LUV U

Edoardo Carusillo

Muv Luv

Sviluppatore: âge, ixtl
Publisher: Degica
Genere: Visual Novel
Disponibile: Digital
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Le visual novel rappresentano un medium affermato in Giappone da quasi vent’anni. Tra le varie tipologie di novel, i simulatori di appuntamenti costituiscono una nicchia abbastanza popolare tra i  giovani, soprattutto otaku, forse a causa di una popolazione tendenzialmente introversa e poco intraprendente sul piano delle relazioni affettive. Si tratta di un genere molto radicato, al punto da aver contaminato il gameplay di diversi franchise mainstream, per esempio, le serie Shin Megami Tensei: Persona o Harvest Moon (ora conosciuto in Occidente come Story of Seasons). Benché il mercato videoludico giapponese sia quasi saturo di dating sim, solo pochi riescono a sbarcare oltreoceano e a guadagnarsi un fandom rilevante, come Clannad o Hatoful Boyfriend.

Un altro titolo particolarmente in voga nei primi 2000 è stato Muv-Luv, prima visual novel dell’omonimo franchise, sviluppata dalla software house Âge e distribuita nel 2003 per PC. Inizialmente, Muv-Luv è stato pubblicato come erotic game, un gioco con appunto scene erotiche esplicite tra il protagonista maschile e le varie ragazze, mentre nel 2006 la 5pb ha sviluppato una versione “all age” epurata dei contenuti per adulti – pur mantenendo parte del fanservice ecchi. Nel 2015 invece, è stata annunciata una campagna di crowdfounding per localizzare la serie in lingua inglese ed è terminata con successo dopo aver raggiunto oltre un milione di dollari. La versione “all age” è stata quindi rilasciata su Steam l’anno seguente tramite il publisher Degica.

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L’adattamento animato di Muv Luv intitolato Muv-Luv Alternative: Total Eclipse riprende la linea narrativa di uno spin-off a tema mecha nato come manga e solamente ispirato al gioco Muv Luv.

Mettendo da parte la mia avversione misogina nei confronti delle eroine della cultura otaku, ho voluto testare se questo gioco è effettivamente valso i soldi e la dedizione per questa campagna. Ambientato ai giorno nostri in una cittadina giapponese, Muv-Luv si divide in due storyline, Extra e Unlimited, ed entrambe condividono gli stessi personaggi, ma in contesti diametralmente opposti. La prima incarna perfettamente la tipologia di simulatore d’appuntamenti: una mattina, il giovane Takeru Shirogane si risveglia insieme a Meiya Mitsurugi, ricca ereditiera e sedicente sua promessa sposa. La sua improvvisa comparsa turba profondamente Sumika Kagami, l’immancabile “amica d’infanzia” e anch’ella innamorata di Takeru, che non esita ad entrare in competizione con Meiya.

In tutto questo, il protagonista rievocherà in sogno il ricordo di una promessa di matrimonio che aveva stretto durante l’infanzia con una bambina, che lo spingerà a scegliere tra le due pretendenti. Una simile premessa non poteva che ricordarmi Nisekoi, probabilmente uno dei manga di genere harem più frustranti del panorama contemporaneo giapponese, il cui pensiero mi ha pregiudicato l’intero gameplay della prima parte. Oltre alle due eroine principali, Takeru sarà contornato da altre ragazze con cui potrà tessere una relazione e scavare a fondo alla loro “originalissima” personalità.

BITCHES AND MECHAS

muv-luv-art001La seconda parte, Unlimited, stravolge completamente l’ambientazione: una mattina, Takeru si sveglia esattamente come nella storyline Extra, ma stavolta senza Meiya insieme a lui e con un robottone schiantato nel suo vicinato. Più tardi, realizza di trovarsi in un mondo parallelo dove l’umanità, la cui popolazione è ridotta a un miliardo, deve fronteggiare una minaccia aliena  per mezzo di mecha chiamati TSF (Tactical Surface Fighters). Sono presenti tutti i personaggi della prima storyline, con i loro interessi e quirk, ma rivisitati in in un contesto militare-apocalittico. Soltanto Sumika sembra mancare, mentre al suo posto è apparsa una misteriosa ragazza di nome Yashiro Kasumi.
Dopo aver scoperto che Unlimited è stata d’ispirazione per Hajime Isayama per la composizione  del suo manga bestseller, L’attacco dei giganti (Attack on Titan), ho nutrito particolari aspettative per questa linea narrativa.

