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Majkol

Tekken 7

Sviluppatore: Bandai Namco
Publisher: Bandai Namco
Genere: Picchiaduro 3D
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 16+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PS4, PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Dopo due tormentate generazioni alla ricerca della gloria perduta e la nascita di innumerevoli competitor capaci di alzare l’asticella della sfida sempre più in alto, arriviamo quindi al dunque: può la saga di Tekken tornare a brillare come agli albori, forte di quell’incredibile popolarità che decretò il terzo episodio come uno dei migliori picchiaduro 3D mai creati? Nì. Ma andiamo con ordine.

Amore paterno.

Non è un segreto il fatto che la fama di questa serie si sia letteralmente inabissata dopo le criticità sollevate dal passaggio da PsOne a PS2; nel pieno di una crisi artistica capace di far vacillare un colosso come quello della saga di Final Fantasy, Tekken ha suo malgrado dovuto confrontarsi con un numero crescente di avversari agguerriti, sia giocando in casa che guardando al sempre più tecnologico Occidente. Al giorno d’oggi il mercato dei picchiaduro 3D è semplicemente dominato da prodotti nati e cresciuti negli studi caucasici di NetherRealm Studios, e nel caso non si fosse particolarmente interessati al concetto di fighting game “espanso” della compagnia basta fare un giro su Xbox One e vedere come Killer Instinct sia riuscito, dopo anni di ibernazione, a ritagliarsi attorno alla propria rinascita una schiera di appassionati agguerritissimi. Molto più di un Dead or Alive 5 qualsiasi, che nonostante la sua origine sulle ormai decreptie PS3 e Xbox 360 continua a far parlare di sé… più che altro per la grande mole di DLC estetici ed eroine scosciate addizionali.

L’esempio citato in precedenza, ovvero quello del “fighting game espanso”, non è altro che quella formula che vuole, affiancate alla buona dose di scazzottate, un tripudio di modalità di gioco e contenuti sorretti da una campagna single player dal taglio “filo-cinematografico”. Si tratta di un must a cui ogni picchiaduro moderno parrebbe ambire, anche quelli su licenza. Proprio l’etichetta Bandai Namco ce ne può parlare tranquillamente, con i suoi numerosi tie-in videoludici dedicati alle serie animate di JoJo, Naruto o One Piece. Come si pone Tekken 7 rispetto alla concorrenza?

DI NONNO IN PADRE, DI FIGLIO IN NIPOTE

La risposta è semplice: con gentile risolutezza. In un panorama come quello attuale Tekken 7 preferisce flettere i muscoli di una stratificazione ludica particolarmente ghiotta, senza curarsi di arricchire il pacchetto offerto con tutti quegli “extra” che sembrano ormai dati per scontati. Insomma, il titolo Bandai Namco non è una scatola piena di cose da fare, vedere e collezionare, bensì un vero e proprio tripudio di tecnica per i giocatori hardcore. Rimane ovviamente un titolo capace di ritagliare attorno a sé l’interesse di un’utenza meno smaliziata, soprattutto grazie alla propria mise estetica che a questo appuntamento si dimostra particolarmente convincente, ma guardando alla mera “quantità” non è minimamente in grado di misurarsi con i contenuti di un Injustice 2 qualsiasi o ancora peggio di un Mortal Kombat XL. Quindi, è inferiore? Affatto, è semplicemente differente. Perché completata la dimenticabilissima modalità storia (molto breve e deludente, malgrado le aspettative montate ad arte da trailer promozionali sparati in rete durante l’attesa) ed essersi fatti un giro nella manciata di contenuti dedicati al single player (e in tal senso è grave l’assenza di una modalità allenamento fatta come si deve), ci si accorge che tutto ciò a cui Tekken 7 ambisce è andare sul ring e mostrarci tutte le sue novità a colpi di Rage Move.

Eliza, la vampira apparsa per la prima volta in Tekken Revolution, è il primo personaggio DLC legato al preorder, ma non è inclusa nel Season Pass.

Infatti, pur rifacendosi al recente Tekken Revolution – esperimento free-to-play approdato su PS3 – e al poco più anziano sesto episodio, questa settima iterazione introduce diverse meccaniche che danno un vero e proprio scossone alle fondamenta del gameplay.

