Un'impresa titanicamente fallita

RPG Tycoon

Sviluppatore: Skatanic Studios
Publisher: GSProductions Ltd.
Genere: Strategia
Disponibile: Digital
PEGI: 3+
Lingua: Inglese

Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

RPG Tycoon è il primo gioco definitivo di Skatanic Games (mancano all’appello il piccolo e gratuito Cornershop Tycoon e I can’t get no Satisfaction, frutto di una game jam del 2016). Ritengo doveroso ricordare a tutti i lettori che Skatanic Games è uno studio di sviluppo composto da un solo membro, sebbene le musiche siano state affidate a un sound designer esterno. Ovviamente sviluppare in maniera completamente autonoma un gioco non giustifica la presenza di difetti macroscopici e di struttura, ma indubbiamente aiuta a chiudere un occhio in presenza di discrepanze più leggere.

Il prodotto si offre ai giocatori in qualità di Tycoon (come da titolo) ma è abbastanza evidente a partire dalle prime ore che il genere sarebbe da ricondurre alla tipologia del “miscuglio”. Lo scopo del gioco è quello di creare e gestire un vero e proprio regno fantasy, attraverso l’acquisto e il posizionamento di strutture di ogni tipo e lotti di terreno. A questo si aggiunge la possibilità – necessità forse è il termine più esatto – di reclutare eroi, gestirli, equipaggiarli e inviarli in missione. La parte precipuamente più gestionale coinvolge infine gli avventurieri, ovvero i visitatori del nostro regno. Grazie a loro e alle ricompense delle quest riusciremo ad accumulare oro, necessario chiaramente per mandare avanti la baracca. Diventa chiaro dopo poco in che modo RPG Tycoon pretenda di offrire un’esperienza gestionale: decine e decine di diverse attività (tra le quali anche un minigioco di memoria a dir poco fastidioso), tutte piuttosto slegate tra loro se non nella frenetica monetizzazione. Ancora peggio, praticamente ogni azione corrisponde a un determinato e preannunciato cambiamento numerico – per esempio mandare un eroe ad affrontare una missione corrisponderà al ricevimento di tot punti esperienza, tot oro e tot riconoscimento – che trasforma, o meglio non nasconde, agli occhi del giocatore la vera natura del prodotto: quella di essere un gioco a incastri.

PROBLEMI GIU’ AL VILLAGGIO

La peculiarità di un gestionale è proprio quella di simulare un mercato, che sia dei parchi a tema o dei regni fantasy poco importa, nel quale il giocatore è chiamato a utilizzare le proprie abilità manageriali. Per far questo la componente “nascosta” delle scelte di gioco è fondamentale per rendere più appagante e veritiera la giocata. Non c’è dubbio che fattualmente l’attività svolta è sempre la stessa: ottimizzare il rendimento delle diverse alternative proposte; ma è anche vero che l’abilità di un game designer sta proprio nel creare una buona illusione. Anche sul piano della variegata offerta del gameplay sono piuttosto critico. Purtroppo un Tycoon che si rispetti (non sarà un brand, ma è un nome che ha generato quasi uno standard nel pubblico) deve preoccuparsi in via principale di garantire una simulazione gestionale esauriente e approfondita, cosa che RPG Tycoon non fa. Le numerose attività trasversali sono per forza di cose un poco rimediate e approssimative, con la conseguenza che il giocatore viene spesso distratto più che intrattenuto. Basti pensare al sistema di controllo degli eroi, che risulta essere una specie di piccolo “sim” privo di features, ma contestualmente molto ingombrante nell’economia di tempo della giornata di gioco.

Ora, il vero problema del gameplay non è neanche la mancanza di un genere fisso o l’eccessiva commistione di tipologie, quanto una più generale assenza di equilibrio e cura nel design di gioco. La giocata, nonostante dei momenti piuttosto ispirati e la grande mole di oggetti utilizzabili, sarà sempre disordinata e completamente slegata a qualsivoglia filo logico (che sia narrativo o interattivo). Certo non credo che il prodotto sia completamente da buttare: l’idea è interessante e lo svolgimento a tratti molto divertente (soprattutto quello più spiccatamente costruttivo).

Dal punto di vista tecnico RPG Tycoon riesce a vendere molto bene la sua impalcatura grafica low-poly chiaramente minimale ma mai semplicistica. Il merito va senza ombra di dubbio alla mole di oggetti utilizzabili nel personalizzare e costruire il proprio regno fantastico. Si parte dalle strutture economiche di base – taverna, casa degli eroi e via discorrendo – fino all’oggettistica estetica più stravagante. In tal modo l’impatto visivo del titolo si rende intrigante e variegato. Purtroppo l’esperienza viene minata da alcune mancanze pesanti, sia in fase di costruzione che in fase di gestione. Innanzitutto inserire i blocchi e le strutture può risultare frustrante, a causa dell’impossibilità di girare completamente gli stessi. In poche parole il software approva solo due versi di inserimento dei corpi, limitando in maniera unidirezionale la costruzione della propria città (nota importante: le strutture posseggono un “quadrato” di entrata, ed ecco quindi spiegato il problema). In sede di gestione invece il giocatore si trova sovente a dover strabuzzare gli occhi, tanto sono piccoli i numeri e le descrizioni da dover leggere. E si parla di un mucchio esageratamente alto di statistiche e scartoffie. In ultima battuta poi ho registrato spesso qualche bug di troppo. Giusto per citare i due più gravi: cancellazione del salvataggio di gioco (nel numero di 3) e animazioni bloccate. La vera ancora di salvezza del software, al netto di una community che regga il passo, è la possibilità di creare e usare mod di gioco. Purtroppo però ad oggi i contenuti extra non superano il numero di 20, e non credo siano destinati a salire.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

RPG Tycoon è un gioco che parte con del buon potenziale ma che pecca troppo spesso per poter essere acquistato, soprattutto al prezzo originale di 9,99€. Un vero peccato, visto che i problemi nascono in via principale dalla smania dello sviluppatore di voler mettere troppa carne al fuoco, senza però offrire agli acquirenti un singolo aspetto davvero “ben cotto”. Il grande numero di features, attività di gioco e opzioni, lungi dall’approfondire l’esperienza, la appiattisce e relega a livello di scatolone interattivo. A quel punto quindi i problemi tecnici susseguenti acuiscono il senso di frustrazione, trasformando il fastidio in scarsa voglia di giocare. Il voto tutto sommato è severo ma dal mio punto di vista non cattivo: la speranza è che Skatanic Games affronti la prossima fatica con meno voglia di creare un “unicum” del genere e più attinenza ai dettami della giocabilità.

semafori indie-01

Good

  • Idea alla base dal grande potenziale...
  • Estetica semplice, ma apprezzabile.

Bad

  • ... ma esecuzione poco convincente.
  • Inutilmente complesso.
  • Bug a non finire (e la pubblicazione risale ad un anno fa)
4.5

Originariamente un ragazzo normale, gli anni passati in cerca di un connubio tra gli studi giuridici e i videogiochi hanno generato un ibrido terrificante. Ora viene chiamato il "Jason Statham dello Steam controller".
  • mannaggia, e io che credevo fosse un simulatore di Hideo Baba XD