Il passato a portata di display touch del proprio smartphone

Mobius Final Fantasy

Sviluppatore: Square Enix
Publisher: Square Enix
Genere: Free-to-play, RPG
Disponibile: Digital
PEGI: 12+
Lingua: Inglese
Versione Testata: Android, PC

Confesso di sentirmi un poco in difficoltà nel recensire questo Mobius Final Fantasy, controverso titolo uscito inizialmente su piattaforme mobili (quindi con comandi pensati per il touch screen e un sistema di gioco ritagliato proprio attorno alle possibilità offerte dagli smartphone) e recentemente portato da Square Enix su Steam in forma Free-to-play.

La prima impressione è che dietro a Mobius ci sia una bella dose di fan service, a partire dalla tanto sbandierata frase “dagli autori della serie Final Fantasy originale”, che ha costituito uno dei punti focali della campagna pubblicitaria. La cosa non è necessariamente negativa, ma sarà sufficiente a renderlo un titolo divertente ed allettante? Andiamo con ordine. In Mobius Final Fantasy impersonerete un eroe “blank”, ossia un personaggio – il cui aspetto è parzialmente personalizzabile durante la fase iniziale del gioco – giunto da un altro universo e che, come vuole la tradizione, si scopre fin da subito afflitto da una misteriosa amnesia. Scoprirete presto che nell’universo di Palamecia non siete gli unici appena giunti da altri mondi e a non ricordare nulla del vostro passato, tanto che inizialmente sarà proprio questo mistero a tirare le redini della narrativa. Una leggenda del luogo racconta poi che uno dei tanti avventurieri è destinato a diventare il prossimo Guerriero della Luce e a riportare la pace. Se siete fan di uno o più Final Fantasy di un tempo, la cosa non vi suonerà nuova… ma giocandolo scoprirete che non è l’unica fonte di déjà vu che il titolo propone. Ovviamente questi “avventurieri” che, come voi, condividono un’origine misteriosa, altro non sono che gli altri giocatori sparsi per il mondo; un modo come un altro per introdurre la forma di multiplayer asincrono scelta per il gioco, per la quale non interagirete direttamente con gli altri, ma potrete incontrarne l’avatar di tanto in tanto lungo il vostro viaggio prendendo in prestito le reciproche carte da gioco che userete in combattimento. Sì, carte da gioco, avete letto bene.

GAMEPLAY IBRIDO

Per quanto l’impronta degli autori della serie originale possa trasparire da tante piccole cose, come le musiche, l’estetica dei personaggi, l’idea di base della trama, le classi e le mosse disponibili, in verità la caratteristica che maggiormente ricorda Final Fantasy sono i combattimenti, che peraltro costituiscono il 90% di quello che è Mobius. Anche in questo a caso seguendo una logica a turni, ovviamente.

Durante la propria fase di gioco è possibile scegliere se attaccare con l’arma equipaggiata o lanciare una magia, ammesso che abbiate raccolto abbastanza sfere luminose del tipo necessario. Durante il combattimento, infatti, ad ogni colpo inferto e ad ogni nemico sconfitto il vostro eroe riceve delle sfere magiche di vario genere (fuoco, acqua, terra, aria, curativo) che vanno ad accumularsi sulla barra superiore. Per ogni incantesimo o abilità che potete lanciare vi occorre avere prima accumulato un certo numero di sfere di un determinato tipo. In alternativa, potrete usare le sfere per lanciare su voi stessi uno scudo elementale che per qualche turno diminuirà drasticamente i danni ricevuti da nemici di quello stesso tipo.

