Va bene con tutto…

Ilya Muromets

Street Fighter 30th Anniversary Collection

Sviluppatore: Digital Eclipse
Publisher: Capcom
Genere: Picchiaduro 2D
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 12+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

La saga di Street Fighter sta alla storia dei videogiochi un po’ come la Gioconda sta alla storia dell’arte: un’entità talmente onnipresente, studiata, imitata e persino parodiata, da rendere estremamente difficile scriverne senza precipitare nel pozzo insidioso delle banalità. Più di qualsiasi altro titolo di successo a lui precedente, Street Fighter II (marzo 1991) è entrato nelle cronache come il più importante caposaldo moderno dell’industria, uno spartiacque capace di segnare senza alcun dubbio un prima e un dopo nella pluridecennale epopea di questo medium. La creatura di Capcom, nata al termine di una lunga gestazione – che aveva coinvolto anche il freschissimo progetto alternativo di Final Fight del 1989 – emerse come primo fenomeno videoludico veramente global, nato da una liofilizzazione sapientissima delle suggestioni visuali della cultura pop dell’epoca e capace di impostare nuovi e diversi standard a livello internazionale, il cui impatto si percepisce forte e chiaro ancora oggi. E non solo perché, da allora in poi, ben pochi picchiaduro a incontri hanno potuto permettersi di rinunciare all’inserimento di una ragazza cinese, di un uomo-bestia e di un wrestler nel proprio cast.

Purtroppo nella collection sono assenti estratti o riferimenti agli adattamenti animati della serie.

Si deve a Capcom, infatti, la definitiva imposizione del concetto di riconoscibilità antropica del personaggio videoludico, impostato non più come un semplice ammasso di pixel funzionale al meccanismo interno del gioco, ma costruito e trattato secondo le modalità con cui si costruisce e si tratta un protagonista della commedia dell’arte. Gli otto membri primigeni – e molti dei new challenger giunti nei capitoli successivi – riuscirono infatti nell’impresa di sopravvivere al “palcoscenico” ludico per il quale erano stati progettati e di diventare primariamente maschere, in grado di muoversi da un titolo all’altro, di comparire come guest star di saghe esterne, di funzionare per fini anche solo decorativi al di fuori del proprio universo d’appartenenza.

A RICORDO DEI BEI TEMPI ANDATI

E non si trattava più di schiribizzi geometrici alla stregua di Pacman e Q*bert, o di umanoidi caricaturali come Mario e Megaman: a discapito delle sfere di energia, delle scosse elettriche e dei calci a elicottero, i vari Ryu, Ken e compagnia bella abitavano per la prima volta un mondo possibile, in un hic et nunc tutt’altro che escapista, simile a quell’iperrealismo da strada che si poteva ammirare al cinema o in televisione.

Da quel momento in avanti, chiunque nutrisse l’ambizione di generare mondi videoludici altrettanto possibili, non ha potuto fare a meno di guardare alla magistrale lezione impartita da Capcom.

Molti anni sono passati da allora: Street Fighter ha intrapreso un percorso tridimensionale non sempre convincente e Capcom, divenuta specialista assoluta nel massacro delle sue IP di punta, ha ceduto da parecchio tempo la propria corona imperiale nel campo del character design – a questo proposito, citofonare a casa Vanillaware e Blizzard. La Street Fighter 30th Anniversary Collection costituisce pertanto una buona occasione per ripercorrere diacronicamente tutti i titoli 2D della serie, a cominciare dall’ormai dimenticato primo capitolo del 1987, già foriero di alcune importanti premesse – come il design “etnico” dei personaggi e svariate intuizioni di gameplay – seppure ben nascoste dietro un’esecuzione giocoforza ancora tutta “ottantiana”, che lo rende oggi poco più di un divertissement documentario. Street Fighter II è qui rappresentato da quattro delle innumerevoli incarnazioni che invasero il mercato nella prima metà degli anni ‘90. La versione Turbo del marzo 1994, in particolare, consente di ammirare il sofisticato lavorio di Capcom nella sperimentazione sotterranea di nuovi espedienti grafici e meccanici, ben apprezzabili nel confronto con il debutto di Alpha/Zero dell’anno successivo. La perla della collezione resta – ci sono pochi dubbi in proposito – l’eccezionale terzetto di Street Fighter III (1997-1999). Coraggiosissimo nel tagliare fuori quasi tutte le star storiche della serie (ma fece scalpore in 3rd Strike il ritorno di Chun Li, che sfoggia ancora oggi uno dei più sofisticati sprite mai concepiti nella storia videoludica), Street Fighter III resta uno standard inarrivabile del picchiaduro a due dimensioni, ai tempi ingiustamente trascurato in virtù della sbornia tridimensionale a cui i vari Virtua Fighter e Tekken stavano abituando il pubblico delle console di quinta generazione.

