Tra un salto e l’altro verso la meta

Ilya Muromets

Shantae: Half-Genie Hero

Sviluppatore: Wayforward
Publisher: Wayforward
Genere: Platform 2D
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Ebbene, mi occorreva davvero una bella recensione facile-facile per riprendermi da quel trauma che è stato Mass Effect: Andromeda. Abbandonate le telenovele spaziali, ci spostiamo dunque su generi e ambientazioni completamente diverse per discutere un po’ di questo Shantae: Half-Genie Hero, platform di WayForward Technologies dalle atmosfere arabeggianti che giunge sugli schermi PC come quarta incarnazione di una serie dalla storia ormai pluridecennale e supportata nel 2013 anche grazie a una fortunata campagna Kickstarter. La protagonista Shantae è ormai divenuta una vera e propria piccola celebrità all’interno del panorama indie e non solo, e la pubblicazione di una sua nuova avventura era attesa con una certa curiosità tra gli appassionati di platform old style. Si può affermare sin da ora che tali attese non sono state disilluse, e che la vecchia guardia più integrale e purista troverà in questo titolo pane per i propri denti. Ma andiamo con ordine.

La trama di Shantae: Half-Genie Hero è, come c’era da attendersi da un platform, assai semplice, anche se non priva di risvolti interessanti. La giovane protagonista Shantae, di professione “mezzo genio” ufficiale della città di Scuttle Town, viene svegliata di notte da una voce misteriosa, che proviene dal Regno dei Geni per avvisarla di un imminente pericolo contro il quale sarà costretta ben presto a combattere. Nel frattempo lo zio Mimic, bizzarro inventore al lavoro su una nuova invenzione chiamata Dynamo, le chiede di aiutarlo a procurarsi i pezzi mancanti per poter concludere l’opera. La ricerca dei componenti da parte di Shantae si affianca al suo tentativo di difendere la città dagli attacchi aggressivi della piratessa Risky Boots, che si rivela far parte di un piano diabolico molto più vasto, e direttamente connesso al sogno di cui sopra.

UN “MEZZO GENIO” ALLA RISCOSSA

Senza procedere oltre per evitare qualsiasi rischio di spoiler, occorre innanzitutto rimarcare la capacità degli autori di costruire una storia “corale”, capace di coinvolgere attivamente diversi personaggi pur rimanendo concentrata naturalmente sulla protagonista. Il merito si deve senz’altro a una leggera “sporcatura” ruolistica, ormai non certo inusuale nel genere platform, ma che giunge qui come una piacevole aggiunta al piatto principale: la componente dialogica assume un certo peso nell’esperienza generale del giocatore, giacché Shantae può interagire con svariati personaggi nel corso della sua impresa, acquistando oggetti e poteri magici all’interno di Scuttle Town – che assume un po’ il ruolo della classica “base operativa” tipica degli RPG.

Dalla città si passa poi all’esplorazione di cinque livelli, gradualmente sbloccati mentre si avanza con la linea narrativa, superati i quali si accede a una canonica battaglia contro un boss. E qui si osserva chiaramente come WayForward Technologies abbia voluto strizzare l’occhio al pubblico più incallito, giacché i cinque “quadri” presentano un grado medio di difficoltà assai elevato e una generale tendenza a crogiolarsi su meccaniche trial and error: Shantae è agile e potente, ma soprattutto all’inizio può fare conto su un solo attacco frontale – una sorta di “frustata” inflitta con i suoi lunghi capelli – e su una capacità di salto che è spesso insufficiente a colmare la distanza tra due appigli o a raggiungere le piattaforme più alte. Per fortuna procedendo con il gioco è possibile acquisire alcuni speciali poteri di trasmutazione che consentono alla fanciulla di assumere le sembianze (e le qualità) di altre creature: una scimmia, un elefante, un granchio, una sirena, un uccello e così via. Come è evidente, un sano backtracking diventa indispensabile per completare appieno tutti i livelli e conquistare i numerosi bonus collezionabili sparsi per il gioco – altrimenti non recuperabili.

L’orientamento hardcore rende Shantae: Half-Genie Hero un titolo avvincente, seppure la distribuzione degli elementi di difficoltà appaia qualche volta un po’ fuori fuoco. Dalla tradizione di classici implacabili come Toki, New Zealand Story e naturalmente Aladdin vengono ereditati non solo le stile generale di costruzione dei mondi, ma anche qualche piccolo cortocircuito a livello di design, quali il respawn a volte sragionato dei nemici su mappa e l’abbondanza di frustantissimi “salti della fede” nei livelli di più spiccata verticalità: se non calibrata al millimetro, Shantae rischia infatti di precipitare in men che non si dica al piano terra e di dover ricominciare l’intera salita. Il sistema della trasmutazione, poi, può implicare talvolta ritmi eccessivamente meccanici e indurre in confusione, soprattutto considerando che le diverse “forme” assunte dalla protagonista sono quasi sempre sprovviste di attacco diretto, e dunque il passaggio da una forma all’altra risulta parecchio ostico mentre si è in bilico su una piattaforma strettissima affiancati da nemici su entrambi i lati. Molto più spettacolari e soddisfacenti sono gli scontri con i boss, davvero memorabili nel costringere il giocatore all’apprendimento rapido di pattern d’attacco assai creativi, e caratterizzati da un’eclatante spettacolarità: merita un plauso soprattutto la Regina delle Sirene, splendida nella sua osmosi ragionata di sottile sensualità e colossale possanza.

A brillare, in Shantae: Half-Genie Hero, è soprattutto il comparto estetico: il titolo di WayForward Technologies sfoggia una veste grafica HD eccellente, che riesce a fondere senza alcuna soluzione di continuità le fluidissime animazioni in 2D a sfondi tridimensionali vasti e colorati. Le ambientazioni scelte sono piuttosto classiche (livelli acquatici, cittadini, la tipica “fabbrica dei robot” etc.) ma la resa su schermo resta comunque impressionante per nitore e qualità. Seppure i personaggi e le situazioni facciano evidente riferimento a immaginari nipponici – è stata peraltro dichiarata un’ispirazione diretta all’universo di Ranma ½, e si vede – l’aspetto generale riesce a svincolarsi dal rischio di risultare troppo derivativo, e propone una corporeità vivida ed efficace, talora persino lievemente ammiccante pur senza mai essere volgare. Nota di merito per la colonna sonora, orecchiabile e trascinante, che include anche l’irresistibile brano orientaleggiante Dance Through the Danger: tamarro quanto basta, non riuscirete più a estirparlo dal vostro cervello.

 

 

 

 

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Non bisogna lasciarsi confondere dall’aspetto vivace e simpatico: Shantae: Half-Genie Hero è un prodotto per “piattaformisti” navigati, o comunque per giocatori che sanno affrontare situazioni anche molto complesse con la dovuta dose di testardaggine. Al netto di qualche eccessiva concessione alla tradizione dei platform più frustanti del passato, il titolo di WayForward Technologies offre svariate occasioni di divertimento, soprattutto se siete abbastanza bravi da raggiungere gli eccezionali boss. Se fate parte del pubblico di riferimento, aggiungete pure mezzo punto alla valutazione finale.

semafori indie-03

Good

  • Grafica colorata e piacevole.
  • Buona colonna sonora.
  • Boss-battle ispiratissime.

Bad

  • A tratti assai frustrante.
  • Il backtracking può essere scoraggiante.
  • Non eccessivamente longevo .
7.5

Ilya Muromets
Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.