Il ritorno dello Stealth

Styx Shards of Darkness

Sviluppatore: Cyanide
Publisher: Focus Home Interactive
Genere: Avventura azione stealth 3D
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 16+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Styx Shards of Darkness è il seguito del discusso Styx Master of Shadows. Il primo titolo ebbe una discreta eco sia tra i giocatori che tra i critici del settore, pur se oggetto a mio avviso di analisi che avevano generalmente frainteso alcuni aspetti sostanziali del gameplay.

Questo secondo capitolo, che si pone narrativamente dopo le vicende narrate nel primo, pare quasi voler ribadire alcune scelte di sviluppo, ponendole su un piano eziologico palesemente dichiarato. Styx, lo dico subito, è uno stealth game fatto e finito. Personalmente credo che anche il precedente titolo fosse unicamente stealth, ma appunto la presenza di una sottile ambiguità di gioco – che provava a inserire timidi approcci d’azione – ha portato ad una certa confusione, tanto che i principali contro della stampa specializzata accusavano Styx di un combattimento legnoso e poco intuitivo. Un combattimento che in realtà non era affatto una componente di gioco alternativa ad agire nell’ombra, quanto un escamotage logico: non si può pretendere da un videogame di ampio respiro che, ad esclusione della difficoltà massima, scatti il gameover ogni volta che il personaggio venga scoperto.

Andando con ordine comunque credo sia il caso di analizzare per primo il comparto narrativo. La serie si contraddistingue per la grande originalità del protagonista, Styx, un goblin secolare frutto di alcuni strani (e un po’ disgustosi) esperimenti. Il cattivissimo “pelle verde” è un classico antieroe: il suo primo pensiero è sempre a se stesso e al proprio guadagno. Dotato di grande intelligenza e sense of humour, Styx possiede un carattere spigoloso, strafottente e vendicativo. Il tutto senza scadere troppo nel cliché più banale, ma invogliando anzi il giocatore ad affezionarsi al protagonista. Certo dopo Styx non esistono veri comprimari nella storia messa su da Cyanide, che traballa spesso, soprattutto per quanto riguarda il ritmo narrativo. La trama infatti non brilla troppo (pur reggendo bene la struttura di gioco), ma il suo vero problema risiede sia in una certa approssimazione nei dialoghi che in una generale “fretta” nell’evoluzione degli accadimenti. Fortunatamente la buona caratterizzazione del mondo di gioco e la simpatica e continua interazione di Styx con lo stesso farà da ulteriore e vero stimolo per il fruitore, ovviando allo scarso appeal del comparto narrativo.

GAMEPLAY SOLIDO E AFFIDABILE

Il gameplay del gioco è il vero cuore pulsante di tutta la produzione. Come già detto in apertura di articolo, Cyanide per questo seguito ha deciso di togliere qualsivoglia dubbio in merito allo spirito con il quale affrontare la sfida proposta. Shards of Darkness è un gioco imperniato sulla furtività, sulla tattica e sulla capacità di leggere l’ambiente che ci circonda e agire di conseguenza. L’approccio è quello classico dei titoli più rappresentativi del genere: un’ unica grande mappa per livello, contraddistinta da innumerevoli possibilità di risoluzione degli obiettivi prefissati. L’esplorazione preventiva, potrebbe far salire il tempo di risoluzione (che è uno degli indici di punteggio di fine livello), ma permette di scoprire passaggi, scorciatoie, risorse e dialoghi tra NPC molto utili per uno svolgimento pulito del livello. Styx ha a disposizione tantissime possibilità di realizzazione, anche grazie a una serie di abilità e interazioni abbastanza complesse. Una delle più intriganti è sicuramente la creazione di un clone, capace di spingere pulsanti, attivare trappole e più in generale fungere da esca per poter distrarre tutti gli elementi ostili. Altro grande potere è quello dell’invisibilità, la quale probabilmente non ha bisogno di molte spiegazioni. In generale tutte le skill di Styx potranno essere potenziate nella base, prima dell’inizio di ogni missione. La ghiera di abilità è molto ampia, permettendo una certa personalizzazione della giocata (qualcuno potrebbe preferire l’utilizzo massiccio dei cloni, altri delle eliminazioni silenziose, altri ancora il crafting di oggetti utili e via discorrendo). Seguendo l’esempio di Deus Ex Machina, anche Styx tende a non concedere troppe risorse, le quali dovranno essere raccolte alla prima occasione, rappresentando l’unico elemento necessario per poter usufruire dei diversi poteri a disposizione. Nel complesso l’unico vero neo del prodotto sta nella sua tendenza a premiare solo il giocatore veloce e completamente nascosto. Non voglio essere frainteso: combattere in questo genere di giochi è inutile, e come già detto Cyanide lo chiarisce senza troppi fronzoli. Allo stesso tempo però gli approcci potrebbero essere senz’altro più complessi del solito nascondino. Tanto che gli elementi per farlo vengono inseriti, ma poi anche sistematicamente puniti dal sistema di punteggio e calcolo dell’esperienza. Il giocatore quindi è davvero poco incentivato a manomettere le campane di allarme, a farsi scoprire per attirare qualcuno sopra le trappole d’acido o a usare il clone come punching ball. Fortunatamente non tutti sono attaccati allo score di fine livello, per buona pace dell’ottimo e variegato gameplay. In sostanza quindi Shards of Darkness propone una vera esperienza stealth, di quelle che si vedono oramai sempre più raramente nelle produzioni di fascia medio-alta, sia a causa del poco coraggio degli sviluppatori (che inseriscono sempre una scappatoia pseudo action) sia del generale disinteresse al genere.