Il combattimento, di per sé, non propone molto di più e non a caso, una delle maggiori critiche che sono state mosse a Mobius dai fan della serie, riguarda proprio l’eccessiva semplicità del combat system. D’altro canto il titolo, avendo origine nel mondo mobile, doveva essere per forza di cose adattato e semplificato per l’interazione attraverso touch screen, e pensato per permettere anche sessioni di casual gaming normalmente non contemplate dalle iterazioni numerate. Mobius per fortuna offre un’ampia possibilità in quanto a personalizzazione del proprio eroe, partendo dalla classe e passando per equipaggiamento, tipo di magie e abilità ecc. . Tutte queste variabili sono personalizzabili grazie a delle carte, che potrete sbloccare avanzando nel gioco (le vedrete droppate dai nemici in modo più o meno casuale durante la lotta) o acquistandole nello store, seguendo una logica fatta di microtransazioni sempre più cara ai moderni giochi su smartphone. In un certo senso le carte vanno a sostituire quella che in Final Fantasy VII era la materia: combinandone di differenti e potenziandole tramite fusioni, renderete più forte il vostro personaggio o sbloccherete nuove abilità prima precluse.

Prima di ogni combattimento vi verrà proposto un report sulla zona che vi accingete ad affrontare, con alcune informazioni sulla difficoltà, il tipo di nemici che potreste incontrare, l’eventuale presenza di un boss. In base a ciò sarà permesso cambiare la composizione delle vostre carte per meglio affrontare i combattimenti, che si susseguono uno dopo l’altro, ed è qui che entra in gioco la possibilità di “prendere in prestito” una carta in più da un giocatore online, al quale potrete anche inoltrare una specie di “richiesta di amicizia” al termine della battaglia se vorrete richiedergli prestiti anche in futuro. Una funzionalità che personalmente non ho trovato molto utile, ma magari se si gioca tra amici potrebbe anche avere dei simpatici risvolti. Non bisogna poi sottovalutare il fatto che le carte possiedono anche una componente “da collezionisti” che va a stimolare l’appassionato sfegatato che si nasconde nel cuore di ogni appassionato, anche quelli sempre meno interessati ai prodotti Square Enix degli ultimi anni; gran parte di queste sono dedicate agli eroi più amati o alle evocazioni classiche della serie principale e potranno sicuramente fungere da incentivo per chi non volesse proprio arrendersi alle logiche “gacha” di questo titolo mobile sotto mentite spoglie. Infine non posso non citare la parte dedicata agli oggetti da inventario, anch’essi acquistabili con denaro reale o con valuta digitale: è possibile riceverne come premio per essersi connessi al gioco ogni giorno, oppure come premio al completamento di una zona per la prima volta.

Mobius Final Fantasy è tutto qui. La storia va avanti attraverso cutscene tra un’area e l’altra, combattimento dopo combattimento. La linearità e la ripetitività dell’esperienza sono ai massimi livelli in questo senso. Contro questa logica volutamente senza scappatoie intervengono fortunatamente gli eventi a tema, che permettono anche a chi ha già completato gli eventi principali disponibili di continuare a fare la conoscenza di nuove storie, aree e incontrare personaggi storici del franchise. La produzione segue una pubblicazione episodica e nel momento in cui scrivo non è completa, ma viene periodicamente ampliata con nuovi scenari che ne proseguono la linea narrativa principale. Square Enix approfitta di questa struttura portante per proporre eventi a tema per un periodo limitato, come la campagna ancora in corso dedicata al remake di Final Fantasy VII e quella recentemente aperta con i personaggi dell’ultimo Final Fantasy XV. Grazie ai portali che permettono da un certo punto in poi del gioco di raggiungere aree remote di Palamecia si può accedere a queste missioni secondarie completamente separate rispetto alla trama principale, ma sarà prioritario portarle a termine entro un giorno specifico, sbloccando oggetti e carte esclusive che poi non saranno più disponibili. Nel caso della campagna dedicata al leggendario settimo episodio combatterete fianco a fianco con Cloud Strife e potrete ottenere la sua spada “Buster Sword” come arma esclusiva; in questa circostanza combatterete a fianco dell’associazione eco-terroristica Avalanche nel tentativo di salvare Palamecia dai reattori Mako che ne stanno assorbendo l’energia vitale, e chi ha presente la storia di Final Fantasy VII non ha bisogno di ulteriori dettagli per gasarsi. Insomma, Mobius si presenta come un’ottima occasione per Square Enix di proporre un gioco nuovo ma in qualche modo pieno di riferimenti alla serie principale, e di sfruttare la sua struttura per creare crossover continui con altri storie e personaggi. Facendo quindi il punto sul gameplay, possiamo definirlo come un ibrido tra quello che era il combat system dei vecchi Final Fantasy, ovviamente semplificato, e ciò che ormai propongono quasi tutti i giochi su smartphone, ossia potenziamenti e carte da sbloccare in free-to-play o acquistabili tramite denaro reale. Una soluzione che su mobile è risultata pregevole e almeno in parte innovativa, ma che su PC risulta un po’ forzata, soprattutto per la sua forte componente casual.

