La nascita di una nuova stella.

Majkol

Nioh

Sviluppatore: Team Ninja (Koei Tecmo)
Publisher: Sony Interactive Entertainment
Genere: Action RPG
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 18+
Lingua: Italiano

Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Cosa succede quando Team Ninja, Koei Tecmo e Sony Entertainment uniscono le forze e cercano di creare l’action RPG definitivo? “Un casino“, direbbe il giocatore disilluso, ovvero il sottoscritto. E invece la risposta è Nioh, un prodotto che fin dai beta test, ai quali ho personalmente partecipato, si è dimostrato essere un progetto lungimirante e assolutamente unico nel suo genere. Molti hanno ingiustamente inquadrato il titolo nella cerchia di “Souls Clones” per via di qualche meccanica impunemente riportata anche nel nuovo titolo firmato Team Ninja, ma assicuro che la somma delle parti dà un risultato immediatamente differente e, per certi versi, più similie a classici dell’action game come Ninja Gaiden – classico scomparso dai radar dopo i tormentati ultimi episodi – e Tenchu. Casualmente IP passata tra le mani proprio di From Software. L’incipit è oscuro e vede William, spadaccino britannico dalla somiglianza preoccupante con Geralt Di Rivia, essere coinvolto nel traffico di un misterioso e potentissimo minerale chiamato Amrita. William sembrerebbe inoltre legato al mondo degli spiriti e degli yokai, le figure che popolano il folklore giapponese, tanto da avergli procurato l’abilità di tornare dal mondo dei morti, nel caso venisse sconfitto in battaglia. Che fortunello!

L’ETERNO RITORNO

Ambientato inizialmente nell’Inghilterra del 1600, l’attenzione si sposta presto in Giappone, all’inseguimento di un inquietante alchimista reo di aver rapito lo spirito guardiano del nostro eroe in circostanze drammatiche. Il suo obiettivo? Sconvolgere l’unificazione dell’arcipelago del Sol Levante dopo anni di guerre sotto lo spettro del terribile condottiero Oda Nobunaga. Insomma, sappiamo già dove andrà parare il debole pretesto narrativo che unisce i livelli di Nioh, ma in fondo non c’è nulla di meglio di un contesto storico e geografico ben delineato per inscenare le migliori carneficine ludiche senza troppi rimpianti. Team Ninja sembra saperlo bene e pur infarcendo l’azione di deboli cinematiche atte a far sfilare le versioni digitali di qualche guerriero proveniente direttamente dai libri di storia nipponica, il filo narrativo che giustifica il vagare di William fra le diverse ambientazioni infestate da demoni non è mai preponderante. Ottima scelta, specie quando quel che ci aspetta dal punto di vista squisitamente ludico si dimostra così ben realizzato.

Nioh è un Action RPG, ma poggia la propria base sulle finezze tecniche di hack’n’slash e action games 3D della scorsa generazione. È vero, ed è giusto ammetterlo fin da subito in modo da non tornarci sopra nuovamente: l’ispirazione alla serie Souls di From Software è evidente, ma per tanti versi il titolo Team Ninja se ne discosta a più riprese, fino a crearsi una propria identità meritevole di lodi. Quel che manca a Nioh della serie Souls è sicuramente la pretesa di voler tratteggiare un universo di miti e leggende con soluzioni di continuità in ambito esplorativo; gli scenari che compongono il peregrinare, ramingo, di William sono circoscritti a livelli selezionabili su una mappa bidimensionale, nei quali si può eventualmente ritornare in occasione di missioni secondarie dal livello di difficoltà crescente… o magari in soccorso di qualche altro giocatore online, nel caso questo si fermasse in uno degli altari sparsi per il livello e invocasse l’aiuto di un compagno di squadra. Esattamente come nella serie Souls, in Nioh la progressione dell’evoluzione del protagonista è legata alla collezione di amrita, essenze che vengono sprigionate dalla sconfitta dei mostruosi nemici che popolano i livelli. In caso di morte è possibile ritornare nel luogo del misfatto per recuperare il bottino raccolto prima di fare la conoscenza della triste mietitrice, o in alternativa morire nell’impresa e vedere svanire il frutto di ore e ore di gioco fra insulti allo schermo e rage quit leggendari. La ricerca viene facilitata in ogni caso dalla presenza di tombe cremisi nelle ambientazioni, che avvertono i giocatori che proprio in quel luogo un altro avventuriero connesso alla rete è caduto in battaglia in circostanze tragiche, un po’ come le pozze di sangue in Dark Souls; la novità è che se ci si sente particolarmente agguerriti si può provare ad affrontare l’avatar del giocatore sconfitto in un duello sul posto, magari venendo ricompensati con dei pezzi di equipaggiamento dal valore inestimabile. E le similitudini con la serie From Software finirebbero qui, non fosse per tanti altri piccoli elementi qua e là, ma su una cosa posso certamente rassicurarvi: la curva di difficoltà è stata finemente calibrata in modo da proporre un livello di sfida rispettoso del tempo del giocatore e soprattutto dei suoi sforzi. Certo non mancano momenti di sconforto, ma non sono nemmeno lontanamente paragonabili alla frustrazione generata da sessioni di gioco a Demon’s Soul o Dark Souls 2.

