Tiki-Taka digitale

Luca 'LkMsWb' Balducci

Pro Evolution Soccer 2019

Sviluppatore: Konami
Publisher: Konami
Genere: Sportivo
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 12+
Lingua: Italiano
Versione Testata: PS4 Pro
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Nessun genere videoludico si presta ad una cadenzata uscita annuale come quello dei titoli sportivi, che proprio come una squadra passano momenti di sofferenza e di gaudio. Pro Evolution Soccer negli ultimi anni è tornato a risalire la china, merito soprattutto del passaggio al Fox Engine, che ha liberato la capacità degli sviluppatori nipponici dalle costrizioni del precedente motore di gioco. Non solo: PES è tornato a presentarsi come un gioco più simulativo rispetto al concorrente FIFA, forte di un ritmo più ragionato e di una rappresentazione del giuoco del calcio forse meno immediata ma capace di regalare grandi soddisfazioni pad alla mano.

Certo, come molti possono intuire, la strada del puro e semplice gameplay è forse l’unica intraprendibile da Konami e PES Productions per migliorare il proprio titolo e guadagnarsi il favore dei giocatori: Electronic Arts sembra imbattibile da un punto di vista economico, capace di aggiudicarsi praticamente tutte le licenze maggiori e di potersi permettere di realizzare una modalità “storia” cinematica, che per quanto limitata rimane una delle poche novità introdotte negli ultimi anni nei titoli calcistici.

È così che con l’edizione 2019 ci si trova davanti ad un PES funzionalmente identico al predecessore, interessato a portare le novità solo sul campo. Indebolito dalla perdita dei diritti della Champions League, PES si è buttato su un numero di campionati non di primissima fascia: ecco comparire quindi l’ufficialità dei campionati russo, svizzero, scozzese, belga, cileno, argentino, turco, danese, colombiano e portoghese, che si vanno ad unire ai già presenti campionati francese, olandese e brasiliano, e alla AFC Champions League, la Champions League asiatica. Per il resto dei campionati, PES presenta un misto di squadre ufficiali e non, e se in Italia sono presenti tutti i club ad esclusione della Juventus (PM Black White), di contro in Spagna è il solo Barcellona ad essere rappresentato in toto, forte della collaborazione di Premium Partner; quasi completamente assente il calcio tedesco: solo due squadre sono presenti fra le “altre europee”.

“…SPLENDIDA AZIONE CORALE!”

Per far fronte a queste lacune, il titolo di Konami vuole riscattarsi raffinando ulteriormente le sensazioni in campo, a partire dalla presentazione alle partite che è davvero impressionante quando si utilizzano squadre e stadi sotto licenza, ad esempio un Barcellona-Liverpool al Camp Nou. Il nuovo sistema di illuminazione aiuta a rendere ancora più cinematico il tutto, e a permettere variazioni di luce anche durante il match; il lavoro sui volti dei giocatori più famosi continua ad essere fenomenale, e il numero delle animazioni è ulteriormente aumentato, slegando ancor di più i movimenti dei calciatori da quella sensazione di ripetitività e meccanicità in movimento tipica dei titoli sportivi, e rendendo possibile intuire la stanchezza dei giocatori già dai come corrono; tutto ciò ha fatto aumentare la variabilità dei gol, anche grazie a degli estremi difensori incredibilmente reattivi (e animati ottimamente anch’essi). L’intelligenza artificiale dei compagni e delle squadre gestite dalla CPU è migliorata, e sebbene sia ancora possibile sfruttare determinati schemi più efficaci di altri, la facilità con cui anche a livelli elevati di difficoltà si potevano battere grandi squadre utilizzando qualsiasi formazione è scomparsa: non è impossibile farlo, semplicemente risulta decisamente più ostico. Giocando la sensazione è quella di avere ancora più controllo, ed allo stesso modo è tangibile la differenza di sensazioni regalata da ogni giocatore, rendendo ancor più importante trovare il giusto modo di giocare per ogni formazione, o viceversa di trovare i calciatori migliori per lo stile che si vuole applicare alla propria squadra.

Konami ha anche prestato attenzione alla Quality of Life del giocatore, e così in questa nuova edizione di PES sono presenti alcune chicche come i cambi rapidi (introdotti già sul precedente FIFA), una modalità decisamente più chiara per richiamare schemi su calcio d’angolo e su punizione, e un piccolo tooltip che ricorda quale strategia abbiamo richiamato fra le quattro impostabili sui tasti rapidi – da tradizione due strategie difensive e due offensive. Sono tutti cambiamenti minori, che però riescono a rendere più fluida tutta l’esperienza di gioco e sottolineano l’impegno di Konami nel tentare di spezzare il meno possibile il flusso di una partita.
In questa mirabolante presentazione c’è solo una nota stonata, e mai parola fu più corretta: la telecronaca
è talmente ripetitiva da essere prevedibile già durante la prima partita giocata. Le solite voci di Caressa e Marchegiani peccano anche di introduzioni al match poco ispirate e dell’annoso problema dell’intonazione di voce con cui vengono pronunciati i nomi di squadre e giocatori, mai legata a quanto avviene sul campo: in sostanza viene voglia di giocare senza, ed il problema, seppure in misura minore, è condiviso anche con la telecronaca in lingua inglese. Quello dei commenti alle partite è sicuramente un campo dal quale nei prossimi anni ci si può attendere di più, vista la ricerca posta sugli assistenti vocali e su come rendere più umane le voci sintetiche o preregistrate.

