Discesa libera nel dungeon crawling!

Ray Gigant

Sviluppatore: Bandai Namco
Publisher: Acttil
Genere: Dungeon Crawler
Disponibile: Digital
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review
Sesso debole a chi?

Sesso debole a chi?

Dagli RPG più conosciuti come “Final Fantasy” e “Disgaea”, passando per Graphic Novel semi-famose come “Danganrompa”, l’ondata dei porting di titoli giapponesi su PC non accenna a rallentare e “Ray Gigant” non è che uno degli ultimi risultati di una copiosa emorragia che ha colpito la piattaforma digitale Steam.

Rilasciato su PSVita nel 2015 in Giappone e questa primavera in occidente, Ray Gigant è un gioco di ruolo stile Dungeon Crawler in prima persona, esattamente come il ben più noto “Etrian Odyssey”, caratterizzato da un’interessante direzione artistica “anime-style”. Il porting su PC porta con se le classiche migliorie grafiche che ci si aspettano, ma mantiene inalterato il cuore del gioco, nel bene e nel male.In seguito all’apparizione di un enorme mostro simile ad un drago nel cuore del Giappone, il mondo diventa teatro di una misteriosa invasione da parte di esseri denominati Gigant, creature invincibili votate alla distruzione del genere umano. In un momento disperato, un ragazzo giapponese di nome Ichiya Amakaze riesce a risvegliare un misterioso potere da una reliquia in suo possesso, chiamato Yorigami, risultando in grado di combattere e distruggere i suddetti Gigant. Recuperato da una agenzia segreta nipponica, diventerà l’arma segreta nella battaglia contro gli invasori, insieme ad uno sparuto e variopinto gruppo di compagni, tra cui altri due personaggi.in possesso di uno Yorigami esattamente come lui, il freddo Kyle Griffin e la rosea Nil Phineas.

ANIME WAS A MISTAKE

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Lei è Chiharu, è la ragazzina più giovane del gruppo, quindi sarà quella che elargirà dialoghi con doppisensi a sfondo sessuale, perchè sì ovviamente!

La trama, divisa in tre capitoli principali, ognuno con protagonista uno dei tre personaggi sopracitati, fin dall’inizio risulta decisamente ispirata a molte altre produzioni giapponesi, che vedono giovani virgulti in un setting post-apocalittico (buttiamo il primo nome a caso, Neon Genesis Evangelion) e, difatti, come in un copione già visto, la storia proseguirà mostrandoci le battaglie contro i Gigant e gli effetti che questa invasione ha avuto nelle vite di molte persone che incontreremo. È un vero peccato che questi pochi spunti interessanti, risultino affogati in un oceano di banalità: il mondo di Ray Gigant è stato concepito in modo impeccabile, interessante e appassionante il giusto, con molti riferimenti presi a piene mani da mitologia e letteratura, ma è tutto relegato a materiale di contorno; la vera trama su cui il gioco si focalizza è, difatti, completamente lineare e i colpi di scena sono telegrafati e a impatto zero, come si trattasse di un ennesimo anime giapponese che si adagia sui punti fermi del genere, rifiutandosi di innovarli.

I personaggi in se soffrono allo stesso modo di questo piattume: i protagonisti risultano blandi o altamente stereotipati, con pochissimi momenti di sviluppo. Qualcuno tra i personaggi secondari, se non altro, riesce a salvarsi e, indubbiamente, fra i principali possiamo premiare Kyle Griffith, l’unico che possiede una personalità interessante (seppur incredibilmente odiosa), benedetto per grazia divina da un character development decente, ma Ichiya e Nil non hanno questo lusso, pur avendo tutti un terzo del gioco a testa per fiorire.

Fortunatamente, un punto a favore del titolo viene direttamente dal comparto grafico e audio: i personaggi, seppur dal design non eccellente, sono animati in modo impeccabile durante le battaglie e nelle sequenze speciali, paragonabili ad una produzione animata di un certo peso. In modo diametralmente opposto, il design dei nemici è sublime, realizzato con maniacale cura e dettaglio, reminescenti dei demoni di “Shin Megami Tensei”, indubbiamente l’aspetto che ha beneficiato più degli altri da un porting in alta risoluzione, tuttavia le loro animazioni sono molto più risicate e meno fluide rispetto ai personaggi umani; buono anche il design dei dungeon, seppur nessuno di essi spicchi per originalità e, sfortuntamente, non siano molto vari. Le musiche sono tutte perfettamente orecchiabili e interessanti, a partire dai diversi temi di apertura cantati, fino ai motivetti di sfondo, passando per le varie battle themes.

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ray-gigant-art001I combattimenti a turni vedono il nostro team di tre personaggi, rigorosamente un attaccante, un mago e un arciere, scontrarsi contro mostri tranquillamente visibili nelle esplorazioni, senza incontri casuali. Durante le battaglie, avremo a disposizione un certo numero di AP, punti abilità e ogni nostro attacco, da quello più semplice, fino alle magie e tecniche più complesse, ne consumerà una certa quantità: durante ogni turno, potremo far usare ai nostri personaggi il numero di attacchi che vorremo, limitati solo dai nostri AP residui, condivisi per tutto il team. I suddetti punti AP si recupereranno solo durante le azioni nemiche o se rinunceremo ad attaccare per un turno. Questa gimmick del battle system risulta parecchio simile a quanto visto nella serie di “Bravely Default”, dove attaccare più volte in un turno o conservare le nostre azioni per l’occasione successiva, aggiungeva un pizzico di strategia alla lotta e, in effetti, si tratta di una meccanica che funziona molto bene anche qui, risultando intuitiva e di facile comprensione.

