Final Cutie

Majkol

SNK Heroines: Tag Team Frenzy

Sviluppatore: SNK
Publisher: SNK
Genere: Picchiaduro 2,5D
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 12+
Lingua: Italiano
Versione Testata: Nintendo Switch
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Può il sequel di un titolo lanciato su una console mai arrivata in Europa catturare l’interesse del pubblico mainstream odierno? E se aggiungessi il fatto che la popolarità del marchio su cui questo videogioco è basato è ormai inesistente in Occidente e sopravvive solamente nei cuori degli esponenti della scena competitiva?

Solo il tempo potrà rispondere a questi interessanti quesiti, ma il sequel spirituale di SNK Gals’ Fighters, titolo pubblicato nel 2000 in esclusiva per Neo Geo Pocket Color, è finalmente arrivato a noi su PlayStation 4 e Nintendo Switch con il suggestivo nome di SNK Heroines: Tag Team Frenzy. Buttandosi a capo basso nel sempre più popolare polverone dei videogiochi di combattimento a squadre, SNK ci vuole evidentemente convincere che personaggi come Kula, Leona o Mui Mui (?) non solo sono attualissimi, ma possono anche richiamare l’attenzione del pubblico contemporaneo. Non è poi un segreto che The King of Fighters XIV sia riuscito, pur con un aspetto tecnico tutto sommato modesto, a riaccendere l’interesse per una saga ingiustamente snobbata dal grande pubblico, ma siamo davvero pronti a… uno spin-off in gonnella?

Poiché questo picchiaduro 2,5D si configura proprio in questo modo, mettendo in scena scontri a coppie fra 14 eroine prese in prestito da diversi franchise SNK e imbastendo il tutto come un sedicente spin-off “pruriginoso” che di sexy ha davvero poco. Ma andiamo con ordine.

CROCCANTINI? 

Il videogioco propone tre modalità single player affrontabili, come tutte le altre, sottostando all’obbligo di creare una coppia di guerriere: non sono presenti duetti “canonici”, e a seconda di chi si schiera in battaglia si può godere di interazioni e linee di dialogo differenti. La modalità storia vede le eroine SNK trasportate in una dimensione alternativa dove la regola è quella di indossare cosplay scosciati (ma più che altro ridicoli), obbligate a farsi strada in scontri con altre coppie di ragazze fino allo scontro finale che, come tradizione di questa software house, coincide con un netto aumento del livello di sfida. Ogni performance portata a termine nelle arene gratifica il giocatore con della valuta in-game che può essere investita nello sbloccare elementi in una modalità galleria o nella customizzazione delle guerriere, tutte vantanti ben tre cambi di outfit – fra i quali, fortunatamente, è compresa anche la caratteristica mise per cui sono conosciute – e un numero piuttosto importante di accessori con cui agghindarle.

In SNK Heroines non è richiesto estinguere la barra dell’energia dell’avversario come nei comuni picchiaduro, bensì mettere a segno una mossa speciale quando quella della squadra sfidante è agli sgoccioli. Questa meccanica si traduce in un’interfaccia in cui le barre di energia vitale e energia dedicata alle mosse speciali si sommano, permettendo a chi possiede meno punti vita di eseguire più tecniche speciali, il tutto contando anche sulla presenza di oggetti raccoglibili sul campo che possono pepare gli scontri o addirittura rovesciare le situazioni più disperate.

Detto questo, il titolo in questione – portato a noi da NIS America -, rimane un picchiaduro rivolto principalmente ad un pubblico di neofiti, proponendo un parco mosse estremamente ridotto che può essere attivato con la semplice combinazione di un tasto e di un solo input sul dpad, andando in totale controtendenza con quanto visto nella saga KoF, nota per i suoi tecnicismi. Non manca una certa profondità del tutto, specie a livelli di difficoltà più alti, quando scambiare le protagoniste in campo diventa praticamente essenziale per produrre le combo più letali (ahinoi, impossibili da interrompere); purtroppo il roster di personaggi giocabili è estremamente ridotto (ma verrà espanso con DLC a pagamento nei prossimi mesi) e solamente basandosi sui pochi contenuti offerti attualmente dal gioco, è difficile pensare che questo possa in qualche modo divertire per più di qualche partita.

Ecco Terry Bogard. Sì, avete letto bene.

Il picchiaduro prevede infatti solamente una modalità sopravvivenza in cui si è chiamati ad affrontare battaglie con la CPU a difficoltà crescente, magari in compagnia di un amico a controllare l’altro componente della squadra, e una modalità allenamento in cui perfezionare le proprie tecniche. È possibile godere di un breve – ma completo – tutoraggio, ma manca qualsivoglia tipologia di sfide o missioni, ormai standard per questo genere di prodotto. La modalità online è altrettanto scheletrica, ma non ho avuto modo di verificarne la bontà a causa dell’assenza di una comunità di giocatori in rete.

Infine un commento sul comparto tecnico e artistico del gioco, che pur vantando un dettaglio delle guerriere decisamente maggiore di quanto visto in The King of Fighters XIV, rimane ancora una volta spoglio e poco convincente. La versione Nintendo Switch vanta un’azione a 30fps variabili e una risoluzione che 720p in modalità portatile, ma giocato in modalità docked e affiancato ad un televisore dal generoso polliciaggio la sensazione è quella di ritrovarsi di fronte ad un prodotto nato vecchio, in cui l’aliasing è all’ordine del giorno e la qualità generale dell’immagine è sporcata da un uso eccessivo di effetti grafici ad accompagnare l’esecuzione delle mosse più basilari.

 

 

 

 

Dove posso acquistarlo?

PS Store

SNK Heroines: Tag Team Frenzy poteva essere un ottimo modo per introdurre ad un pubblico casual il cast di The King of Fighters, ma la versione arrivata al lancio su Nintendo Switch soffre di una generale penuria di contenuti e di problematiche tecniche che potrebbero non valere, sommate, la portabilità dell’esperienza.

giallo

Good

  • La personalizzazione delle eroine funziona.
  • Unico nel suo genere e facile da approcciare.

Bad

  • Contenuti praticamente inesistenti.
  • Sexy? Diremmo più "grottesco".
  • La versione Nintendo Switch ha qualche problema tecnico di troppo.
  • Pochi personaggi.
6.3

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.