Donnie Darko va ad Akihabara!

Edoardo Carusillo

Steins;Gate

Sviluppatore: M.A.G.E.S.
Publisher: Nitroplus
Genere: Visual Novel
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Il viaggio nel tempo è sempre stato un tema particolarmente amato nella narrativa contemporanea. Dai classici come Ritorno al futuro fino al più recente Doctor Who, molti sceneggiatori hanno fantasticato sulle molteplici conseguenze di un ipotetico salto nel tempo, sperimentando espedienti sempre più elaborati e avvincenti. Tuttavia, delinearne le leggi spazio-temporali all’interno di una storia può risultare un’impresa ardua e delicata, il cui passo falso può determinare contraddizioni o buchi nella trama non indifferenti – come dimostrano le accese discussioni nei forum riguardanti la serie animata Madoka Magica o il titolo Dontnod Life is StrangeLa coerenza narrativa, la cura dell’intreccio e un tocco di credibilità scientifica sono quindi degli ingredienti fondamentali per un buon racconto sul viaggio nel tempo, elementi di cui può vantare Steins;Gate, l’oggetto di questa recensione.

Gran parte del successo occidentale di Steins;Gate è da attribuire all'adattamento animato curato dallo studio d'animazione White Fox.

Gran parte del successo occidentale di Steins;Gate è da attribuire all’adattamento animato curato dallo studio d’animazione White Fox.

Steins;Gate è una visual novel giapponese e secondo titolo della saga dei “racconti scientifici”, sviluppata da 5pb. e Nitroplus. Pubblicato inizialmente nel 2009 per Xbox 360, il gioco ha ricevuto numerosi porting su diverse console, un adattamento a fumetti e una fortunata serie animata, disponibile in italiano grazie a Dynit e visibile in streaming gratuito su VVVVid. Sebbene la versione per PC esistesse già qualche anno (anche se riservata al mercato statunitense), adesso, grazie al publisher MAGES Inc., Steins;Gate è stato reso accessibile internazionalmente tramite la piattaforma Steam.

Ambientata nel quartiere commerciale di Akihabara, il gioco si sviluppa intorno a un gruppo di ricerca dilettantesco capeggiato da Rintaro Okabe, detto “Okarin”, seguito dai suoi amici Mayuri Shiina e l’otaku smanettone Daru. La vicenda si apre quando Rintaro Okabe, mentre si dirige a una conferenza scientifica, scopre il cadavere di una giovane ragazza di nome Kurisu Makise.
Dopo aver inviato un’e-mail riguardante l’accaduto all’amico Daru, si ritrova misteriosamente in mezzo alla strada con tutte le persone svanite nel nulla. Al termine del bizzarro fenomeno, nota uno strano satellite schiantato sopra ad un edificio, e più tardi, rincontra di nuovo Kurisu Makise, ma stavolta viva e vegeta. Tornato a casa, Rintaro si accorge di aver inviato l’e-mail una settimana nel passato, e in questo modo scopre che il microonde creato da lui e i suoi amici è diventato una macchina del tempo capace di spedire brevi e-mail nel passato.

IL TEMPO DIVORA OGNI COSA

Il concetto di

Il concetto di “time leaps”, ovveri i balzi nel tempo, è alla base della narrazione di Steins;Gate.

Man mano che prosegue la storia, il gruppo si contornerà di nuovi personaggi, come la “tsundere” Kurisu Makise, la lunatica Suzuha Amane, l’idol-maid Faris, l’hikikomori Moeka Kiryu e l’immancabile “trap” Ruka Urushibara – ennesima prova di come gli sceneggiatori giapponesi debbano star lontani da tematiche sull’identità di genere e orientamento sessuale.
Naturalmente, un setting simile non può che rievocare i cliché tipici della narrativa giapponese di tipo harem, essendo il cast quasi completamente al femminile e con Daru come unico sidekick maschile per “bilanciare” la proporzione tra maschi-femmine. La pecca più evidente della caratterizzazione, per esempio, si può trovare nell’eccessiva staticità dei personaggi appena elencati: benché i loro moventi e ambizioni possano risultare credibili e fonte di tormentati dilemmi morali, alla fine, lo sviluppo caratteriale rimane terribilmente stagnante. Solo il protagonista Rintaro Okabe, di cui il lettore è partecipe dei suoi pensieri, e il suo love interest canonico, Kurisu Makise sembrano effettivamente evolversi alla fine della storia, mentre tutti gli altri restano le solite macchiette monodimensionali.

Ma ciò che anima veramente Steins;Gate, come tradizione del suo franchise, è la cura maniacale del nozionismo scientifico presente della storia, citando gli autori, ‘per il 99% scientifica e l’1% fantasy’. I concetti sul tempo, sul viaggio nel tempo e sui principi di causa ed effetto saranno ampiamente disquisiti attraverso un lessico ricercato che metterà alla prova la conoscenza dell’inglese del lettore; fortunatamente, grazie alla presenza di Mayuri Shiina, che interpreterà la parte della ragazzina ingenua e ignorante, molte di queste informazioni verranno riassunte in termini più informali, in modo che anche un bambino possa capirle. Purtroppo, com’è tipico della narrativa giapponese per ragazzi, tali informazioni verranno fornite sotto forma di “infodump”, ovvero l’arresto della trama in favore di spiegoni spesso faticosi da seguire, ma bene o male indispensabili per il plot building.
Anche il registro generale si mantiene abbastanza basso, al livello di un tipico romanzo young adult e caratterizzato da uno stile tipicamente giapponese, pieno di caratteri volutamente stereotipati con i propri catchphrase e di abbondanti riferimenti alla cultura otaku. I neofiti potranno comodamente approfondire le definizioni dei termini più astrusi attraverso un glossario sbloccabile a fine partita.

