Le Hard Girls di SEGA e la giovane protagonista di nome SEGAMI

Luca 'LkMsWb' Balducci

Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls

Sviluppatore: IDEA FACTORY , COMPILE HEART , FELISTELLA
Publisher: Idea Factory International
Genere: Action RPG
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Ho perso il conto dei capitoli e degli spin-off legati al mondo “Neptunia”, nonostante la serie sia nata solamente la scorsa generazione di console: un’invasione di titoli quasi senza precedenti, che ha coadiuvato la creazione di uno zoccolo duro di fan ma che, forse, può iniziare ad intimorire chi non ne ha ancora mai sentito parlare o chi non sia a conoscenza dei suoi punti saldi.

Nato come JRPG fuori dagli schemi e costruito con l’intento di acchiappare il pubblico grazie ad una quarta parete mai così fragile, nel tempo il brand si è evoluto ed ampliato fino a comprendere titoli di quasi ogni genere (in Giappone è uscito il MMORPG!), sbarcando anche nelle fumetterie e nelle TV grazie ad una serie di manga e di animazione. Per Superdimension si è andati ancora oltre, andando ad includere le SEGA Hard Girls. Chi sono? Beh, ovviamente fanno parte di un altro brand forte di un percorso quasi parallelo a quello di Hyperdimension Neptuia: conosciute per ora solo in Giappone, si tratta – come è facile intuire – di versioni antropomorfe delle varie console rilasciate da SEGA, protagoniste in terra nipponica di light novel, anime e che sono comparse in un altro videogioco.

Fatta questa lunga ma doverosa premessa, torno finalmente a parlare del gioco in sé. Superdimension Neptune VS SEGA Hard Girls è un JRPG con “elementi platform”, limitati alla presenza di collezionabili nelle mappe che MOLTO saltuariamente vanno raggiunti saltando o stando attenti a passaggi che definire nascosti è un complimento; per chi avesse intenzione di giocare il titolo senza puntare ad achievement o boss secondari, non c’è differenza nel raccogliere tutto il raccoglibile o nel giocare in modo più rilassato.

La presenza delle SEGA Hard Girls getta una ventata di freschezza quanto mai necessaria: benché le nuove eroine seguano i soliti stereotipi nipponici e soffrano di una caratterizzazione piuttosto minima durante il breve arco narrativo, le Hard Girls hanno nondimeno il brillante ruolo di allentare l’inevitabile riciclo riguardante Neptune, Nepgear, Plutia e Uzume. IF torna e da protagonista, in un universo alternativo dove è l’intero pianeta ad aver sofferto per le lotte intestine fra Dee e SEGA Hard Girls, conflitto evidenziato dalla desolazione lasciata dalle guerre e che va analizzato e studiato con il fine ultimo di correggere la storia e rendere nuovamente vivibile il pianeta.

Le “hard girls” di SEGA al completo.

Ad assumere il ruolo di co-protagonista c’è Segami (sì, in Italia non suona proprio bene, ma è l’unione tra la parola giapponese “megami”, Dea, e SEGA, la software house…) e la sua amnesia, che andrà “curata” di pari passo alle ere di conflitto, mentre Neptune questa volta si vedrà limitata ad un ruolo più… mobile.

Per far tornare prosperità nel presente si viaggia nel tempo. Il paragone con Chrono Trigger appare evidente seppur azzardato, data la differenza di spessore narrativo fra i titoli; eppure il poter scegliere l’ordine delle missioni da affrontare, fino a svelare la vicenda nel suo insieme – per arrivare al “vero finale” occorre aver completato TUTTI i compiti proposti – richiama il capolavoro Square.

