Debug mode

Una delle critiche più forti e insistenti, rivolta al mondo videoludico moderno, è mossa verso l’eccessiva semplicità dei titoli tripla A in commercio. Certo, ogni tanto ciccia fuori qualcosa di leggermente più impegnativo del solito, ma niente che sfiori, anche lontanamente, le difficoltà a cui i bei tempi andati ci avevano abituato; il tutto giustificato con la frasettina di circostanza “appellarsi ad un pubblico più ampio ©“, la quale, oramai, assume più le sembianze di una scusa dell’ultimo minuto, che di una oculata scelta di marketing.

Fortunatamente, almeno in questo caso specifico, ci vengono in aiuto i titoli di categoria “indie”, vere e proprie boe di salvataggio, creati da sviluppatori consci, fin dall’inizio, della fetta di mercato a cui vogliono rivolgersi, ovvero quei giocatori che agognano un livello di sfida decente, durante le loro partite. Reverse X Reverse è una di quelle sopracitate boe: un puzzle/platform creato da uno studio indie, direttamente dal giappone, il quale non esita a metterci davanti a sfide complesse e all’apparenza impossibili, ma sempre accompagnate da un alto grado di soddisfazione una volta risolte. Il tutto contornato dalla presenza di due adorabili ragazzine chibi, tanto pucciose quanto superflue.

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Debuggo, debuggo!

reversexreversescreen003I giapponesi ci hanno abituato ad ogni genere di stranezza (e se bazzicate la rete, sapete bene di cosa parlo), quindi se vi dicessi che Reverse X Reverse ci mette nei panni di due ragazzine, Code e Rithm, le quali sono delle personificazioni umane di due programmi digitali, addetti al debug di videogiochi, nessuno resterebbe sorpreso…o forse si, in effetti è bizzarro.

La trama, o quello che dovrebbe esserlo, parte quando un’improvvisa invasione di bug, inizia a corrompere i codici del gioco sorvegliato da Rithm e Code, minando quello che a tutti gli effetti è il loro mondo; spetterà a entrambe eliminarli, attraversando vari livelli di gioco e risolvendo intricati rompicapo platform. Fin dall’inizio possiamo notare una particolarità abbastanza noiosa: la scelta di utilizzare questi due personaggi “kawaii” come protagoniste, non influenza minimamente la trama, come nemmeno la grafica o il gameplay, rappresentando solo un mero eye-candy per il giocatore occidentale medio, il quale va in brodo di giuggiole ogni volta che sente una vocina jappa dire cose carine (che tanto non capisce). Se a questo aggiungiamo la loro personalità, monodimensionale e quasi inesistente, che traspare dalle scarse scenette tra un mondo e l’altro, non ne esce un quadro molto lusinghiero. Carine si, ma niente più.

Parlando del gioco vero e proprio, Reverse X Reverse può vantare ben più di 80 livelli di gioco, i quali, fortunatamente, scorrono piacevolmente e senza intoppi nei primi minuti, per far mettere il giocatore a suo agio con i semplici comandi di gioco, spiegati attraverso dei chiari tutorial. Lo scopo ultimo sarà quello, naturalmente, di arrivare a fine livello, collezionando nel frattempo dei dischi speciali, per eliminare gli ostacoli creati dai bug e dei pacchetti data, i quali serviranno in seguito, per sbloccare alcuni contenuti. Ovviamente, ogni livello sarà cronometrato e il vostro tempo arricchirà le leaderboard online, dove potrete confrontare la vostra bravura con ogni altro giocatore nel mondo o, più semplicemente, contro i vostri amici di Steam; decisamente un’implementazione che contribuisce, in positivo, alla rigiocabilità di ogni singolo livello, anche solo per mera soddisfazione personale.

Gravity Rush (più o meno…)

reversexreversescreen005Come accennato in precedenza, le protagoniste del gioco sono due, Code e Rithm: entrambe saranno presenti durante la partita e saremo obbligati a guidarle insieme attraverso i livelli, alternandone il controllo diretto. Per differenziarle, esse disporranno di un’abilità speciale specifica, utle per affrontare le fasi platform: Code potrà effettuare uno scatto orizzontale per raggiungere le piattaforme più distanti, mentre Rithm avrà a disposzione un classico doppio salto.

