Nuova vita in campagna

Simone

Nel corso degli ultimi due lustri internet ed i social network hanno portato verso il grande pubblico un gran numero di giochi di simulazioni, più o meno riusciti, che hanno ottenuto ottimi consensi: come scordare il celebre Farmville, croce dei contatti su Facebook e delizia dell’utilizzatore vero e proprio che mandava notifiche a destra e mancina? Come spesso accade però, questa “moda del contadino virtuale” fu preceduta di parecchi anni dal mondo videoludico, all’epoca ancora relegato alla sua nicchia di eruditi utilizzatori, che accolsero molto bene Harvest Moon su Super Nintendo/Super Famicom: un curioso esperimento che mescolava elementi di Dating Sim alla simulazione gestionale di una fattoria, seppur in contesto low fantasy. L’opera targata Natsume ha percorso alcuni anni evolvendosi e trasformandosi nell’attuale Story of Seasons realizzato dalle mani sapienti dei ragazzi di Marvelous Entertainment ed arrivato sulle sponde europee grazie alle fatiche di mamma Nintendo. Si scoprirà presto che la vita in campagna è tutto fuorchè semplice lavoro, se si vive a Querciallegra!

story of seasons artwork

Come sempre accade in questa serie, il giocatore si ritroverà ad interpretare un protagonista muto che sarà possibile customizzare a piacimento (seppur limitatamente) prima di vederlo impegnato nel farsi accogliere dalla simpatica comunità campagnola di Querciallegra. Questo villaggio incastonato in una vallata amena e tranquilla è il story 1paradiso del contadino: tutti da quelle parti vivono dei frutti della terra, una vita semplice che viene scandita dal passare dei giorni e delle stagioni. A differenza del già citato primo leggendario capitolo della saga, il giocatore non si ritroverà esclusivamente a gestire mucche, galline e coltivazioni ma anche relazioni sociali e commerciali a Querciallegra: il sistema di gestione del commercio con i paesi confinanti rappresenta una succosa integrazione al commercio già testato timidamente in precedenti episodi, qui rafforzato dalla tabella degli scambi per permettere al giocatore di vendere al massimo ed acquistare al minimo. Oltre a questo viene introdotta la possibilità di gestire terreni pubblici nel villaggio e nei suoi dintorni, così da trasformare un silenzioso ed assonnato borgo in una mèta turistica ambìta e gremìta di visitatori curiosi: il tutto sarà condito da saporite sfide con i contadini locali, festival ai quali partecipare e chi più ne ha più ne metta.

Mi do all’ippica!!

Anche in Story of Seasons viene riproposta la formula già presente nei precedenti episodi della serie, e si avrà a che fare con una mole di possibilità decisamente enorme: da qui nasce la necessità di una corposa fase introduttiva (o tutorial se preferite) che metterà il giocatore in condizione di avviare la propria attività agricola indipendente; la sezione tutorial è fin troppo prolissa ma si rivela quantomai necessaria per affrontare il variegato e stratificato gameplay che Story of Seasons offre. La longevità media di questo gioco si assesta ad ottimi livelli e farà certamente la felicità dei giocatori che piacevolmente soffrono della “mania da completamento”: pesci da pescare, vegetali e frutti da coltivare (comprese alcune sementi particolari Nintendo-style) e bestiame da allevare per completare il gioco al 100% si tradurrà in una grande mole di lavoro che appagherà di certo i giocatori più pazienti.

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Il tempo passerà, le giornate trascorreranno liete tra lavoro nei campi e corteggiamento di delicate fanciulle: Story of Seasons ripropone le classiche meccaniche dating sim che da sempre accompagnano questa serie, migliorando anche la parte relativa al crafting e spingendola verso vette davvero incredibili, al punto che quasi qualunque cosa è costruibile una volta raccolto il materiale necessario. Un gran numero di possibilità ed esperienze quindi, il tutto inserito in un contesto campagnolo in continua evoluzionestory 2 grazie al passaggio delle stagioni che renderà il paesaggio piacevolmente vario e darà un vero senso di “trasformazione” ed evoluzione: unico neo a livello di gameplay risulta la ripetitività delle azioni necessarie, scoglio difficile da superare per i giocatori poco avvezzi a questo genere, ma fortunatamente smorzato dalle meccaniche di raccolta e gestione della fattoria notevolmente migliorate e velocizzate rispetto al passato.

Querciallegra ed i suoi dintorni sono dipinti con mano sapiente tramite l’uso di tonalità pastello ed uno stile decisamente cartoon: i colori accesi riescono parzialmente a far dimenticare uno stile grafico generalmente piatto e povero che non rende giustizia alla bellezza campagnola che il gioco vorrebbe offrire all’utente; il tutto è comunque perfettamente funzionale con ciò che gli sviluppatori intendevano creare, eccezion fatta per inspiegabili cali di frame rate che si presentano in alcune zone e potrebbero infastidire non poco. Comparto sonoro migliore ma comunque senza infamia e senza lode, con temi musicali carini ma poco incisivi e doppiaggio assente: nota positiva per quanto riguarda l’adattamento completamente in italiano, utile per rendere il gioco fruibile a tutti avendo eliminato la barriera linguistica

Story of Seasons

Sviluppatore: Marvelous Entertainment
Publisher: Nintendo
Genere: RPG/Gestionale
Disponibile: Retail + Digital
PEGI: 3+
Lingua: Italiano

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Story of Seasons (Videogioco)


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Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

La seconda opinione

Story of Seasons è un’ottima occasione per ritornare a zappare quella terra digitale che a vent’anni dal primo episodio non ha ancora perso il suo fascino distintivo. Un buon Zen Game, a patto di essere pronti a dedicargli più tempo possibile. Pollice in alto anche per l’inaspettata localizzazione italiana che, pur con qualche singhiozzo qualitativo, rende Story of Seasons uno dei capitoli più accessibili e indicati della serie intera per arrivare a fare amicizia con la mucca Hanako.

Majkol “Zaru” Robuschi

Galleria

Story of Seasons porta una ventata d’aria fresca, soprattutto a livello di meccaniche di gioco, nella fortunata e longeva serie Harvest Moon. Nonostante un impatto grafico non propriamente esaltante ed un gameplay non adatto a tutti per la sua lentezza tipica, l’ultima fatica Marvelous Entertainment riesce a divertire grazie ad un sistema di gestione della fattoria decisamente migliorato. Il tutto si inserisce in una formula già ampiamente rodata, che non mancherà di far sentire il giocatore davvero “immerso” in un mondo campagnolo ricco di sorprese e personaggi stravaganti..

verde

Good

  • Meccaniche di gioco funzionali ed ampiamente rodate
  • Sistema di gestione della fattoria notevolmente migliorato
  • Ambientazione sempre piacevole e rilassante

Bad

  • Graficamente molto grezzo e con alcuni cali di frame rate
  • Gameplay generalmente lento, non adatto a tutti (fase tutorial in particolare)
8

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta