In un variopinto mondo oscuro tra la vita e la morte

Silence

Sviluppatore: Daedalic Entertainment
Publisher: Daedalic Entertainment
Genere: Avventura punta e clicca
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Daedalic Entertainment ha finalmente presentato al mondo la sua ultima fatica, Silence, sequel di quel loro “The Wishpered World” del 2009 passato un po’ in sordina. Per chi non li conoscesse, sono lo studio tedesco autori della ben più nota saga di Deponia, particolarmente apprezzati dai giocatori delle avventure punta e clicca perché, come dicono loro stessi per presentarsi sul proprio sito, “focalizzano fortemente l’attenzione su narrazioni coinvolgenti e personaggi interessanti”. Silence è proprio questo: un’avventura ricca di creature e personaggi bizzarri, in un mondo dove pericolo e oscurità si alternano ad incredibili paesaggi da favola. Lasciatevi catturare da tutto ciò, e il vostro unico obiettivo diventerà scoprire se e come i nostri protagonisti riusciranno a tornare a casa… Li conoscerete fin dai primi minuti di gioco, Noah e sua sorella minore Renie. Costretti da un bombardamento aereo a rifugiarsi in un bunker, il fratello cerca di intrattenere la sorellina con una storia… che guarda caso è proprio la trama del prequel! Ad ogni modo, il bunker non si rivelerà una sufficiente protezione, e dopo un parziale crollo i nostri eroi si ritrovano nel mondo di Silence, lo stesso delle storie che raccontava Noah. Il ragazzo sa che se si trovano lì significa che sono sospesi tra la vita e la morte, e farà di tutto per lasciare quel mondo nel modo migliore. La cosa non si rivelerà semplice: misteriose creature chiamate Cercatori imperversano per Silence, che è diventato un mondo decadente e in rovina. Pochi ribelli sono rimasti ad opporsi alla Falsa Regina che ha preso il trono, e i due fratelli si ritroveranno loro malgrado coinvolti in questa guerra nella loro ricerca di un modo per tornare a casa.

UN EPICO VIAGGIO PER TORNARE A CASA

silence-img8Per fortuna non saranno soli nel loro viaggio e oltre ai vari stravaganti personaggi, avranno al loro fianco l’incredibile Spot, una specie di bruco in grado di cambiare forma e di acquisire abilità interagendo con l’ambiente circostante. Non solo una creatura dalle grandi potenzialità, ma anche uno dei protagonisti più “carini e coccolosi” che mi sia mai capitato di trovare in un videogame. Perché è proprio sui personaggi che Silence vince: impossibile non provare un senso di protezione, e contemporaneamente di ammirazione, per la piccola Renie; sagaci e divertenti sono le continue battute sarcastiche di Noah, che a volte sembra prendere tutto troppo alla leggera ed è incredibile come Spot riesca a comunicare sensazioni ed emozioni nonostante la ristretta gamma di suoni a sua disposizione!

La struttura di base del gioco è una versione estremamente basilare del classico schema punta e clicca: muovendo il mouse sulla scena il puntatore cambia forma quando si passa su una zona interattiva. Semplificando ancora di più rispetto a quanto visto in passato, ogni interazione può essere di un solo tipo: sarà il gioco a decidere di volta in volta in che modo interagire con l’elemento selezionato, con alcuni eventi attivabili solo dopo determinate situazioni, senza lasciare al giocatore il grave compito di sperimentare alla cieca. Se queste semplificazioni potrebbero far pensare ad un ottundimento forse fin troppo radicale del gameplay, in realtà Silence da ammenda presentando per tutta la durata del gioco altri modi di interagire più originali e fuori dagli schemi, piccole idee geniali che spezzano la monotonia che altrimenti avrebbe presentato il semplice schema sopra descritto. Solo per fare degli esempi, vi capiterà di dover tenere in equilibrio i protagonisti per un certo tempo spostando il mouse nella direzione opposta a quella verso cui stanno cadendo; di manipolare e spostare gli oggetti muovendo il mouse come se fisicamente li si stesse tenendo in mano; di avere un tempo massimo per reagire o decidere cosa fare in alcune situazioni; o ancora, vi capiterà di “assaggiare” cose o di “giocare a nascondino” con i Cercatori per sfuggirgli.

silence-img6

La cosa più divertente e originale, comunque, resta Spot. Quel simpatico lombrico muta la propria forma in base alle situazioni, aiutandoci a spostare oggetti o a raggiungere posti altrimenti irraggiungibili. E quando non bastano le sue abilità di base, gli basta bere o mangiare qualcosa del mondo di Silence per acquisire temporaneamente nuove capacità. Insomma, sarà necessario ricorrere a lui piuttosto spesso per risolvere gli enigmi che via via vi si pareranno davanti. Apparentemente meno rilevanti sono i dialoghi: potrete sempre scegliere tra due risposte, che il più delle volte determineranno il tono con cui affronterete la situazione e quindi la reazione che otterrete di rimando dal personaggio con cui state parlando, ma non mi hanno mai impedito di risolvere una criticità o un enigma, né hanno appesantito il prosieguo dell’avventura.

silence-img7Una piccola parentesi va fatta inoltre sulla grafica: gli sfondi sono bidimensionali, praticamente dipinti a mano, mentre gli elementi scenografici sono modellati in un 3D ricchissimo di dettagli, con personaggi che prendono vita in modo stupefacente grazie ad un comparto animazioni di altissimo livello. Chiaramente è stata riposta grande cura non solo sulla stesura della trama, ma anche nella caratterizzazione dell’ambientazione e nella qualità della messinscena, al punto di rendere l’avventura paragonabile ad un piccolo film d’animazione. Giocando a Silence, la mia mente vagava continuamente ad altri titoli della letteratura, del cinema e del mondo dei videogames: la poesia che traspare dal mondo di gioco ricorda a tratti quella di Syberia; la maturazione di Noah durante il suo viaggio richiama per certi versi l’avventura di Sebastian ne “La storia infinita”; le spettacolari ambientazioni a stampo fantasy sembrano un misto di altre favole note come Il mago di Oz, il paese delle meraviglie o anche un più classico Lo Hobbit. Come avrete capito dalla dettagliata analisi del gameplay, Silence non brilla certo per il livello di interazione che lascia al giocatore: gli enigmi, pur essendo di vari livelli di difficoltà, non impensieriscono più di tanto, senza alzare l’asticella del livello di sfida. Più che per mettersi alla prova, a spingere il giocatore a continuare è il desiderio di sapere come avanza la storia, conoscere meglio i personaggi che via via si incontrano, esplorare nuovi angoli di questo mondo variopinto e favoleggiante. Gli enigmi ci sono, ma la sfida il più delle volte consiste nel capire in che sequenza usare gli oggetti disponibili in scena, o quale straordinaria abilità del nostro mutevole amico Spot ci servirà per tirarci fuori dai guai. Se accettate un consiglio, apprezzate il fatto che gli enigmi siano divertenti ma non frustranti, e concedetevi di vivere appieno l’esperienza che gli autori vi hanno preparato: la trama non ha nulla da invidiare ad alcuni tra i più classici libri di narrativa degli ultimi decenni, e la fotografia (intesa come dettaglio grafico, animazioni dei personaggi e giochi di inquadrature) è estremamente vicina a quella di un bel lungometraggio d’animazione. Il che, se ci pensate, gioca a favore di questo titolo appartenente al nuovo filone delle avventure cinematiche in stile Telltale Games.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Silence è un gioco, e giudicandolo come tale forse doveva essere lasciata più interattività al giocatore: l’impossibilità di scegliere nel dettaglio quali azioni compiere sull’ambiente o la mancanza di un sistema di dialoghi più complesso, magari attraverso scelte multiple, a volte si dimostra irritante. Se ci si accontenta di un’esperienza su binari caratterizzata da un livello medio di difficoltà, però, si potrà godere appieno di un piccolo capolavoro sia dal punto di vista della trama che della grafica: l’ambientazione e i personaggi partoriti da Daedalic sono superbi e regalano momenti davvero emozionanti come ormai pochi prodotti sanno fare al giorno d’oggi.

verde

Good

  • Personaggi e ambientazioni da leccarsi i baffi.
  • Esteticamente pregevole.
  • Atmosfera da favola.

Bad

  • Esperienza semplificata al massimo.
  • Soffre della linearità tipica dei titoli del genere di riferimento.
8.7

La mia passione in realtà è per le storie. Per questo fin da piccolo ho amato i libri, i fumetti e il cinema. I videogames sono per me un'altra porta d'accesso, attraverso la quale mi lascio trascinare dentro dai loro personaggi e dalle loro ambientazioni, vivendo molte vite in molti mondi diversi...