Aya nel paese dei morti viventi

Edoardo Carusillo

Mad Father

Sviluppatore: sen
Publisher: AGM Playism
Genere: RPG
Disponibile: Digital
PEGI: 18+
Lingua: Inglese
Ringraziamo il publisher per averci fornito una copia review

Ib, The Witch’s House e Mad Father rappresentano forse i titoli più emblematici del panorama dei JRPG indie freeware, complice la loro immediata accessibilità e l’abilità degli sviluppatori di tirar fuori dai cliché del genere horror delle storie coinvolgenti e memorabili.
Mentre il fuclro di Ib si basava sulla trama e sul rapporto tra i vari personaggi, The Witch’s House privilegiava la componente survival, sottoponendo continuamente il giocatore a enigmi micidiali.

Il titolo è in giro sulla rete in forma gratuito da così tanto tempo da aver ispirato numerosi corti fanmade.

Il titolo è in giro sulla rete in forma gratuito da così tanto tempo da aver ispirato numerosi corti fanmade.

Ammetto di non aver mai provato il terzo, ovvero Mad Father, ma grazie alla versione più recente, disponibile da poco su Steam e forte di notevoli miglioramenti grafici, ho voluto dargli una chance. Come in Ib e The Witch’s House, la protagonista del gioco è una bambina di nome Aya, dall’aspetto reminiscente una moderna Alice, i cui pensieri sono sempre rivolti alla madre morta l’anno prima, e all’amato padre, appunto il Mad Father. Ambientato in un antico maniero, la storia inizia nel cuore della notte, quando la piccola Aya avverte un urlo provenire dal laboratorio sotterraneo del padre e, riconoscendo la sua voce, si precipita per andargli incontro.
Tuttavia appena fuori dalla propria camera, la bambina viene quasi assalita da un gruppo di zombie. Poco dopo, viene a sapere da un misterioso venditore che quei mostri erano cavie degli esperimenti del padre, riportati in vita a causa di una maledizione scatenata dallo spirito rancoroso della madre. Fattasi coraggio, Aya decide di addentrarsi nelle viscere del maniero allo scopo di salvare il padre.

QUICK TIME EVENT E UNA MOTOSEGA

Mad Father è un videogioco sviluppato nel 2012 da Sen “The Miscreant Room” tramite Wolf RPG Editor. Essendo quindi un gioco relativamente di “bassa” fattura, anche i comandi risultano semplici e intuitivi: manovrando lo sprite della piccola Aya, il giocatore esplorerà stanza per stanza i meandri  della villa Devris, cliccando davanti ai punti di interesse ed evitando di farsi uccidere dagli zombie. Ad un certo punto, sarà possibile armarsi di motosega (attrezzo molto appropriato per una bambina di undici anni), con la quale non si elimineranno i mostri, bensì servirà alla soluzione degli enigmi.
Il gameplay mantiene generalmente la stessa struttura, basandosi su un continuo “cerca e trova” di strumenti necessari per accedere alle aree successive. A prima vista può sembrare un procedimento monotono e noioso, tuttavia, la planimetria della casa e dei sotterranei è funzionale alla ricerca, in modo tale da sfruttare ogni area possibile del gioco.
Il livello di difficoltà è intermedio ma costante, e la soddisfazione dopo aver risolto ogni enigma è palpabile; inoltre, la presenza di quick time event, in cui bisognerà fuggire dai nemici, e di sequenze stealth, da cui si dovrà non farsi individuare, contribuirà a mantenere alta la tensione del giocatore. Per fortuna, non saranno richiesti riflessi sovrumani per completarli ma, prestate sempre attenzione.
Sebbene gli zombie rappresentino il punto centrale della trama, essi non costituiranno una vera e propria minaccia se non verso l’inizio e la metà del gioco, mentre alcuni aiuteranno la piccola Aya.

Benché il gioco presenti una narrazione lineare, sono presenti ben tre finali, ossia due Bad End ed un True End: per accedere al finale canonico bisognerà decidere l’opzione giusta tra le due offerte verso la fine e aver innescato un determinato evento, senza il quale, ogni scelta porterà ai Bad End. Un indizio: controllate l’assistente del padre quando è svenuta…

Per incentivare l’esplorazione, saranno disseminati per tutto il maniero delle particolari gemme che, se collezionate tutte e 21, sbloccheranno due finali segreti, uno breve dopo i titoli di coda, e l’altro invece disponibile una volta concluso il True End, dove alcuni misteri saranno finalmente svelati.

Essendo nato come RPG freeware, Mad Father non pretende di vantare grandi velleità artistiche, Tuttavia, credo sia doveroso notare il notevole distacco grafico dalla prime versioni a quest’ultima appena pubblicata: innanzitutto vi è molta più coerenza con la qualità dei tiles utilizzato, avendo sostituito gli elementi stridenti in bassa risoluzione con altri più dettagliati; inoltre, le aree presentano un design molto più sfarzoso, rimuovendo quella sensazione di austerità e spartanità delle versioni precedenti.

Il layout ricorda molto lo stile di Corpse Party, con gli sprite dei personaggi che parlano in sovrimpressione e sotto la finestra di dialogo (in questo caso, dei sottotitoli). Anche il character design ha subito una leggera miglioria ma, ciononostante, lo stile semplice e grezzo di alcune illustrazioni tradisce l’origine amatoriale della produzione.
La colonna sonora è abbastanza discreta, ma riesce nell’instaurare uno stato di angoscia costante, inframezzato da tracce più leggere e altre da horror di serie B. La direzione del suono è buona, e permette una maggiore immersione del giocatore, grazie al rumore dei passi e alla presenza di un doppiaggio molto elementare – specificatamente, dei versi di Aya e del suo padre impazzito. Segnalo infine alcuni bug nella versione di Steam: il primo, risolvibile solo tramite l’installazione della lingua giapponese nel PC, impedisce al gioco di avviarsi, mostrando invece una finestra piena di caratteri incomprensibili; il secondo, tutt’ora irrisolto, è legato al menù principale, dove è impossibile caricare i file salvati. Le alternative sono, o maratonare un’intera partita (di circa due ore), o attendere la risoluzione dei problemi. In sostanza, pur non raggiungendo la profondità di Ib, o il terrore di The Witch’s House, Mad Father riesce a farsi valere nel suo genere, abbastanza per guadagnarsi il podio con gli altri due titoli.

 

 

 

 

Contenuti

Dove posso acquistarlo?

Una storia horror di una bambina guidata dall’amore incondizionato verso suo padre, nonostante tutte le atrocità da lui commesse, alla scoperta delle profondità infernali della villa Devris.
Ricordo che il gioco è disponibile in versione gratuita, ma per chi vuole godersi un’esperienza visivamente più appagante e supportare lo sviluppatore, consiglio l’acquisto al prezzo di 5€ su Steam.
Sconsigliato invece a chi è facilmente impressionabile.

verde

Good

  • Enigmi stimolanti.
  • Grafica migliorata rispetto alla versione freeware.
  • Atmosfera inquietante.

Bad

  • Ricco di cliché.
  • Disegni un po' grezzi.
  • Bug nel caricare i file.
7

Edoardo Carusillo
Studente, attivista LGBTQ+ e auto-proclamato paladino della giustizia!