Una differenza sostanziale tra la versione giapponese e quella giunta a noi è che nella prima bisognava completare le route di Meiya e Sumika per sbloccare Unlimited, mentre nell’edizione disponibile su Steam è possibile selezionare quale delle due parti giocare già nel menù principale. Sinceramente, non ho capito l’intenzione dietro questa scelta, visto che la lettura di Unlimited dipende molto dall’esperienza con Extra: infatti, la seconda storyline da per scontata la conoscenza regressa del cast, delle relazioni col protagonista e di alcuni riferimenti. Posso solo ipotizzare che tale opzione sia stata inserita per coloro che non vogliono sorbirsi il triangolo amoroso di Takeru, Meiya e Sumika per addentrarsi direttamente nel cuore del gioco.

Parliamo appunto della prima parte. Come già detto, Extra rappresenta un dating simulator in perfetto stile giapponese. Il giocatore impersona il banalissimo Takeru Shirogane e guida la storia in base alle route delle altrettanto banali eroine con cui deciderà di instaurare una relazione; perché banali? Perché tale è la personalità del 90% del cast femminile, superficiale come una pozza stagnante. Chiariamoci subito, i personaggi detengono la stessa caratterizzazione ritrovabile in un qualsiasi manga di genere harem: c’è l’elegante “ojou-sama”, la premurosa main “amica d’infanzia”,  l’esuberante ragazza-gatto, la silenziosa “kuudere” e la zelante capoclasse. Come bonus, c’è perfino la svampita professoressa con problemi d’amore e tendenze da cougar (qualcuno ha nominato la prof di Puella Magi Madoka Magica?). Di tutte queste, nessuna otterrà il benché minimo sviluppo caratteriale, risultando monodimensionali al massimo e incentrando la propria route sul fattore sentimentale o (peggio ancora) sul drama value. Ma ciò che è addirittura più frustrante di questa fiera di cliché e stereotipi del genere, è la ripetitività disarmante di ciascuna relazione. Chi volesse proseguire la storia con Meiya o con Sumika, per esempio, dovrà subire la loro appiccicosa insistenza come due gatti avvinghiati ai genitali, andando incontro a due linee narrative praticamente identiche tra di loro. La storia con le altre eroine opzionali seguirà un destino differente, ma purtroppo, non dissimile: infatti, tre quarti della route di ciascuna ragazza ripete ciclicamente il medesimo corso degli eventi, mentre il restante affronterà la loro backstory nel vano tentativo di dar loro una qualche profondità. Si ha quindi l’impressione di una presunta non-linearità della trama, ignorando il fatto che perfino le linee di testo non sembrano cambiare indipendentemente dalle scelte prese in precedenza.

muv-luv-art005Ma il motivo più profondo del mio rammarico, risiede nella squallida qualità della sceneggiatura e nella quantità eccessiva di “filler”. È proprio così, ogni route è dilungata fino allo sfinimento, tanto che quando la trama sembra iniziare a ingranare, la storia è già finita, come se tutta l’attesa di una portata principale fosse valsa un boccone misero e amaro in bocca.  Non sono state rare le volte in cui ho lasciato il gioco in modalità autoread per andare in bagno o fare uno spuntino senza l’arrivo di qualche scena saliente, e sono fermamente convinto che se il gameplay fosse stato condensato in poche ore, ciò non avrebbe inficiato sull’economia di Extra.

Passiamo invece alla seconda parte Unlimited, considerata all’unanimità come il fulcro del gioco. Anche in questa sezione è presente l’elemento dating sim, con la differenza che stavolta abbiamo una vera e propria trama di fondo. Come in Extra, la scelta della propria waifu servirà a indagare sul loro passato, ma sarà solo un accompagnamento per una storia molto più lineare e prestabilita. Non a caso, Unlimited presenta un drastico cambiamento dal genere slice of life sentimentale a un registro più maturo, trasportando i piccoli problemi di cuore in un mondo dominato dai conflitti e dall’istinto di sopravvivenza; data la natura di questo universo parallelo, la storia prende una piega più drammatica, mentre le varie eroine dimostreranno la loro adattabilità sfruttando i propri talenti, già mostrati in Extra, come punti di forza. Per esempio, la ragazza che nell’universo precedente era un’arciera, qui diventa un cecchino formidabile, mentre la capoclasse è ora la leader della squadra. Takeru dovrà dunque fare i conti con la sua mediocrità d’animo tipica del più ordinario eroe della narrativa giapponese per ragazzi, scontrandosi con il pragmatismo e la durezza nel nuovo mondo. Tuttavia, non essendo Muv-Luv differente da una classica novel per ragazzi, Unlimited manifesta quindi i più banali difetti di sceneggiatura del medium. Infatti, sebbene i toni siano generalmente più seri, non mancheranno i punti in cui la trama rallenterà per far spazio a quelle scene buttate in caciara che speravo di aver abbandonato per sempre in Extra. Innanzitutto, l’incipit è terribilmente cringeworthy e inefficace: dopo aver visto il proprio vicinato distrutto da un robottone e la città rasa al suolo, una persona normale ne uscirebbe allarmata, per usare un eufemismo; invece, Takeru si auto-convincerà di trovarsi in un sogno, motivo per cui si comporterà da perfetto idiota per tutta la durata del prologo. Non poteva esistere inizio peggiore.

