UN CASCO VR PER DOMARLI TUTTI

Simone

Prey: Mooncrash

Sviluppatore: Arkane Studios
Publisher: Bethesda Softworks
Genere: FPS, Roguelike
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Prey ha rappresentato al lancio un caso assai particolare per la storia di Bethesda: la software house del Maryland infatti era fresca dall’annucio (che scosse il mondo videoludico) che confermava una linea aziendale del tutto particolare per i rapporti con la stampa specializzata. Bethesda affermò di voler rilasciare le copie review alla stampa al “day one” così da permettere ai giocatori di farsi le proprie idee sul titolo appena acquistato. Un “lo facciamo per voi” assai peloso e facilmente travisabile, che di fatto danneggiò l’uscita di Prey in termini di fama e hype: poca copertura mediatica (qui la nostra recensione) quindi, e minor impatto sul mercato per un gioco che in realtà avrebbe meritato lodi corali. Il DLC che si va ad esaminare espande l’universo di gioco in modo del tutto particolare: una realtà alternativa all’interno di una base lunare.

Prey: Mooncrash mette il giocatore nei panni dell’anonimo hacker Peter, un esperto di informatica chiamato a gestire un’emergenza insolita. La base lunare Pytheas è infatti isolata e le comunicazioni sono del tutto interrotte da tempo: Peter ha quindi il compito di “rivivere” le vite degli ultimi cinque membri dello staff assegnati alla base. Si tratta di cinque persone del tutto diverse tra loro, cinque differenti storie che permetteranno al protagonista di comprendere cos’è accaduto davvero.

ROGUELIKE FOR DUMMIES

Il gioco si discosta in parte dai binari del titolo originale: Mooncrash infatti ibrida i generi FPS e Roguelike creando un connubio interessante e funzionale in termini di gameplay. Nei panni dei cinque diversi personaggi, il giocatore può vivere ogni avventura in modo differente considerato anche il fatto che potenziamenti, oggetti e nemici cambiano posizione ad ogni run. L’intento degli sviluppatori era appunto creare un titolo in gran parte roguelike, riuscendoci solo in parte e rovinando alcune caratteristiche del genere con scelte discutibili.

Da amante del genere posso affermare di aver reagito con un certo stupore quando mi sono reso conto che, dopo aver completato alcune missioni, è possibile trasportare Neuromod ed alcuni potenziamenti aggiuntivi sui nuovi personaggi da utilizzare. Questa meccanica di fatto consente di utilizzare nuovi characters “pompati” rispetto alla loro versione base, vanificando in buona parte il concept alla base del genere roguelike che imporrebbe il cosiddetto permadeath.

Ciò che rende i roguelike intriganti per la maggior parte dei giocatori hardcore (me compreso) è appunto sapere che, in caso di morte, si perde TUTTO e si deve per forza di cose riprendere dall’inizio. In Prey: Mooncrash quindi si ha a che fare con un roguelike in versione “light”, cosa che ovviamente di traduce in un livello di difficoltà generalmente assestato sul medio-basso. Nonostante questo il gioco riesce a divertire soprattutto grazie alle meccaniche FPS ed all’ambientazione affascinante ricreata con grande attenzione. Lo stile del gioco originale è intatto fortunatamente e, nonostante il desiderio (sacrosanto) degli sviluppatori di voler sperimentare cose nuove, tutto funziona in modo corretto e piacevole.

Pollice verso in gran parte per la narrazione: si tratta principalmente di comprendere il “dove” ed il “perchè”, ma per il resto si passa il tempo giocando semplicemente. Mooncrash è un titolo “gameplaycentrico” e per questo motivo lascia colpevolmente la narrazione in secondo piano, concentrando tutte le risorse e le attenzioni sulla parte puramente ludica.

Il comparto tecnico è al pari del titolo originale ovviamente, con tutti i vantaggi che ciò comporta: ottima realizzazione sia grafica che sonora (escluso il doppiaggio italiano abbastanza penoso), con un buon lavoro di ottimizzazione che consente al gioco di funzionare decentemente anche su macchine non di ultima generazione. Prey: Mooncrash è certamente un titolo più che buono: benchè sia di certo meno intrigante del gioco base, aggiunge meccaniche interessanti che molti giocatori potrebbero apprezzare.

 

 

 

 

Dove posso acquistarlo?

PS Store

XBOX MARKETPLACE

Prey: Mooncrash è qualcosa di diverso rispetto a ciò che sarebbe stato lecito aspettarsi. Un diverso approccio all’universo di Prey, un ibrido roguelike/FPS che riesce a difendersi molto bene nonostante alcuni difetti evidenti a livello di concept. La narrazione scarna è un difetto imperdonabile, ma il divertimento generato dalle nuove meccaniche di gameplay funziona bene. Chi ha amato lo splendido (e sottovalutato) gioco base si divertirà di certo nell’esplorare la mortale simulazione VR della base lunare Pytheas.

giallo

Good

  • È sempre Prey, per fortuna.
  • Interessante l'introduzione di un gameplay roguelike che spezza con il titolo originale.
  • L'espansione mette al centro della scena l'azione ed il gameplay...
  • Frequenti aggiornamenti gratuiti.

Bad

  • ...ma la narrazione è ridotta all'osso.
  • Alcune scelte di gameplay discutibili, come i potenziamenti "perenni" poco sensati in un roguelike.
  • Multiplayer inizialmente non disponbile.
7.5

Simone
Entrato nel castello di Dracula negli anni '80, non ne è più uscito e vaga per i saloni in 8-bit chiedendosi che fine abbiano fatto i bei videogiochi di una volta