Sofferenza in prima persona.

Stranger of Sword City

Sviluppatore: Experience
Publisher: NIS America
Genere: Dungeon crawler
Disponibile: Digital
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Stranger of Sword City art001Il mondo dei giochi Dungeon Crawler è un luogo strano, popolato in egual misura da chierici e barbuti nani guerrieri quanto da graziose loli dagli occhi enormi e atteggiamenti moe in perfetto stile orientale.
I giocatori abituali del genere, poi, sono ancora più peculiari, mossi come sono da una pulsione masochistica che li spinge a desiderare livelli di sfida decisamente eccessivi per qualsiasi persona in cerca del puro e semplice divertimento: caratteristiche come l’implementazione coatta della permadeath, la generazione casuale dei labirinti esplorabili e la presenza di nemici di alto livello in grado di eliminare tutto il party sin dai primi minuti di gioco sono viste come elementi “divertenti” dai fan del suddetto genere ruolistico, esattamente come i nodi e gli spuntoni sulla frusta sono considerati un bonus dagli slave bardati di pelle e lattice del sadomaso.

Stranger of Sword City, sviluppato dai giapponesi Experience – più noti per altri dungeon crawler come Demon Gaze e Ray Gigant – , è solo l’ultimo rappresentante della “scuola giapponese” del genere, che abbandona le atmosfere eccessivamente carine e colorate della recente produzione orientale per riavvicinarsi, per toni e scelte di design, ai capostipiti del genere, giochi come Wizardry e Ultima Underworld, i quali affondavano le loro radici nei tropi più caratteristici della narrativa Sword&Sorcery; questo “ritorno alle origini”, inoltre, trascende il semplice design e il gamplay: i dungeon crawler sono nati su PC e, a pochi mesi dalla pubblicazione per Xbox One e PS Vita, Stranger of Sword City si unisce finalmente alla già immensa libreria di Steam in questa versione definitiva.

STRANIERI IN TERRA STRANIERA

Nonostante il genere veda la trama spesso limitata a un mero pretesto per buttare i giocatori nell’ennesimo labirinto generato casualmente, Stranger of Sword City si dimostra un’eccezione alla regola allestendo un comparto narrativo interessante e avvincente. Il protagonista del gioco, infatti, è l’unico sopravvissuto a un disastro aereo che, invece che ritrovarsi sulla canonica isola deserta con annessa botola misteriosa, viene catapultato a Escario, una terra fantastica popolata da tante creature mitologiche da far invidia al Silmarillion.

Ad aggiungere pepe a quella che sembrerebbe una trama piuttosto standard è il cuore di tenebra di Escario, che assume presto i connotati di una landa infernale piuttosto che l’allegro ritrovo del piccolo popolo: i mostri che infestano il mondo di gioco sono creature feroci e brutali e il protagonista è uno dei pochi prescelti in grado di toccare i Cristalli di Sangue che le creature più potenti lasciano cadere dopo la sconfitta, preziosi da consegnare a uno dei tre Vessili in grado di assorbirne il potere.

Se lo scopo principale del gioco è semplicemente quello di formare un gruppo di ricognizione e dare la caccia a quanti più mostri possibile in modo da ottenere abbastanza potere da ritornare al mondo d’origine, la scoperta che qualcosa continua a evocare umani dal nostro mondo a Escario dà vita a una sottotrama avvincente in grado di fare da collante a tutta l’esperienza di gioco.

Stranger of Sword City art000

A rendere ancora più interessante quello che solitamente è un genere per pochi è l’incredibile livello di personalizzazione che viene concesso dal sistema di creazione personaggio.
Oltre alla possibilità di scegliere tra cinque razze e otto classi disponibili sin dall’inizio al giocatore viene concessa anche la possibilità di attribuire un “talento” al personaggio; inoltre – elemento ben più peculiare e importante – il ritratto degli eroi non è legato a classe, razza o persino al sesso degli stessi.
È possibile quindi avere un nano guerriero rappresentato nei menu da una adorabile ragazzina elfa e viceversa.

Stranger of Sword City img (4)Ai due artstyle già disponibili sulla versione PS Vita, uno più in stile manga e uno molto più vicino ai canoni occidentali dell’illustrazione fantasy, è stata aggiunta la possibilità dal potenziale illimitato di uploadare un file immagine a scelta da utilizzare come immagine del personaggio; una trovata brillante che aiuta a rompere la monotonia anche alla milionesima partita. Se la fase di creazione personaggio è inaspettatamente divertente, il nerbo del gameplay non tarda a spazzare via ogni residuo di sorriso dalla faccia dei giocatori.

Dove i veterani del genere ritrovano vecchie conoscenze, come l’esplorazione a turni con conseguente rivelazione della mappa, gli incontri casuali con nemici in grado di spazzare via tutto il party e simili, i novellini devono fare ricorso a immense dosi di pazienza e buona volontà per familiarizzare con concetti alieni al videogioco più mainstream: la permadeath in Stranger of Sword City è una spada di Damocle perennemente appesa sulla testa di tutti i personaggi che non siano quello principale.
Ogni membro del party, infatti, è dotato di un numero di Life Points che va da uno a un massimo di tre, dove gli eroi più “freschi” e debolucci hanno a disposizione ben tre KO prima di essere mandati fuorigioco, i più forzuti “veterani“ si dimostrano veri e propri cannoni di vetro, potenti ma fragili al punto che una volta portati a zero gli HP andranno nell’oblio, obbligandovi ad attendere un irragionevole quantitativo di tempo di gioco prima che tornino disponibili o a creare un nuovo personaggio.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

LA COMPAGNIA DELLA LOLI

Stranger of Sword City img (9)Proprio qui risiede uno degli elementi più problematici del gioco, nonostante le nuove reclute generate per prendere il posto dei guerrieri caduti inizino a un livello più alto con l’avanzare della storia, fargli raggiungere l’esperienza maturata dal resto del party richiede tediosissime e frustranti sessioni di grinding selvaggio, rese ancora più estenuanti dal gran numero di battaglie da cui bisogna obbligatoriamente fuggire, pena la perdita del resto del gruppo.

Sebbene i mostri più ostici, i cosiddetti Lineage Monsters, spariscano dalla mappa di gioco una volta collezionati i loro Cristalli di Sangue, a volte il gioco li farà riapparire in punti critici dell’avventura, più precisamente in quegli spawn point atti a rendere l’esplorazione più agevole. In queste occasioni ci si ritrova obbligati a ripercorrere l’intero labrinto per sfidare nuovamente una versione alternativa del nemico già sconfitto, un’operazione tediosa che sembra posta in essere più per sfiancare il giocatore che per aumentare il livello di sfida.

Stranger of Sword City è un dungeon crawler di grande carattere, un ottimo tentativo di amalgamare senza troppe forzature lo stile fantasy occidentale a quello orientale, il tutto accompagnato da una trama seria che non si limita allo scontato confronto dualistico tra bene e male. Pur punendo il giocatore e facendolo faticare per ottenere la soddisfazione delle prime vittorie, è un titolo in grado di divertire gli appassionati senza alienare eccessivamente i novizi del genere.

giallo

Good

  • Trama sfaccettata e mai scontata.
  • Alto livello di personalizzazione.
  • Battle System ben bilanciato.

Bad

  • Adattamento in inglese spesso approssimativo.
  • Alcuni scenari diventano presto ripetitivi.
  • Grinding esasperante.
7.5

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.