Once more with bloody feelings!

Majkol

Nonostante sia passato un anno dal lancio di Mortal Kombat X, NetherRealm Studios ha continuato a infarcire il suo eccellente picchiaduro con contenuti addizionali, come personaggi, stage, costumi e addirittura animazioni aggiuntive con cui umiliare gli amici perdenti. Un impegno, quello dello sviluppatore statunitense, che con l’uscita del Kombat Pack 2, ennesimo pacchetto di contenuti addizionali, si è concretizzato in una specie di nuova “stagione”, seguendo la filosofia lanciata da Killer Instinct e tutto sommato toccata anche da Capcom con Street Fighter V e i suoi aggiornamenti futuri e Koei Tecmo con Dead or Alive 5.

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Mortal Kombat X parte II

mortal kombat xl img006Mortal Kombat XL è sostanzialmente una sorta di edizione “game of the year” di Mortal Kombat X che include tutti i DLC esistenti precedentemente pubblicati per console, compreso l’ultimo pacchetto che include il ritorno di alcuni scenari classici, nuove brutality e ben quattro nuovi personaggi. Tra l’altro, non volti qualsiasi, ma pescati direttamente dall’immaginario cinematografico orrorifico di franchise come Alien, The Texas Chainsaw Massacre, Predator e Friday the 13th; una trovata non del tutto nuova, considerando la presenza di Freddy Krueger nel roster di combattenti del diretto prequel, ma evidentemente Warner Bros Entertainment deve averci preso gusto. Chiaramente non mancano anche personaggi più vicini alle atmosfere caciarone e hollywoodiane a cui la campagna single player ci ha abituato, come il veterano Bo rai Cho (impossibile resistere ai peti e ai getti di vomito usati come tecniche di combattimento!) e Triborg, l’unione di Sektor, Cyrax, Smoke e Cyber Sub-Zero. Quest’ultimo porterebbe tecnicamente il numero di personaggi aggiuntivi a sette, ma dopotutto lo slot dedicato è solamente uno, e come tale va considerato singolarmente.

Grande è la cura riservata alla caratterizzazione del moveset e dell’aspetto di questi personaggi, che approfittano anche della tradizionale scelta nel trittico di variazioni di stile di combattimento all’inizio di uno scontro per rispolverare design tratti da bozzetti alternativi o altre loro apparizioni cross-mediali. Una goduria immensa per chi è cresciuto facendosi cullare dall’orrore scaturito da questi esponenti del genere cinematografico action, thriller e horror, tanto da rendere addirittura possibile inscenare un siparietto alla Alien Vs. Predator fra una mazzuolata fra Raiden e Liu Kang e l’altra. Peccato per l’assenza di Freddy alla raccolta di star del cinema da strizzabudella, uno scontro fra lui e Jason sarebbe stato altrettanto apprezzato!

La sostanza alla base del picchiaduro rimane ovviamente la stessa. Rapide successioni di attacchi, spettacolari evoluzioni e qualche mossa speciale inserita qua e là permettono di lanciarsi in alcune delle più cruente e veloci battaglie mai viste in un picchiaduro. Mortal Kombat X (perché di questo si parla) rimane un gioco godibilissimo e ben al di sopra della media dei diretti competitor anche a distanza di un anno dal lancio, con buona pace di chi pensava che la serie non potesse sopravvivere al passaggio al 3D (non che i primi MK tridimensionali provassero il contrario, ad essere onesti). Particolarmente buona è la resa della fisicità dei colpi e dei combattenti, al punto di restituire senza troppi problemi la pesantezza di un corpo in caduta libera o la leggiadria paranormale delle protagoniste femminili, tanto seducenti nell’aspetto quanto sadiche nell’esecuzione delle fatality (Cassie, la figlia di Sonya e Johnny Cage, vince su tutti).

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Più moderno dell’attualità!

