Il bigino della serie Insomniac Games

Majkol

Ratchet & Clank

Sviluppatore: Insomniac Games
Publisher: Sony Computer Entertainment
Genere: Piattaforma 3D
Disponibile: Digital+Retail
PEGI: 7+
Lingua: Italiano
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Tredicesimo episodio della serie a fare la sua comparsa su console Sony, nonché nuovo punto di partenza per la continuità narrativa, questo Ratchet & Clank rappresenta il ritorno di Insomniac Games al timone del marchio dopo la parentesi portatile portata avanti da High Impact Games. Si tratta sicuramente di una ventata d’aria fresca per gli appassionati che fin dal 2002 seguono le prodezze del lombax giallognolo e del suo compagno robotico.

A differenza degli episodi per PS3, sempre più lontani dal genere platform per avvicinarsi al mondo degli sparacchini brainless, questa nuova iterazione ha il merito di riportare in auge l’atmosfera spensierata e squisitamente cartoonesca della serie, omaggiando quando possibile il glorioso passato sul monolite nero a 128 bit e tanti altri classici del videoludo, tra cui Star Fox, recentemente tornato sulla cresta dell’onda grazie alla pubblicazione del reboot firmato da Platinum Games. D’altronde, un po’ come nella serie Nintendo, anche nell’universo di Ratchet & Clank i pianeti sono abitati da forme di vita bipedi dai tratti animaleschi, e benché il setting futuristico in comune alle due produzioni qui venga sfruttato solo per spiegare l’enorme quantità di armi e gadget a disposizione del protagonista, tornare a sfrecciare nei cieli nei panni di Fox McCloud qualche settimana addietro per poi vestire i panni del classico protagonista Insomniac è stato davvero singolare. Un ritorno al furry futuristico, quindi, ma anche e sopratutto un gradito volteggio a tempo di disco music nel mondo dei platform 3D. E se non conoscete il Groovitron probabilmente non avrete colto la reference.

UN ROBOT DIFETTOSO PUO’ SALVARE L’UNIVERSO?

Chiunque dovesse sostenere il contrario semplicemente mentirebbe: il genere dei piattaforma 3D è andato, negli anni, perdendo il suo smalto, a favore di produzioni bidimensionali per lo più di natura indie. L’unica eccezione è rimasta, come sempre, Nintendo, che ad ogni riproposizione dei suoi capitoli tridimensionali di Super Mario e Donkey Kong Country ha pensato bene di riscrivere le regole del genere, cavalcando la nostalgia dei giocatori più attempati e direzioni artistiche di altissimo livello.

Insomniac deve aver studiato per bene la filosofia portata avanti stoicamente dalla software house di Kyoto, poiché questo Ratchet & Clank è senza ombra di dubbio l’episodio della serie che, da solo, ne rappresenta al meglio tutte le caratteristiche peculiari e i punti di forza. D’altronde è notizia di pochi giorni fa che si sia addirittura meritato il titolo di capitolo con il maggior numero di copie vendute la lancio. Che dal mercato si avvertisse una certa fame di platform tridimensionali era ormai assodato, ma considerata la fama del brand, è naturale che Insomniac Games abbia rivalutato il percorso tracciato dai prequel, per far tornare in grande spolvero il duo di protagonisti facendo tabula rasa del passato: questo titolo di esordio su PS4 delinea il nuovo universo narrativo della serie, con vecchi e nuovi volti ad affiancare i protagonisti, unendo quindi agli affezionati giocatori dell’era PS2 i più curiosi e ignari gamers della nuova generazione. Purtroppo la storia raccontata è completamente asservita a ciò che viene raccontato nell’omonimo lungometraggio che farà presto capolino nei cinema di tutto il mondo e che qui è presente nella forma di brevi spezzoni che vanno ad affiancarsi a cinematiche girate col motore grafico in-game. Forse non la soluzione migliore di sempre per presentare al pubblico neofita il carisma e il fascino suscitato dal duo, ma credo che nessuno si aspettasse una qualità sceneggiativa anche solo pari a quella dimostrata da Insomniac Games durante la scrittura di Sunset Overdrive.

Se ci sono Ratchet, Clank e il capitano Qwark tornano, ovviamente, anche i cattivi storici, i ranger spaziali e la voglia del protagonista di crescere, trasformarsi nell’eroe che sa di essere anche messo di fronte ad una sceneggiatura forse un po’ tirata per le orecchie. Fortunatamente le brevi sessioni cinematiche fanno da collante a un platform in cui azione ed esplorazione sono dosati con un occhio di riguardo per il pubblico più giovane, ma che non evita in alcun modo di proporre un livello di sfida crescente e, talvolta, capace di mettere alle strette anche i giocatori più navigati. Ogni livello proposto è separato dagli altri e prevede il completamento di obiettivi segnalati nell’apposito codex, permettendo ai giocatori meno scaltri di avere la situazione sempre sotto controllo. Oltre a missioni legate alla trama è facile incappare in obiettivi secondari, minigiochi e missioni opzionali, per lo più legate a sbloccare gadget esclusivi ed extra, come bozzetti, filtri grafici e altre amenità tanto accessorie quanto fondamentali nell’ottica della celebrazione di un brand con oltre dieci anni ormai sulle spalle.