Sempre parlando di riferimenti al passato, Superdimension Neptune ricalca moltissimo quanto già visto nei tre Re;Birth in termini di gameplay. La fase di esplorazione è molto simile, mancando di alcuni elementi introdotti in Neptunia VII e Fairy Fencer F: ADF – il che non è necessariamente un male -, mentre il sistema di combattimento è molto semplice e rapido, funzionale ad un titolo che è volutamente veloce da giocare; anche i dialoghi, seppur corposi, sono solo una eco lontana rispetto ai papiri di Neptunia VII. Novità di rilievo è la presenza delle classi: ogni eroina accede mano a mano a 3 classi di combattimento, ognuna con il suo livello e le sue abilità; avanzare di livello in una classe porta vantaggi statistici maggiori rispetto all’avanzare di livello “classico”, e le abilità apprese sono fondamentali nella parte finale del gioco, dove alcuni boss presentano una sfida non indifferente, anche grazie al livellamento verso il basso della difficoltà durante il normale incedere della storia.

Tutti questi dettagli rendono l’esperienza di Superdimension Neptune nettamente più veloce rispetto a quella dei capitoli principali della serie, al di là della longevità effettiva, che comunque non è esosa: con una 25ina di ore è possibile raggiungere anche il finale “vero” – sì, ci sono ovviamente 3 finali ed il New Game +.

Non manca l’altro lato della medaglia: la struttura non lineare ha limitato ancor di più l’impatto narrativo di una serie che già di per sé ha sempre giocato più sull’humor che sui contenuti “solidi”, ed il numero di auto-referenze rende questo titolo molto più godibile ai fan; come al solito conoscere il mondo dell’intrattenimento videoludico (e non) aiuta a capire i riferimenti alla realtà e le citazioni che sono ormai tipici del franchise. Il bilanciamento fra i personaggi lascia un poco a desiderare, e gli stessi contenuti “estetici”, costruiti titolo dopo titolo, sono qua davvero ridotti – non c’è nulla di nuovo per le vecchie eroine, e le nuove hanno un solo costume.

IF è una novella saltatrice in questo capitolo dai toni più action.

I dungeon sono praticamente tutti riciclati dalla serie Re;Birth, e, tanto per far capire quanto si sia lavorato con la lima, solo IF e Segami sono selezionabili come personaggi a schermo.

Il doppiaggio giapponese – come sempre selezionabile – tiene davvero in piedi la baracca, donando sempre la giusta enfasi e strappando sorrisi anche a chi non mastica per nulla la lingua del Sol Levante. C’è anche qualche nuova traccia audio, ma il sottofondo musicale rimane anch’esso per gran parte derivato dalla serie principale.

E il porting PC? Venendo da PlayStation Vita non c’è molto da dire: le opzioni selezionabili sono imbarazzanti, limitate alla risoluzione video e alla modalità finestra. Stop, non c’è altro. I gamepad sono fortunatamente supportati, ma attenzione a non far spegnere i dispositivi wireless… in tal caso, pur riaccendendoli, dovrete entrare nel menù e navigare con la tastiera per poterli re-impostare come dispositivi attivi; addirittura è possibile trovare ancora riferimenti al touch screen di PS Vita. Ah, una cosa buona c’è: il gioco è piuttosto leggero.

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

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Superdimension Neptune VS Sega Hard Girls è un gioco difficile da inquadrare. Mostra tutti i limiti di un gioco PlayStation Vita, è accessibile e rapido ma allo stesso tempo dà per scontato che il giocatore conosca già la serie, ed è un peccato visto che sarebbero proprio i non-Neptuniani a poter beneficiare maggiormente di un capitolo “light” introduttivo. Parlando strettamente della versione PC, l’unico vantaggio è poter selezionare una risoluzione più alta, e ovviamente poter approfittare dei maggiori sconti Steam.

giallo

Good

  • La maggiore rapidità giova alla serie.
  • Per una volta Neptune non è il centro nevralgico.
  • Per quanto minima, la maggiore libertà di esplorazione funziona.

Bad

  • Il porting è ancora più svogliato del solito.
  • Bilanciamento che lascia a desiderare.
  • Praticamente solo per appassionati della serie.
6.5

Luca 'LkMsWb' Balducci
Dai videogiochi al PC, dal PC ai videogiochi: il cerchio è terminato. Convinto PCistamassterrace, cede puntualmente al lato oscuro delle console ad ogni esclusiva degna di nota.