Styx Shards of Darkness

Tecnicamente Styx Shards of Darkness ha fatto grandi passi in avanti, almeno rispetto al suo predecessore. Non bisogna mai scordare che Cyanide sa avere grandissimi momenti di ispirazione, per poi cadere sistematicamente sulla classica buccia di banana. Senza falsi moralismi, la software house a volte approccia allo sviluppo in maniera disattenta, ma va dato anche atto di essere una delle poche a proporre giochi con una precisa identità videoludica. Questo secondo capitolo impara dagli errori del primo, proponendo un comparto visivo più che gradevole, buone musiche e un doppiaggio discreto. Andando nel dettaglio, la caratterizzazione dei livelli, le textures e i giochi di luce e ombra sono al passo con i tempi, senza urlare al miracolo ma svolgendo egregiamente il loro compito (e non affaticando eccessivamente il PC). Si nota una certa legnosità nei movimenti, a volte davvero ostici da padroneggiare, soprattutto nei frangenti più platform, dove viene richiesto di arrampicarsi, saltare e scivolare lungo corde e appigli. Una legnosità che si ripete anche nelle IA degli NPC, che mettono in difficoltà più per il grande numero presente in mappa che per la loro intelligenza. Molto buono tutto l’apparato sonoro, grazie a un bellissimo main theme e a una colonna sonora in-game che interagisce con le azioni di gioco: improvvise accelerazioni e forti acuti di violino accompagneranno tutte le giocate più pericolose o al limite, con grande soddisfazione anche per le orecchie. Nel complesso il videogioco fa quindi il suo dovere, lo fa forse senza troppi fronzoli (soprattutto dal punto di vista narrativo e tecnico) ma proponendo uno stealth solido, efficace, divertente e caratteristico.

 

 

 

 

Contenuti

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Il gioco, come ho avuto modo di ripetere allo sfinimento, è uno stealth duro e puro. E nel suo genere, oltre a essere uno dei pochi, è anche uno dei migliori (grazie a un gameplay solidissimo ed efficace). Se a questo si aggiunge l’ottima caratterizzazione del personaggio, il risultato non può che essere positivo. Certo questo Shards of Darkness non è un capolavoro e non è esente da difetti: una narrazione con poco smalto, e le solite sbavature tecniche (solo sbavature però, che per Cyanide a volte non è scontato). Nel complesso comunque, se siete dei veri amanti del genere, non potete non acquistare questo secondo capitolo.

verde

Good

  • Stealth purissimo di grande qualità.
  • Styx rimane uno dei personaggi più originali del panorama moderno.
  • Netti miglioramenti tecnici rispetto al primo capitolo.

Bad

  • Trama che ancora non riesce a decollare.
  • Una certa legnosità in alcuni movimenti di gioco.
8.2

Originariamente un ragazzo normale, gli anni passati in cerca di un connubio tra gli studi giuridici e i videogiochi hanno generato un ibrido terrificante. Ora viene chiamato il "Jason Statham dello Steam controller".