Oggettifi-che?


Nell’ultimo periodo, il medium videoludico sta indubbiamente attraversando una fase delicatissima: passato dalla condizione di mero passatempo per smanettoni al simbolo di un’intera sottocultura – quella nerd – si può dire che esso sia entrati nel pieno della sua fase “adolescenziale”. Una volta trasformatosi in un’attività trasversale praticata tanto dal tipico nerd trentenne quanto dalla casalinga appassionata di Angry Birds, il videogioco deve ora vedersela con un fuoco incrociato di accuse e polemiche, sollevate soprattutto da chi lo accusa di essere veicolo di immaturità e sessismo. Dopo l’esplosione del fenomeno Sarkeesian, i cui video puntavano il dito sull’oggettificazione della figura femminile all’interno di buona parte dei titoli “storici”, molte case hanno scelto (a torto o a ragione) di prestare particolare attenzione alla rappresentazione delle donne nei videogiochi. Nel caso di Bravely Second End Layer, per esempio, persino i pochi pixel di scollatura dei modelli chibi sono stati sostituiti in occidente da rappresentazioni più “abbottonate”; altre case, come la Tecmo con il suo Dead or Alive Xtreme 3, hanno deciso di non pubblicare i propri titoli più controversi al di fuori del continente asiatico, per evitare le polemiche che sarebbero puntualmente giunte.

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Life and hometown

Senran Kagura Estival Versus si intromette in questo delicato contesto con tutta la grazia e delicatezza di un elefante da guerra in piena carica, sfoggiando un repertorio di circa trenta eroine una più stereotipata dell’altra, dalle curve tanto generose quanto inclini a esplodere letteralmente fuori dai vestiti. A lanciare questa sorta di sfida al neo-femminismo sono gli sviluppatori della Tamsoft, già responsabili di un’altra opera decisamente politically incorrect come Oneechanbara Z2, capitanati dal producer di Marvelous Entertainment Kenichiro Takaki: un personaggio ai limiti dell’assurdo che dalla sua scrivania invasa di action figures di prorompenti donzelle ha twittato la seguente opinione riguardo il dilemma della sessualizzazione dei personaggi femminili: ”Tits are life, ass is hometown”.

Da personaggi del genere non ci si può aspettare niente di meno che una saga fuori di testa come quella di Senran Kagura, che dietro il pretesto di scuole femminili di ninja impegnate a sfidarsi in scontri all’ultimo sangue offre tonnellate di azione hack’n slash accompagnate da panty shot a volontà, vestiti pericolosamente disposti a lacerarsi improvvisamente, e linee di dialogo al limite del softcore. Estival Versus, ultima installazione della saga ormai diventata una bandiera per gli ero-otaku di tutto il mondo, spinge l’elemento erotico oltre limiti ancora più estremi, abbandonando il tema scolastico che aveva fatto da colonna portante alla serie per spostare l’azione in un setting da festival estivo in riva al mare. Una ghiotta occasione, insomma, per sfoggiare bikini ancora più striminziti.

A differenza del sopracitato Dead or Alive Xtreme 3, dove il tema marittimo prevedeva che le belle combattenti della saga si prendessero una pausa dai canonici combattimenti per dedicarsi ad attività vacanziere come il beach volley e il tiro alla fune in piscina, Estival Versus non concede tregua alle sue prorompenti lottatrici: il gameplay – che vede alternarsi sezioni testuali in stile visual novel a sessioni di hack’n slash – si basa infatti sulle mazzate di gruppo tanto care alla serie.

A fare la differenza rispetto ai precedenti capitoli sarà il completo ri-bilanciamento delle eroine a nostra disposizione, ognuna dotata di tecniche, armi e statistiche differenti per venire incontro alle esigenze di ciascun giocatore: da Homura, kunoichi armata di tre katane per mano (che fa chiaramente il verso al Masamune Date della serie Sengoku Basara) a Daidoji, muscolosa delinquente dall’aspetto inquietantemente simile quello di Jotaro Kujo della saga di Jojo. Ognuno troverà sicuramente un personaggio il cui stile rispecchia le proprie preferenze.

