L’evoluzione della serie… o no?

Luca 'LkMsWb' Balducci
Cover Megadimension Neptunia VII

Megadimension Neptunia VII

Sviluppatore: Idea Factory, Compile Heart
Publisher: Idea Factory International
Genere: JRPG
Disponibile: Digital+Retail
PEGI: 16+
Lingua: Inglese
Versione Testata: PC
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Megadimension Neptunia VII – che sta per Victory 2, mica per 7 – fa parte di una serie che in terra nipponica ha visto il rilascio di ben 12 titoli dal 2010 ad oggi. Limitandosi al filone principale, Victory 2 sarebbe il quarto episodio, o il settimo se vogliamo contare i remake usciti su PlayStation Vita e PC (Steam) con l’appellativo Re;birth; in ogni caso il primo sviluppato sulle console di ottava generazione. Confusi dai numeri? Non preoccupatevi! il preambolo finisce qui.

Neptunia screenshot 01

Gli artwork, finalmente in 1080p!

La serie creata da Idea Factory e Compile Heart si caratterizza da sempre per il suo modo eccentrico di offrire al giocatore storie leggere, personaggi al di là dell’assurdo, attacchi speciali realizzati con animazioni da far impallidire i boss finali di quasi ogni JRPG, anime e manga esistente e, soprattutto, dal fare tutto questo rompendo completamente la quarta parete, sia per i commenti di Neptune che con citazioni che attingono a piene mani dal mondo pop e dalla cultura videoludica.
Questo quarto capitolo della serie non si discosta molto dai predecessori nella sostanza, ma offre alcuni interessanti spunti: il tema è il cambio generazionale delle console, e la storia si suddivide in ben 3 archi narrativi, chiamati Zerodimension Neptunia Z: Twilight of the Desperate CPU, Hyperdimension Neptunia G: The Golden Leaders, Reconstructors of Gamindustri e Heartdimension Neptunia H: Trilogy Finale: Into Legend; la megalomania non manca, a partire dai titoli…

Neptunia screenshot 06

Sono menzionate 4 grandi case nipponiche: Konami, Bandai Namco, Capcom e Square-Enix. Azzeccato il design dell’ultima, eh?

La divisione in 3 parti ci consegna situazioni molto variegate: la Gameindustri protagonista del primo arco è ben più dark rispetto a quanto ci ha abituato la serie, ma lo humor e i prolissi discorsi delle protagoniste – spesso nonsense, ancor più spesso completamente avulsi da quanto sta succedendo attorno a loro – spezzano le tematiche più serie. Le fasi parlate sono ancor più numerose e lunghe del solito, specialmente in questo primo arco: tropes ripetuti più e più volte e fanservice non mancano, e talvolta regalano al giocatore una sensazione quanto mai fondata di forzatura; il senso di deja-vù è ulteriormente amplificato per i veterani della serie che vedranno sfruttata la solita estrema caratterizzazione delle protagoniste e degli antagonisti all’interno di stereotipi ben definiti.

Il secondo arco porta in seno alcuni dei cambiamenti più radicali all’interno di Victory Two: entrano in scena gran parte delle nuove meccaniche, dalla gestione degli scout (una evoluzione dello Stella Dungeon che non dispiace) al sistema di investimenti per “potenziare” le città e sbloccare oggetti in vendita, ricette per il crafting e doni e scenette; fino al Neplunker, un dungeon opzionale che si ispira a Spelunky, penalizzato da un sistema di salto che non si sposa benissimo, regalando un’esperienza da brividi, sia in senso positivo che negativo. Tutte queste modifiche si vanno ad aggiungere ai cambiamenti portati al sistema di combattimento, che pur rimanendo basato su un sistema a turni rinnova la gestione delle combo, ora dipendenti anche dall’arma che si utilizza e dall’ordine dei colpi. Cambia anche il modo di affrontare i nemici più potenti, non esiste più il cosiddetto “Guard Break”, sostituito da elementi distruttibili il cui abbattimento porta solo benefici.

La vera essenza della Next Gen: la Next Form di Neptune!