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Essendo una visual novel, il gameplay si basa principalmente della lettura del testo sullo schermo, rappresentato dai dialoghi o dai pensieri del protagonista, come appunto un “romanzo visuale”.
Proseguendo con la storia saranno presenti diversi bivi, ma a differenza delle comuni visual novel, in cui le scelte vengono esplicitate in un piccolo elenco, in Steins;Gate il giocatore deve far uso del “phone trigger”: quando Rintaro Okabe riceverà una telefonata, bisognerà decidere se rispondere o meno, e inoltre, le varie e-mail ricevute presenteranno delle parole di colore blu, come se fossero link ipertestuali. Cliccare su una parola rispetto a un’altra comporterà dei cambiamenti più o meno rilevanti nel corso della storia, o sbloccherà semplicemente degli eventi speciali.
Nei primi quattro capitoli, tuttavia, la storia seguirà un percorso prettamente lineare, in cui il responso ai vari messaggi non influirà quasi per nulla ai fini della trama e non sarà necessario rispondere a tutte le chiamate. Dal quinto capitolo in poi, il giocatore sarà costretto a prendere determinate decisioni, in base alle quali, il gioco si diramerà in sei diversi finali, di cui cinque dedicati a ciascuna ragazza dell’harem ed un True Ending.
Per accedere ai primi tre finali basterà compiere una stessa scelta che si ripeterà più volte nei capitoli dedicati a Suzuha, Faris e Ruka, mentre gli altri due finali e quello canonico saranno sbloccati in base al numero di “flag” raccolte nel corso della partita. Il sistema delle flag è un espediente molto comune nelle visual novel, la cui funzione è innescare determinati eventi in base al numero di azioni svolte in precedenza, e in questo caso si tratta di rispondere alle e-mail e chiamate.
Sfortunatamente, il giocatore sarà ignaro di quante e quali scelte saranno determinanti e quali meno, per cui, nel dubbio… andate a naso.

Contenuti

  • Fan Service
  • Fruibilità Gaijin
  • Linearità
  • Interazione

Dove posso acquistarlo?

PS Store

LE BIZZARRE AVVENTURE SCIENTIFICHE DI OKARIN


steinsgate-art002Per quanto riguarda il comparto tecnico, Steins;Gate mantiene gli alti standard qualitativi dei titoli Nitroplus. Il character design, gli sprite e le CG sono curati da Huke, artista noto per le illustrazioni di Metal Gear Solid e Black Rock Shooter, il cui stile bizzarro, che ricorda vagamente il design di Rui Komatsuzaki di Danganronpa, riflette chiaramente la personalità eccentrica del protagonista e dei comprimari. Inoltre, fatto inconsueto per una visual novel, il fanservice grafico è quasi del tutto assente, se non per una scena nella doccia tranquillamente trascurabile, mentre al massimo saranno presenti delle battute che asseconderanno le fantasie perverse di Daru.
La soundtrack, curata dallo Studio Zizz e Takeshi Abo, rappresenta un altra nota positiva del gioco, in quanto parte integrante dell’esperienza di gioco: le varie tracce, da quelle calme e pacate fino alle più inquietanti e frenetiche, accompagnano la narrazione egregiamente, creando l’atmosfera giusta per ogni situazione. Una menzione particolare va alle sigle d’apertura e finali cantate da Kanako Ito, a mio parere, una delle punte di diamante tra le cantanti di casa Nitroplus e nel panorama J-pop.

Vorrei soffermarmi infine sul doppiaggio, aprendo un’opinione impopolare.
Non me ne vogliano i fan dei seiyu giapponesi, ma non sono riuscito ad apprezzare l’interpretazione di Mamoru Miyano su Rintaro Okabe, poiché non posso fare a meno di sentire la sua modulazione vocale come forzata, fin troppo artificiosa, come se offrisse una performance da fandubber che da doppiatore (no, non mi sono piaciuti neanche i suoi ruoli da Light Yagami e Lelouch Lamperouge).
La voce di Daru, doppiato da Tomozaku Seki, è cacofonica al massimo, come se fosse sempre raffreddato. Le uniche voci che mi sento di salvare sono quelle di Asami Imai (Kurisu Makise), Kana Hanazawa (Mayuri Shiina) e Yu Kobayashi (Ruka Urushibara).
Per chi, come me, avesse un problema con i suddetti doppiatori, può andare tra le impostazioni del menù principale e disattivare le voci desiderate.

A conti fatti, Steins;Gate si presenta come una visual novel con tutti i pregi e difetti del medium, capace di compensare un cast per lo più stereotipato con una sceneggiatura solida e ben scritta.
Un romanzo visuale sulla lotta dell’uomo contro il destino, sull’egoistico sacrificio della felicità altrui per il raggiungimento della propria e sulle fantasie di un uomo affetto dal “chuunibyou”.
Un’opera forse leggermente sopravvalutata, ma che in fondo merita la fama ottenuta grazie al suo adattamento animato del 2011.
Per gli amanti delle visual novel, del genere fantascientifico o anche per chi ha solo visto l’anime, l’acquisto è consigliato su Steam al prezzo di 31,99€.
Divertitevi, ma ricordate: l’Organizzazione vi osserva… “El Psy Congroo”

 

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Good

  • Trama originale e avvincente.
  • Grafica particolare e curata.
  • Musiche coinvolgenti.

Bad

  • Prima metà noiosa.
  • Personaggi stagnanti.
  • Troppi infodump.
7.9

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!