Le modalità di gioco disponibili sono le stesse da diversi anni: al di là di match rapido e/o coppe e tornei personalizzati, per il single player PES 2019 offre la storica “Master League”, dove si assume il ruolo di allenatore, gestendo la propria squadra tramite allenamenti, tattiche e calciomercato, così da giocare le partite nel modo che si vuole ed eventualmente approdando in altri club o nazionali; e la modalità “Diventa un Mito”, dove si sceglie o crea un calciatore e si vive la propria carriera, migliorando nel tempo con l’obiettivo di diventare i migliori – Tsubasa (Holly di Holly & Benji, per i meno nippofili) insegna!; non mancano ovviamente campionati e coppe ufficiali e personalizzati.

Anche l’online non presenta novità di rilievo, con partite rapide, partite personalizzate, il “Gioco di Squadra” che prevede un 11 vs 11, componibile da calciatori reali o da quanto creato nella modalità “Diventa un Mito”, e la modalità principe degli ultimi anni: myClub. Nata in risposta al Fifa Ultimate Team, questa modalità è un punto di forza di Pro Evolution Soccer. Basata su un certo elemento di fortuna, myClub rimane perfettamente giocabile e godibile senza spendere un euro in più del costo del gioco: certo, chi vuole acquistare con valuta reale le omonime monete “myClub” può far crescere la propria squadra in maniera più rapida, ma come nei giochi mobile fatti bene, con un po’ di pazienza è possibile ottenere eccellenti risultati e una soddisfazione incredibile nel mettere a posto la propria squadra ruolo per ruolo, e nel trovare il giusto allenatore. Non è (quasi) possibile puntare un giocatore preciso, e quindi l’elemento di fortuna ed imprevedibilità gioca sempre un preciso ruolo, talvolta anche regalando risultati imprevisti, come un giocatore poco considerato che si rivela invece ideale per il proprio gioco.

A differenza del FUT non esiste calciomercato diretto fra giocatori, ma è tutto basato su in sistema di osservatori e agenti: si possono schierare fino a tre dei primi per ottenere giocatori con determinate caratteristiche (es. Gioca in Italia, è mancino, è una punta), mentre i secondi si utilizzano come casse o pacchetti di carte presenti in tanti giochi attuali, ottenendo quindi da uno a tre giocatori casuali, limitati solo da liste o dalla rarità (e quindi forza) minima. Questo dona ancora una volta al titolo Konami un ritmo più lento, ma capace di regalare al giocatore una crescita costante, dandogli anche modo di provare giocatori e schemi differenti.

Online PES si gioca “bene ma non benissimo”, con un matchmaking non all’altezza del concorrente ed una fluidità in campo fin troppo dipendente dalla qualità della linea di chi ospita il match, con partite perfettamente fluide e godibili alternate ad altre che presentano lag dei comandi più o meno marcato; la maggior parte dei match scorre bene, per fortuna. Il problema in questo caso non sembra essere la distanza fra i giocatori, ma la qualità delle linee e la capacità dei vari modem e router di instradare senza problemi le porte utilizzate da PlayStation Online e PES 2019.

 

 

 

 

Dove posso acquistarlo?

PS Store

XBOX MARKETPLACE

PES 2019 è un classico rivisto: si gioca che è un piacere ma non porta praticamente nessuna novità fuori dal campo. La perdita di una licenza come quella della Champions League pesa, e non può essere qualitativamente bilanciata dai nuovi campionati, però è innegabile che nel rettangolo verde sia ulteriormente migliorato, e che chiunque cerchi un titolo calcistico di sostanza non potrà che essere soddisfatto con questa edizione.

verde

Good

  • Divertente da giocare.
  • Premia l’abilità del giocatore senza snaturare quella delle squadre.
  • Portieri decisamente più svegli che in passato.
  • Piacevolissimo da guardare (in movimento).
  • myClub non è mai stato così funzionale.

Bad

  • Matchmaking rivedibile.
  • Le licenze mancanti sono significative.
  • Nessuna novità nelle modalità.
  • Telecronaca.
8

Luca 'LkMsWb' Balducci
Dai videogiochi al PC, dal PC ai videogiochi: il cerchio è terminato. Convinto PCistamassterrace, cede puntualmente al lato oscuro delle console ad ogni esclusiva degna di nota.