Quake Champions – Anteprima

Ilya Muromets

Quake Champions

Sviluppatore: id Software
Publisher: Bethesda Softworks
Genere: FPS Arena
Disponibile: Digital (BETA)
Lingua: Inglese
Data di lancio: //

Il riconoscimento dell’assoluta centralità della saga di Quake nel panorama videoludico costituisce un argomento da sussidiario dell’appassionato principiante, sicché in questa occasione preferiamo risparmiarvi ogni dietrologia maestrina andando subito al sodo. Sono trascorsi quasi diciotto anni da quel rivoluzionario Quake III Arena che per la prima volta rinunciava del tutto alle velleità diegetiche single player che avevano caratterizzato gli episodi precedenti, per orientarsi interamente sulla componente – chiamiamola così – sociale: rinchiusi all’interno di arene predefinite, gli utenti erano lasciati finalmente liberi di massacrarsi tra loro a colpi di shotgun senza che vi fosse alcun ostacolo “concettuale” tra loro e gli ambienti di gioco. Dagli esperimenti di Quake e Quake II si ereditava il design minimale ai limiti del francescanesimo, l’elevata versatilità nella personalizzazione grafica, e soprattutto un gameplay croccante e furibondo che decretò il successo incondizionato della formula, rimasta sostanzialmente immutata anche nelle successive incarnazioni.

Sull’onda lunga dei buoni riscontri ottenuti da Quake Live, nell’anno di grazia 2017 la parola è passata al publisher revanscista per eccellenza, quella Bethesda già responsabile del reboot del fratello maggiore Doom, e legatasi ancora in partnership con iD Software per tentare di scombinare il quadro degli FPS online con questo attesissimo Quake Champions. L’inaugurazione dell’early access su Steam a fine agosto ci ha consentito di dare uno sguardo ravvicinato al titolo e di sperimentarne le modalità principali, seppure allo stadio attuale parecchi contenuti restino ancora incompleti. L’impressione generale è che si sia voluta percorrere con prudenza la strada della conciliazione fra la tradizionale frenesia casual che ha sempre caratterizzato il multiplayer a marchio Quake con le richieste – mutuate giocoforza da quell’Overwatch che rappresenta volenti o nolenti il principale concorrente presso il pubblico generalista – di una maggiore riconoscibilità “iconica” dell’avatar giocante. La risposta è, in questo senso, obbligata: è stato confezionato un assortimento di undici character “fissi” (parecchi dei quali già familiari ai frequentatori dei salotti iD Software), al cui aspetto esteriore è possibile apportare numerose modifiche grazie a svariate opzioni sbloccabili. Le abilità attive e passive, che di fatto differenziano tra loro i personaggi (e che sembrerebbero pertanto rappresentare un deciso cambio di rotta rispetto all’eredità di Quake III Arena) non devono tuttavia ingannare: la loro portata relativamente ridotta e il cooldown lentissimo fanno sì che il giocatore non possa fare assolutamente affidamento solo su di esse per ottenere la vittoria. Insomma, se da un lato si cerca di strizzare l’occhio agli aficionados Blizzard – si spiega così, in retrospettiva, la cura riposta nella pubblicazione cadenzata dei trailer dedicati ai singoli personaggi – dall’altro si è ben consapevoli che da un titolo Quake gli utenti pretendono di ricavare sensazioni nettamente “altre”.

Da questo punto di vista, il prodotto dovrebbe raggiungere facilmente il suo obiettivo. A scanso di una componente strategico-collettiva praticamente inesistente – in altre parole, non c’è da attendersi nessun tipo di team building nella modalità a squadre: ognuno lavora per sé – Quake Champions propone un’esperienza feroce e bruciante, nella quale risulta fondamentale acquisire familiarità assoluta con le arene e maturare un tempo di reazione occhio/mano il più possibile ridotto. La modalità più interessante resta di gran lunga quella del duello, mentre quella a squadre e quella “tutti contro tutti” soffrono spesso di una caoticità non sempre intenzionalmente ricercata, e soprattutto dipendono da un sistema di matchmaking non ancora messo a punto come si deve. Dal punto di vista estetico non si grida certamente al prodigio, ma i personaggi mostrano un aspetto sufficientemente variato e in generale la grafica dei menu d’interfaccia appare piacevole. Al contrario, quasi tutte le arene di gioco risultano assai bruttine, funestate come sono da una direzione artistica obsoleta e costantemente indecisa se virare verso lo psicohorror o verso la parodia retrò.

Al netto di qualche concessione alle più recenti mode del settore di riferimento, Quake Champions non dovrebbe deludere gli appassionati della saga, dato che il gameplay non si discosta significativamente da quell’approccio “carnale” e fulmineo a cui siamo stati abituati sin dai tempi di Quake III, e anzi risulta per certi versi persino arricchito. Si tratta insomma di un titolo che non snatura la celebre saga di cui fa parte, ma che per le sue caratteristiche intrinseche non è del tutto consigliabile a chi cerca esperienze più ponderate e strategicamente impostate.

 

Ilya Muromets

Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.