Mega Man Legacy Collection (3DS)

Majkol

Dopo essere approdata su PC e home console di ultima generazione, la Mega Man Legacy Collection giunge infine anche su Nintendo 3DS. Quando ebbi l’occasione di testare l’edizione Xbox One mi accorsi di come Digital Eclipse, pur confermando l’ottimo lavoro di conversione, non fosse stata in grado di corredare il tutto con la quantità di contenuti bonus che ci si aspetterebbe da un’ennesima collection dedicata al Blue Bomber di Capcom, qui oltretutto celebrato con un nome altisonante come “Legacy Collection”. I punti più dolenti, secondo il mio parere, andavano ricercati nella totale assenza degli episodi della serie non pubblicati su NES (7, 8, 9 e 10), dei titoli per Game Boy e di adeguati remix delle colonne sonore. Aspetto, quest’ultimo, che potrebbe sembrare meramente decorativo, ma che se si considera l’estrema qualità del commento musicale del franchise, esso si rivela tutt’altro che trascurabile.

Nonostante queste problematiche, la Mega Man Legacy Collection restituiva (e restituisce, anche su Nintendo 3DS) le medesime atmosfere old school a cui le cartucce del Nintendo Entertainment System mi avevano abituato. La freschezza del gameplay, tanto semplice da apprendere quanto indecifrabile nelle fasi avanzate è rimasto fondamentalmente integro, fra Power up sempre più elaborati e profili grafici al limite delle possibilità della leggendaria console a 8 bit. In un’epoca in cui la serie Souls di From Software è riuscita a ritagliarsi una certa notorietà anche grazie al suo sistema di gioco estremamente punitivo, la possibilità di tuffarsi in un bingeplay dei titoli che fecero ascendere Mega Man allo stato di mascotte Capcom (seconda solo a Ryu di Street Fighter) assume i connotati di un dolce ritorno a casa, quando i videogiochi non erano solo un passatempo, ma anche un modo per mettere alla prova le proprie capacità.

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Salta e spara!

In America il robottino è stato celebrato con un Amiibo dorato. Da noi neanche l'ombra, ma almeno l'Amiibo della linea Smash Bros. basta e avanza per sbloccare le sfide extra.

In America il robottino è stato celebrato con un Amiibo dorato. Da noi neanche l’ombra, ma almeno l’Amiibo della linea Smash Bros. basta e avanza per sbloccare le sfide extra.

Come è ben noto a chiunque non abbia vissuto finora sotto un sasso, il gameplay di Mega Man si fonda sulla necessità di sopravvivere in un mondo ostile, finemente caratterizzato da un level design che non lascia scampo a platformari dell’ultima ora. Grazie a un moveset essenziale ma espandibile con tanti potenziamenti quanti sono i boss affrontabili, il gioco premia soltanto coloro che riescono a cogliere l’attimo giusto in cui sferrare gli iconici colpi di mega buster contro i numerosissimi robot cattivi. Sperimentare l’effetto dei singoli potenziamenti in un contesto eminentemente “trial and error” rappresenta il caposaldo dell’intero franchise, allora come oggi. Riuscire a sconfiggere un nemico o superare un livello fino a qualche momento prima considerato impossibile risulta ancora gratificante, anche a distanza di più di 20 anni. In Mega Man non si è mai davvero in svantaggio, ma si è soltanto spronati a migliorare, dare il meglio di sé sul campo di battaglia senza arrendersi di fronte all’ennesimo game over. La difficoltà già percepibile nei primi minuti si concretizza in una curva di apprendimento ripidissima, per superare la quale è necessario interiorizzare sia i pattern dei nemici che il design dei livelli.

Questa Legacy Collection è l’ennesima risposta all’amore che i videogiocatori provano per la memoria storica di una delle serie più famose e appassionanti del videogaming di fine anni ’80 e inizio anni ’90. Negli scorsi anni, grazie alle varie edizioni su virtual console di Wii, Wii U e 3DS (per non parlare poi delle collection per console a 128 bit), gli appuntamenti con la mascotte nata dall’estro creativo di Keiji Inafune e Akira Kitamura sono stati decisamente numerosi, eppure ogni volta il fascino dell’eterno “Jump’n’shootman” rimane sempre lo stesso. Se per un momento chiudessi gli occhi e dimenticassi la politica di sfruttamento delle IP storiche dell’odierna Capcom, finirei probabilmente per credere di trovarmi di fronte a un sincero omaggio alla storia di una delle serie più prolifiche e famose apparse su Famicon e Nintendo Entertainment System.

