Elettromagnetismo e problemi di meccanica

Riccardo

L’idea di Teslagrad è carina: raccontare una storia epica unicamente tramite immagini, immergendola in un gameplay stilizzato ma complesso e infarcendola con un comparto artistico di ottimo livello. L’unico modo per sbagliare, in questo caso, può nascondersi solo sotto il cofano.

Come ti scrivo l’epica

Teslagrad

Wow

La narrazione di Teslagrad si dipana senza una scritta o una voce, solo immagini che stimolano la fantasia del videogiocatore quel tanto che basta per costruire un lore tutto sommato banale ma molto avvincente e utile nel trascinare il protagonista, lasciando che sia chi ha in mano il controller a decidere le motivazioni per cui portare avanti la lotta. Siamo in una città senza nome, nei panni di un bambino senza nome che si ritrova a combattere contro un despota senza nome. Il nostro ragazzo, presumibilmente orfano, si trova braccato dalle guardie di un despota accecato dalla conquista del potere di controllare l’elettricità. Infiltratosi fortunosamente nel castello del sovrano, inizierà una scalata per conquistare la vetta del suo piccolo mondo acquisendo piano piano il potere di controllare il magnetismo, l’altra faccia della medaglia della fisica elettromagnetica.

Poche regole ma essenziali

TeslagradLe fondamenta del gameplay di Teslagrad sono molto semplici, l’abc del platform: il castello si sviluppa in verticale e noi, partendo dalle fogne, dovremo cercare – stanza dopo stanza – di sfruttare blocchi e piattaforme magnetiche o magnetizzabili per superare le trappole elettriche da one-hit-kill armati man mano di un guanto che modifica la polarità di quel che tocca, un mantello che altera la nostra, uno “scatto elettrico” per superare le barriere più sottili e, verso la fine, un laser che estende i poteri del guanto e ci permettere di “friggere” gli avversari. Avversari che, comunque, sono quasi totalmente assenti fatta eccezione la sequenza iniziale e finale più i quattro boss: soltanto la nostra abilità di platformer si frappone tra noi e la stanza del sovrano.
Non sono un mago del genere, ma penso che Teslagrad sia capace di mettere in difficoltà anche i giocatori più navigati. Non tanto con la complessità in sé delle stanze, visto che in generale è abbastanza semplice elaborare la – sola – strategia per arrivare alla parte successiva, quanto piuttosto per l’estrema precisione richiesta del motore di gioco: non azzardatevi a sbagliare un salto di qualche millimetro, solo la morte sarà lì ad attendervi.

Sbagliare lì dove conta

Teslagrad

Ecco, non mettete MAI in pausa in questo punto…

Questo, in un periodo in cui i giochi offrono un grado di sfida decisamente basso, potrebbe anche andare bene. Ma la base prima della programmazione è comprendere adeguatamente la piattaforma sulla quale fare arrivare il nostro titolo: Rain Games non l’ha fatto, col risultato che Teslagrad su Playstation Vita è piagato da controlli imprecisi, da un input lag non proprio da manuale, da un fastidioso bug del menu di pausa (del tipo, siete in cima a una scalata lunghissima ma vi squilla il telefono e dovete mettere in pausa, poi quando siete pronti a riprendere il gioco uscite dalla pausa con il tasto del salto e il vostro personaggio effettivamente salta e voi cadete. Ecco. Ma si può?), oltre che da un’inerzia nei movimenti e da una viscidità delle superfici veramente eccessiva (stare fermo in piedi su uno scivolo di ripidità minima è impossibile). Per non parlare dei cali di frame rate completamente a caso nelle stanze più grandi, inconcepibili per un titolo tecnicamente così semplice.
Il dubbio che il titolo non sia stato assolutamente pensato per la portatile Sony, comunque, ce lo tolgono le (poche) scritte, in una dimensione tale da richiedere una lente d’ingrandimento.

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Grandi pecche, ma che spettacolo

TeslagradLa soddisfazione nel riuscire a procedere nel gioco è tanta, ma non mi è mai sembrata tale da sopperire alla frustrazione per questo gameplay non calibrato. Molto dipende molto dalla visione personale del concetto di sfida videoludica, io ad un certo punto ne ho avuto abbastanza e ho abbandonato la raccolta dei 36 collezionabili (ne servono comunque almeno 15 per sbloccare il livello finale) che mi avrebbero dato accesso al vero finale del gioco, soprattutto perché un comparto artistico d’eccezione sia dal punto di vista grafico che per il commento sonoro non si meritano di essere oscurati dal malaugurato miscuglio di mancanza di abilità mia (forse?) ed eccessiva richiesta degli sviluppatori. Chi di voi ha giocato alla versione PC o per consolle casalinga come si è trovato?

Teslagrad

Sviluppatore: Rain Games
Publisher: Rain Games
Genere: Platform/Puzzle
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 7
Lingua: Inglese
Versione Testata: Playstation Vita

Dove trovo posso acquistarlo?

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Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Galleria

Forse l’errore più grande è stato giocare Teslagrad su Playstation Vita, non posso saperlo. Se da un lato abbiamo un comparto artistico eccezionale e una costruzione della trama evocativa, dall’altro abbiamo un gameplay eccessivamente frustrante evidentemente non calibrato per questa console e appesantito da alcuni bug dovuti unicamente alla mancanza di attenzione degli sviluppatori. Se mai prenderò in mano la versione PC sarò felicissimo di ricredermi, ma per quanto il gioco sia bello ora come ora posso consigliare l’esperienza portatile di Teslagrad solo ai più masochisti tra di voi.

semafori indie-02

Good

  • Lore semplice ma avvincente
  • Comparto artistico d'eccezione

Bad

  • Poca varietà nell'affrontare i livelli
  • Sistema di controllo non calibrato per PS Vita
  • Dura poco
6.5

Riccardo
Sono una persona comune. Nato in una famiglia comune, ho ricevuto una comune educazione, ho una faccia comune, prendo voti molto comuni e penso cose comuni. Videogioco dacché ho memoria, sonaro d'elezione ma non mi piace perdere tempo a ribadire l'ovvio. Quando arrivo alla current gen, è sempre troppo tardi.