STEEL STRIDER

Nostalgici della sala giochi e degli sparatutto a scorrimento coi robottoni preparatevi: Steel Strider è qui per voi, con tutto il repertorio di metallo fumante, mech, e ventagliate di proiettili per mettere alla prova la vostra abilità. Se vi era già piaciuto Gigantic Army, sviluppato sempre dalla software house giapponese Astro Port, dovrei avere già catturato la vostra attenzione. Per chi invece non conoscesse questo titolo, basterà sapere che si trattava di uno sparatutto/platform robottoso che strizzava un po’ l’occhio ai mecha shooters dell’era 16bit.

Steel Strider è un nome forte. Da solo evoca nella mia mente immagini di capolavori di pixel art e giocabilità di tempi passati. Mi son soffermato su di esso, su ognuna delle due parole e sul loro accostamento, un nome che avrei potuto trovare scritto su una polverosa cartuccia per SEGA Genesis, un nome che urla “anni ‘90” a squarciagola. A prescindere da quanto potrò dire in seguito non posso che congratularmi con gli sviluppatori. È un nome potente, nostalgico, graffiante e mnemonico. Bravi.

Steel Strider viene annunciato come la continuazione – non so se spirituale o meno non avendo giocato il primo titolo – di Gigantic Army. Entrambi i giochi sono stati promossi dagli utenti di Steam tramite il sistema di votazione Greenlight. Gli utenti di Steam sono rimasti entusiasti del primo titolo, e Astro Port ha già al suo attivo altre produzioni di successo, sempre in chiave mech (Satazius e Supercharged Robot Vulkaiser). Forti di queste esperienze, saranno stati in grado di rendere Steel Strider la loro nuova punta di diamante?

Pace, metallo e plasma

STEEL STRIDER IMG006Steel Strider si annuncia come un omaggio a classici senza tempo come Turrican e Super Contra, aggiornato naturalmente all’uso alternativo del mouse o del doppio analogico del gamepad.

La galassia è in subbuglio, reduce da una fase disastrosa colma di conflitti e guerriglie, che stanno quasi per giungere al termine. Tuttavia, pericolose sacche di criminalità organizzata sono ancora presenti, e possiedono arsenali comparabili a quelli di piccoli eserciti. Le autorità elette per il mantenimento della pace non sono sufficientemente equipaggiate per contrastare queste minacce, e la milizia galattica manca dell’organizzazione necessaria per neutralizzarle. Esiste comunque un’organizzazione segreta che lotta per mantenere la pace nella galassia. Il suo nome è Argo Express. Quando viene segnalata una situazione critica o un grosso crimine sta per consumarsi, essa invia una nave d’assalto mascherata da cargo per risolvere la situazione. Steel Strider racconta appunto la storia di un operatore Argo Express e di un pilota di classe Gemini che risolve le emergenze in tutti i pianeti della galassia. Sembra, insomma, la trama di molte serie televisive robottose che hanno dominato gli anni ’80 e ’90.

Grandi boss polverosi

STEEL STRIDER IMG001Steel Strider si presenta come un platform 2D/shoot’em’up dall’impianto abbastanza collaudato. I movimenti del nostro mech di classe Gemini si limitano al doppio salto, alla sospensione col jetpack, e all’inginocchiamento. Il resto è gestito da un puntatore guidato dal nostro mouse o dalla seconda levetta analogica, che ci permette di orientare il fuoco di una delle 8 armi a nostra disposizione, 7 delle quali con proiettili limitati. Possiamo rimpinguare le nostre scorte di proiettili andando a raccogliere i provvidenziali bonus sparsi per le aree di gioco.

Ogni area si articola in sottosezioni, senza che vi sia la possibilità di ripristinare la salute del nostro mech, a meno di non trovare il bonus ad essa adibito. Esaurire la salute ci trasporta immediatamente a una brutale schermata di game-over, e a quel punto avremo la possibilità di ripetere la sottosezione più recente, o ricominciare dall’inizio l’enorme, area. Mea culpa, solo mentre ero in fase avanzata ho scoperto la presenza della funzione di salvataggio partita, richiamabile in un qualsiasi momento dal menù di pausa, ma della quale non viene fatta menzione alcuna nel gioco. Peccato però che a ogni caricamento veniamo riportati all’inizio della sottosezione nella quale avevamo salvato. Il gioco si sviluppa linearmente, senza possibilità di backtracking.

