L'adulto si fece bambino e il bambino si fece pokémon

Majkol

Dopo “I portali sull’infinito” credevo che la serie Pokémon Mystery Dungeon potesse ufficialmente caduta nel dimenticatoio. Vuoi per una serie di scelte di game design poco interessanti, vuoi anche per un impianto narrativo deludente rispetto al passato, il debutto della serie esplorativa su 3DS mi aveva lasciato un po’ freddino. Invece, a distanza di anni, il figlio del matrimonio fra Nintendo e Spike Chunsoft torna a far parlare di sé grazie un capitolo “larger than life” tanto corposo da meritare l’aggiunta dell’aggettivo “Super” al titolo.

Non a caso, in questa nuova produzione caratterizzata da rodatissime meccaniche roguelike/RPG si possono riconoscere ben 720 eroi arruolabili, ognuno caratterizzato da mosse differenti e abilità peculiari. Chiaramente sto parlando delle famosissime creature collezionabili che, all’alba dell’ennesimo episodio pubblicato su Nintendo 3DS, si sono fatte sempre più numerose.

Pokémon Super Mystery Dungeon art002

Chocobo no Fushigi na Dungeon - PSX (1997)

Chocobo no Fushigi na Dungeon – PSX (1997)

Non bisogna tuttavia scordare che Mystery Dungeon rimane una saga giapponese di Spike Chunsoft a sé, prima di essere uno spin-off del prodotto Game Freak. Nata dai creatori dei marchi visual novel Danganronpa e Zero Escape, malgrado le famose declinazioni pseudo-romanziere della compagnia in questo caso la serie ha sempre messo al centro della propria offerta ludica l’esplorazione di labirinti procedurali. In questi titoli l’azione è scandita dall’avvicendarsi di azioni e spostamenti sulle caselle che compongono i dungeon esplorabili, in un susseguirsi di turnazioni che invitano il giocatore a dosare per bene ogni singola azione intrapresa. Mystery Dungeon è noto in Giappone soprattutto grazie a spin-off di opere famosissime, come Dragon Quest, Final Fantasy e anche la recente saga Etrian Odyssey, di Atlus. Nel caso di Pokémon, la serie ha sempre goduto di un’ottima ispirazione fiabesca, con linee narrative dai toni fanciulleschi e mai banali e in tal senso Pokémon Super Mystery Dungeon non fa altro che seguire il terreno già battuto dai precedessori, apportando dovute modifiche alle meccaniche di gioco, ma non tradendo affatto la matrice narrativa ingenua e sognante che da sempre lo contraddistingue; non mancano rimandi agli episodi precedenti e l’ormai classico incipit che vede la trasformazione di un bambino in un pokémon in circostanze misteriose, tanto per non farsi mancare nulla. Amnesia e trasfigurazione, topoi del millennio.

Pokémon Super Mystery Dungeon art000Avventure per tutti

La sceneggiatura, tanto apprezzabile quanto prolissa, è sorretta da un’ossatura ludica di gran classe. Si tratta pur sempre di una reiterazione di quelle meccaniche roguelike tanto care agli appassionati della serie, talmente efficacemente riprodotte a distanza di anni da risultare ancora una volta funzionali e soprattutto divertenti. La fusione dell’esplorazione in stile Mystery Dungeon e del complesso sistema di scontri e di debolezze elementali derivato dalla serie Pokémon si concretizza in un’esperienza di gioco stratificata, molto meno banale di quanto si possa ipotizzare e che tiene conto delle ultimissime novità del classico Nintendo, come la presenza delle megaevoluzioni e del tipo pokémon “folletto”. Voglio sottolineare come con il susseguirsi degli anni le creature Nintendo abbiano potuto vantare un numero sempre maggiore di tecniche e mosse da utilizzare in combattimento, tutte incluse anche in questo titolo, con tanto di animazioni dedicate. L’esplorazione dei labirinti nei quali, bene o male, si passa gran parte del tempo di gioco, non ha subito stravolgimenti di alcun tipo, e a parte soffrire di una scarsa complessità degli ambienti (ricordo che sono generati proceduralmente), si dimostra tutto sommato competente, con trappole da evitare, passaggi segreti accessibili utilizzando pokémon di diverso tipo e strumenti rintracciabili utili ad affrontare o allontanare i nemici.

