I vent'anni della nostra Lara.

Majkol
Tomb Raider

Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration

Sviluppatore: Crystal Dynamics/Nixxes
Publisher: Square Enix
Genere: Avventura azione 3D
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PS4
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review
Le skin con i vecchi modelli poligonali di Lara creano situazioni esilaranti.

Le skin con i vecchi modelli poligonali di Lara creano situazioni esilaranti.

A circa un anno di distanza dal suo debutto su piattaforme Microsoft, Square Enix e Crystal Dynamics ripropongono le avventure della nuova Lara Croft in un’edizione che comprende tutti i contenuti pubblicati in precedenza per Rise of the Tomb Raider su Xbox One e PC, questa volta cogliendo l’opportunità di festeggiare il suo ventesimo compleanno su console Sony PlayStation. Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration non funge solamente da celebrazione d’anniversario per la serie adventure 3D per eccellenza, ma permette infatti anche ai giocatori in possesso di una PlayStation 4 di scoprire gli eventi subito successivi alla sua avventura giapponese, raccontata nel reboot Tomb Raider apparso proprio nei mesi scorsi proprio sull’ammiraglia Sony.

Fungendo da sorta di “Game of the Year” contenente tutti i DLC, questa riedizione si prende la briga di allargare i confini del gioco già conosciuto in passato, andando ad aggiungere nuovi contenuti ad un’offerta che tutto sommato pareva già di per sé più che buona all’epoca di prima pubblicazione; nulla di radicale o anche solo rivoluzionario ovviamente, ma bisogna ammettere che è sempre bello vedere quando una software house si dimostra ben cosciente del proprio prodotto e non si ferma al mero riciclo di fronte a questo tipo di operazioni. Non a caso questo sottotitolo “20 Year Celebration” è applicabile anche alle edizioni PC e Xbox One che possono essere aggiornate semplicemente scaricando una patch. Ovviamente i DLC venduti precedenza sono da acquistare singolarmente o mediante season pass, ma tutti i contenuti introdotti ex novo sono facilmente fruibili anche dal pubblico non sonaro. Insomma, a questo giro c’è ciccia davvero per tutti.

VENT’ANNI DI LARA CROFT E NON SENTIRLI

La Lara di Rise of the Tomb Raider è un personaggio a pezzi, dannato e per certi versi molto più dark rispetto a quello del reboot originale.

La Lara di Rise of the Tomb Raider è un personaggio a pezzi, dannato e per certi versi molto più dark rispetto a quello del reboot originale.

Trattandosi in gran parte di una rivalutazione di un titolo già ampiamente trattato in passato, il commento formulato in precedenza dal nostro buon Luca è ancora valido, tant’è che in questa sede di recensione mi limiterò a parlare dei contenuti nuovi e del profilo tecnico di questo porting, tanto agognato dai fan della serie quanto da milioni di giocatori in possesso di una PlayStation 4 e affamati di avventure sulla falsariga di Uncharted, specie dopo la pubblicazione del quarto – e conclusivo – capitolo.

Come già anticipato, Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration include i due DLC pubblicati in precedenza e una nuova avventura intitolata “Legami di sangue” ambientata nel maniero Croft, la villa assente in precedenza e finalmente resa esplorabile, sia in terza persona che in una nuova e sfiziosissima modalità in prima persona resa possibile grazie alla realtà virtuale. Questo contenuto extra è reso accessibile subito dopo aver affrontato il prologo nell’avventura principale ed è caratterizzato da un’atmosfera decisamente più riflessiva e intima, lasciandosi alle spalle le roboanti sequenze d’azione e sparatorie tipiche dell’ossatura ludica principale. Personalmente ho apprezzato molto questa sorta di side story durante la mia fase di testing con PlayStation VR e nonostante i compromessi dal punto di vista tecnico devo dire che mi piacerebbe vedere Square Enix e Crystal Dynamics affacciarsi in futuro a questa tipologia di gameplay esplorativo, magari forti della maggiore potenza di calcolo di PlayStation 4 PRO per beneficiare di una maggiore qualità visiva. Non che l’avventura sia priva di mordente così com’è ora, ma le brevissime scene cinematiche in terza persona mostrano tutti i limiti di rendering da parte dell’hardware Sony, tanto da assimilare l’immagine della bella Lara ad un cumulo indistinto di pixel colorati.

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Fortunatamente la restante azione in prima persona si dimostra di qualità più che sufficiente a calarsi completamente nella villa della famiglia Croft, proiettando il giocatore in modo convincente in un’opprimente e decadente atmosfera resa viva da un’illuminazione in tempo reale e una direzione del comparto sonoro d’altissimo livello. Ciò detto, si tratta tuttavia di un semplice walking simulator con blandi enigmi ambientali portabile a termine nell’ordine della manciata d’ore, ma l’atmosfera che si respira nelle gelide stanze della villa diroccata sono talmente ben realizzate che il consiglio di chi scrive è quello di trovare il modo di affrontarla con l’ausilio di PlayStation VR: vale assolutamente la pena. I meno fortunati possono comunque lanciarsi alla ricerca del testamento di Lord Croft anche in terza persona, beandosi di un profilo grafico in linea con quello dell’avventura principale e di un’ulteriore avventura ambientata negli incubi della protagonista. In questo scenario alternativo Lara è letteralmente assalita da demoni che vogliono farle le feste in casa propria: toccherà al giocatore, armi da fuoco alla mano, liberare la magione dalle orde maligne di nemici soprannaturali. Si tratta insomma di un contenuto in linea con quelli fioccati nei mesi passati per Call of Duty e similari, dove al posto di zombie ci si trova ad affrontare demoni, in un’esperienza improntata maggiormente sull’azione dopo le due ore scarse di introspezione offerte dal precedente scenario. Interessante o meno, questo DLC va comunque ad arricchire un titolo già di per sé ripieno di succulente caratteristiche, specie per gli amanti delle sparatorie nel capitolo originale.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