 

 

 

 

Contenuti

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OK, MA GLI ALIENI..?

muv-luv-art003Proseguendo su questa verve, spesso e volentieri la sceneggiatura si perde in linee narrative secondarie insipide e fondamentalmente irrilevanti, come il capitolo in cui una delle ragazze sviluppa una dipendenza da videogiochi oppure quando Miki Tamase finge di essere leader del gruppo per fare bella figura col padre; seriamente, degli espedienti narrativi degni del più insulso cartone animato per pubblico pre-adolescenziale. Inoltre, nonostante Takeru Shirogane dimostri in più occasioni di essere il peso morto del gruppo, “casualmente” riceverà il più alto punteggio nel simulatore dei mecha, e guadagnerà la leadership della squadra in soli due anni; che la sindrome del Maschio Alfa Gary Stu abbia colpito ancora? Per non parlare della festa natalizia, della gravidanza con la propria ragazza e, dulcis in fundo, il discorso finale strappalacrime di Takeru scritto partendo dalla premessa “I have a dream” (sento Martin Luther King rivoltarsi nella tomba). Infine, non riesco a credere che questa parte sia stata davvero lodata per aver presentato un mondo minacciato da un’invasione aliena senza far vedere questi alieni: è come se in Fate/Stay Night si parlasse continuamente della Guerra del Santo Grail senza che i protagonisti vadano effettivamente a combattere i Servant, ma che storia è mai questa?

Come se non bastasse, anche qui la ridondanza dei dialoghi è problematica tanto quanto in Extra: più di una volta ho notato come il responso dato da più ragazze risultava invariato a prescindere dall’opzione scelta, come se l’unico scopo dei bivi fosse quello di parteggiare per la propria waifu. In termini di grafica, Muv-Luv appare abbastanza incisivo. Gli sfondi sono molto belli e dettagliati, mentre il character design è pulito ed esteticamente gradevole. Gli sprite sono tanti e variegati, forti di una regia dinamica in grado di posizionarli e muoverli sullo sfondo, come se fossero in un anime.

Le linee di testo riprendono il layout di Phantom of Inferno, con i dialoghi disposti come sottotitoli, anche se il timing e la distribuzione del testo lasciano molto a desiderare: intere battute sono state compresse in linee da tre, quattro, perfino sei righe di testo, rendendo la lettura molto più faticosa. Questo fatto è ancora più evidente nei momenti di infodumping, dove la trama si arresta in favore  di spiegoni interminabili; mi dispiace, ma se volevo sciropparmi una lezione frontale mi bastano e avanzano i corsi universitari. La soundtrack, ahimé, è ripetitiva e poco ispirata, mentre la qualità del doppiaggio è nella media delle produzioni nipponiche, ergo piuttosto buona, ma niente di trascendentale.

Alla fine, Muv-Luv rimane il “bundle” di due simulatori d’appuntamenti, uno mediocre e triviale, l’altro più accettabile e discreto. Per chi cerca una visual novel più story-driven, come può esserlo un gioco targato Type-Moon, consiglio di saltare direttamente a Unlimited, mentre gli estimatori delle cerebroles… ehm, eroine otaku, probabilmente apprezzeranno anche la sezione Extra.
Tuttavia, al prezzo di 31,99€, non me la sento di consigliare un titolo per giocarne solo una parte, per cui suggerisco di acquistarlo a prezzo ridotto.

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Good

  • Disegni vivaci ed espressivi.
  • Molte route e tanti finali.
  • La sezione Unlimited.

Bad

  • Pessime scelte di sceneggiatura.
  • Dialoghi ridondanti.
  • Musica ripetitiva.
  • La sezione Extra.
6.2

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!