Lo schermo inferiore visualizza l'illustrazione chiave utilizzata per la copertina giapponese di ogni episodio di Mega Man.

Lo schermo inferiore visualizza l’illustrazione chiave utilizzata per la copertina giapponese di ogni episodio di Mega Man.

Un eroe blu e ciano

A dispetto dell’edizione precedente, questo porting per Nintendo 3DS include un buon numero di extra aggiuntivi, come bozzetti preparatori, informazioni, trivialità e un po’ tutto ciò che ci si aspetterebbe da un prodotto che vuole apparire soprattutto come una celebrazione della saga. Addirittura è stato reso possibile giocare alla versione giapponese di ogni capitolo: una trovata che gratificherà i puristi, sempre infastiditi dalle modifiche apportate dallo sviluppatore per il mercato Occidentale.

Nella modalità sfida si è chiamati a risolvere diversi scenari estrapolati dai sei episodi inclusi, con tanto di voto finale a seconda della performance. Un modo come un altro per incentivare anche l’appassionato più smaliziato a vestire nuovamente i panni dell’androide di Capcom. Un’ulteriore gamma di sfide inedite vengono poi sbloccate appoggiando l’amiibo di Mega Man sullo schermo inferiore di New Nintendo 3DS o, nel caso si possedesse il vecchio modello, sul lettore NFC venduto separatamente. Un’aggiunta forse non indispensabile, ma sicuramente apprezzabile per chi, come il sottoscritto, ha voluto riconoscere in queste avventure opzionali la volontà di instillare nuova linfa vitale ai titoli di cui questa collection può fregiarsi.

Sebbene la quantità di contenuti disponibili in questa edizione portatile non sia effettivamente sorprendente, il lavoro di Digital Eclipse è certo degno di nota. Le storiche gesta a 8 bit di Rock Man scorrono lisce come l’olio grazie soprattutto al motore proprietario chiamato “Eclipse Engine”. Non si tratta di una semplice emulazione dell’hardware NES, bensì di una riscrittura del codice che assicura un’esperienza di gioco il più possibile fedele a quanto visto al lancio dei singoli titoli, con tanto di rallentamenti e glitch grafici tipici di allora. I filtri e le opzioni video dell’edizione home console sono stati accontonati, permettendo solo di scegliere fra sfondi da proiettare dietro la giocata in corso, rigorosamente in 4:3 e nella risoluzione nativa della storica console Nintendo di 256×240.

Mega Man Legacy Collection

Sviluppatore: Digital Eclipse
Publisher: Capcom
Genere: Platform
Disponibile: Digital
PEGI: 3+
Lingua: Italiano
Versione Testata: Nintendo 3DS
Copia del gioco acquistata dallo staff di GeekGamer

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Contenuti

  • Coinvolgimento
  • Narrazione
  • Interazione
  • Linearità
  • Condivisione

Galleria

Pur con quel nome, la Mega Man Legacy Collection non rappresenta il compendium definitivo che ci si aspetterebbe. Gli extra aggiuntivi di questa edizione portatile sono sicuramente graditi, ma siamo ancora ben lontani da un prodotto in grado di abbracciare la totalità del franchise. Al di là di questo, se si vuole godere di un’esperienza “console perfect” dei titoli della serie Mega Man pubblicati in occidente su NES, la produzione Digital Eclipse rimane senza ombra di dubbio l’occasione migliore.

verde

Good

  • Altri contenuti extra rispetto all'edizione precedente
  • Il fascino del retrogaming ben si sposa alla natura portatile di Nintendo 3DS

Bad

  • Tante assenze importanti per una collection dal nome così presuntuoso
7.5

Majkol
C'è chi dice che nella sua stanzetta, dietro una mole spaventosa di fumetti d'epoca giapponesi, si celino misteri infiniti. Da sempre appassionato di videogame made in Japan e delle opere animate di Kunihiko Ikuhara, dategli un qualsiasi J-RPG e lo renderete un orsetto felice.