Contenuti

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CELLULARI AAA

Mobius Final Fantasy stupì tutti fin dal suo annuncio per la pregevole qualità grafica vantata; all’epoca non  erano molti i titoli mobile che potevano vantare un dettaglio così elevato della resa del mondo circostante o delle animazioni dei personaggi. Il porting PC prosegue positivamente in tal senso e il gioco è stato ovviamente portato a risoluzione 1080p con la possibilità, all’avvio, di scegliere se usare come librerie grafiche sia le DirectX di Microsoft, che le OpenGL libere. In entrambi i casi il gioco si presenta piuttosto gradevole agli occhi, con ambienti non esattamente al pari con le produzioni odierne, ma comunque apprezzabile sono tanti altri aspetti prettamente estetici. L’applicazione di effetti grafici originariamente non utilizzabili su smartphone certamente ha permesso di migliorare la resa complessiva. La colonna sonora risulta molto piacevole e com’era immaginabile rimanda spesso col pensiero ad alcune delle composizioni storiche del franchise. Personalmente, tuttavia, ho trovato questa eccesso di autoreferenzialità a tratti sfiancante, specie all’ennesima ripetizione della stessa litania di combattimento in combattimento. Rimane comunque piacevole giocare alla campagna dedicata a Final Fantasy VII riconoscendo la sua colonna sonora per poi tornare alla storia originale di Mobius e trovare un accompagnamento originale, seppur stilisticamente derivativo. Nessun problema da segnalare, invece, per quanto riguarda i comandi di gioco: gli originali input touchscreen sono riadattati tranquillamente a mouse e tastiera in modo intuitivo, permettendo di giocare praticamente anche con l’uso del solo mouse. Un porting che non deve essere stato certamente complesso come quello che si fa di solito per giochi da console a PC, ma che comunque è stato fatto piuttosto bene e valorizza ulteriormente un titolo che altrimenti sarebbe valso la pena giocare solo su dispositivi mobili.

Come detto fin dall’inizio, valutare Mobius in modo equilibrato è per me molto difficile: trovo che sia piacevole da giocare, e da fan della serie principale mi esalta l’idea delle campagne secondarie a tema che creano crossover con altri titoli Square. Insomma, con me il fan service funziona! D’altro canto non posso negare che la sua origine mobile pesi parecchio su un gameplay ibrido che rende i combattimenti semplici e ripetitivi, da un lato, e crea un complesso sistema di crescita del personaggio basato su carte collezionabili e items dall’altro. La trama, a sua volta, è interessante ma non si presenta particolarmente originale, almeno per il momento. Posso suggerire di provarlo, perché secondo me ne vale la pena, senza però spendere denaro sui bonus, dato che è giocabile tranquillamente senza alcun investimento.

semafori indie-02

Good

  • Una lettera d'amore ai fan della serie.
  • In continua espansione!
  • Sistema di gioco adatto anche ai neofiti.

Bad

  • Troppo semplice e ripetitivo per i giocatori più accaniti.
  • Natura mobile/casual più adatta a partite occasionali che al gioco continuativo.
  • Intreccio originale davvero dimenticabile.
6.9

La mia passione in realtà è per le storie. Per questo fin da piccolo ho amato i libri, i fumetti e il cinema. I videogames sono per me un’altra porta d’accesso, attraverso la quale mi lascio trascinare dentro dai loro personaggi e dalle loro ambientazioni, vivendo molte vite in molti mondi diversi…