Per rendere le cose ancora più difficili (e creative), nella maggior parte dei livelli, le chibi girls saranno soggette a gravità opposta, una verso il basso e l’altra verso l’alto (da qui il titolo Reverse X Reverse). Questa gimmick, a prima vista non molto complicata da assimilare, rivela tutta la sua crudeltà, quando viene accoppiata con il “controllo sincronizzato” di entrambe le ragazze: premendo e tenendo premuto l’apposito tasto, Code e Rithm effettueranno gli stessi movimenti, nello stesso momento, a prescindere dalla loro posizione e dal loro centro di gravità. Questa meccanica di gioco rappresenta un’interessante idea per movimentare le classiche sezioni platform, seppur non stravolgendone le basi.

Ricordiamoci, però, che in questo indie game, la difficoltà elevata regna sovrana; il level design, infatti, è costruito in modo tale da tenere il giocatore sempre sull’attenti, con nemici, ostacoli e ogni genere di impedimento, superabili solo dopo aver acquisito sufficiente esperienza con le abilità, la gravità, il controllo sincronizzato e, diciamolo, tanto e parecchio “trial and error“, anche dopo la prima manciata di livelli. Per i veri masochisti, esiste anche la possibilità di sbloccare ulteriori livelli ancora più difficili e complessi nei rispettivi mondi, impegnando i dati MB recuperati durante il gioco. Fortunatamente, perfino un gioco crudele come questo ha i suoi momenti di grazia, per quanto sia difficile crederlo: ad esempio, durante il controllo singolo di un personaggio, l’altro, seppur immobile, sarà virtualmente invincibile e non subirà danni dai nemici; tendo a sottolineare la parola “virtualmente”, poichè non servirà arrivare ai livelli finali, per trovare nemici e ostacoli speciali, i quali ignoreranno bellamente questa regola, costringendovi a riprendere il controllo dell’altra ragazzina e spostarla lontano da ogni pericolo.

Avete notato che non ho accennato a grafica e suono di Reverse X Reverse? Beh, li ho lasciati per ultimi perchè…onestamente, tutto quello che mi viene da dire è “meh”: certo, abbiamo i disegni di Code e Rithm durante le cutscenes, creati con classe e premura, ma dall’altra parte abbiamo la grafica del gioco vero e proprio, molto, forse troppo basilare, reminescente dei classici giochini flash di anni e anni fa, mentre le musichette che accompagnano le nostre partite sono rilassanti e orecchiabili, ma niente di memorabile o trascendentale. E anche se lo fossero, sono comunque rovinate dal continuo ciarlare di Code e Rithm, che apriranno bocca ogni singola volta che moriremo, utilizzeremo le loro abilità speciali, inizieremo un livello, etc, etc… Fortunatamente si possono zittire nel menù delle opzioni, quindi sono incline a non tenerne conto e, in fondo, non è il graficone o la musica d’orchestra a rendere questo gioco interessante o meno, ma il puro e semplice gameplay.

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Quarta posizione…hehe, non sono andato male…ma si può sempre migliorare…le classifiche son fatte per essere scalate!

Reverse X Reverse


Sviluppatore: desunoya
Publisher: Sekai Project
Genere: Puzzle/Platform
Disponibile: Digital only
Lingua: Inglese

Dove trovo posso acquistarlo?

Steam

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Galleria

Reverse X Reverse è esattamente quello che è, niente più, niente di meno. Un prodotto di nicchia, che si rivolge ad un pubblico ancora più di nicchia, con i suoi evidenti pro e contro, ma in grado di centrare l’obiettivo prefissato, ovvero fornire una sfida intensa, ma appagante. Se siete giocatori casual in cerca di un puzzle-game, impegnativo, ma non troppo, il consiglio è di guardare altrove; per i veterani del genere, disposti a chiudere un occhio sulla banalità grafica, al contrario, rappresenta un acquisto degno di attenzione.

semafori indie-03

Good

  • Ottimo level design
  • Leaderboard online
  • Molto difficile, ma altamente gratificante

Bad

  • Non adatto ai giocatori casual
  • Qualche sforzo in più a livello grafico e audio si poteva fare
7

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"