STEEL STRIDER IMG011Contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, ogni area non presenta soltanto il classico boss finale, ma anche diversi altri boss da sconfiggere, e non uso la parola “miniboss” di proposito. I boss che popolano ogni area di Steel Strider sono grandi, possenti, e offrono tutti un adeguato livello di sfida. Tuttavia l’eccessivo affastellarsi di scontri “maggiori” finisce con lo stremare rapidamente il giocatore e le sue risorse, spesso lasciandolo con la barra di energia ridotta a poche tacche, pochi proiettili, e gran parte dell’area ancora da completare. Ciò considerato, sebbene il gioco permetta inizialmente di selezionare 4 livelli di difficoltà, ritengo che la difficoltà “Normale” sia già piuttosto ardua rispetto la media di questi titoli.

Graficamente il titolo si presenta un po’ sottotono. Tutti i nemici sono animati da strutture scheletali con movimenti complessi, ma spesso approssimativi, e sono caratterizzati da una stupidità artificiale per certi versi appropriata per questo genere di gioco. La connotazione stilistica adottata per Steel Strider è una sorta di hand-painted che cerca di tenersi a cavallo tra la pixel art e il prerendered, con un risultato subottimale: la piattezza generale delle forme e le cromie troppo slavate contribuiscono a rendere monotona qualsiasi situazione di gioco. Le esplosioni, vitali per un prodotto come questo, sono prive di mordente, spesso sgranate e pixellose, oltre a venir riciclate sino alla noia.

Il level design è buono, e serve bene un gameplay collaudato: tuttavia l’impostazione eccessivamente classica finisce per rendere Steel Strider monotono già dopo la prima ora. Il reparto sonoro si impone ruggente e adrenalinico, ma perde di brio nelle fasi avanzate di gioco, trasformandosi in un accompagnamento appena sufficiente per seguire l’azione. PEr fortuna, dal punto di vista meramente tecnico il titolo si difende adeguatamente: esente da bug e glitch, Steel Strider offre infatti controlli solidi, immediati e precisi.

STEEL STRIDER

Sviluppatore: ASTRO PORT
Publisher: Nyu Media
Genere: 2D Platformer, Action, Arcade
Disponibile: Digital
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC (Steam)
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Dove trovo posso acquistarlo?

Steam

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Somiglia a…

Galleria

L’impressione generale che si ha del gioco è quella di un fiammifero acceso nel buio. Scintilla, si accende, brilla fiero per qualche istante, sino a quando gli occhi si abituano alla sua luce e il fiammifero si consuma lentamente.

Forte di un titolo davvero carismatico, Steel Strider promette un’esperienza a 16bit dura e pura già dai primi secondi. Veniamo subito catapultati nel vivo dell’azione, stregati dal gameplay old school e da un iniziale senso di soddisfazione. Purtroppo la scarica di adrenalina si affievolisce pian piano: le otto armi vengono messe a disposizione troppo rapidamente, lasciando la sgradevole sensazione di aver già raggiunto l’apice della potenza già nella prima fase del gioco. Nemmeno l’esistenza di diversi potenziamenti per ognuna delle armi aiuta ad attenuare questo difetto. I livelli si susseguono inanellandosi senza entusiasmo, legati da un filo narrativo trascurabile e poco originale.
Steel Strider non è comunque un titolo “brutto” da scartare a priori. Offre infatti qualche emozione e spunti degni di nota, ma è come se un sottile velo di polvere appannasse il tutto: velo oltre il quale solo gli appassionati del genere potrebbero riuscire a vedere.

semafori indie-02

Good

  • Nome carismatico
  • Controlli solidi e precisi
  • Tanti boss, grandi e impegnativi
  • Divertente nella prima ora

Bad

  • Difficoltà a tratti punitiva
  • Poca varietà di nemici
  • Scelte cromatiche discutibili e polverose
  • Noioso dopo la prima ora
7

Sotto il nick di Neatwolf, sono sviluppatore di giochi indie, programmatore, VFX artist, Unity3D publisher, con una buona infarinatura in tutti i campi dello sviluppo giochi. Mi piacciono gli anacardi, gli orsi, le cose pucciose e i videogiochi. La mia vita è completamente basata sui videogiochi e sulla loro creazione, sin dai tempi del Commodore 64 e del Sega Genesis. Dopo esser rimasto per una vita nell'ombra, ho deciso di recente di fare il mio "coming out" come sviluppatore su Steam, e passo volentieri il mio tempo giocando, sviluppando giochi per me o per altri, e recensendo titoli indie di altri colleghi di disavventura :)