L’eccellente pixel art di Street Fighter III è visionabile frame per frame.

La raccolta messa su da Digital Eclipse, da una prospettiva eminentemente “completista”, non è forse perfetta. La scelta dei titoli da includere è ben studiata, ma è impostata interamente sulle rom CPS e CPSII, tralasciando così le edizioni più aggiornate che avrebbero consentito, tra le altre cose, l’accesso a un migliore bilanciamento e l’uso di svariati personaggi aggiuntivi inclusi di volta in volta nelle versioni per console domestiche e portatili.

Nessuna menzione di Pocket e Puzzle Fighter, ci spiace!

Per farla breve, se il vostro riferimento è la MAX di Street Fighter Alpha 3 potreste rimanere ampiamente delusi. D’altro canto, l’approccio purista ha l’innegabile merito di ripulire gli occhi da certi obbrobri modernisti in HD di recente pubblicazione (chi ha parlato degli orridi maritozzi laccati di Ultra?) e piacerà soprattutto ai giocatori competitivi, che hanno qui l’occasione di sfidarsi online potendo contare su frame e hitbox tarati al millimetro sulle edizioni arcade.

Al momento in cui pubblichiamo questa recensione, tuttavia, abbiamo notato una certa quale desertificazione dei server per quanto riguarda l’edizione PC da noi trattata, segno che la modalità in linea non ha forse raggiunto la diffusione sperata, quasi sicuramente superata in popolarità dalle alternative gratuite presenti in rete.

Il pregio principale della collezione va comunque individuato nello spirito squisitamente filologico che la anima.

A quando una collection dedicata a Street Fighter EX?

I vari giochi sono infatti accompagnati da una straordinaria quantità di materiale collaterale, che va dall’enciclopedia dedicata ai vari personaggi (con tanto di analisi dettagliate delle loro animazioni iconiche, utilissime anche a fini di studio) alla modalità Museo, una vera miniera d’oro di disegni e progetti spesso inediti destinati a coloro che volessero scoprire i segreti più intimi di Street Fighter. Vale la pena soprattutto esplorare a fondo la storia della nascita di Street Fighter II, nota a molti ma qui arricchita di numerosi dettagli, nonché i bellissimi bozzetti degli sfondi della serie Alpha/Zero, davvero di grande effetto. Non guastano infine le varie modalità di allenamento (disponibili per quattro dei titoli proposti), un adeguato sistema di salvataggio, e una discreta flessibilità nell’impostazione visuale, con tre diversi filtri e la possibilità di ampliare la larghezza e l’altezza della schermata.

Dove posso acquistarlo?

PS Store

XBOX MARKETPLACE

Non c’è molto da dire in proposito, davvero: Street Fighter 30th Anniversary Collection è una raccolta concepita con gusto e intelligenza, perseguendo criteri rigoristi che permettono di godere dei titoli originali senza dover ricorrere all’emulazione. Non vi sono – né francamente era auspicabile ci fossero – guizzi di originalità eccessiva: Digital Eclipse si è limitata a mettere a punto un’operazione archivistica amorevole senza lasciarsi prendere la mano con iniziative di restyling di dubbio gusto, e tanto basta. L’acquisto resta dunque ampiamente consigliato, a meno che non siate già in qualche modo in possesso di tutti gli episodi che vi interessano. E anche in quel caso, averli tutti insieme – magari nella versione per Switch – potrebbe farvi comodo.

verde

Good

  • Street Fighter, poco da dire.
  • Selezione dei titoli intelligente.
  • Si tratta delle versioni arcade…

Bad

  • …che per alcuni potrebbero risultare incomplete.
  • I server online non sono popolatissimi.
8.5

Ilya Muromets
Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.