È solo avanzando verso l’ultima parte del gioco che si finisce di sbloccare quanto di nuovo Megadimension ha da offrire: tutte le abilità di esplorazione con cui raggiungere anche i tesori più improbabili – sì, se volete trovare tutto preparatevi ad un backtracking importante! –, tutti i personaggi e tutte le abilità di combattimento, fra cui la Next Form, la vera citazione dell’evoluzione necessaria per raggiungere una nuova generazione di console. È a questo punto che ci si rende veramente conto di quanto la serie si sia man mano evoluta sul piano del gameplay, e di quanto ancora riesca a cadere su cose stupide.

Neptunia screenshot 07

La nuova mappa del mondo prevede la costruzione delle strade di collegamento. Purtroppo sono presenti i combattimenti casuali.

Il bilanciamento fra le protagoniste non è ottimale, con gli attacchi magici che risultano troppo spesso devastanti rispetto a quelli fisici, ma i nuovi elementi sono decisamente interessanti, i nuovi attacchi belli da vedere e la difficoltà ben più calibrata del solito (non servirà neanche farmare più di tanto!). Purtroppo, nonostante le protagoniste siano davvero molte, in questo capitolo si è scelto di non dare esperienza a chi non è “scesa in campo”, e questo vale anche per le quattro eroine di riserva.

1080p, 60 fps (forse)

Victory 2 è il primo della serie ad essere uscito su PS4. Questo ha portato a sfondi 2D finalmente a 1080p, ad aree di gioco decisamente più grandi, a effetti e attacchi veramente belli da vedere – per chi apprezza il tratto manga-style. Ma tutto questo riguarda principalmente gli elementi nuovi, mentre poco, pochissimo è stato fatto per quanto viene ereditato dai tre Re;birth: alcuni dungeon storici sono riconoscibili sia come texture che come mappa, lo stesso vale per le animazioni, per gli attacchi dei personaggi, per i nemici, per i vestiti ed i costumi. Il problema è che si parla della maggioranza dei contenuti (dungeon esclusi).

Neptunia screenshot 08

Molto più che nei precedenti titoli, in Megadimension le CPU sembra non vedano l’ora di svestirsi…

La versione PC soffre di scarsa ottimizzazione, e serve almeno un PC medio per riuscire a godere del gioco senza troppi patemi e rallentamenti. Altra eredità è l’audio, nel bene e nel male: c’è poco di memorabile a livello di composizioni, anche se un paio di nuovi ingressi suonano decisamente più drammatici dei brani cui le “spensierate” lande di Gamindustri ci hanno abituato. Il doppiaggio giapponese (è presente anche l’inglese, ma la qualità non è comparabile) è, come al solito, di eccellente fattura, e cattura perfettamente il carattere e l’emotività di ciascun personaggio, quale che sia la sua importanza nella storia, riuscendo a dare quella spinta in più tale da essere determinante nella qualità globale del titolo, e a rendere in qualche modo coinvolgenti anche le scene più insulse.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

PS Store

La “Protagonista delle protagoniste” – così si definisce Nep-Nep in questo episodio – dovrebbe forse porsi un paio di domande: se nel gioco una delle tematiche principali è l’aria di rinnovamento per il cambio delle CPU, allora lo stesso dovrebbe valere per la simpatica serie, perché la sensazione di giocare per la quarta volta lo stesso gioco è forte, e se i miglioramenti al gameplay sono innegabili, è anche vero che la parte di dialogo e il riciclo di materiale e di tropes stanno invecchiando rapidamente, tanto che Victory 2 potrebbe essere apprezzato maggiormente da chi non ha mai giocato ad un Neptunia.

 

giallo

Good

  • Molte meccaniche decisamente migliorate.
  • Disegni sempre ispirati e in 1080p.
  • Doppiaggio giapponese da paura.

Bad

  • Finché il riciclo va, lascialo andare...
  • Dialoghi inutilmente allungati.
  • Parte 3D pesante in modo inaccettabile in rapporto alla resa.
7

Luca 'LkMsWb' Balducci
Dai videogiochi al PC, dal PC ai videogiochi: il cerchio è terminato. Convinto PCistamassterrace, cede puntualmente al lato oscuro delle console ad ogni esclusiva degna di nota.