotato di un sistema di combattimento che lo rende sicuramente un titolo appetibile, sebbene non per tutti. Lo sconsiglio vivamente a coloro che l’hanno già provato per PC, perché si troveranno tra le mani lo stesso identico gioco con in più la scomodità dei comandi tramite pad. Vista la sua natura riflessiva, non lo consiglio neppure a coloro che si sentissero maggiormente votati alla pura azione.
The Banner Saga è un titolo solido, e si stenta a credere che sia nato da una campagna di Kickstarter. Spero solo che l’espansione del franchise, con un secondo episodio e addirittura un gioco da tavolo, sia all’altezza di questo primo esperimento, e che porti a una versione console più malleabile.
Una nota positiva a margine va dedicata alla magistrale colonna sonora composta da Austin Wintory, che mi ha fatto dolcemente accompagnato durante le mie nordiche avventure nelle terre di The Banner Saga.

semafori indie-03

Good

  • L’ambientazione norrena è mistica ed affascinante
  • Grafica splendida sostenuta da una colonna sonora sublime
  • Sistema di combattimento divertente e appassionante

Bad

  • La storia non è sempre all’altezza delle aspettative
  • I controlli con il pad non sono il massimo, manca un’ottimizzazione per la versione console
7.5

Senza pretese mi reputo un giocatore anziano: passati 8 lustri ancora mi appassiono e mi diverto immergendomi in sogni digitali che stimolano il mio animo bambino.