Ma tornando agli amrita: questi possono essere investiti per migliorare le statistiche di William e sbloccare così nuove abilità, divise in skill tree ben definiti, ma ibridabili in combinazioni sempre differenti. Fra tecniche di combattimento aggiuntive e bonus passivi, ci si rende immediatamente conto di come il sistema di evoluzione del protagonista scelto da Team Ninja sia profondo e allo stesso tempo versatile, in grado di dare forma ai più bagnati desideri di onnipotenza di chi tiene il joypad in mano. Alle classi degli RPG il titolo preferisce una struttura evolutiva “aperta” suddivisa in diverse tipologie d’armi che possono essere alternate sul campo di battaglia, magari approfittando di un momento di stanca da parte dell’avversario. Ci si ritrova quindi a poter variare stile di combattimento in tempo reale, passando dalle tipiche lame giapponesi a magie onmyo, tra tecniche shinobi e attacchi a distanza fatti di arco e frecce o dal minaccioso alzarsi della canna di un’arma da fuoco. Il tutto godendo di uno dei sistemi di combattimento fra i migliori degli ultimi anni, in grado di divertire senza risultare troppo ostico, e capace al contempo di integrare l’incredibile stratificarsi di bonus, statistiche e numerini tipici degli RPG. Si mena come samurai posseduti da Oni, insomma, ma con alle spalle un’ossatura solidissima fatta di statistiche, abilità, equipaggiamenti (e ce ne sono davvero tanti!) e amenità varie che sicuramente ora mi sono dimenticato di elencare. E il tutto scorre senza intoppi, senza annoiare e senza alcun tempo morto.

Per parlare in dettaglio delle meccaniche che regolano le schermaglie fra William e gli avversari bisogna fare una premessa: Nioh evolve il concetto alla base di Ninja Gaiden, in cui riflessi e velocità di esecuzione erano la base per poter progredire nella storia.

L’attenzione per il cast femminile rimane una prerogativa Koei Tecmo.

Partendo da quel concept tanto semplice quanto avvincente, Team Ninja ha ricamato attorno alla barra del vigore, appena sotto a quella dell’energia vitale, un “balletto” continuo fatto di fendenti, difese tragiche, contromosse e un sottobosco di strumenti utilizzabili in battaglia per potenziare i propri attacchi o indebolire le capacità degli avversari.Come già menzionato, il risultato è assolutamente incredibile e ogni scontro – al di là dei bonus statistici – richiede tanta abilità nei menù RPG quanto sul campo di battaglia pad alla mano, potendo anche manifestarsi in ben tre stili di combattimenti differenti per ogni tipologia d’arma e fra tante “super mosse” quanti saranno gli spiriti protettori accumulati durante l’avventura. C’è davvero di che godere in Nioh se ci si considera videogiocatori con alle spalle una certa esperienza nell’ambito degli action, al di là di qualche inevitabile fragilità in concomitanza con la presenza di alcuni scenari dal level design mediocre o della sporadica presenza di bug più o meno gravi (mi è capitato di rinascere durante una missione secondaria per ritrovarmi alla fine del livello). Se la direzione artistica non riesce mai davvero a stupire, lo stesso si potrebbe dire anche del comparto grafico, sicuramente pulito e in grado anche di risultare evocativo in alcuni frangenti, ma del tutto privo di guizzi autoriali capaci di giustificare una piattezza generale del comparto visivo. Il titolo permette di scegliere fra un’azione a 60fps – a scapito di dettaglio grafico – o di una modalità “cinematica” dove all’ottundimento del counter fps alla fatidica soglia dei 30 corrispondente un potenziamento grafico e una risoluzione maggiorata. La differenza, in tal senso, è sicuramente apprezzabile soprattutto su PlayStation 4 Pro, ma chi scrive non può che consigliare di preferire sempre e comunque la fluidità dell’azione in videogiochi di questo genere. 

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

Nioh rappresenta la rinascita di Team Ninja dopo anni di prodotti mediocri e costumi per Dead or Alive 5, nonché uno dei nuovi punti di riferimento per gli RPG con ibridazioni hack’n’slash. Si tratta di un’avventura da assorbire e fare propria in ore e ore di schermaglie, magari anche aiutato da amici in rete. Non si tratta di un titolo particolarmente interessante dal punto di vista artistico o narrativo, ma più che mai seducente se si considerando le sue meccaniche calibrate con cura certosina e allo sfoggio di abilità che viene richiesto pad alla mano. Un gioco per veri hardcore gamers, non c’è che dire!

verde

Good

  • Sistema di combattimento eccellente.
  • Profondità ludica impareggiata.
  • Ambientazioni e atmosfere horror ispirate.
  • Livello di sfida mai alienante.

Bad

  • Visivamente mediocre.
  • La mancanza di una modalità PvP potrebbe risultargli fatale sulla lunga distanza.
9

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.