Perché giocarlo su PC?

Ilya Muromets

Phantom Brave PC

Sviluppatore: Nippon Ichi
Publisher: NIS America
Genere: Tattico a turni
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Da qualche tempo qui su GeekGamer mi trovo alle prese con la recensione di titoli più o meno vintage tangenzialmente legati al mio campo privilegiato (l’RPG), pubblicati originariamente per sole console e trasposte in seguito in versione PC da qualche volenteroso publisher, il più delle volte con lo scopo di capitalizzare le memorie nostalgiche della giovinezza di molti giocatori consentendo loro di ripercorrere le esperienze del passato sulla piattaforma ormai di gran lunga dominante.

Tale operazione non ha risparmiato gli acclamati JRPG strategici di Nippon Ichi, così celebri al momento della loro uscita su PS2, e così inconfondibili nella loro atmosfera fiabesca e nella loro facies estetica dinamica e accattivante. In questo caso, siamo alle prese con la versione Steam di Phantom Brave, classicone del 2004 (ma in Europa dal 2005) trasposto da non molto sugli schermi PC partendo dalla versione per Nintendo Wii, con lo scopo di rinverdire i fasti del passato a più di dieci anni dalla sua comparsa. A scanso di equivoci, va subito rimarcato come il prodotto non abbia perduto quasi nulla del suo fascino ludico. Suscita non pochi dubbi, piuttosto, la qualità della conversione PC, tanto da sollevare qualche sospetto in merito all’opportunità stessa di simili operazioni, a maggior ragione se si considera il pubblico d’elezione. Ma andiamo con ordine.

POSSEDERE ALBERI E ROCCE

phantom-brave-pc-art001A livello strutturale Phantom Brave non si distacca particolarmente dalla famiglia di giochi di ruolo strategici di marchio Nippon Ichi, proponendo una consolidata formula basata sull’alternanza di sezioni narrative (che fungono da collante tra le varie parti), sezioni ‘statiche’ per la gestione del proprio party, e sezioni di combattimento articolate su mappe a scacchiera isometrica, ordinate secondo una sequenza di difficoltà crescente. Al centro delle vicende narrate troviamo Marona, un’orfana tredicenne che i genitori, talentuosi cacciatori di taglie rimasti uccisi durante l’attacco improvviso di malefiche creature, hanno affidato allo spettro Ash, chiamato a prendersene cura e a proteggerla da ogni possibile pericolo. Marona, infatti, non è una ragazzina come le altre: dotata di misteriosi poteri psichici, ella è in grado di comunicare con i fantasmi, e di confinarne gli spiriti all’interno di oggetti materiali, per consentire loro di ‘sussistere’ come entità fisiche e combattere al suo fianco. La storia, raccontata attraverso lunghi sketch animati in due dimensioni, imbocca poi strade relativamente in linea con la tradizione ruolistica nipponica, tra possessioni demoniache, invasioni sotterranee, operazioni kamikaze e sacrifici per il bene della collettività. Per quanto la narrazione non manchi di un certo sincero pathos – appena incrinato dalle voci stridule e sinceramente insopportabili del doppiaggio inglese – si percepisce subito come essa serva essenzialmente a giustificare l’esorbitante quantità di scontri su mappa, cuore pulsante del gioco e ragione principale della sua esistenza.

Da tradizione Nippon Ichi, il sistema di combattimento di Phantom Brave è molto complesso, e si fonda su un meccanismo a turni che prevede all’inizio la presenza della sola Marona contro un numero variabile di avversari. Sfruttando il suo potere esclusivo, la ragazzina è in grado di evocare accanto a sé i suoi amici spettri – Ash in primis – raccogliendone gli spiriti negli elementi circostanti, e collocandoli come ‘pedine’ virtuali sul piano di gioco. Diventa essenziale, dunque, decidere preliminarmente in quale ordine far comparire i vari membri del party per impiegare al meglio le capacità di ciascuno prima che essi, terminati i turni a disposizione, scompaiano definitivamente dalla battaglia in corso, per tornare accessibili solo all’inizio della successiva. Una volta avviato lo scontro, sia gli alleati che gli avversari possono compiere un certo numero di azioni differenti, come muoversi entro un certo spazio, attaccare, sollevare oggetti, lanciarli o colpire con essi. In caso di vittoria – che si ottiene solo quando tutti i nemici risultano sconfitti – la mappa viene virtualmente ‘liberata’ dalle presenze malvagie, e si può passare a quella successiva.

