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Simone

Slain: Back from Hell

Sviluppatore: Andrew Gilmour
Publisher: Digerati Distribution
Genere: Action platform 2D
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC – PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

La giungla, ormai fittissima, dei titoli indie su Steam metterebbe alla prova anche un provetto “esploratore” allenato nei meandri del web. Titoli recensiti su Geek Gamer come il bellissimo The Count Lucanor (nel caso foste interessati date un’occhiata qui) sono di fatto sfuggiti ai radar della maggior parte dei giocatori, ma il titolo sviluppato da Andrew Gilmour ha goduto di una certa fama inizialmente; complice l’amore ritrovato per la pixel art e per le atmosfere retrò nei videogiochi, Slain: Back from Hell suscitò al tempo interesse e si accaparrò un buon seguito sulle piattaforme di crowdfunding. Come purtroppo spesso accade, il prodotto (non) finito venne rilasciato troppo presto, scatenando una marea di polemiche per gameplay “rotto” e bug a profusione. Il diligente sviluppatore però, frastornato ma non domo, dopo le critiche si rimboccò le maniche per sistemare i difetti della sua creatura e riuscì a completare l’opera fino a consegnarci il titolo definitivo, ora disponibile anche per PS4 e Xbox One. Il gioco è di nuovo “un inferno”?

Il giocatore è chiamato ad impersonare il prode Bathoryn, un guerriero capelluto armato di spadone a due mani morto da anni, ma che viene regolarmente risorto da misteriosi spiriti guida. La missione dell’eroe è esplorare sei regni di un mondo in rovina, divorato dal sangue e dalle guerre al fine di abbattere i malvagi Overlord che dominano le terre col pugno di ferro. Nonostante Bathoryn non si dimostri particolarmente entusiasta del suo difficile incarico, non gli viene data altra scelta se non lanciarsi in battaglia contro orde di mostri assetati di sangue. La prima caratteristica di Slain: Back from Hell che salta all’occhio è rappresentata dall’ambientazione: il gioco non ha nulla da invidiare a classici sanguinolenti del videoludo come Splatterhouse et simila. Il mondo di gioco è devastato da perenni eventi atmosferici violenti, piogge di sangue, mostri orrendi che percorrono in lungo ed in largo i livelli, schifezze striscianti e muri composti da umidi composti organici. Bathoryn si muove egregiamente impugnando il joypad, nonostante l’origine PC del titolo: i movimenti del personaggio sono ben calibrati ed i tempi di risposta sono più che soddisfacenti. Oltre alle classiche movenze da Castlevania-clone (quelli precedenti all’epoca dei Metroidvania inaugurata da Symphony of the Night, per intenderci), il nerboruto guerriero ha a sua disposizione un buon arsenale di attacchi diversi, considerato che il combat system è certamente uno dei punti di forza di Slain: Back from Hell.

THE GODS MADE HEAVY METAL AND THEY SAW THAT IT WAS GOOD!

La pressione ripetuta del tasto di attacco crea una combo di tre colpi, mentre la parata se utilizzata al momento giusto stordisce il nemico lasciando aperta la possibilità di un contrattacco dagli effetti devastanti. In aggiunta ai colpi corpo a corpo, l’eroe ha altre frecce al suo arco: i tasti dorsali sono adibiti al lancio di sfere di energia che consumano una modesta quantità della barra del mana, ma permettono attacchi a distanza e, se la barra è piena del tutto, un potentissimo colpo caricato che distruggerà tutti i nemici presenti su schermo. Ovviamente Bathoryn non è alla mercé dei lanciatori di incantesimi, dato che la pressione del tasto di attacco al momento giusto permette di rimandare al mittente un attacco a distanza. Altre armi a disposizione permettono di sfruttare punti deboli dei vari nemici, per aggiungere ulteriore varietà al combat system; in generale Slain: Back from Hell offre uno spettacolo “gore” ed action piacevolissimo che è certamente fonte di gioia per un amante dei platform che si riconosce nei primi Castlevania, sebbene qui il tasso di adrenalina sia comunque su tutt’altro livello. Un’altra caratteristica vincente della produzione è rappresentata dalla difficoltà, ben calibrata e piazzata comunque su livelli decisamente alti: nonostante Bathoryn disponga di una barra degli HP e possa incassare alcuni attacchi, la disfatta è sempre dietro l’angolo e non a caso uno dei primi achievements sbloccabili (immediatamente dopo la prima morte) si intitola “get used to it”, insomma, letteralmente “abituatici”. Le boss battles, momento sempre alto del “climax” di gioco, non deludono in nessun caso portando il giocatore ad affrontare nemici grandi ed insidiosi: l’ultima patch ha anche aggiunto alcuni effetti di morte spettacolari durante le battaglie contro i boss. Non è un segreto che lo sviluppatore sia un amante dello stile heavy metal, e le ambientazioni sanguinolente/battagliere tipiche del genere musicale si ritrovano in ogni parte del gioco.

Nonostante il prodotto iniziale soffrisse di numerosi difetti e bug grafici, la corposa patch distribuita in seguito ha rattoppato al meglio le problematiche e permette al giocatore di godere appieno della bellissima grafica in stile pixel art messa in campo in Slain: Back from Hell, specie ora che è disponibile anche su console Sony. Non solo le ambientazioni sono realizzate meravigliosamente bene, ma anche le animazioni del protagonista e dei vari nemici non hanno difetti visibili da segnalare. Un grande valore aggiunto all’atmosfera truculenta dark fantasy è data dalla superba colonna sonora: ovviamente non ci si poteva aspettare niente di meno che temi musicali heavy metal, perfettamente inseriti nel contesto e senz’ombra di dubbio la scelta migliore possibile. La colonna sonora è composta e firmata dal grande Curt Victor Bryant, ex-membro della band metal svizzera Celtic Frost: una chicca per gli appassionati del genere.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

Steam

Slain: Back from Hell è “tornato dall’inferno” in tutti i sensi: risorto dal baratro di una release frettolosa, fatta principalmente per far contenti i backers, è stato corretto e riveduto dallo sviluppatore che ci ha consegnato un titolo solido e ben fatto. Nonostante il gioco non abbia nessun particolare meccanismo nuovo o innovativo e sia a volte dipendente da meccaniche “trial & error”, offre al giocatore azione al cardiopalma e combattimenti impegnativi coronati da grafica realizzata splendidamente ed una colonna sonora di grande qualità. Se poi (come chi scrive) amate l’heavy metal, non potete proprio perdervelo.

verde

Good

  • Pixel art superlativa e colonna sonora da urlo.
  • Difficile al punto giusto.
  • Action platform pieno di carattere e dotato di un combat system complesso.

Bad

  • Nessuna idea davvero “nuova” per il genere, usa meccaniche ampiamente rodate.
  • A volte il trial & error è dominante.
8

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta