Provaci ancora, Sonic!

Sonic. Di nuovo. Oh, no! Oh si! Perchè, diciamolo con un eufemismo, la saga di Sonic non è proprio esente da flop e delusioni (a parer mio escludendo Sonic Generations, che risolleva un po’ le sorti della mascotte SEGA). E già posso immaginare chi legge dividersi tra chi vorrebbe che SEGA smettesse di maltrattare il porcospino blu, e chi spera che questo titolo sia il migliore di tutti quelli usciti sinora.

Per me che Sonic l’ho visto nascere, per me che rappresenta il primo gioco su console che abbia mai posseduto, per me che Sonic era “oh mio dio, il gioco più bello di sempre!”, beh, è un po’ difficile schierarsi. Anzitutto, perché Lost World? Si specula sul fatto che derivi dal nome di un livello di Sonic Adventure, ma non lo si sa per certo. Ma almeno ora, a due anni dal debutto su Wii U, possiamo giocarlo su piattaforma Windows. Non ho avuto modo di giocare la versione per console Nintendo, devo essere sincero. Però SEGA promette per questo porting gli ormai classici 60fps, supporto per tastiere e gamepad, e quelle aggiuntine imprescindibili dei giochi pubblicati su Steam. Ma fingendo che questa sia la prima versione del gioco mi sembra naturale chiedersi: un altro gioco di Sonic, ce n’era davvero bisogno?

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UN PORCOSPINO NEL MONDO PERDUTO

Un breve accenno alle intenzioni narrative del titolo, per quanto la trama non abbia mai giocato un ruolo importantissimo nella tradizione della serie. Sonic e Tails si trovano come sempre alle costole dell’odiosissimo Eggman e finiscono per scoprire accidentalmente un’isola chiamata Esamondo perduto dove l’acerrimo nemico del riccio blu ha stretto un’alleanza con degli esseri chiamati “i Sei Nefasti”. L’incipit della storia è questo, nulla di particolarmente esaltante, è vero, ma per quanto mi riguarda, la linea narrativa è stata uno degli aspetti più interessanti della mia esperienza pad alla mano. E già qui si dovrebbe sentire puzza di bruciato.

Sonic Lost World art2L’esamondo è organizzato in una scacchiera esagonale in cui è possibile muoversi seguendo la lineare successione dei livelli. Questi, fatte alcune eccezioni, sono sbloccati liberando un certo numero di animaletti in ogni sessione di gioco. Volendo è comunque possibile sfidare gli amici a completarli nel minor tempo possibile, con tanto di classifiche globali nel caso ci si sentisse in vena di confrontarsi con i mostruosi speedrunner che dominano i filmati di youtube. Oltre ai già citati animaletti, ogni mappa vede la presenza di 5 anelli rossi speciali che fungono da soli collezionabili.
Il gioco propone diverse varianti ludiche, spesso in rapida successione mixate in un unico livello. Questa coraggiosa formula dà vita a situazioni piuttosto lontane fra loro, in un intrecciarsi di logiche bidimensionali mirate ai nostalgici ed evoluzioni poligonali per i meno attempati, seppur l’influenza di un certo Super Mario Galaxy si palesi più e più volte. È stato introdotto un inventario che va riempiendosi completando sfide o raccogliendo oggetti sparsi per la mappa principale. Oltre alle classiche vite extra si possono incontrare anche power up di natura differente. Fanno ritorno anche i poteri dei “colori”, introdotti in Sonic Colors. Peccato che sembrino infilati a forza senza un motivo preciso se non per donare un po’ di varietà al gameplay.

I livelli sono tutti piuttosto unici, bisogna riconoscerlo, ma la qualità media del design, che punta fortemente sulla varietà di situazioni, scade rapidamente. Talvolta si ha proprio l’impressione di stare giocando a bozze di sessioni di giochi raffazzonate per essere resi giocabili. Molto più raramente, invece, ci si diverte, ma casualmente ciò avviene quando il level design si rifà a formule già esplorate in iterazioni passate della serie, come Generations o Unleashed.

I sei nefasti si dimostrano degli avversari un po’ patetici e vengono banalmente proposti come boss e miniboss. In questi frangenti il tenore degli scontri spazia dall’originalità nulla alla totale semplicità e anticlimaticità. I videogames ormai sono vecchi alcune decadi, e questi combattimenti hanno un sapore tremendamente piatto.

SONIC, FU VELOCE E (IN)CONTROLLABILE

Sonic Lost World IMG008L’ottimizzazione dell’engine e del design dei livelli è pressoché nulla. Tutto sembra grondare una quantità di poligoni disumana, sfondi compresi e questo porta inevitabilmente l’esperienza di gioco a rallentare su configurazioni hardware meno recenti. L’impressione che ho avuto è che si sia deciso di dare molto spazio agli artisti, permettendo loro di operare scelte fin troppo ardite dal punto di vista tecnico. Un esempio su tutti? Capita di poter vedere dall’inizio alla fine tutto il livello in una sola schermata. E, ricordo, si parla di milioni di poligoni. Il comparto grafico rimane dunque di ottimo livello, con texture pregevoli e una buona pulizia generale. Il design di alcuni dei più classici nemici è stato rivisto, ma le novità si fermano qui. Discorso differente per i nuovi avversari, con i quali si deve andare per tentativi per capire come affrontarli. Non esiste infatti nulla che suggerisca come comportarsi in determinate situazioni se non il saltuario “help in linea” attivabile contestualmente, ma onestamente trovo sia una scelta che spezza troppo spesso l’immersione e il ritmo dell’avventura.

