Signore e signori, Planescape: Torment.

Ilya Muromets

Planescape: Torment Enhanced Edition

Sviluppatore: Beamdog
Publisher: Beamdog
Genere: RPG
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese

Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Chi legge queste pagine da qualche tempo conosce la linea editoriale che siamo soliti tenere in merito ai cRPG occidentali. E sa già che, di fronte a capisaldi del genere, non c’è ipercriticismo che tenga: per l’assoluta importanza storica e la indiscutibile densità qualitativa, in una scala di valutazione da 1 a 10 Planescape: Torment è uno dei quattro titoli che merita senza alcun dubbio il voto più alto a disposizione – gli altri sono Ultima VII, Morrowind, The Witcher III. Dall’epoca della sua pubblicazione nel 1999 il capolavoro della defunta Black Isle ha ispirato le proverbiali fiumane di inchiostro analogico e digitale, e il cosiddetto “rinascimento” dell’RPG isometrico a cui si è assistito negli ultimi anni ha contribuito – se possibile – ad accrescere ancor più la sua fama di alfiere di uno specifico modo di guardare alla ruolistica videoludica. In retrospettiva, si può affermare che, nonostante il suo ruolo di modello ispiratore sia innegabile, Planescape: Torment non ha potuto vantare l’eredità che forse avrebbe meritato: prodotti quali Pillars of Eternity, Tyranny e soprattutto Torment: Tides of Numenera si sono sovente adagiati su reinterpretazioni superficiali e manierate, senza riuscire a riproporre convincentemente l’efficacia e la carica sovversiva dell’opera prima.
E bisogna ammettere che la pubblicazione di questa Enhanced Edition a cura di Beamdog aiuta a spazzare via ogni possibile dubbio residuo: al netto della componente nostalgica (che qui su GeekGamer non teniamo in considerazione in fase critica), tornare a calcare il selciato fangoso della città di Sigil e conversare con personaggi come Morte e Annah-of-the-Shadows lascia comprendere il motivo per cui Planescape può vantare la fama che ha.

MACROSCOPIE & MICROSCOPIE

In questa recensione breve ci limitiamo esclusivamente a commentare alcuni aspetti della Enhanced Edition, senza tornare ai i contenuti centrali del gioco, che sono rimasti sostanzialmente inalterati. La valutazione finale riguarda dunque la sola riedizione Beamdog.

La prima buona notizia è forse anche l’unica che qualsiasi appassionato di Planescape voleva sentirsi annunciare: Chris Avellone, il brillante lead designer dell’opera originale, è stato coinvolto direttamente nella produzione della Enhanced Edition allo scopo di ottenere un prodotto che si avvicinasse il più possibile allo spirito che aveva guidato Black Isle alla fine degli anni ’90. Scelta intelligente, che forse è servita a rispondere alla valanga di critiche – buona parte delle quali assolutamente comprensibili – rivolta alle precedenti rimasterizzazioni di celebri titoli sviluppati sull’Infinity Engine, come per esempio quelle di Baldur’s Gate: il rimaneggiamento ingiustificato del materiale primigenio, la mancata politura generale e soprattutto l’immissione di personaggi addizionali “apocrifi” (in buona parte assai stridenti con il contesto generale) avevano infatti fatto storcere la bocca a più di un appassionato – quorum ego. In questo caso, Beamdog ha deciso di viaggiare sul sicuro: il sigillo avelloniano garantisce infatti uno status di genuinità che assicura a questa Enhanced Edition una maggiore credibilità davanti al pubblico di riferimento.

L’operazione, bisogna dire, ha funzionato: il nucleo del gioco è rimasto intatto, e con il supporto di Avellone ci si è potuti concentrare sull’editing dei testi – più accurati che nella versione base – e sulla confezione generale, con lo scopo di offrire un prodotto che potesse risultare giocabile sulle macchine moderne senza necessità di modifiche da parte dell’utente. Tra le varie novità, va segnalata innanzitutto la possibilità di effettuare un ampio zoom sulle mappe di gioco, più o meno simile al sistema introdotto nelle riedizioni dei Baldur’s Gate. In assenza di una rielaborazione degli sprite dei personaggi l’effetto estetico non è forse dei migliori, sebbene il rischio sgranatura sia stato contenuto abbastanza per mezzo di appositi filtri, ma per quanto riguarda la giocabilità bisogna ammettere che l’allargamento e il restringimento della visuale può risultare piuttosto utile – anche se non vitale. Sempre sul lato gameplay, vanno segnalate alcune importanti modifiche volte ad aggiornare l’esperienza ludica, tra cui un diario degli scontri, l’introduzione del tasto TAB per evidenziare gli elementi sensibili, e un tasto di “quickloot” che consente una più rapida raccolta del bottino. Non si tratta di innovazioni trascendentali, intendiamoci, ma non c’è dubbio che nel complesso esse aiutano a snellire un sistema ormai inevitabilmente un po’ invecchiato. Per quanto riguarda il piano prettamente estetico occorre invece spendere qualche parola sull’interfaccia, che ha subito alcune consistenti trasformazioni, e non tutte felicissime. L’inserimento di una nuova pulsantiera sulla sinistra della barra inferiore aumenta la flessibilità dell’approccio su mappa, ma l’alta risoluzione degli schermi contemporanei rende letteralmente microscopici i tasti più importanti (inventario, salvataggio etc.), e provoca un fastidioso effetto “allungato” sugli schermi di alcuni portatili. Migliora invece la colonna sonora, che può contare su alcune riuscite rimasterizzazioni dei brani originali, perfettamente integrate all’interno di questa nuova edizione.

Contenuti

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Le modifiche apportate da questa Enhanced Edition all’immortale Planescape: Torment non stravolgono l’essenza del gioco primigenio e non introducono novità posticce che avrebbero potuto mettere a rischio l’integrità del prodotto. A parte qualche increspatura nell’interfaccia, dovuta più che altro alla necessità di privilegiare il più possibile l’alta risoluzione, si può dire che si tratti di un’operazione rispettosa e discretamente riuscita.
Resta tuttavia legittima una domanda: a quale tipo di pubblico si rivolge, esattamente, questa riedizione? Coloro che posseggono già una copia funzionante di Planescape: Torment, magari già moddata, possono tranquillamente passare oltre: la Enhanced Edition non offre contenuti aggiuntivi tali da richiedere un nuovo acquisto, almeno al prezzo di lancio. Coloro che invece non avessero mai provato il gioco originale e ne fossero incuriositi, possono prendere seriamente in considerazione questa nuova versione.
Va da sé che il voto numerico, in questo caso, è puramente indicativo.

 

verde

Good

  • Si tratta di Planescape: Torment.
  • Ci ha lavorato Avellone.
  • La funzione zoom è comunque piacevole.

Bad

  • L’interfaccia soffre l’eccessiva risoluzione.
  • Una versione filologica non necessaria a chi possiede il gioco base.
8