Paradossalmente, in un periodo in cui il nuovo nato in casa Capcom dovrebbe spadroneggiare nell’ambito 2,5D, guardare all’offerta ludica inclusa in questo Mortal Kombat XL annulla senza alcuna possibilità d’appello quanto imbastito dall’ultima avventura di Ryu e soci: tantissime modalità di gioco da affrontare sia da soli che in compagnia, una modalità kripta, completamente rivoluzionata rispetto ai prequel, in cui sbloccare contenuti extra, costumi e bozzetti e che si rivela essere un gioco nel gioco; senza tirare in ballo, poi, il multiplayer asincrono che raggruppa i combattenti di tutto il mondo in diverse fazioni, ricompensando gli appartenenti alle più virtuose con lauti guadagni in un maniera così intelligente che dovrebbe essere presa ad esempio da chiunque volesse realizzare un picchiaduro dopo di esso. L’ultimo prodotto NetherRealm Studios è uno dei picchiaduro più completi e variegati mai visti su console. Che dire, poi, della nuova modalità storia? Si tratta sostanzialmente di una campagna single player dal sapore cinematografico che segue direttamente gli eventi raccontati nel precedente capitolo pubblicato su PS3, Xbox 360 e PC. La nuova generazione di guerrieri, per lo più nati dai volti rappresentativi della Terra nel passato della serie Mortal Kombat, deve vedersela ancora una volta con nuove creature, nuove sfide e, ovviamente, con tanta tanta violenza caricaturale, volutamente sopra le righe da risultare quasi ridicola. Quest’ultima opzione di gioco inframezza i vari scontri con sequenze video adornate da Quick Time Event, lì per richiamare il giocatore al joypad e tenere vivo il suo interesse anche nel caso non si fosse particolarmente curiosi di conoscere il background degli eroi (e avversari) o le vicende che li vedono protagonisti.

Infine ci sono le torri, ovvero sfide dalla difficoltà crescente che si configurano in un’immaginaria scalata di strutture altissime, fra modificatori di livello di difficoltà impazziti e la possibilità di vedere le condizioni di battaglia variare fra uno scontro e l’altro oppure, nelle torri viventi, sottostando a cambiamenti orari, giornalieri o settimanali. Un’occasione per mettersi alla prova contro non solo alla CPU, tutto sommato abbastanza valida anche a livelli medi, ma soprattutto contro la casualità. Quando il masochismo videoludico incontra il celodurismo dei giocatori non c’è sfida che tenga!

Al completo!

Al completo!

Il profilo tecnico è sostanzialmente identico a quello del gioco originale, dopotutto XL non è nient’altro che Mortal Kombat X con l’aggiunta di tutti (o quasi…) i contenuti extra. L’Unreal Engine 3 è stato chiaramente spremuto a dovere, avvicinandosi quasi alle potenzialità del suo successore. Rimangono perplessità riguardo le animazioni delle mosse X-Ray, che abbassano gli fps dell’azione da 60 a 30 durante la loro esecuzione, ma si tratta solamente di vedere il pelo nell’uovo a tutti i costi. La direzione artistica, invece, è chiaramente una di quelle che o si amano o si odiano, senza mezze misure; certo, l’antico splendore delle tutine in spandex prese in prestito ai frequentatori del Comicon per caratterizzare i personaggi nei primi, classici, episodi della serie sono ormai un ricordo e l’opera di redesign per allineare anche i più critici volti del pantheon di combattenti alla nuova visione simil-realistica scelta da Ed Boon e lo studio di sviluppo è apprezzabilissima. Lo spirito che muove Mortal Kombat X(L), a metà fra la satira e il trash consapevole rimane paradossalmente il suo più grande ostacolo, e non ci si deve stupire se, pur con la sua eccellenza formale, non verrà preso in considerazione dai giocatori duri e puri di serie più artisticamente raffinate (almeno nel passato), come King of Fighters o Street Fighter. Buono anche il comparto sonoro, ma il doppiaggio italiano rimane davvero evitabile. A conclusione dell’articolo, una postilla veloce: in seguito alle polemiche scaturite dalla scarsa ottimizzazione (per non dire impraticabilità) di Batman Arkham Knight su PC, la scelta di Warner Bros di non pubblicare gli ultimi DLC e questa versione finale per il mercato “master race” rimane veramente assurda. Alla luce di una credibilità ormai persa, trovo sia davvero ingrato tagliare fuori dall’offerta coloro che acquistarono Mortal Kombat X su PC al lancio, pensando di andare ad ottenere lo stesso gioco e gli stessi contenuti futuri dell’utenza console. Mi chiedo se questo ennesimo autogol non possa davvero aver scritto la parola fine sul futuro della serie per il mercato personal computer… ma questo ce lo dirà solamente il tempo.