Ratchet & Clank img003Il titolo invita i giocatori a sperimentare il grande numero di armi acquistabili presso i venditori sparpagliati fra i vari pianeti, nonché a potenziarle, un meccanismo che avviene in primis aumentandone il livello semplicemente utilizzandole e che poi si concretizza nella personalizzazione tramite oggetti speciali che vanno recuperati sulla mappa, magari colpendo con la mitica chiave inglese di Ratchet alcuni degli avversari più ostici o esplorando a fondo le ambientazioni più complesse. Fortunatamente è anche possibile agire sulla percentuale di probabilità di rilascio di oggetti, power up, ecc. alla sconfitta degli avversari semplicemente collezionando carte collezionabili che riprendono ambientazioni, armi e personaggi della serie (anche di capitoli passati). Un idea tutto sommato funzionale che aggiunge quel pizzico di profondità all’azione, spesso serrata, che ci si trova ad affrontare nelle fasi più concitate del gioco.

La cosa buffa è che ci si può davvero sbizzarrire: un’arma che inizialmente può sembrare innocua, salendo di livello e potenziandosi può essere personalizzata fino al punto di mutare completamente funzionamento. Sta al giocatore preferire la crescita di uno strumento di distruzione all’altro, ritagliando attorno al proprio stile di gioco un armamentario consapevole di essere sempre all’altezza della situazione. O quasi. Non mancano infatti alcune imprecisioni tecniche e bug che nemmeno la più potente delle armi potrebbe risolvere, e specialmente nelle fasi avanzate del gioco, quando ci si trova ad utilizzare jetpack e a muoversi tridimensionalmente per aree esplorabili di grande ampiezza, è facile cadere in qualche problema di troppo. Poco male: il resto è tanto ben strutturato quanto facilmente accessibile e soprattutto godibile, e non sono certamente qualche imprecisione tecnica a decretare il fallimento di un impianto ludico sicuramente derivativo, ma molto bene equilibrato. E poi, ammettiamolo, considerando che l’ultimo episodio della serie venne pubblicato nel 2013, la probabilità di rimanere scottati da un more of the same (quale, sostanzialmente, questo titolo è) è fortunatamente allontanata.

 

 

 

 

Contenuti

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REMAKE D’ECCELLENZA O REBOOT IMPIGRITO?

Rivedere ora il primo modello poligonale di Ratchet ci fa sentire tutti più vecchi…

Molto buono, invece, l’intero comparto grafico, tanto curato da risultare a volte quasi indistinguibile dalla qualità delle scene precalcolate. Ogni pianeta è caratterizzato con grande cura, sfoggiando flora e fauna differenti e palette cromatiche caratteristiche, come se non ci si rendesse altrimenti conto di essere da tutt’altra parte dell’universo rispetto al livello precedente. Ottimi anche gli effetti grafici dedicati all’utilizzo di alcune delle armi più distruttive, come il pixellatore, un fascio di energia che tramuta i nemici poligonali nelle loro versioni pixel e che, una volta abbattuti, si frantumano in tanti cubetti monocromatici. Un tocco di classe davvero piacevole da vedere, che comunque non sfigura in mezzo a un’azione costantemente sottolineata da un numero di oggetti in movimento a schermo pazzesco (è davvero impressionante quando ci si butta nel recuperi di centinaia di ingranaggi, la valuta di gioco, e si possono vedere avvicinarsi tutti insieme, radunandosi attorno ai protagonisti) e un frame rate ancorato alla fatidica somma di 30. Molto buoni anche il doppiaggio in lingua italiana (per una volta!) e la colonna sonora, che purtroppo non riprende alcuno dei pezzi storici della serie, preferendo un commento più vicino alle atmosfere cinematografiche che probabilmente si ritroveranno nella pellicola di prossima uscita nelle sale italiane.

Ratchet & Clank è un ottima occasione per tornare a vestire i panni del Lombax e del robottino tuttofare che nel 2002, su PlayStation 2, furono gli unici ad impensierire Naughty Dog e il suo Jak & Daxter. Ci si può ritrovare tutto: azione ben equilibrata, tante armi da sperimentare, minigiochi in cui lanciarsi e una dose di ironia tagliente che, fosse stata sorretta da un comparto narrativo all’altezza, avrebbe sicuramente brillato al di là del comparto tecnico di prim’ordine. Non rappresenta in alcun modo una rivoluzione per il brand, ma come tutti i compitini ben fatti si rende più che apprezzabile per quel che è: un platform 3D ben realizzato. E per non girare su console Nintendo, signori, è già qualcosa meritevole di lode.

verde

Good

  • Dopo anni di latitanza, ecco uno degli episodi più riusciti della serie.
  • Ottimo comparto tecnico.
  • Livello di sfida ben equilibrato.
  • Prezzo ridotto.

Bad

  • Niente di davvero nuovo per i fan della serie.
  • Fasi finali un po' troppo caotiche e imprecise.
  • Gli spezzoni del film sono inseriti un po' frettolosamente.
8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.