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Come già detto, Nippon Ichi era solita riporre notevole cura alla sezione ‘guerresca’ dei suoi titoli, e Phantom Brave non faceva eccezione, garantendo ai giocatori più appassionati un’esperienza particolarmente strutturata. A tale raffinatezza, tuttavia, corrispondeva un’altrettanta ipertrofia dell’interfaccia, caratterizzata da un’enorme quantità di menu e sottomenu di difficile fruizione. La farraginosità dell’impianto risultava giustificabile ai tempi della ripubblicazione su Nintendo Wii, ma appare invecchiata decisamente male quando si affronta il medesimo gioco su PC: si potrebbe anzi dire che proprio nell’ignorare ostinatamente ogni possibilità di miglioramento in fase di trasposizione, questo Phantom Brave PC rivela la sua principale debolezza, condivisa del resto da molti altri titoli sottoposti allo stesso trattamento.

phantom-brave-pc-img009Il difetto essenziale di Phantom Brave PC è che, a conti fatti, si tratta di una versione letteralmente palmare del titolo originale, destinata forse a raccogliere consensi presso coloro che già lo conoscevano, ma che difficilmente potrebbe riuscire ad attirare un pubblico di utenti più giovani e ignari delle glorie dell’era PS2. Il gioco non fa assolutamente nulla per sfruttare le potenzialità della piattaforma su cui tenta di approdare, né semplificando l’interfaccia, né tantomeno offrendo un controllo via mouse vagamente accettabile: manchevolezza, quest’ultima, particolarmente disgraziata, considerando che si sta parlando di un RPG strategico.

Vi sono poi alcune evidenti ‘tare’ tecniche ormai tristemente comuni alle conversioni su PC, tanto da rendere lecito domandarsi che senso abbiano simili operazioni, se devono ridursi a una sciatta ‘traduzione’ del software primigenio e all’inserimento di ininfluenti migliorie grafiche. Migliorie che, peraltro, il più delle volte risultano persino dannose: i filtri applicabili sui bellissimi sprite originari dei personaggi sono francamente terribili, e l’aumento complessivo della risoluzione degli sfondi 3D rende la pixelart ancora più stridente e fuori luogo. Non mancano poi numerose compenetrazioni poligonali, alcune delle quali presenti persino nella mappa ‘gestionale’, che tra tutte è quella in assoluto più visitata dai protagonisti; il sospetto è che non sia stato effettuato nemmeno un basilare betatest, e che si sia semplicemente ‘lanciato’ il gioco su una nuova piattaforma senza interessarsi affatto delle conseguenze.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

La conversione PC di Phantom Brave serve ancora una volta a prendere atto di come buona parte di queste iniziative di ‘transizione’ da una piattaforma all’altra, magari a distanza di anni dalla prima pubblicazione, non risultino affatto salutari alla reputazione del titolo originale. Anche in questo caso, infatti, si tratta di un’operazione condotta in economia e senza l’intenzione di rispettare l’omogeneità tecnico-estetica del lavoro iniziale, né tantomeno di sfruttare le migliori potenzialità della piattaforma di destinazione.
Date le buone qualità del titolo base, non sarebbe giusto sconsigliarne del tutto l’acquisto. Procurarsi la versione PS2, o meglio ancora quella potenziata per Nintendo Wii, tuttavia, resta sempre un’idea migliore.

 

giallo

Good

  • Qualità del gioco originale.

Bad

  • Nessun miglioramento nell’interfaccia.
  • Conversione PC tecnicamente scadente.
6

Ilya Muromets
Che poi, a ben vedere Cutie Honey era tipo la Edwige Fenech dei giapponesi.