Non è un caso, infatti, che il cast sia così variegato: dietro Senran Kagura è chiaramente visibile una ruffiana “operazione waifu” che punta alla creazione di un harem virtuale in grado di coprire il più vasto spettro di preferenze: dalla timidona superdotata alla psicopatica tsundere, passando per l’aggressiva amante del sadomaso. Le caratteristiche personali di ognuna delle ragazze, poi, sono sottolineate ulteriormente dalla sceneggiatura delle scenette d’intermezzo, veri e propri sketch al limite tra l’erotico e il comico che vedono le ragazze relazionarsi l’una con l’altra in un tripudio di implicazioni saffiche e richieste di palpeggiamenti vicendevoli.

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Eroine erotiche

senran kagura estival versus img009Se la modalità di combattimento, pur godibile soprattutto in questa nuova versione perfezionata, si rivela presto piuttosto monotona e le sessioni di dialogo riescono a essere veramente divertenti solo occasionalmente, quello che spingerà il giocatore a giocare e rigiocare il gioco per centinaia di ore è la punta di diamante di Senran Kagura – il vero ingrediente segreto – l’elemento erotico.
Come nel mezzo delle battaglie è possibile accedere a una trasformazione in stile Sailor Moon (con tanto di nudità frontale completa appena censurata da punti di luce strategici), sarà possibile anche accedere a una modalità “Frantic” dove le protagoniste si libereranno volontariamente dei propri vestiti per guadagnare una velocità d’attacco superiore; ogni nemica principale sconfitta poi vedrà i propri abiti esplodere in mille pezzi e, mediante l’uso di speciali mosse finali, verrà “sottomessa” in un’animazione ad altissimo contenuto erotico.


Ma gli elementi risqué non finiscono certamente qui: i soldi guadagnati nelle battaglie potranno essere spesi per l’acquisto di nuovi capi d’abbigliamento e accessori da far indossare alle ragazze tramite la fornitissima modalità “spogliatoio”. Modalità in cui, oltre a godere dei ben curati e procaci modelli poligonali delle giovanotte protagoniste, si avrà la possibilità di evocare due mani virtuali (o di usare direttamente il touch screen nel caso della versione PS VITA) per smanacciare allegramente la propria shinobi preferita.

Ad arricchire ulteriormente l’offerta di Senran Kagura Estival Versus c’è la modalità online che oltre a permettere ai giocatori PS4 di prendere parte a colossali battaglie multiplayer contro altri 9 giocatori (ridotti a 3 nella versione PSVITA), mette a disposizione diverse modalità di gioco tutte a tema “festival” come la “panty battle” che vedrà i giocatori raccogliere il maggior numero di mutandine sul campo o una versione di “cattura la bandiera” che ruota attorno alla cattura dei reggiseni.

Senran Kagura Estival Versus

Sviluppatore: Tamsoft
Publisher: Marvelous
Genere: Hack’n’slash
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 18+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PlayStation 4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Galleria

Al netto dell’elemento erotico, Senran Kagura Estival Versus non sarebbe altro che un hack’n slash non eccellente che unisce un sistema di combattimento divertente ma sbilanciato ad arene ripetitive e spesso poco ispirate. È anche vero però che privare dell’elemento erotico un gioco come Senran Kagura sarebbe come privare del pesce un buon piatto di sushi, un esercizio inutile finalizzato a spogliare (è il caso di dirlo) di ogni personalità il prodotto. Senran Kagura Estival Versus adempie perfettamente al compito che si era preposto: offrire immani dosi di fanservice agli ammiratori delle procaci ragazze in stile anime che popolano ogni byte del gioco. Coloro che si sentono facilmente offesi dalle grazie femminili, o cercano unicamente un Hack’n Slash di alto livello, dovranno rivolgere altrove la propria attenzione.

giallo

Good

  • Fan service in quantità industriali
  • Personaggi completamente personalizzabili
  • Una dose spropositata di accessori e costumi sbloccabili

Bad

  • Ambienti spogli e ripetitivi
  • Bilanciamento di alcuni personaggi molto discutibile
  • Ingiocabile in presenza di parenti
7

A differenza degli altri mammiferi, non è capace di mantenere la temperatura corporea costante: a causa di questa caratteristica, che lo rende simile ai rettili, il recensore vive tra console accese e schede video surriscaldate per tutto l'anno. La sua caratteristica lentezza lo rende la preda perfetta per il Caporedattore Horribilis. Abbandona il suo nido di cavi e controller solo occasionalmente, per nutrirsi e leggere e scrivere storie di fantascienza.