Mortal Kombat XL

Sviluppatore: NetherRealm Studios
Publisher: Warner Bros. Interactive Entertainment
Genere: Picchiaduro
Disponibile: Digital+retail
PEGI: 18+
Lingua: Italiano
Versione Testata: Xbox One
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

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Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Galleria

Chi scrive non è un grande fan della serie, e difficilmente mi sarei prodigato nel tessere le lodi di questo Mortal Kombat XL se non fosse stato per la sua effettiva qualità strabordante. Di fronte ad un modello di business ormai sdoganato per i picchiaduro, ovvero quello degli aggiornamenti a lungo termine (vedi Super Smash Bros. , Street Fighter V, Dead or Alive 5, ecc.), questa edizione XL mi sembra tutto sommato una proposta molto sincera e rispettosa del pubblico. E nel caso si possedesse l’edizione vanilla del gioco, si può semplicemente precedere all’acquisto dei DLC per una somma di 24€ per godere di tutte le novità offerte. Più facile di così…

verde

Good

  • Tanta roba da fare
  • Sistema di combattimento veloce e profondo
  • Ottima resa della fisicità dei colpi e dei corpi degli eroi
  • Buon numero di personaggi

Bad

  • Netcode non sempre all'altezza
  • Stilisticamente è un caso di hit or miss
8.8

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.
  • Rapper Nero

    Bella recensione, ma non vedo perchè definire più “artisticamente raffinati” i fighetti pittati di King of Fighters, o gli stereotipi pesanti di Street Fighter… Mah.

    • Perché il design dei pg di MK, in origine, si basava su tizi in cosplay e varie reinterpretazioni di altrettanti stereotipi asiatici filtrati dalla visione estetica statunitense. Certo, dagli anni ’90 ne han fatta di strada, ma quella rimane la matrice. 🙂

      • Rapper Nero

        Lo so lo so, sono un cultore di MK dagli anni 90… E questo non vuol dire che quelli di MK non abbiano un buon design rispetto a quelli di KoF o SF, che sono al contrario (e anche di più) dei bassi stereotipi occidentali filtrati dalla visione estetica giapponese… Ed hanno avuto anche meno successo di pubblico.

        E dirò di più, quelli di MK avevano già fatto strada negli anni 90 e la stanno perdendo, visto che son diventati fin troppo seriosi e pieni orpelli che manco quelli di Soul Calibur… Per dire, il Sub Zero anni 90, con la tutina in spandex semplice, vale 100 volte più di quel tamarro borchiato che è adesso (e così tutti gli altri).

        E comunque, tornando al design anni 90, John Tobias quelli di MK li aveva prima anche disegnati, ci sono artworks e fumetti fatti da lui a riguardo… Quindi non è partono direttamente da persone vestite eh.

        • Si sta ovviamente menzionando quello che si poteva vedere in-game, ovvero un’estetica portata in vita in modo forzato e posticcio mediante l’utilizzo di una tecnica grafica che trasformava il tutto in una INNEGABILE carnevalata. Indubbiamente gli studi dei pg hanno origine su carta, ma la messinscena nel gioco, che faceva ampio uso di assets ricreati con attori conciati nei peggio modi, era quel che era. Credo che l’espressione migliore della serie nella sua forma classica rimanga al terzo episodio in ogni caso. http://199.101.98.242/media/images/34631-Mortal_Kombat_3_(USA)-10.jpg

          Nulla da dire sulle recenti iterazioni, che comunque si rifanno ad un immaginario che difficilmente riesco a prendere in considerazione senza inarcare anche le sopracciglia che non ho.

          “il Sub Zero anni 90, con la tutina in spandex semplice, vale 100 volte più di quel tamarro borchiato che è adesso” credo che questo commenti rientri semplicemente in un’ottica prettamente personale. In ogni caso i costumi KLASSICI (lol) sono lì per quello, non preoccuparti.

          • Rapper Nero

            Son lì per quello, perchè quando uno pensa a Sub Zero o a Scorpion, ci pensa con in mente i primi costumi semplici… Mica quelli attuali, che sono dei rifacimenti in chiave truzza.

            Che poi, il fatto che tu inarchi le sopracciglia quando vedi stili grafici non rifacenti alla cultura mangaanime, la dice lunga pure sul tuo concetto di carnevalata o di ricercatezza…
            Cioè… Un soldato con la cresta, un tizio verde perchè sì o un fighetto pittato da emogay, sono delle belle carnevalate pure se sono fatti con grafica “cartoon”.

            Vero che la tecnica della digitalizzazione fa molto trash, però quelli di MK pure (e soprattutto) in versione digitalizzata facevano la loro porca figura ed erano caratteristici al massimo, forse anche più delle versioni disegnate…
            Non per dire, ma dopo soli 3 anni dal primo MK, era già uscito il primo film.

            Dirò anche, se ora si ispirassero di più allo stile old, puntando su costumi di default ipercolorati e fisionomie più realistiche richiamanti gente reale, senza mulscoli troppo pompati… Sarebbe anche meglio. :3

          • ti ringrazio per il feedback, terrò a mente ciò che mi hai detto. Un saluto!