L'ultimo grido?

Luca 'LkMsWb' Balducci

MXGP2 arriva a due anni di distanza dal primo capitolo: due anni durante i quali Milestone ha decisamente saputo rifinire la sua formula videoludica. Per chi ancora non la conoscesse, Milestone è una software house italiana incentrata su titoli di guida, e oltre a possedere la licenza sfruttata per MXGP2, è responsabile anche dei titoli ufficiali dedicati alla MotoGP, nonché di quelli dedicati al mondiale Rally (serie WRC) e SuperBike (serie SBK). MXGP2 è costruito attorno alla stagione 2015 del mondiale, e regala ai giocatori un’esperienza davvero completa: se c’è una cosa che non manca in questo titolo sono i contenuti.

MXGP2 img001Ehi! Ci siamo proprio tutti!

Si considerino innanzitutto i circuiti: vengono riproposte tutte le 18 piste del mondiale, oltre al tracciato che ha ospitato il Mondiale per Nazioni 2015 e altri quattro percorsi indoor. Ancora, non mancano all’appello tutti i team e i piloti ufficiali dei campionati MXGP e MX2. Come se non bastasse, i marchi di tute, caschi e accessori per le moto sono tutti reali, a partire dall’italianissima AGV – per nominarne una. Le modalità di gioco presentano un’analoga varietà: alla classica Gara Singola – beh, doppia, ogni gara di motocross prevede infatti una Gara 1 e una Gara 2 – si aggiungono il già menzionato Mondiale per Nazioni, la “Stadium Series” (con percorsi indoor particolarmente tecnici), il Multiplayer, gli Eventi Reali e la modalità Carriera.

Eventi Reali è un’intuizione non nuova in senso assoluto, ma di interessante realizzazione: per ognuno dei 19 tracciati reali il giocatore sarà invitato a rivivere quanto accaduto a un pilota reale, e gli si richiederà di imitarne le gesta (o magari far meglio!). In questa fase si potrà usufruire di video ufficiali, che riproporranno gli accadimenti del circuito dal punto di vista del protagonista di turno. In questa modalità le gare sono brevissime, spesso due giri, talvolta uno soltanto, per un’esperienza intensa e coinvolgente.

MXGP2 img000Farò di te un uomo campione!

Che la modalità carriera sia la chiave di volta del titolo si capisce già al primo avvio: ancor prima di accedere al menu principale la prima cosa da fare è creare un alter-ego (le opzioni invero sono piuttosto limitate), per poi passare alla creazione del proprio team, con la conseguente selezione di un personal manager e di un team manager – o meglio, della loro fotografia, dato che non ci sono differenze di abilità fra le varie figure professionali.

Le prime due gare in modalità carriera si possono affrontare con una moto ricevuta gratuitamente, e si svolgono in un momento antecendente alla “prima stagione”: sarà poi possibile decidere se continuare in un team proprio (scegliendo uno sponsor) o passare a uno dei team ufficiali per l’inizio della stagione successiva. Ogni gara compensa il giocatore con un certo numero di crediti e di punti reputazione, i primi utili ad acquistare e potenziare le varie moto disponibili, i secondi per attrarre sponsor più munifici e/o squadre ufficiali più attrezzate. Ogni ciclo di 6 gare si avrà modo di cambiare sponsor o squadra: un sistema un po’ irrealistico, certo, ma che facilita sicuramente il gioco dal punto di vista dell’immediatezza e della dinamicità dell’esperienza. Obiettivo finale della modalità carriera: diventare campioni del mondo nella categoria regina.

Qualche limite ancora esiste: non si possono ingaggiare altri piloti nella propria squadra, e gli stessi sono, per così dire, “congelati” nella condizione in cui si trovavano agli inizi del 2015. Insomma, non vi sono passaggi fra i vari team ufficiali, e neanche da MX2 a MXGP (escludendo l’alter ego del giocatore), ma la modalità carriera rimane comunque godibile.