XBOX MARKETPLACE

Steam

La seconda opinione

Cosa dire di Rise of the Tomb Raider? È evidente l’amore posto dagli sviluppatori nella propria creazione, grazie soprattutto ai piccoli e diffusi dettagli che solo una produzione molto curata può regalare. Altrettanto evidente è la ricerca di soddisfare un pubblico più vasto, vuoi per il tentativo di sviluppare un open world, vuoi per le numerose abilità in più. Ma nel tentare di creare un titolo valido per tutti, Crystal Dynamics aliena in parte il pubblico vecchio e nuovo della dottoressa Croft, e tentando di evolvere la serie finisce per creare un ibrido piuttosto scialbo, le cui qualità migliori son sepolte fra le attività secondarie. Sa essere bello, sa essere interessante, sa far appassionare, ma non sa quello che è.

7.4 – Luca “Lkmswb” Balducci

TOMB RAIDER IN CO-OP!

Alla già ricca miscela di avventura e sparatorie bisogna aggiungere la presenza di un’inedita modalità cooperativa che mette insieme due giocatori nelle missioni della modalità Stoicismo. Qui l’azione mischia un po’ di elementi survival alla classica formula di gioco già conosciuta nella modalità principale e permette di esplorare mappe create proceduralmente. Una divertente virgola di follia in un titolo chiaramente pensato con il level design al primo posto, che in ogni caso inciampa in qualche problema di navigazione a causa dell’assenza di elementi creati da designer preposti all’operazione. Ad incorniciare il tutto, questa riedizione include un nutrito numero di costumi alternativi, fra i quali troviamo anche le skin low-poly della Lara Croft dei primi episodi per la prima PlayStation: se l’ha fatto Kojima in Metal Gear Solid V: Ground Zeroes chi dice che non possa farlo anche Square Enix?

Sotto il profilo tecnico invece ci troviamo di fronte ad un’edizione leggermente migliore di quella vista su Xbox One ma ancora lontana dall’essenziale magnificenza del comparto tecnico PC, specie se spinto ai massimi settaggi. Il porting per PlayStation 4 è stato curato dalla software house Nixxes, già dietro allo sviluppo del porting per PS3 e PC dell’originale reboot di Tomb Raider. Il know how tecnico degli sviluppatori olandesi ha permesso al titolo di girare a 1080p con un frame rate ancorato alla fatidica cifra di 30, salvo qualche raro incespicamento nelle scene cinematiche. La qualità dell’immagine rispetto all’edizione Xbox One è fondamentalmente la stessa, con gli stessi problemi di aliasing sui contorni delle superfici poligonali, ma la vera scommessa da parte di Crystal Dynamics e Square Enix parrebbe essere rivolta a PlayStation 4 PRO: sulla nuova console Sony, pare che Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration riuscirà a toccare i 4k e i 30fps, andando inoltre a potenziare il comparto tecnico se il gioco verrà lanciato a 1080p. Purtroppo al momento non abbiamo potuto fare un confronto in tal senso, ma se non altro è tangibile fin da subito la qualità del lavoro svolto da Nixxes nell’ambito prettamente legato al porting per l’attuale PS4 in commercio. Chiaramente dopo Uncharted 4: La fine di un ladro è difficile stupire in casa Sony, ma la storia dell’evoluzione tecnica ci insegna che basta poco per riequilibrare l’ago della bilancia. Nei prossimi mesi vedremo come muterà l’aspetto tecnico di questo titolo, specie se Square Enix deciderà di potenziarlo con patch future nella sua prossima versione per PS4 PRO. Personalmente vorrei poter contare in una miglioria generale della qualità dell’immagine nella modalità VR, ma forse sto chiedendo davvero troppo.

Rise of the Tomb Raider su PlayStation 4 è semplicemente la versione completa “all inclusive” dell’action adventure uscito lo scorso anno su PC e Xbox One, e propone la stessa sfilza e pro contro che abbiamo già ampiamente trattato nella nostra precedente recensione. Di fronte ad un nuovo acquisto è chiaro che dirigersi verso questa edizione sia la mossa più saggia, ma gli extra potrebbero non essere poi così imprescindibili nel caso lo si avesse (giustamente) già spolpato all’epoca di prima pubblicazione.

verde

Good

  • Tutti i contenuti esistenti racchiusi in un unico pacchetto.
  • Le avventure esclusive ambientate nella magione Croft.
  • L'avventura in VR è davvero una bella sorpresa!
  • Profilo tecnico leggermente superiore a quello conosciuto su Xbox One...

Bad

  • ... ma probabilmente dovremo aspettare PS4 PRO per vederne i veri risvolti rivoluzionari.
  • Non necessario nel caso lo si avesse già giocato su Xbox One o PC.
8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.