La difficoltà è un sismografo impazzito, questo soprattutto a causa di un level design incostante e di altre magagne assortite, fra cui segnalo un sistema di controllo poco ottimizzato e l’incostanza dei frame-per-second.

I controlli… bontà divina, cosa stavano pensando quelli del Sonic Team quando li hanno programmati? Già il fatto di dover scegliere fra due velocità, una molto lenta e l’altra quasi veloce, è di per sé odioso e confusionario, ma la cosa peggiore è che questa meccanica non si adatta a tutti i tipi di livelli presenti nel gioco. Ci sono calci, scivolate, corse nei muri, edge grabbing, homing jump, poteri dei colori, spin attack. Una lista di azioni disponibili che non dovrebbe sembrare nemmeno male, se non fosse per l’eccessivo numero di controlli da memorizzare e il fatto che spesso si finisce col compiere mosse in maniera del tutto involontaria. Almeno fino a quando Sonic non si incastra tra qualche muro o fluttua su uno dei “monitor” anziché distruggerlo.

Sonic Lost World IMG001Nel caso dell’homing attack, una delle mosse più caratteristiche della mascotte SEGA, capita molto spesso di fallire miseramente. Questo è particolarmente grave durante il combattimento contro un boss nel quale sono necessari quasi 10 evoluzioni di fila per ferire il nemico, e già arrivati alla quinta ci si può considerare fortunati. La caratteristica agilità di Sonic è persa e appesantita dall’abuso di movimenti scriptati dettati ora da una molla, ora da un acceleratore sul terreno, mentre la telecamera fa il possibile per seguire la noia sprigionata dall’azione. E poi lei, la grande assente: la sensazione di velocità. La caratteristica chiave del porcospino blu viene qui sminuita da un level design farraginoso e improvvisato e cali repentini di frame rate. Lo scenario si dimostra infine drammatico al punto da aver convinto gli sviluppatori ad inserire un meccanismo di emergenza che dopo un certo numero di morti permette di skippare interamente le sessioni di gioco più tediose. Una soluzione ludica molto vicina all’attuale politica Nintendo e che tradisce l’origine Wii U della produzione.

sonic lost world coverSonic Lost World

Sviluppatore: Sonic Team
Publisher: SEGA
Genere: Platform 23/3D
Disponibile: Digital
PEGI: 7+
Lingua: Italiano
Sito Ufficiale

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Tirando un po’ le somme, Sonic Lost World mi ricorda un Katamari della famosa serie Bandai Namco. È una palla che cerca di inglobare quante più cose al suo interno, diventando via via più grossa e ingestibile e che aggiungendo nuovi dimenticabili personaggi e caratteristiche dimenticabili non fa altro che peggiorare la sua situazione. E per cosa, poi? Io personalmente, da fan del porcospino, mi sono divertito pochissimo. Sì, qualche livello indovinato si trova a voler guardare bene, ma il resto è dominato dal binomio di noia e frustrazione. Forse alla seconda giocata, la situazione migliora un po’, ma già la prima basta per farmelo disinstallare e ricordarlo come qualcosa di traumatico. Non posso che sospirare, e incrociare le dita per il futuro del mio amato porcospino blu. Sapete cosa mi rimarrà più impresso del gioco? I filmatini di intermezzo e la storia.

rosso

Good

  • Livelli vari e variopinti
  • Il look di Sonic è quello giusto
  • Ottima localizzazione e doppiaggio

Bad

  • Sistema di controllo pessimo: impreciso, caotico e buggato
  • Level design dimenticabile
  • Fps incostanti e presenza di rallentamenti
  • Innovazione prossima allo zero
  • Difficoltà altalenante e punitiva
4.5

Sotto il nick di Neatwolf, sono sviluppatore di giochi indie, programmatore, VFX artist, Unity3D publisher, con una buona infarinatura in tutti i campi dello sviluppo giochi.
Mi piacciono gli anacardi, gli orsi, le cose pucciose e i videogiochi.
La mia vita è completamente basata sui videogiochi e sulla loro creazione, sin dai tempi del Commodore 64 e del Sega Genesis.
Dopo esser rimasto per una vita nell’ombra, ho deciso di recente di fare il mio “coming out” come sviluppatore su Steam, e passo volentieri il mio tempo giocando, sviluppando giochi per me o per altri, e recensendo titoli indie di altri colleghi di disavventura :)

  • «Tirando un po’ le somme, Sonic Lost World mi ricorda un Katamari della famosa serie Bandai Namco. È una palla che cerca di inglobare quante più cose al suo interno, diventando via via più grossa e ingestibile» peccato che Sonic sia un porcospino e non uno stercorario. Questo gioco deve starmi lontano! :’D