MXGP2 img003Cambio di marcia

Tutto bello, ma in un gioco di guida quel che conta è il comportamento in pista. MXGP2, va detto, è un misto simulazione/arcade, con un sistema di controllo che riesce nel non banale compito di risultare facile da imparare ma difficile da padroneggiare. Sono presenti 3 modelli di guida: base, medio e avanzato: il primo risulta molto permissivo; il secondo inizia a richiedere una certa abilità nel dosare freni e acceleratore, specie con le moto della categoria superiore; il terzo obbliga alla gestione separata dei freni anteriore e posteriore, e ammette l’uso della frizione. Per avere un po’ di sfida – è evidente – il primo modello va praticamente ignorato. In ogni caso la sensazione di velocità è leggermente più bassa rispetto al vero motocross, con un evidente rallentamento, forse anche eccessivo, nel caso delle ricadute dai salti. Sebbene irrealistica, questa limitazione è necessaria per questione di gameplay: in MXGP2 lo spostamento del peso del pilota, gestito dall’analogico destro, è fondamentale sia per rimanere in piedi che per ottenere tempi migliori sul giro, e gestire tale bilanciamento tramite un gesto della mano è ovviamente meno immediato che farlo con il proprio corpo. Non tutto è oro quel che luccica, una volta in sella emergono difetti evidenti: il riposizionamento a centro pista con moto ferma, per esempio, è a volte troppo solerte, altre troppo indulgente nel correggere uscite di pista davvero minime e nel permettere tagli più o meno netti. Anche il sistema delle collisioni sarebbe da rivedere: esso sembra tenere conto quasi esclusivamente dell’inclinazione delle moto coinvolte, e molto meno del baricentro, dell’inerzia e della forza centrifuga o centripeta dei piloti. E che salti! Una volta caduti, i piloti diventano leggeri come manichini scagliati in aria da un cannone verso il cielo. Per fortuna, almeno quest’ultimo costituisce un problema esclusivamente estetico.

Il multiplayer è presente: è possibile scegliere di affrontare una partita veloce, effettuare la ricerca di avversari o creare una stanza. Si possono organizzare anche dei mini-campionati, e scegliere se limitare l’ingresso con una password, o se restringere il ventaglio delle opzioni (livello di fisica, presenza di piloti gestiti dall’intelligenza artificiale etc.). Qualche minimo problema di non sincronizzazione si avverte, ma riguarda principalmente il posizionamento degli altri piloti: nulla, insomma, di cui preoccuparsi.

MXGP2 img007Sì, è proprio lui!

MXGP2 è basato sulla consolidata base tecnologica che Milestone ha costruito negli anni, tanto consolidata da essere ormai prossima alla pensione. Come da tradizione i modelli di piloti e moto sono realizzati con cura, e insieme alla telecamera in prima persona (forse la migliore disponibile nel settore) rappresenta sicuramente l’aspetto migliore di una realizzazione tecnica ormai limitata. Si registrano infatti poligoni insufficienti, tonalità dei circuiti costruite su shader statici, piste che potevano beneficiare di un po’ di tessellazione in più. Le cose non vanno meglio per quanto riguarda il comparto audio: le musiche sono completamente anonime, e il suono dei motori punta molto sulla coppia, piuttosto che sul numero di cavalli. Nessuna telecronaca accompagna le imprese del giocatore: le uniche voci che si possono ascoltare sono quelle del personal manager/team manager.
L’intelligenza artificiale merita un capitolo a parte: a livello medio risulta fin troppo facile vincere tutte le gare, perlomeno con un mezzo discreto. A livelli più alti la sfida è decisamente più intensa, e si è costretti a conoscere bene le piste e a limitare al minimo il numero degli errori; d’altra parte, i piloti gestiti dalla CPU fra l’altro possono sbagliare, e capiterà di vedere cadute o ingenuità evidenti. Purtroppo l’alter ego del giocatore sembra essere un po’ troppo preso ignorato dagli altri piloti, che finiscono per centrarlo con discreta costanza, provocandone la caduta.

MXGP2 fcompie passi avanti rispetto al predecessore, specie dal punto di vista dei contenuti e del modello di guida, forte com’è di anni di esperienza maturati da Milestone nel campo. Il titolo finisce purtroppo per limitare un po’ la sua resa a causa di limiti tecnici ormai risalenti alla passata generazione. Il lavoro è dunque buono nel complesso, ma dall’azienda milanese ci si aspetta l’ultima zampata che le consenta di diventare davvero grande.

giallo

Good

  • Modello di guida efficace e divertente
  • Decisamente non avaro di contenuti
  • Buono sfruttamento della licenza ufficiale

Bad

  • Bentornate Xbox 360/PS3
  • Intelligenza artificiale da rivedere
7

Luca 'LkMsWb' Balducci
Dai videogiochi al PC, dal PC ai videogiochi: il cerchio è terminato. Convinto PCistamassterrace, cede puntualmente al lato oscuro delle console ad ogni esclusiva degna di nota.