Il livello di sfida è sicuramente maggiore rispetto è il passato, ma è mitigato dalla presenza di pietre preziose che hanno la particolarità di svanire all’uscita dai labirinti e che possono essere utilizzate per migliorare le possibilità offensive dei membri del party, o anche dalla possibilità di lanciarsi in mosse incrociate che farebbero grufolare di piacere anche il più ortodosso dei fan della serie motership.

Inoltre, una volta superate le prime ore di gioco dedite ad un tutoraggio forse un po’ eccessivo, con tanto di party obbligati e situazioni imprescindibili, il gioco lascia finalmente nelle mani del giocatore la pianificazione della strategia migliore con cui affrontare un compito secondario o una missione principale, scegliendo fra tanti Pokémon quanti ne sono stati incontrati durante l’avventura. Per stringere amicizia con una delle creature arruolabili basta infatti aiutarla nel momento del bisogno o semplicemente scambiarci una chiacchiera in città. Facile, no?

Pokémon Super Mystery Dungeon art001Esteticamente niente da dire: gioco fila liscio come l’olio e si presenta con con un buon numero di location tratteggiate in modo esemplare da geometrie poligonali semplici, ma efficaci, e colori pastello che sembrano usciti direttamente da un libro illustrato. Tutti i Pokémon sono ritratti tridimensionalmente con particolare attenzione, affidando la loro espressività durante i dialoghi a piccoli riquadri in cui il loro ventaglio di faccette carine fa sfoggio di sé. Sicuramente si sarebbe potuto lavorare per differenziare maggiormente la morfologia dei dungeon, praticamente distinguibili solo dal pattern texture utilizzato per caratterizzarli, e devo dire che si sente la mancanza dell dinamismo che ci si aspetterebbe di vedere durante i combattimenti, ma d’altronde l’ossatura ludica tipica della serie poco si presta alle spettacolarizzazioni che solamente l’adattamento animato o il prossimo Pokken Tournament possono garantire ai fan in cerca di emozioni. Buona invece la regia delle scene cinematiche, sicuramente il punto più alto della produzione,  capace di calare chi gioca in un nuovo tipo di avventura a tema Pokémon, dove per una volta non sono gli allenatori umani i veri protagonisti. Molto buona anche la scelta musicale, impreziosita da un buon numero di brani rilassati e componimenti ritmati a seconda della situazione; mancano, invece, i tipici versi gracchinati delle creature Nintendo, ma d’altronde in questa occasione sono i primi a parlare la lingua di Dante senza sbagliare una sola virgola. Infine torna anche in questo episodio un sistema di connettività che tramite StreetPass, o scambio di password/QRCode, permette di correre in aiuto di altri giocatori o di richiederlo nel caso ci si trovasse in difficoltà. Non imprescindibile, ma sicuramente apprezzabile.

Pokémon Super Mystery Dungeon

Sviluppatore: Spike Chunsoft
Publisher: Nintendo
Genere: Roguelike
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 7+
Lingua: Italiano

Copia del gioco acquistata dallo staff di GeekGamer

Dove trovo posso acquistarlo?

Nintendo eSHOP

Compralo su Amazon!


Pokémon Super Mystery Dungeon - Nintendo 3DS (Videogioco)


List Price: EUR 39,99
New From: EUR 34,79 EUR In Stock
Used from: EUR 34,79 In Stock
buy now

Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Galleria

Fortunatamente Pokémon Super Mystery Dungeon dimostra che non serve smettere o rinnegare la propria origine fanciullesca per imbastire un sistema di gioco di qualità. I 720 Pokémon fra cui scegliere sono sicuramente una caratteristica da non sottovalutare, ma personalmente ho potuto apprezzarne anche l’impianto narrativo. Il che, dall’alto dei miei 25 anni, potrebbe far dubitare di me o segnare un punto positivo per la premiata ditta Spike Chunsoft/Nintendo. Un titolo imprescindibile per gli amanti della serie, sia grandi che piccini.

verde

Good

  • Gradevole stile pastelloso e fanciullesco.
  • Gameplay marmoreo e sfaccettato.
  • Capace di intrattenere grandi e piccini.
  • Il matrimonio perfetto fra gli scontri a turni di Pokémon e l'esplorazione roguelike dei Mystery Dungeon

Bad

  • Inizio un po' lento e sceneggiatura verbosetta.
  • Ripetitivo, ma i roguelike sono un po' così.
8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.