Anatemi d'amore tra i banchi di scuola

Edoardo Carusillo

Misao: Definitive Edition

Sviluppatore: sen
Publisher: AGM Playism
Genere: Survival Horror 2D
Disponibile: Digital

Lingua: Inglese

Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

E’ passato un anno da quando Playism, noto distributore di JRPG amatoriali su Steam, ha rilasciato Mad Father (qui la nostra recensione), un caposaldo di quella triade dell’horror composta da Ib e The Witch’s House. Grazie  al successo di questa pubblicazione, dovuta grazie anche al notevole restyling grafico, Playism ha reso possibile lo sbarco di Misao, secondo titolo di Sen (The Miscreant’s Room) sulla piattaforma online. Anche stavolta, sarebbe stato meglio se mi fossi preparato intelligentemente a provare prima la versione originale del gioco rispetto all’edizione “definitiva”, ma visto il notevole salto di qualità della direzione artistica, ho preferito giocare subito l’ultima uscita.

Son passati tre mesi da quando Misao, una ragazza liceale, risulta scomparsa da scuola. Un giorno, la sua voce sveglia Aki, la protagonista del gioco, invocando il suo aiuto e chiedendole di cercarla.
Le lezioni mattutine trascorrono tranquillamente, e tutti i compagni di classe di Aki sono convinti che Misao sia morta, quando all’improvviso, un terremoto teletrasporta lei e gli altri personaggi in una dimensione alternativa dove i fantasmi infestano la scuola. La ragazza, dopo esser caduta in un varco del pavimento, si ritrova davanti a Onigawara, presidente del consiglio studentesco e l“Orco” di Mad Father. Costui affida ad Aki la missione di recuperare gli indumenti di Misao, per placare la sua maledizione e ritornare nel mondo reale.

MISAO… MERAVIGLIAO?

Nonostante io mi sia riferito ad Aki secondo il suo genere canonico, all’inizio del gioco è possibile scegliere sia il sesso che il nome del protagonista.  Questa scelta influisce relativamente poco con gli eventi del gioco, salvo per mostrare alcune scene alternative nel True Ending e presentare due eroi dalla personalità abbastanza distinta: se l’Aki maschile non farebbe del male nemmeno  a una mosca e prova un normale dispiacere alla morte dei suoi compagni di classe, l’Aki femminile non ci pensa due volte ad uccidere il prossimo, e dopo la morte di Yoshino esclama ingenuamente: “Ooops, mi sono dimenticata di salvarla!”.
In termini di gameplay, Misao non si discosta molto da Mad Father: lo scopo del gioco è ritrovare gli oggetti personali dell’omonima ragazza e per farlo, il giocatore deve esplorare stanza per stanza tutte le aule dell’edificio scolastico. Per avanzare nella storia, si deve quindi svolgere una sessione costante di “cerca e trova”, dove gli strumenti hanno lo scopo di risolvere alcuni enigmi o accedere alle aree successive; in tutto questo, bisogna sfuggire ai mostri ed evitare le varie trappole mortali.
Rispetto al suo predecessore, Misao presenta un livello di esplorazione più limitato e una difficoltà ancora più bassa, tanto che è possibile consultare un apposito NPC per ricevere i vari indizi, ma  questo non è un deterrente per l’esperienza di gioco.
Parliamo invece della componente survival horror, e a tal proposito vorrei porre come metro di paragone il già citato The Witch’s House, pubblicato nell’anno successivo: in un certo senso, si potrebbe dire che Misao ha anticipato quel tropo videoludico secondo cui Tutto Può Ucciderti… Tuttavia, la differenza tra The Witch’s House e Misao, è che mentre il primo riesce a trasmettere un’ansia così opprimente da indurre alla paranoia, l’altro non può fare a meno di far cozzare tale tropo con l’elemento esplorativo. In ogni stanza c’è sempre uno o più modi per morire, ma quasi nessun indizio sul loro vero pericolo, e per innescarli bisogna spesso e volentieri cliccarci sopra.
La curiosità del giocatore verrà sempre punita, spesso ingiustamente, al punto da sentircisi quasi scherniti; Misao cerca lo spauracchio tramite l’effetto sorpresa, ma verso metà del gioco si inizia quasi a perderci la sensibilità, soppiantando la paura della morte con la rassegnata accettazione di essa come parte integrante dell’esplorazione. A riprova di ciò, nell’aula del laboratorio è posta una trappola dove lo squillo di un telefono spaventa Aki tanto da farla sbattere al muro e ucciderla, per farvi capire quanto siano ridicolissime certe morti. E’ come se ci fosse un intento auto-parodistico dietro, infatti nel piano terra c’è proprio la lista di tutte le morti possibili e immaginabili del gioco (fino a 45), che se viene completata, permette di sbloccare un contenuto extra nel menù principale.

La narrazione è prettamente lineare, tranne che nell’epilogo, dove l’unica scelta possibile determina l’esito del finale, cioè il Bad Ending o il Normal Ending; ottenere il secondo permette di accedere al True Ending dal menù principale. Non posso rivelare il modo per arrivarci ma se c’è una cosa che la quarta serie de Le Bizzarre Avventure di Jojo mi ha insegnato è: non fidatevi dei feticisti delle mani.

Dal punto di vista estetico, Misao appare visivamente pulito, curato e raffinato. Il distacco grafico tra la versione freeware e quella di Steam è estremamente radicale, è come osservare due giochi differenti: la grafica è passata da 16 a 32 bit, le aree sono state quasi completamente ripianificate, ridisegnate e riarredate e i personaggi vantano più e nuovi sprite.
Inoltre, sono stati aggiunti e modificati nuovi enigmi, dialoghi e linee di testo – per esempio, gli oggetti personali da ricercare, nella versione originale del 2011, erano le parti del corpo di Misao.
In compenso, la direzione del suono è rimasta ahimé assai debole. Gli effetti sonori, specialmente nei “jumpscare”, sono molto scadenti e sommessi rispetto ai momenti che vorrebbero enfatizzare, mentre la colonna sonora non riesce né ad accompagnare efficacemente l’avventura del giocatore, né ad evocare l’atmosfera adeguata. Non fosse per la musica del menù principale, la soundtrack sarebbe del tutto dimenticabile.

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

In sostanza, Misao: “Definitive Edition” non riesce a fornire un’esperienza di gioco all’altezza del suo predecessore, nemmeno con una grafica aggiornata e dei nuovi contenuti speciali.
Laddove il gameplay non sa stimolare né provocare il giocatore con degli espedienti meta-ludici complicati o premesse innovative, compensa un sostrato narrativo degno del più classico setting dell’horror made in Japan ambientato in un contesto scolastico (qualcuno ha detto Corpse Party?).
Tutto ciò può rappresentare una sconfortante delusione, soprattutto per chi bazzica nel genere da diversi anni, ma per i neofiti, Misao potrebbe rivelarsi perfino un gioco divertente e movimentato.
Per quel che vale, 4,99€ per l’edizione di Steam è un prezzo abbastanza onesto.

 

semafori indie-02

Good

  • Livello di horror sfizioso...
  • Grafica migliorata.
  • Camei piacevoli.

Bad

  • … ma non abbastanza per i veri fan.
  • Componente survival sciocca.
  • Direzione del suono mediocre.
6.5

Edoardo Carusillo

Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!