Da una parte abbiamo le Rage Arts, ovvero mosse speciali del tutto simili alle ultra di Street Fighter – con tanto di medesima animazione e zoom drammatico sui personaggi – , dall’altra le Rage Drive, concatenazioni di colpi potenziati che non fermano l’azione come i precedenti, ma infliggono un danno inversamente proporzionale alla barra della propria energia. Per essere attivate entrambe queste meccaniche prevedono che il giocatore abbia subito un considerevole numero di danni e proprio per questo motivo, se ben utilizzate, possono ribaltare le sorti di uno scontro. Basta una svista, insomma, per perdere tutto il vantaggio guadagnato in precedenza; inoltre tutti i personaggi, sia vecchi che nuovi, possono contare su tecniche Power Crush, l’equivalente di casa Bandai Namco delle Focus Move di Street Fighter IV: durante la loro animazione queste mosse “assorbono” i colpi avversari, senza modificare la traiettoria di un gancio o la violenza di un calcio ben assestato. Gli equilibri del sistema di combattimento sono poi ancora una volta scombussolati dall’arrivo di un numero di new entry particolarmente ispirate (con l’eccezione dell’enigmatico Gigas) e da un parco mosse che, anche nel caso di personaggi storici come Marshal Law, benefica di arricchimenti e tecniche nuove di zecca. Risulta quindi necessario dedicarsi ad uno studio meticoloso di tutte quelle che sono le meccaniche che si nascondono dietro “la scazzottata” che appare sullo schermo, senza però rinunciare ad una spettacolarità visiva e ad un’attrattiva “casual” che, ripetiamo, rimane il fiore all’occhiello di questa produzione. Rispetto ai già citati Injustice 2 e Mortal Kombat XL, Tekken 7 propone un sistema di combattimento più fluido e ricco di sfaccettature e tecniche da far proprie per poter “palleggiare”, juggle dopo juggle, i propri avversari come se fossero palloni gonfiati… che poi è una delle tante critiche da sempre si rivolgono alla serie,  ma d’altronde è un suo tratto distintivo.

In ogni caso pregate di avere attorno un cospicuo numero di amici se vorrete godervi appieno Tekken 7, perché al momento la situazione del multiplayer online è piuttosto tragica: da una parte abbiamo le versioni console che sembrerebbero incapaci di avviare una partita classificata, dall’altra invece l’edizione PC (che, voglio sottolineare, rimane l’incarnazione migliore delle tre disponibili) che funziona perfettamente e, a sorpresa, risulta essere popolatissima di giocatori, con un lancio su Steam talmente popolare da aver superato i migliori numeri di giocatori connessi in rete di brand storici come Street Fighter V. Per parlare di Tekken 7 ho dovuto testare il gioco a fondo su PlayStation 4, spostandomi successivamente sull’edizione PC per valutarne il comparto online. Il motivo è presto detto: su console Sony, ad oggi, è stato semplicemente impossibile accedere alle funzionalità di rete se non in sporadici episodi. In ogni caso, una volta che i problemi relativi al matchmaking e al netcode verranno risolti, sarà possibile lanciarsi in partite classificate, match privati o tornei, senza troppa varietà sul genere degli scontri “1 vs 1”.

Aggiornamento 22/06: In seguito alla pubblicazione di due patch correttive ora Tekken 7 vanta un comparto online stabile anche su console. La versione PC rimane comunque quella preferibile per la mancanza totale (o quasi) di input lag, purtroppo riscontrabile su PS4 e Xbox One nonostante il meccanismo di matchmaking sia stato definitivamente corretto.

La spettacolarità delle tecniche a disposizione dei protagonisti è spesso sottolineata da rallenty che aumentano la drammaticità degli ultimi colpi messi a segno prima di un K.O.

A completare l’offerta ludica ci pensano una modalità personalizzazione che, esattamente come dice il nome, permette di addobbare i lottatori con accessori e stravaganze di qualsiasi tipo, e infine una modalità galleria che al costo di sonante valuta digitale dà accesso a tutti i filmati d’apertura e chiusura dei precedenti episodi, con tanto di galleria di artwork promozionali ed extra più o meno graditi. Tocca segnalare che le esclusive dell’edizione PS4, ovvero la modalità VR e il jukebox che permette di selezionare le tracce musicali direttamente dai precedenti episodi della serie, risultano un’aggiunta poco più che ornamentale e che non ci si dovrebbe far troppo influenzare da questo addendum nel caso si fosse lì per lì tra lo scegliere l’edizione Sony oppure quella disponibile su Steam. Master Race tutta la vita!