Le faccende si complicano però in certi frangenti: durante le nostre esplorazioni nei dungeon, i nemici appariranno sotto forma di tre diverse icone di vari colori: se l’icona nemico è gialla, nulla di cui preoccuparsi, ma se essa è rossa, il numero di AP spesi per le nostre azioni in battaglia raddoppia, rendendo più difficile eseguire le mosse più potenti e costringendoci a strategizzare i nostri consumi in modo più efficiente. Fortunatamente, esistono anche le icone blu, dove gli AP spesi in combattimento sono invece dimezzati, risultando quindi più facile attaccare consecutivamente. Benchè questo sistema a icone colorate renda palese quali saranno gli scontri più complessi, le nostre ricompense non saranno mai adeguate a questa difficoltà apparente, in quanto il loot system ci premierà sulla base della mera quantità dei nemici a schermo (che non sapremo mai se non una volta attivata la battaglia) e non sulla difficoltà dello scontro, rendendo gli scontri “rossi” più una seccatura da evitare, che una sfida appagata da un premio adatto.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

SUPER EASY MODE

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Anche se i nemici sembrano imponenti, andranno tutti giù in un paio di turni al massimo

Un loot system che è decisamente più importante rispetto a quello di altri titoli della stessa categoria; in “Ray Gigant” i nostri personaggi non guadagnano punti esperienza dopo la lotta, ma soltanto alcune gemme speciali, da spendere nell’albero delle abilità di ogni guerriero, per sbloccare nuove abilità, attive o passive, ma anche per far salire di livello un ramo dello skill tree dedicato agli oggetti e all’equipaggiamento, dal quale creare direttamente nuove armi o armature, senza la necessità di soldi o negozi. Solo le gemme più rare, chiamate Seed, permetteranno di far salire effettivamente di livello il personaggio, lasciando libera scelta al giocatore se potenziare l’attacco, la magia o l’agilità; scelta comunque limitata da un restrittivo cap, il quale si sbloccherà solo nelle parti avanzate del gioco, ponendo delle barriere al fantomatico grinding, nel bene e nel male..

Tornando a parlare di altre meccaniche di gioco in battaglia, troviamo anche la Parasite Mode: ogni 10 turni (contati anche tra uno scontro e l’altro) entreremo in uno status molto pericoloso, dove i nostri attacchi, invece di consumare AP, useranno direttamente i nostri punti vita, una penalità molto pericolosa (specialmente se accoppiata con una battaglia contro mostri “rossi”) da cui potremo uscire solo terminato quello scontro o utilizzando la Slash Beat Mode, un attacco speciale esclusivo di Ichiya, Kyle e Nil nel quale, completando un quick time event musicale, rilasceremo contro il nemico una scarica poderosa di attacchi concatenati, senza spendere AP. L’unico modo per usare questo attacco, però, è quello di riempire uno speciale indicatore, attaccando normalmente il nemico.

ray-gigant-art002I dungeon crawler sono notoriamente il genere di gioco di ruolo più difficile in giro, con titoli come “Etrian Odyssey” o il primo “Persona” in grado di confermarlo: “Ray Gigant”, purtroppo o per fortuna, non segue la “tradizione”, risultando molto, anche troppo, semplice. Nelle 30 ore necessarie per finire il titolo, oltre ad avere nemici assolutamente non in grado di procurarvi grattacapi, boss compresi, la linearità dei dungeon e del sistema di potenziamento dei personaggi, non lascerà molte libertà al giocatore. Da un certo punto di vista, questo permette anche ai non appassionati di affrontare questo genere senza perdersi in complicate meccaniche o sbattere contro un muro di difficoltà imprevista…d’altra parte, il nocciolo duro composto da appassionati hardcore, potrebbe sentirsi incatenato in un sistema troppo limitato e privo di sfida.

Ray Gigant è un prodotto di solida fattura, in grado di far avvicinare al genere Dungeon Crawler anche i giocatori meno predisposti, grazie alla semplicità delle meccaniche di gioco e una difficoltà molto esigua. Naturalmente, se siete veterani hardcore, abituati a titoli del calibro di Etrian Odyssey, potreste ritrovarvi alienati davanti a scelte di gameplay discutibili, una trama frettolosa e dei personaggi poco interessanti. Ciononostante, tutti potranno concordare sull’elevata qualità delle animazioni e del design dei nemici, rese ancora più spettacolari dal passaggio ad una piattaforma in alta risoluzione, anche se non basta a rendere il gioco memorabile. Non è assolutamente un brutto gioco, ma è consigliabile recuperarlo ad un prezzo più contenuto.

giallo

Good

  • Ottime le animazioni dei protagonisti e il design dei nemici.
  • I neofiti apprezzeranno la semplicità del gameplay.

Bad

  • Poca varietà di dungeon.
  • Troppo, troppo semplice.
  • Trama affrettata e sbrigativa.
6.8

Tutto ebbe inizio con un Gameboy e Pokémon Blu...Da quel momento, gli RPG sarebbero stati la sua principale fonte di nutrimento. Non disdegna una partitella con esponenti di altri generi videoludici, ma se costretto a scegliere tra fare il soldato nella Seconda Guerra Mondiale, tirare calci di rigore o esplorare dungeons con una spada e una capigliatura improponibile, lui risponderà sempre: "Le ho già comprate le Megapozioni?"