Vita da cani

One Dog Story

Sviluppatore: Big Way Games
Publisher: Big Way Games
Genere: Platform 2D/Metroidvania
Disponibile: Digital
Lingua: Inglese

Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Se oggi il mercato indie rappresenta una valida alternativa a quello dei tripla A, dobbiamo sicuramente ringraziare Cave Story. Il titolo rilasciato nel 2004 a cura di Daisuke “Pixel” Amaya ha avuto un peso eccezionale nella storia degli indie games. Infatti, pur non essendo in assoluto il primo titolo sviluppato da una singola persona a raggiungere l’approvazione delle masse, Cave Story ha rappresentato un punto di svolta nella storia del medium: si appurò a livello popolare che lo sviluppo di videogiochi di successo non era più limitato a pochi grandi studi, ma che era davvero possibile produrre il proprio titolo in modo autonomo, persino nei ritagli di tempo, e sperare di ottenere comunque risultati significativi sia in termini di qualità che in termini commerciali.
Il gameplay di Cave Story era quello classico dei Metroidvania: un level design curato che favorisce l’esplorazione, diverse sezioni platform e una grande varietà di power up e armi. Il gioco di oggi, One Dog Story di Big Way Games, trae evidente ispirazione da questo nobile predecessore indipendente, inserendosi all’interno di un filone di platform ormai ben consolidato.

A onor del vero, One Dog Story si apre con una premessa piuttosto abusata: vestiamo infatti i panni di EO-43, un buffo cane vestito di tuta e cappello blu, che si risveglia in un laboratorio senza memoria. A guidarci ci sarà Lilith, un’intelligenza artificiale dagli scopi inizialmente non molti chiari. Il protagonista è un cane vittima di esperimenti scientifici, in grado di parlare, camminare su due zampe e, soprattutto, usare armi. Il suo scopo è quello di liberarsi dalla prigionia e recuperare la memoria.
La suddetta vicenda è narrata attraverso dialoghi e una serie di flashback che mostrano la vita di EO-43 prima degli esperimenti, quando era ancora un normale cane. Paradossalmente per un action-platform, le sezioni dei dialoghi rappresenta il primo e principale problema di questo titolo: quando EO-43 sta parlando con un personaggio, infatti, i nemici continuano a muoversi e a colpirlo, costringendo il giocatore a saltare velocemente le conversazioni per evitare di restare ucciso. Il medesimo problema è presente anche nelle transizioni da una mappa all’altra, sicché capita spesso di ritrovarsi la schermata di game over semplicemente per il fatto di essere passati in una nuova zona e di non aver potuto reagire ai colpi nemici.

CAN CHE ABBAIA…

Non si tratta di aspetti secondari, visto che in One Dog Story ogni difetto pare riversarsi a valanga su tutte le altre componenti del gioco. La mancanza di invincibilità durante dialoghi e transizioni è aggravato dalla sciagurata posizione dei check-point, la cui rarefazione costringe a ripercorrere lunghe sezioni, soprattutto nelle fasi iniziali. Questi check-point sono rappresentati da distributori che, attraverso un piccolo esborso della valuta di gioco (i mutageni) permettono di salvare i progressi di gioco; a questi si accompagnano altre due tipologie di distributori, che consentono di ricaricare i punti vita e migliorare le armi, aumentandone il livello, incrementando i danni inflitti e/o aggiungendo alcuni effetti secondari. Questa meccanica è ripresa da Cave Story, del quale viene riproposto anche l’indebolimento delle armi ad ogni colpo subito, fino a prosciugare completamente la barra dei potenziamenti. Inutile dire che tale prosciugamento si verifica regolarmente quando si viene colpiti durante i dialoghi o i passaggi tra livelli, e costringe l’utente a versare mutageni di continuo per conservare le armi a un livello decente, oppure ad avanzare con l’equipaggiamento di base. Il re-spawn totale dei nemici ogni cambio di area contribuisce a rendere l’operazione piuttosto tediosa.
Anche riguardo la componente esplorativa, non ci sono buone notizie. Salta subito all’occhio la mancanza di una mappa, che rende difficile procedere nel gioco, soprattutto considerando il backtracking necessario nelle fasi finali dell’avventura. Per fortuna la varietà degli ambienti è sufficiente per quanto non ci sia nulla che brilli per originalità – ebbene sì, anche in One Dog Story c’è un quadro con la lava. Vi sono poi alcuni punti segreti che contengono oggetti e/o potenziamenti e che possono essere trovati grazie al fiuto di EO-43; tuttavia, la maggior parte delle volte questi segreti vengono rinvenuti solo a causa dei proiettili sparati contro i nemici, vanificando così l’applicazione di questa meccanica abbastanza originale.

La grafica si basa su una pixel art buona ma non eccelsa e forse poco indicata per i toni dell’avventura, la quale presenta toni anche piuttosto drammatici. Se il design del protagonista non è particolarmente ispirato, è invece migliore quello dei nemici, dei quali si segnala soprattutto la buona varietà e la caratterizzazione dei boss.

Dal punto di vista puramente tecnico-meccanico, va segnalata la mancanza di precisione dei controlli, e in particolare l’imprecisione del salto, che resta sempre identico a prescindere dal livello di pressione del tasto: una scelta “vintage” che tuttavia risulta assolutamente fuori luogo in un platform contemporaneo, anche considerando il numero di corridoi poco elevati. Vanno inoltre considerati numerosi e gravi bug: più volte ci siamo ritrovati bloccati tra due piattaforme e siamo stati costretti a ricaricare il salvataggio, senza contare fenomeni inspiegabili come la scomparsa improvvisa del menù di gioco, che ha reso impossibile ricaricare la partita.

Tornando alla questione iniziale: no, One Dog Story non riesce assolutamente nell’arduo compito di raccogliere l’eredità di Cave Story e si presenta come un platform mediocre, privo di originalità e affetto da numerosi bug e problemi tecnici. La storia non è particolarmente avvincente, la caratterizzazione dei personaggi è piuttosto povera e la presenza di finali multipli non invoglia a rigiocare il titolo, anche perché risulta possibile ottenerne ben quattro a partire dallo stesso salvataggio, senza bisogno di ricominciare l’avventura.

Dove posso acquistarlo?


Cave Story 3D (Videogioco)


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Purtroppo One Dog Story fallisce miseramente nel tentativo di ricreare la magia dei platform vecchio stile, e si configura come un titolo estremamente sottotono, funestato da gravi mancanze proprio negli aspetti che caratterizzano il genere. Il confronto con opere del livello di Shovel Knight e Owlboy, giochi estremamente più curati e divertenti, risulta impietoso. Consigliamo l’acquisto solo ai fanatici più incalliti del genere, invitiamo caldamente tutti gli altri a girarne al largo.

semafori indie-01

Good

  • Buona varietà di nemici e boss.
  • Livello di difficoltà appagante…

Bad

  • … ma vanificato da alcuni bug
  • Storia banale.
  • Controlli imprecisi.
4.5

Giocatore da tempo immemore, crede fortemente nella forza del medium videoludico e cerca, nel suo piccolo, di favorirne la sua diffusione culturale.