Con lo sviluppo di questo capitolo la compagnia giapponese è dichiaratamente uscita dalla sua comfort zone che da anni la legava all’utilizzo di tecnologia proprietaria e, esattamente come tanti altri creativi nipponici come la già citata Square Enix, ha deciso di sviluppare per piattaforme current gen un picchiaduro forte del marchio dell’Unreal Engine 4. Fortunatamente possiamo tirare un sospiro di sollievo: scongiurata la presenza di un’estetica tipicamente “plasticosa” dovuta proprio all’utilizzo di questo engine in altri videogiochi, Tekken 7 si erge nel panorama videoludico odierno come una vera gioia per gli occhi, soprattutto su PlayStation 4 Pro e su PC, dove il livello di dettaglio è impreziosito da una risoluzione full HD e addirittura la possibilità di godersi il tutto in Ultra HD. Perché questa precisazione?

Tutti i personaggi non contemplati nello Story Mode possono contare su un micro-episodio a loro dedicato, con tanto di classico finale “alla Tekken”, generalmente omaggi camp alla serie e alla storia dei suoi protagonisti.

Beh, è presto detto: non è stato facile per la compagnia di Pac-Man confezionare questa edizione home console, vuoi per i già conosciuti limiti di PS4 e Xbox One, vuoi per un processo di ottimizzazione che, in ambito multipiattaforma, risulta sempre più dispendioso. Il risultato è un videogioco che sicuramente stupisce per qualità visiva generale, con uno spiccato gusto per il dettaglio che ha portato il team di artisti dietro alla produzione a ricreare con dovizia di particolari i riflessi e la consistenza di ogni tipologia di pavimento o superficie fisica contro cui ci si troverà a sbattere, ma anche a rendere ancora più realistici i vari tipi di tessuti che ricoprono gli erculei fisici di Kazuya ed Heihachi Mishima. Ottime anche le animazioni che confermano ancora una volta la grande fiducia di Bandai Namco per le sorti di questo titolo visto il grande utilizzo di motion capture (tecnologia non esattamente a buon mercato) per caratterizzare le movenze di ogni personaggio; detto questo, Tekken 7 rimane in ogni caso un vero e proprio valzer di compromessi. Se si vuole ignorare il fatto che per poter offrire i 60 frames per second costanti su Xbox One e PS4 OG si è dovuto ricorrere a soluzioni deprimenti sotto il profilo della pulizia visiva, la vera differenza che fa pendere l’ago della bilancia per la già celebrata edizione PC sono sicuramente i tempi di caricamento. Fra uno scontro e l’altro su console Microsoft si potrà finire per attendere anche oltre 40 secondi e su PS4 il risultato non è poi molto migliore. Bisogna quindi fare affidamento sulla versione PC per poter attendere il meno possibile fra un match e il successivo, godendo al contempo di tutti i benefici che solo un hardware medio-alto può offrire a questo videogioco, che comunque non si dimostra particolarmente avido di requisiti hardware. E il multiplayer online, lo ripeto, funziona perfettamente.

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

XBOX MARKETPLACE


Tekken 7 - PlayStation 4 (Videogioco)


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Tekken 7 rimarrà un “prodotto poco appetibile” per il mercato odierno, ma sicuramente, sorvolando su tutto ciò che di extra vi si può trovare, il sistema di combattimento stratificato di cui fa sfoggio è valso l’attesa di anni dalla sua pubblicazione per sale giochi. Rimangono dei problemi tecnici sparsi qua e là, soprattutto guardando alle edizioni PS4 e Xbox One, ma in via definitiva nulla che scalfisca la solidità di un gameplay assolutamente granitico. E infine dimenticatevi tuttavia la ricchezza di contenuti dei titoli NetherRealms e rinunciate fin da subito ad una modalità storia all’altezza della fama del marchio: qui si mena e basta…ma quanto ci si diverte!

verde

Good

  • Sistema di combattimento rinnovato e dotato di grande fascino.
  • Buona varietà di costumi e accessori per personalizzare i propri guerrieri.
  • Tecnicamente appagante, specie su PS4 Pro e PC.
  • I nuovi combattenti sono molto ispirati: bravo Harada!

Bad

  • Tutto ciò che non è "prendersi a ceffoni" rimane poco convincente.
  • Deludentissima modalità storia dedicata alla famiglia Mishima.
  • Gli extra della versione PS4 non dovrebbero scoraggiare l'acquisto dell'edizione PC.
8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.